Recensione: Due madri – Ugo Barbàra

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Certe storie non hanno un solo passato, né un solo presente. Certe storie si intrecciano continuamente, e scambiano chi le vive come se conoscessero i fili che compongono il tempo uno a uno. Certe storie non ammettono distanza e continuano a pulsare nel caldo e nel freddo, aspettando il destino. Il nuovo romanzo di Ugo Barbàra è un intreccio di passioni dolci e terribili, di amori senza speranza e di sogni senza pace che attraversano il tempo e lo spazio, come solo le grandi passioni riescono a fare. Attraverso una scrittura discreta e delicata come un sussurro ma forte, ritmata e incisiva come un tamburo di guerra, il racconto di come certi fiori resistano alla neve. E di come donne e uomini sopravvivano al silenzio e all’infamia della Storia, per restare umani.

Maurizio de Giovanni

Titolo: Due madri
Autore: Ugo Barbàra
Editore: Frassinelli
Pagine: 288
Prezzo: 16,00€


Sono davvero felice di aver scoperto, e di aver letto, questo libro.
Stella è una anziana donna italiana che vive, da sempre, nel paese di San Virginio e lì ha vissuto la seconda guerra mondiale. Si trova a raccontare ad un prete la sua storia, come ha perso suo marito in guerra e i peccati che ha commesso per salvare se stessa e suo figlio.

<<Io ho peccato>>, dice, <<Ma non sono pentita. Non sono pentita affatto.>>

Olga è una donna argentina che è costretta a scappare con suo figlio in seguito alla sparizione di suo marito nell’era dittatoriale di Videla.
Due periodi completamente diversi; due storie di fughe e sotterfugi; due donne sole col solo pensiero di salvare le anime innocenti che hanno partorito.
All’inizio avrei detto che quasi mi piaceva di più la storia di Olga, ma quando entri in quella di Stella, volere o volare, ti immergi fino al collo e non sai se ne esci viva.

Quando la realtà irromperà nelle vostre vite, lo farà con la violenza di qualcosa che è stato accantonato per inseguire un’illusione. Ho visto cosa può fare il mondo reale quando precipita nel mezzo di un’illusione. Nessuno si salva. Perdi tutto quello che credevi di avere conquistato, in un attimo. E la tua vita diventa come una casa con i muri di carta che si disfano sotto la pioggia.

La scrittura è ottima, le trame ben sviluppate, i personaggi sono ben costruiti. D’altronde l’autore, nei ringraziamenti, specifica che per gli avvenimenti si è ispirato alla storia della sua famiglia, a fatti realmente accaduti.
Quando pensiamo alla guerra, noi giovani, ovviamente ci immedesimiamo in ciò che hanno provato i nostri nonni e chi prima di loro… non possiamo capire profondamente i sentimenti ma leggere libri così dà sempre un aiuto in più.

<<Avete presente quando i temporali si abbattono sulla costa e in mezzo alle nuvole si vedono quei fulmini che sembra che devono spaccare la terra?>> comincia a dire. <<Ecco: la guerra era la stessa cosa. Il rumore arrivava fino a noi, ma era una cosa distante, come le disgrazie quando capitano agli altri. Noi ci sentivamo al riparo.>>

Non è una lettura facile, non è uno young adult, non è una favoletta: è un libro che ha bisogno del suo tempo per essere assimilato… e nonostante questo l’ho divorato.

Non posso che dargli un voto 9 e consigliarlo a tutti.

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