I sogni son desideri… di felicità?

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I sogni ci sono. Fino a qua tutto bene.
I sogni sono desideri. Certo, ovvio.
I sogni son desideri… di felicitá?

Certo che sono desideri di felicità, chi sognerebbe di essere triste?
Ma allo stesso tempo, i sogni e i desideri portano felicità?
Be’, io direi di no.
Da piccola ho sempre sognato, in tanti modi diversi.
Giocavo con il Camper di Barbie e sognavo di far fare lunghi viaggi alle protagoniste ( con i rispettivi fidanzati ) all’insegna dell’avventura.
Giocavo con la casa delle Polly Pocket e la arredavo ogni giorno in un modo diverso, ci perdevo delle ore a sistemare i mobili ogni volta, creavo percorsi nel giardino servendomi di rotoli della carta igenica e creavo piscine con i contenitori di plastica.
Giocavo con la cabina telefonica di Londra delle Bratz e cercavo sempre di creare abbinamenti diversi con i vestiti.
Compravo diari segreti e mi divertivo a scriverci sopra delle cose, a volte lettere a persone alle quali non avevo il coraggio di dire le cose o semplicemente scrivevo come avevo passato la giornata, cosa mi aveva reso felice e cosa triste.
Collezionavo palle di neve di tutti i posti del mondo, me le facevo portare dai parenti o le compravo quando a fare i viaggi ero io.
D’estate mi buttavo in acqua e cominciavo a nuotare verso l’orizzonte con mia mamma che mi chiamava dalla riva impedendomi di andare più lontano.
Leggevo e rileggevo le favole del bosco che mi aveva regalato mio padre un Natale.
Volevo viaggiare, scappare, arredare le case, scrivere, leggere, creare mode…
Come è possibile che ho 18 anni e sogno ancora le cose che sognavo da piccola?
Non ho iniziato questo post con un’idea precisa, mi sono detta che mi andava di scrivere qualcosa, ho inserito la foto e ho pensato che le parole sarebbero uscite da sole; mi sono ricordata di come passavo il tempo durante la mia infanzia e sono arrivata a questa conclusione.
Rimarranno solo sogni, molti di loro.
E ciò non mi rende per niente felice.
Però io penso di averlo detto due o tre volte, da quando ho aperto il blog, che spero che questa esperienza che sto facendo qui, nel mio spazio personale, mi porti a qualcosa di buono.
Vedo persone affianco a me che sanno cosa vogliono, hanno un futuro scritto, possono far avverare i propri sogni perchè ne hanno i mezzi. Si sa che quando gli altri cominciano a sapere cosa fare della loro vita sale l’ansia di cosa fare della propria. Quindi poi guardo me e vedo solo un grandissimo punto interrogativo.
?
Non mi sono MAI data per vinta e continuerò a combattere per i miei sogni, anche se questo, per ora, non mi rende felice. 

E i vostri sogni? Quali sono? Qualcuno si è avverato?

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5 pensieri su “I sogni son desideri… di felicità?

  1. Si dice che i sogni siano il motore del mondo: senza i sogni, nulla o quasi di ciò che abbiamo oggi sarebbe esistito. Personalmente vivo di sogni e ne faccio la “benzina ecobio” della mia vita. A volte non si avverano, purtroppo, ma quando ne lasci andare qualcuno, anche nel rimpianto, crescono nuovi piccoli sogni che coltivi con amore…e magari domani quei piccoli sogni diventeranno grandi e ti condurranno dove eri destinato ad arrivare. Senza i sogni non avremmo la speranza, quindi non dobbiamo per forza privarcene, anche se a volte siamo costretti ad accantonarli per dare retta alla praticità della vita di ogni giorno! Tu sei così giovane! Io che ho 10 anni più di te ogni tanto sogno ancora i sogni di quando ero bambina e mi danno la forza di andare in quella direzione, un piccolo passo per volta!

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  2. “Vedo persone affianco a me che sanno cosa vogliono, hanno un futuro scritto, possono far avverare i propri sogni perchè ne hanno i mezzi. Si sa che quando gli altri cominciano a sapere cosa fare della loro vita sale l’ansia di cosa fare della propria. Quindi poi guardo me e vedo solo un grandissimo punto interrogativo.”

    Io ho finito il liceo nel 2010, poi mi sono iscritta all’università e dopo quasi tre anni ho cambiato corso di laurea. Ho quasi 24 anni, tutti i miei coetanei hanno già la triennale e tra poco anche la magistrale, io invece sto ancora qui a finire il secondo anno del nuovo corso, insieme a gente nata nel 1994. Mi sento terribilmente “vecchia” e statica… inoltre le materie che seguo sono quasi tutte annuali, perciò non ho mai quella sensazione di stare andando *veramente* avanti. C’è gente che durante la sessione invernale si toglie quattro-cinque esami e io devo aspettare luglio per tirare le somme.
    Non è piacevole, ma una lezione – un po’ banalotta, ma evidentemente non ci arrivavo prima – l’ho imparata: siamo tutti diversi e ognuno ha i propri tempi. Ho capito tardi cosa volessi fare della mia vita a livello professionale e cerco di andare per la mia strada. Altri ci sono arrivati prima, ma non è detto che non possano tornare indietro etc.
    Sei tu il tuo unico metro di paragone. E lo so che questa frase sembra uscita da un libro a caso di auto-aiuto, ma deve essere così. 🙂
    Detto questo, sarebbe veramente strano se a 18 anni non avessi un milione di interessi e di sogni!

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