Recensione: Storie del Barrio – Gabi Beltrán, Bartolomé Seguí

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Trama

Le scorribande del giovanissimo Gabi e dei suoi amici nella Palma di Maiorca degli anni Ottanta. Il quotidiano scontro con una città difficile, dominata dalle differenze sociali. Ma anche la scoperta del sesso, l’incontro con la letteratura, la fascinazione per il disegno e –images sul fronte opposto – le periodiche e spesso inevitabili discese nel baratro dei farmaci, della droga, dei furti e della violenza.

Gli autori tratteggiano con sapienza le caratteristiche di una delle fasi della crescita più complesse e delicate, l’adolescenza, appoggiandosi in molti casi a quello che è stato il loro vissuto, in una città che sembra esistere solo per chi la vive veramente dall’interno.
Ne viene fuori un racconto incalzante e realistico, che dà una panoramica completa di un passato difficile, superato solo grazie all’amicizia.

Vincitore del premio Palma di Maiorca come miglior fumetto nel 2011, Storie del barrio mette in scena la voglia di crescere, e quella di fuggire a essa collegata, coinvolgendo il lettore in una narrazione che non concede pause.

Recensione

“Storie del Barrio” è la mia prima Graphic Novel, una sorta di esperimento che mi ha permesso di decidere se questo tipo di letture fa per me oppure no.
La copertina mostra già il livello di illustrazioni che si possono trovare all’interno del libro e devo dire che mi sono piaciute tantissimo.
Insieme a quelle, però, c’è anche una storia che ha sicuramente un fondo di verità e che ho apprezzato moltissimo. Si parla di una gioventù quasi spericolata, senza paura e che si adatta senza troppi problemi all’ambiente circostante.
Se tutti fanno qualcosa di male, evidentemente non è così grave se lo fai anche tu: questo sembra essere il pensiero che circola nelle menti dei protagonisti della GN.
In particolare Gabi, il protagonista, non riusciamo a non apprezzarlo: non ha un padre e, nonostante lo nasconda a tutti, la cosa gli pesa parecchio. Sente la sua mancanza, sente che sua madre cerca di fare il possibile per stargli vicino, cerca di aggrapparsi a sua nonna e di trarre da lei insegnamenti che gli sono sempre mancati.
Non ci sono filtri, non ci sono modi leggeri per raccontare la vita a Palma di Maiorca negli anni ottanta. La prostituzione, la droga, i furti d’auto… tutto è all’ordine del giorno.
A me piacciono molto i libri che parlano di momenti precisi nel passato in cui, in alcuni punti del mondo. c’erano usanze, vite spezzate e problemi vari, perciò ho apprezzato ancora di più questa GN e mi sento di consigliarvela.
Se non vi siete mai immersi in questo mondo, non è un brutto modo di cominciare.

Voto: 8 e mezzo

 

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