Recensione: Con una rosa in mano – Antonio Ferrara

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Trama

Wang trascorre la sua infanzia nella campagna cinese. Si studia, si zappa la terra, si va al fiume a lavarsi, si beve il tè alla luce del tramonto. Quando il padre muore, Wang ha sedici anni e si trasferisce a Pechino per studiare matematica. Si impegna, viene istruito secondo i canoni della Rivoluzione culturale e ne scopre le atrocità.
Mentre tra i giovani serpeggia aria di cambiamento e protesta, Wang si innamora di Sue, ma sia in amore sia sul piano politico è debole, timoroso, conservatore. “Un vigliacco”, lo accusano i suoi compagni di stanza.
In facoltà le assemblee diventano sempre più frequenti, la protesta inizia a suonare come un tamburo in piazza Tienanmen.
Wang, trascinato da Sue, partecipa alle manifestazioni, ma come molti altri coetanei non è pienamente consapevole delle ragioni per cui sta prendendo parte alla rivolta. Lui è quello che va negli orti pubblici a rubare le pere per tutti gli altri.
Poi il governo reagisce, in piazza arriva l’esercito, cominciano gli incendi.

“E adesso in piazza c’ero anch’io, e ascoltavo con la bocca aperta Sue che parlava con gli occhi che brillavano e quasi senza respirare, e piano piano, a furia di ascoltare, cominciavo ad avere  i suoi stessi occhi, e a smettere anch’io di respirare.”

Recensione

“Con una rosa in mano” vuole insegnare qualcosa, denunciare una realtà sbagliata e dire a tutti che combattere per le cose in cui crediamo non è sbagliato. Per niente.
Nonostante il finale di questa storia non ci faccia ben sperare, vi assicuro che la voglia di rivoluzionare il mondo non andrà via.
Partiamo dall’inizio, però.

Questo libro parla di Wang, un ragazzo cinese che va a studiare a Pechino, all’università. Per lui andarci non è stato semplice: ci sono voluti tanti soldi accumulati in una scatola da scarpe e tanto lavoro.
Quando si trova lì, ha in mente solo una cosa: studiare. Non vuole deludere sua mamma, suo papà che è morto o se stesso. Ha bisogno di diventare uno scienziato, uno di quelli ricchi.

I suoi compagni, però, sono tutti presi da manifestazioni e ribellioni e cercano di convincerlo. Sue, una ragazza che gli piace, cerca di convincerlo. All’inizio nessuno ha successo, ma una notte, improvvisamente, ecco che Wang è come attratto da una forza misteriosa e si ritrova una piazza ad urlare, insieme ad altre persone come lui. Perché in ospedale è pieno di donne costrette ad abortire – perché in Cina più di un figlio non si può fare –  e per una marea di altre ragioni. E quando c’è qualcuno che vuole cambiare le cose… ecco che lo ammazzano.

E lo so che cosa state pensando: queste cose le abbiamo viste e riviste nella realtà. Basti pensare alla mafia in Italia, qui è sempre stato così. Beh, vi svelo un segreto: anche se pensiamo che le disgrazie succedano tutte a noi, la realtà è che il mondo è pieno di cose che  vanno come non devono andare.

Vi consiglio questo libro, perché vale la pena di conoscere la storia di Wang. Solo un appunto ho da fare: il rapporto qualità/prezzo non è il massimo. Questo libro ha 100 pagine circa, qualcuna in più, e costa 10,00€. A discolpare la Feltrinelli ci metto il fatto che esistono libri di 100 pagine a 20,00€ e lì, di solito, urlo allo scandalo.

Voto: 8

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