Recensione: Non smettere mai di abbracciarmi – Alessandra Merighi

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Trama:

Leila e Daiana sono compagne di scuola, unite da una forte complicità. Frequentano la terza classe di un istituto superiore, ma non si impegnano, non studiano, saltano spesso le lezioni. Leila è una ragazza introversa, ha una famiglia poco attenta a quanto le succede e questo le provoca una grande sofferenza. Daiana ha una storia molto dolorosa alle spalle. Ma loro si sentono grandi, autonome. Vagabondano insieme, alla ricerca di non si sa bene che cosa. Annoiate, cercano emozioni intense attraverso esperienze pericolose. Valentina, invece, è stata colpita da un male terribile e sta lottando per non lasciarsi sfuggire la vita che ama. A sostenerla nella sua difficile battaglia ci sono i genitori, il suo compagno e un medico speciale, capace di curare i propri pazienti, ma soprattutto di prendersene cura. Nemmeno Leila e Daiana sono sole: il loro punto di riferimento è un’insegnante, molto preoccupata e decisa ad aiutarle in qualsiasi modo. Sarà proprio il medico che segue Valentina a offrirle l’occasione di farlo…


Non so bene cosa pensare.
Questo libro tratta argomenti molto seri, perciò sarebbe da consigliare e da prendere come esempio. La storia vuole lanciare un messaggio e ci riesce. D’altra parte, però, la trama non è costruita nel migliore dei modi. A mio parere ci sono troppi punti di vista che si intrecciano. Il problema non sono tanto le parti in cui c’è scritto il nome di chi narra – perché lì è abbastanza semplice capire – quanto nelle parti in cui narrano più personaggi insieme, sempre in prima persona. Ad un certo punto non capisci più chi sta parlando. Altra cosa che mi ha lasciata perplessa è che qui si parla, principalmente, di tre ragazze. L’unica cosa che hanno in comune queste ragazze è un incontro nell’ultimo capitolo del libro. Non sono d’accordo con la scelta di non sviluppare assolutamente il rapporto tra le tre. Insomma, cosa costava qualche pagina in più? E Valentina, che è malata, che fine fa? L’autrice non ci dice nulla. Ci lascia interpretare. Non sarebbe neanche un problema, se non avessi passato tutto il mio tempo a farmi domande sulla sua sorte. Mi ha lasciata un po’ “appesa”.
Ripeto, per argomenti eccelle… per tecniche narrative e decisioni a livello di trama è un “insomma”.
Se non ho capito male, si ispira a una storia vera… quindi non sarebbe stato neanche così difficile inventare.

Voto: 7

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