La collina dei conigli – Richard Adams

Caro Richard Adams… che c’hai da dire sui conigli per 430 pagine?

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Trama:

Nel sud dell’Inghilterra, sulle colline del Berkshire, vive in pace una numerosa comunità di conigli. Tra loro c’è il piccolo Quintilio, che ha il potere di fare dei sogni premonitori: questa volta il sonno gli ha parlato di una terribile minaccia che sta per abbattersi sulla sua gente. Qualcosa di inspiegabile, che viene dagli uomini. Ma quando tenta di mettere in guardia il suo popolo, come spesso accade ai profeti, nessuno gli crede. E cosa può fare il piccolo Quintilio se nemmeno il Coniglio Capo gli presta attenzione? Semplice, decidere di fuggire lontano con un gruppo di amici fidati. Attraverso terre sconosciute e impervie, la coraggiosa compagnia di conigli intraprende un viaggio alla conquista della libertà e di una nuova possibilità di vita, imbattendosi in pericoli di tutti i tipi: da una conigliera dove i conigli sono un po’ apatici ma hanno cibo in abbondanza (anche se ogni tanto qualcuno scompare), a una strana comunità dove le coniglie non fanno più cuccioli… Un romanzo epico, a metà tra Tolkien e Orwell, un classico in cui Richard Adams dà forma a un universo divertente e appassionante, alla ricerca di un mondo migliore.


Perché ho comprato questo libro?
Per tutte le recensioni positive che avevo letto e per chi dice “La collina dei conigli è il mio libro preferito”.
Perché mi sono pentita?
Questo libro non mi è piaciuto per niente e non ne ho capito il senso.

Ho il blocco del lettore da due mesi abbondanti ma (e sono convinta di questo) non mi sarebbe piaciuto neanche se lo avessi letto in un altro periodo.
Penso che l’autore voglia dare un messaggio, voglia dire ai lettori di non accontentarsi mai e di combattere, e questo è un bel messaggio (soprattutto in un’epoca come questa)… ma ci vogliono 430 pagine sui conigli per farlo?
Non è che io non abbia mai letto libri “seri” e “pesanti”, perché l’ho fatto e lo continuerò a fare, ma questa storia non mi ha detto nulla.
Ho odiato le note a piè di pagina, e soprattutto il fatto che esse fossero necessarie, le parabole raccontate dal coniglio Dente di Leone e il fatto che in alcuni punti le scene descritte non erano assolutamente necessarie per lo sviluppo della trama.
430 pagine grandi e con scrittura piccola. 430 pagine. Sui conigli. Sui coniglii.

Prego tutti quelli che hanno catalogato questo come il “libro preferito” di commentare qui sotto e spiegarmi il perché.
Voglio saperlo più di quanto voglia mangiare un pezzo di cioccolata in questo momento.
Aspetto tutte le vostre opinioni e spero che siano numerose perché voglio capire cosa mi è sfuggito e, se riuscirete a convincermi, magari potrei anche rileggerlo in futuro.

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