Recensione: Il profumo del cioccolato – Ewald Arenz

9788807032110_quarta-jpg-155x245_q100Buongiorno e buon lunedì, readers!

Oggi vi parlo di un libro edito Feltrinelli, in uscita il 6 ottobre 2016: “Il profumo del cioccolato” di Ewald Arenz.
Questa storia entra a far parte della mia “collezione” di libri letti a sfondo storico con delle trame molto interessanti.

Conosciamolo insieme!

Trama

Vienna, 1881. Dopo dieci anni nell’esercito austro-ungarico, il tenente August Liebeskind sta trascorrendo le vacanze nella sua città natale, deciso a godersi un po’ di libertà prima di iniziare un nuovo lavoro nella fabbrica di cioccolato dello zio.
Fin da giovane, infatti, August ha sempre amato passare il tempo nelle cucine della villa di famiglia, dimostrando un talento non comune nell’abbinare ingredienti, soprattutto dolci, e nel riconoscere aromi e profumi.
Quando, in un caffè viennese, August vede comparire Elena Palffy, ne rimane subito stregato. La donna, in apparenza fredda e sfuggente, ha un profumo inebriante, che sa di zucchero, di avventura, di paesi lontani e di spezie, con una punta di bruciato. Al collo porta un ciondolo di foggia esotica: un prezioso scarabeo d’oro.
Sebbene il giovane tenente venga a sapere che il marito di Elena è scomparso in circostanze oscure e che lei è sospettata di averlo ucciso, decide di provare lo stesso a conquistarla. E di inventare per lei dei cioccolatini che rendano onore al suo fascino inafferrabile.
Elena e August diventano inseparabili, finché, così come all’improvviso era entrata nella sua vita, altrettanto bruscamente la donna scompare, lasciando dietro di sé solo il suo scarabeo d’oro… Come August con le sue deliziose praline, anche Ewald Arenz sa dosare sapientemente gli ingredienti per soddisfare gusti letterari e palati differenti, mescolando colpi di scena e passione. Il risultato è un vibrante affresco della Vienna del Diciannovesimo secolo, una storia romantica, avvincente e sensuale sul fascino dolceamaro della seduzione.

Vienna, fine OTTOCENTO. Un ex tenente con il talento di creare cioccolatini unici. Una donna dal passato oscuro. Una storia d’amore sensuale e tempestosa. E l’ombra di un delitto.

Recensione

Eccoci a Vienna nell’ 800. Potrebbe esserci un’epoca più bella nella quale ambientare un romanzo? Ne dubito fortemente.
Il protagonista di questa storia è August, un tenente che non è mai stato tagliato per la vita militare e preferisce di gran lunga il richiamo della fabbrica di cioccolato di suo zio.
Tutto potrebbe andare secondo i piani, senza che nulla interferisca, se non fosse che una donna si infila prepotentemente nella sua vita e nei suoi pensieri, sconvolgendo ogni cosa.
Elena è sposata, ma è una tentazione troppo forte per poter resistere.
Tra i due, inevitabilmente, nasce una storia d’amore.
Il marito di Elena scompare misteriosamente.

Poi tutto cambia, perché August sente i profumi come nessun altro e quello di bruciato che emana la pelle di Elena è inconfondibile. Sente questo odore sulle pelli di molte persone, lo sente chiaramente quando decide di usare i suoi biglietti per l’Opera.
Lo sente ancora quando si scatena un incendio.
Non lo sente più quando Elena muore.
O forse non è morta.
Forse vive ancora nella sua mente.
Forse ha solo finto e in realtà vive ancora.

Questa è una storia d’amore tormentata, sbagliata, a tratti davvero complicata da capire.
Questa è una storia d’amore che può essere tutto, tranne che sana.
Per capire il senso del libro dobbiamo concentrarci, ma alla fine è chiaro tutto ciò che stiamo leggendo.
“Il profumo del cioccolato” è un’opera ambientata nel suo tempo, un’opera che va letta secondo i costumi e le usanze di quel periodo e ci sembrerà strano vedere che le anime tormentate, le azioni sbagliate e il dolore non sono delle cose che appartengono solo ai giorni nostri.

Voto: 8

 

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