Recensione: Come dire ti amo ad alta voce – Karole Cozzo

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Trama

Jordyn preferisce stare al di sotto dei radar. Odia la sensazione di avere lo sguardo degli altri addosso. L’ha sempre odiata. Ne ha avuto troppi nel corso degli anni, anche se non erano su di lei, per essere precisi. Perché Jordyn Michaelson ha sedici anni, grandi occhi color nocciola e un segreto, di nome Philip, suo fratello. Da quando si è trasferita in Pennsylvania, Jordyn ha tenuto tutti a distanza costruendo, giorno dopo un giorno, un inespugnabile castello di bugie, per far sì che nessuno potesse scoprire la verità sulla sua famiglia (né i suoi nuovi amici né tantomeno Alex, il ragazzo che ha baciato la scorsa estate e che non ha mai smesso di sognare). Ma è più facile a dirsi che a farsi, e le cose per Jordyn si complicheranno inevitabilmente non appena il fratello inizia a frequentare la sua stessa scuola. Il suo castello di bugie sta per crollare: Jordyn saprà trovare il coraggio di dire la verità prima di perdere tutto per sempre?


Recensione

Perfetto, dolcissimo, importante.
Questi scritti qui sopra sono i primi tre aggettivi che mi vengono in mente quando penso a “Come dire ti amo ad alta voce” di Karole Cozzo.
La protagonista, Jordyn, è un’adolescente che ha deciso di rinchiudere i suoi sentimenti, i suoi pensieri ed i suoi problemi nella sua testa. Non osa mai farli sfuggire dalla gabbia, non riesce ad esternare neanche la minima cosa. Quando prova rabbia, la reprime. Quando prova fastidio, lo reprime. Quando prova amore, non può provarlo.
I motivi che la fanno chiudere al mondo non sono tanti, anzi in sostanza ce n’è solo uno. Jordyn ha un segreto, ovvero un fratello autistico, e non vuole che gli altri ne vengano a conoscenza.
Cresciuta con amici che la additavano come la sorella del ragazzo strano, di Phillip, ed arrivata in una nuova scuola, Jordyn cerca di tenersi sempre a debita distanza dai pericoli… ma quando Phillip dovrà frequentare la sua scuola sarà difficile continuare a fingere che lui non esista.
Nello stesso tempo assistiamo ai suoi sentimenti tormentati verso Alex, un ragazzo meraviglioso che, se venisse a sapere di Phillip, di certo non le negherebbe la parola e non la additerebbe. In questo caso non riusciamo a spiegarci perché Jordyn non riesca ad aprirsi proprio con lui, che crea un parco giochi per i bambini con disabilità, e continui ad allontanarlo… ma forse lei ha solo paura di perderlo come ha perso i suoi amici quando era piccola.
Circondata da persone che le vogliono bene, a volte Jordyn riesce solo a vedere il bicchiere mezzo vuoto. Come se le cose che limitano suo fratello, limitassero anche lei.
Ma Phillip non vede il suo essere autistico come un problema: lui ama il silenzio, le cuffie sulle orecchie, il nintendo DS e la solitudine; parla per citazioni di film e usa la sua intelligenza nel miglior modo che conosce.
Jordyn si accorge che, forse, il silenzio di suo fratello non deve rendere silenziosa anche lei. Forse, proprio per non mancargli di rispetto, lei che può farlo dovrebbe urlare i suoi sentimenti a tutte le persone che la circondano e smetterla di vergognarsi.
L’ho adorato, in ogni singola pagina, e secondo me fa un quadro preciso della situazione familiare che si crea in queste occasioni.
Non sono tanto ipocrita da pensare che per un’adolescente come Jordyn tutto debba essere rose e fiori, anche avendo un fratellino che le impedisce di fare ciò che vuole qualche volta, ma mi fa piacere che lei alla fine abbia capito tutto.

Voto: 9 e mezzo

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