Come diventare una ragazza – Caitlin Moran // Recensione

Come diventare una ragazza - Caitlin Moran

Titolo: Come diventare una ragazza
Autore: Caitlin Moran
Editore: Bompiani
Pagine: 366
Prezzo: 19.00€

Trama:

Cosa fa un’adolescente quando scopre che gli insegnamenti dei genitori sono insufficienti per affrontare la vita? È il 1990. Johanna Morrigan ha 14 anni, un padre strampalato, eterno aspirante star del rock, una madre paziente e remissiva, un fratello maggiore e un fratellino, Lupin, dagli occhi grandi “come due pianeti blu che ruotano nella galassia del suo cranio”. Un giorno, dopo l’ennesima delusione suscitata da una promessa di futuro che entra dalla porta ed esce con disinvoltura dalla finestra, Johanna Morrigan dice basta! Decide di cambiare tutto e trasformarsi in Dolly Wilde, di lasciare Wolverhampton e intraprendere una nuova vita, fatta di avventura, letture, musica. Dolly Wilde è un’eroina gotica, con la parlantina sciolta, senza alcuna inibizione, alla conquista del piacere, degli uomini, di Londra. Sarà lei, Dolly, a salvare la sua famiglia sempre più in affanno economico, come Jo in Piccole donne, o come le sorelle Bronté (senza pensare minimamente di morire giovane). Ma cosa succede quando Johanna realizza che Dolly, il personaggio che lei stessa ha costruito pezzo per pezzo, ha un enorme difetto? Dopotutto, una scatola di dischi, gli uomini, e una testa piena di libri possono bastare per diventare una ragazza?


Dopo aver finito questo libro sono stata pervasa da un’insolita sensazione di smarrimento. Non so dirvi se quest’autrice è pazza o un genio.

Volete incontrare un’adolescente completamente persa negli anni ’90, in una casa strampalata e povera, con dei genitori che non credono di dover intervenire sui suoi strani stili di vita?
Johanna è una scrittrice bravissima, vince un concorso di poesie ma si rende ridicola in televisione; ha un fratello più grande, Krissi, con cui spera sempre di poter avere un rapporto civile ma ogni volta che ci riesce poi lo fa scappare; decide di cambiare la sua vita, a partire dal su nome, e poi si rende conto di aver sbagliato ogni cosa.
La bellezza di Johanna, soprattutto, sta nel suo rendersi conto delle cose, nel cercare di rimediare sistematicamente a tutti i suoi errori.
Di questo libro ho adorato, tra le tante cose, gli anni ’90 intrisi di musica, di critici musicali e di musicisti sognatori. Musica. Musica. Musica.
Il senso dell’umorismo, anche se bizzarro, non manca e questa per me è sempre una buona notizia.
Sostanzialmente non saprei cos’altro dire, penso che sia una storia che deve essere letta per essere capita… Potrei dirvi un centinaio di altri lati positivi e non capireste comunque profondamente il senso di tutto questo, perché non sarei capace di spiegarvelo.
Uno dei messaggi che è importante cogliere è che non importa quanto tu possa cambiare te stessa, quanto tu possa fingere di essere qualcun altro finché non ci riesci, all’interno rimarrai sempre la stessa persona, ai tuoi occhi sarai sempre uguale. E questo è un bene.

Voto: 8 e mezzo

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