Recensione: Un anno in collegio – Sharon Creech

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Trama

Domenica Santolina Doone, detta Dinnie, appartiene a una famiglia di origine italiana, povera e un po’ scombinata, che si trasferisce in continuazione. Finchè, un giorno, gli zii materni le offrono la possibilità di frequentare un collegio svizzero i cui alunni vengono da tutto il mondo, e là Dinnie imparerà a guardare le cose da altri punti di vista, a conoscere mentalità e usanze differenti dalle sue, a capire meglio se stessa e quello che vuole dalla vita. Un romanzo insolito, divertente e profondo, proiettato verso un futuro fatto di sempre più intensi legami tra popoli diversi.

Recensione

Meraviglioooooooso (da leggere come se Giuliano Sangiorgi dei Negramaro stia dando un concerto privato in spiaggia) questo libro!

Avevo già avuto modo di approcciarmi a Sharon Creech e mi era piaciuta così tanto da convincermi a leggere anche altre sue opere.
Adoro, signore e signori della giuria, ADORO!

Sharon scrive dei romanzi che parlano di ragazzini, perciò sono quasi a stampo junior, e riesce a trasmettere dei messaggi molto importanti. Mentre fa tutto questo, trova anche il tempo di essere spiritosa e di avere una scrittura a dir poco impeccabile, fluida, che cattura il lettore ed emoziona.

In “Un anno in collegio” i personaggi sono meravigliosi.
La protagonista è Dinnie, figlia di genitori nomadi che l’hanno trasportata in giro per l’America senza chiedere mai il suo consenso. Lei non sente di avere una casa, per questo per lei è quasi normale arrivare a Lugano, in Svizzera, per frequentare un collegio.
La cosa che le dispiace è che i suoi genitori non l’hanno seguita in questa nuova avventura: con lei ci sono i suoi zii, e questo è tutto.
Si sente sola, pensa che forse chi ha lasciato indietro la dimenticherà e si diverte ad attaccare cartelli alla finestra.
Si fa dei nuovi amici, ma non tutti sono “comprensibili”.
Per esempio c’è Lila, che si lamenta sempre di tutto; c’è Peter che invece riesce a meravigliarsi di ogni cosa e le mette sempre il buon umore, c’è uno strano giapponese che, quando parla italiano, sembra molto un personaggio degli sketch di Stanlio e Ollio.

Un’unione di diverse etnie, certo, ma soprattutto di diversi caratteri. Come si adatterà, Dinnie, a tutti i cambiamenti e alle nuove conoscenze?
Io l’ho adorata.

Voto: 9

 

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