Recensione: Lo strano manoscritto trovato in un cilindro di rame – James De Mille

agguato all'incrocio

C’è bonaccia tra le Canarie e Madeira, il Falcon non può navigare. Lord Featherstone e i suoi amici, giocando con le barchette di carta sull’acqua trasparente, trovano un misterioso cilindro metallico, incrostato di conchiglie.
Misterioso è anche il contenuto: un manoscritto affidato alle onde da Adam More, naufrago in una terra sconosciuta, oltre i confini del mondo.
In attesa che il vento torni a gonfiare le vele, i quattro amici, a turno, cullati dal mare, leggono ad alta voce la sua storia.
Sul ponte del Falcon scorrono vorticose le peripezie di Adam More: la deriva tra immensi vulcani, il passaggio da un canale sotto i ghiacci e l’approdo a una baia verdissima abitata da uomini un po’ strani.
Sembrano accoglienti e gentilissimi, ma odiano la luce, vivono in caverne buie e spoglie; considerano la povertà un privilegio, la ricchezza e il potere una maledizione; la morte per loro è una meta molto ambita e l’amore corrisposto una calamità dalle tremende conseguenze.
Per fortuna accanto a Adam c’è Almah, anche lei straniera, anche lei giunta per caso nel paese dell’ombra.
Uniti dal comune amore per la vita e per la luce, finiscono per innamorarsi l’uno dell’altra, ma chi si ama, in quelle terre, deve separarsi al più presto.
Adam e Almah vorrebbero fuggire insieme, ma come, in quella terra circondata dai ghiacci?

Paragonato a Verne per il gusto dell’avventura, a Swift per la parodia dell’umana vanità, un grande classico pubblicato per la prima volta in Italia.

Titolo: Lo strano manoscritto trovato in un cilindro di rame
Autore: James De Mille
Editore: Marcos y Marcos
Pagine: 326
Prezzo di copertina: 18,00€


A questo libro, secondo me, si associa benissimo un’esclamazione: bizzarro!

Il manoscritto parla delle avventure di Adam More che sono tutto tranne che divertenti. Adam incontrerà, nel corso del suo naufragio, diverse terre e purtroppo non ci saranno mai delle patrie che siano accoglienti e simili a lui.
In particolare incontrerà un popolo che ama la morte, il buio, la sofferenza e che mette al primo posto della scala sociale i poveri. Solo una donna, Almah, ama la luce come Adam.
I due si innamoreranno, inevitabilmente, ma Adam non sa che questa potrebbe essere la loro rovina.
Questi uomini compiono sacrifici umani come se fossero benedizioni, venerano la morte fino a questo punto, ed a volte mangiano le loro “vittime”.
Adam non è abituato a tutto questo e vuole scappare in ogni modo portando con sé la donna che ama… ma non è così facile!

In realtà potremmo considerarlo anche un distopico ma non sappiamo assolutamente se questi popoli esistono realmente: tutto può essere in un mondo strano come il nostro!
Certo è che se fossi stata al posto di Adam avrei avuto paura in ogni momento della mia giornata.

Il finale è un po’ strano: mi ha lasciata sospesa.
La storia successiva la immagineremo noi 🙂

Il libro mi è piaciuto e lo consiglio soprattutto se non siete deboli di stomaco.
Voto: 8 e mezzo

 

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