Dal 5 maggio in libreria: Dentro soffia il vento – Francesca Diotallevi

Buongiorno, oggi in anteprima scopriamo insieme un libro bellissimo scritto da un’autrice italiana ed edito da Neri Pozza. Lo troverete in libreria dal 5 maggio 2016.
Potete trovare il prequel di questo libro in ebook, si chiama  Le Grand Diable.

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Trama:

In un avvallamento tra due montagne della Val d’Aosta, al tempo della Grande Guerra, sorge il borgo di Saint Rhémy: un piccolo gruppo di case affastellate le une sulle altre, in mezzo alle quali spunta uno sparuto campanile.
Al calare della sera, da una di quelle case, con il volto opportunamente protetto dall’oscurità, qualche «anima pia» esce a volte per avventurarsi nel bosco e andare a bussare alla porta di un capanno dove vive Fiamma, una ragazza dai capelli così rossi che sembrano guizzare come lingue di fuoco in un camino.
Come faceva sua madre quand’era ancora in vita, Fiamma prepara decotti per curare ogni malanno: asma, reumatismi, cattiva digestione, insonnia, infezioni… Infusi d’erbe che, in bocca alla gente del borgo diventano «pozioni » approntate da una «strega» che ha venduto l’anima al diavolo. Così, mentre al calare delle ombre gli abitanti di Saint Rhémy compaiono furtivi alla sua porta, alla luce del sole si segnano al passaggio della ragazza ed evitano persino di guardarla negli occhi.
Il piccolo e inospitale capanno e il bosco sono perciò l’unica realtà che Fiamma conosce, l’unico luogo in cui si sente al sicuro. La solitudine, però, a volte le pesa addosso come un macigno, soprattutto da quando Raphaël Rosset se n’è andato.
Era inaspettatamente comparso un giorno al suo cospetto, Raphaël, quando era ancora un bambino sparuto, con una folta matassa di capelli biondi come il grano e una spruzzata di lentiggini sul naso a patata. Le aveva parlato normalmente, come si fa tra ragazzi ed era diventato col tempo il suo migliore e unico amico. Poi, a ventuno anni, in un giorno di sole era partito per la guerra con il sorriso stampato sul volto e la penna di corvo ben lucida sul cappello, e non era più tornato. Ora, ogni sera alla stessa ora, Fiamma si spinge al limitare del bosco, fino alla fattoria dei Rosset. Prima di scomparire inghiottita dal buio della notte, se ne sta a guardare a lungo la casa dove, in preda ai sensi di colpa per non essere andato lui in guerra, si aggira sconsolato Yann, il fratello zoppo di Raphaël… il fratello che la odia.
Ritornando su un tema caro alla letteratura di ogni tempo – l’amore che dissolve il rapporto tra una comunità e il suo capro espiatorio – Francesca Diotallevi costruisce un romanzo che sorprende per la maturità della scrittura e la solidità della trama, un’opera che annuncia un nuovo talento della narrativa italiana.


La storia è scritta da più di un punto di vista, ma è incentrata soprattutto su Fiamma.
Fiamma, vista dal nuovo parroco della chiesa, è una donna che tutti definiscono “strega”, ma dalla quale tutti vanno quando hanno bisogno di rimedi per i loro mali. Fiamma, vista da Yann, è la persona che ha portato sulla cattiva strada Raphael. Fiamma, vista da se stessa, è solo una ragazza che vive da sola in un bosco, senza nessuno e senza nessuna comodità, e che non dà fastidio ad una mosca.
Francesca Diotallevi vuole raccontare una realtà intrisa di pregiudizi infondati, di superstizioni sbagliate e di persone emarginate perché sole contro una folla. In realtà Fiamma è parte del popolo, è quasi fondamentale. Lei e sue madre hanno salvato una vita, quella di Yann; hanno curato i mali di tante persone e non hanno mai fatto del male. Eppure loro sono sempre state le streghe.
Quando Fiamma è rimasta sola ha continuato a seguire le orme della sua infanzia, quella in cui come unico amico aveva Raphael.
Raphael non ha mai dato importanza ai pregiudizi degli altri, lui ha sempre saputo che Fiamma era solo una bambina. Eppure nessuno sembra mai pensarla come lui.
Quando Yann, il fratello di Raphael, si rende conto di essersi innamorato di Fiamma cerca di combattere questi sentimenti, perché lui non può affatto innamorarsi della strega.
Anche gli uomini di Dio, che dovrebbero essere misericordiosi e pronti a dare un mano ai più deboli, si schierano contro Fiamma. Il vecchio parroco ha perso la speranza di salvare quell’anima secondo lui perduta.
Ma Fiamma non è perduta e non ha perso Dio perché Dio non è in chiesa, è nei dettagli.

E’ sempre un bene dare spazio a dei libri così belli, così profondi e ben scritti. “Dentro soffia il vento” è una storia che, se letta con la giusta dose di giudizio, può cambiare il modo di pensare o rafforzarlo.
Bellissimo.
Voto: 8 e mezzo

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