Recensione: Svegliami quando tutto sarà finito – Robyn Schneider

71+Dbf6XFeL

Trama:

Latham House è uno strano posto per incontrarsi. Un tempo era un collegio tra i boschi, ma oggi è tutta un’altra cosa. Dove una volta si raccoglievano studenti da ogni angolo degli Stati Uniti, ora vivono sotto stretto controllo medico oltre un centinaio di giovani affetti da una forma particolarmente grave di tubercolosi. Qui, lontani dal resto del mondo, i ragazzi trascorrono i giorni in perenne attesa, nella speranza di guarire e tornare dalle loro famiglie, dai loro amici, alle loro vite. È una specie di vacanza forzata, ma Lane, il nuovo arrivato, proprio non vuole saperne: ha dei progetti per il futuro e la malattia è solo un ostacolo tra lui e lo studio. Ma quando si accorge che il suo fisico non gli permette di restare la notte piegato sui libri, capisce che ci sono cose più importanti. In mensa ha notato un eccentrico gruppo di amici: Marina, una nerd con il pallino del teatro; Charlie, uno scherzoso cantautore in erba; Nick, una miniera di battute taglienti; e infine Sadie, un’aspirante fotografa con la quale condivide un vecchio, imbarazzante ricordo. Lane vuole essere uno di loro. E, soprattutto, vuole ricucire il rapporto con Sadie, incrinatosi un’estate di qualche anno prima. Entrato nel gruppo, Lane scopre una nuova vita, impara a infrangere le regole, a disobbedire in nome dell’amicizia. E insieme a Sadie ci racconta la loro storia, quella di un ragazzo e di una ragazza che giorno dopo giorno si avvicinano, si scoprono e imparano ad amarsi nonostante la malattia. Perché quando il dolore ti spinge all’estremo, l’amore è l’unico rimedio.


Leggendo la trama avevo capito che sarebbe stato un libro totalmente diverso da quello che ho letto. Come al solito non ci capisco mai un cavolo.
Lane e Sadie sono i due personaggi principali del libro e sono rinchiusi a Latham House, una struttura in cui ci sono tutti i ragazzi malati di tubercolosi. La tubercolosi – almeno quella di cui si parla in questa storia – non si cura facilmente. Una volta che entri alla Latham puoi uscirne vivo o morto.
La struttura è totalmente simile ad un normale liceo ma, per ovvie ragioni, è differente. Ci sono dei dottori che seguono costantemente i ragazzi, con delle visite mediche periodiche, e non si studia né si fanno i compiti a casa. Addirittura i professori rimproverano i ragazzi, quando si accorgono che qualcuno di loro vuole studiare davvero. Quest’ultima cosa rende difficile la vita di Lane, ragazzo studioso con una famiglia che nutre grandi aspettative sulla sua carriera scolastica. A Sadie, invece, non potrebbe importare di meno: l’unico motivo che la spinge a far finta di studiare è fare arrabbiare gli insegnanti. Sadie è una ribelle insieme a Nick, Marina e Charlie. Lane non c’entra niente nel loro gruppo, almeno all’apparenza.
Tutta la questione della struttura e dei ragazzi costretti a stare lì mi ha ricordato moltissimo la parte di “The Program” di Suzanne Young in cui i personaggi sono costretti a stare in una clinica. I ragazzi di “Svegliami quando tutto sarà finito” hanno delle ore di benessere, delle medicine da prendere, dei controlli medici da fare e delle ore di riposo da rispettare.
Vivono alla clinica e non possono uscire da lì.

Per tutta la durata della lettura non ho fatto che pensare “se muore qualcuno, piango”… e infatti…

Lo consiglio!
Voto: 9

Advertisements

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...