Il giorno della civetta – Leonardo Sciascia

Il giorno della civetta è un romanzo di Leonardo Sciascia, terminato nel 1960 e pubblicato per la prima volta nel 1961 dalla casa editrice Einaudi.
Il racconto trae lo spunto dall’omicidio di Accursio Miraglia, un sindacalista comunista, avvenuto a Sciacca nel gennaio del 1947 ad opera della mafia di Cosa Nostra.
Sciascia aveva già iniziato a scrivere di mafia nel 1957 recensendo il libro di Renato Candida, comandante dei carabinieri ad Agrigento, al quale si è ispirato per tratteggiare il personaggio del Capitano Bellodi, protagonista del romanzo.

giornocivetta

La storia si svolge nel 1960. In un paesino vicino a Siracusa il presidente di una piccola cooperativa edilizia viene trovato assassinato a una fermata dell’autobus. Mistero sul movente e sui mandanti dell’omicidio. Le indagini del capitano dei carabinieri Bellodi non sono facili perché nessuno è disposto a parlare.
Con il passare del tempo, restano coinvolti nel caso anche personaggi importanti. Ad un certo punto viene uccisa l’unica persona che aveva riconosciuto l’omicida mentre si allontanava dal luogo del delitto. Il capitano non si dà per vinto e, grazie alle indicazioni della vedova dell’ultima vittima, risale al pregiudicato che ha assassinato il dirigente edile. In seguito, dagli interrogatori si arriva ai nomi dei due mandanti dell’omicidio. Ma da questo momento la vicenda prende una piega ancora più drammatica. Arrivano le soffiate, ci sono i tradimenti: difficile capire da che parte sia la verità.
Bellodi, che ha intuito come stanno i fatti, non avrà vita facile.
Con quest’opera Sciascia scatta una fotografia sorprendente della società dell’epoca in un intreccio di lotte e giochi di potere clandestini.


Un libro che ha i suoi anni e che conquista molto. Un giallo ben costruito, forse proprio perché basato in parte su una storia vera.

Come scrive Francesco Merlo nella prefazione “Eppure chi non ha letto Il giorno della civetta – ma chi non l’ha letto? – scoprirà di conoscerne anche i dettagli, di averlo già tutto dentro la testa, di abitare in un’Italia che da questo libro è stata arredata e che senza questo libro non esisterebbe. E gli sembrerà persino di averlo già letto in molti altri libri che ha letto, e magari pure in troppi.”
Voto: 8

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