Recensione: Mess – Ilaria Soragni

Buongiorno da una Directioner agguerrita.

Nonostante pareri contrastanti (il mio, che ho letto l’estratto prima di acquistare il libro, e quello della mia amica Simona che ha letto proprio il libro completo), mi sono decisa a comprare “Mess” di Ilaria Soragni, ispirato agli One Direction. L’autrice non lo nasconde, infatti tutti i personaggi si chiamano come i cinque componenti della boyband. Dico cinque –  anche se Zayn è andato via ed a quanto pare Liam ha appena firmato un contratto come solista – perché ci sono tutti e cinque, nessuno escluso.

Ci tengo a precisare che, quando ho preso questo libro, non mi aspettavo niente di profondo, nessun capolavoro letterario: sapevo che mi sarei trovata di fronte ad una fanfiction e mi stava bene così.

Mess-di-Ilaria-Soragni

Trama

Maryland, USA. Mavis, diciotto anni, viene rinchiusa in un riformatorio, accusata di aggressione. È internata nell’ala Nord della struttura, dove sono reclusi i ragazzi condannati per reati minori. Indossano delle tute verdi, unico colore in un mare di bianco così monotono da stordirla. Anche Mavis ne indossa una e le vengono illustrate le regole del luogo. La prima è “non avvicinarsi alla stanza 105”. Diversa dalle altre, in quella cella è rinchiuso un ragazzo di cui nessuno sembra voler parlare. Mavis sa solo che invece lui indossa una tuta arancione e che non dovrebbe trovarsi lì, bensì nell’ala Est, riservata a chi ha commesso crimini gravi. Il suo nome non viene mai pronunciato e gli altri ragazzi si limitano a chiamarlo 105. Da subito incuriosita, Mavis infrange la prima regola, facendo di tutto per entrare in contatto con lui. Poco alla volta riesce ad avvicinarsi, a scoprire il suo nome, Niall, e a violare il suo silenzio impenetrabile. Fra Mavis e Niall nasce un rapporto sincero, empatico, che se da una parte darà a Mavis la forza di non crollare, dall’altra la travolgerà, preda di sentimenti ancora sconosciuti e in nome dei quali metterà a rischio la sua stessa vita…


Recensione

Iniziando a leggere questo libro mi sono subito sentita catturate a dalla storia: volevo conoscere i personaggi, sapere cosa sarebbe successo… e non potevo fare a meno di “sclerare” per la presenza di determinate persone (chissà di chi parlo).
Più o meno queste sensazioni sono durate per ottanta, novanta pagine. Il dopo è stato abbastanza deludente, piatto e purtroppo poco interessante.
Tutte le cose che mi piacevano all’inizio hanno cominciato a ripetersi all’infinito, alcuni passaggi erano troppo veloci e poco credibili (lo so che parliamo di una fanfiction, ma questo non giustifica niente perché ce ne sono alcune molto carine in giro) e non riuscivo più a prestare attenzione ai dettagli. Mi distraevo, la mia mente volava altrove e no, non ero io il problema. Sono sicura di questa cosa perché nel mentre stavo leggendo anche altre cose e quelle mi tenevano attaccata.
Vi ricordo che io sono quella Serena che ha amato i libri di Ali Novak, Bad Boy e altre storie nate su Wattpad… perciò se dico che questo non mi è piaciuto, non sto facendo la tipa di parte che dice “non apprezzerò mai le fanfiction”.

Mavis è la protagonista principale ed è finita in riformatorio per colpa di qualcun altro. Lei è l’unica “innocente” lì dentro, ma si affeziona in particolar modo a dei criminali veri e propri. Stiamo parlando di stalking, rapimenti, amori malati, furti, forchette infilate nelle gambe di qualcuno… insomma non stiamo parlando di gente da santificare. Ci sta essere attratti dai cattivi ragazzi della situazione (anche se, nella realtà, chi ci crede che Niall Horan degli One Direction è un pazzo criminale che rapisce una ragazza e la maltratta?), ma non ci sta tanto che Mavis giustifichi le cose sbagliate.

Insomma, questo è un romanzo poco educativo. Non mi aspettavo un capolavoro, ma neanche quello che ho letto.
Purtroppo è un voto 7, che per i miei standard non è alto.

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