Recensione: Lontano da te – Tess Sharpe

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Trama

“Non comincia qui. Sarebbe quasi banale: due ragazze terrorizzate nel bel mezzo del nulla, gli occhi sgranati rivolti alla pistola nelle sue mani. Ma non comincia qui. Comincia la prima volta che ho rischiato di morire.”
Sophie ha solo diciassette anni quando la sua inseparabile amica Mina viene uccisa proprio davanti a lei. E a peggiorare la situazione ci si mettono i genitori, la polizia, gli amici. A causa del suo passato di dipendenza, sono tutti convinti che abbia trascinato Mina in un bosco, a notte fonda, solo per uno scambio di droga poi finito male. Ma la verità è tutt’altra.
A Sophie non resta allora che iniziare una solitaria caccia al killer che, però, rischia di diventare pericolosa. E di portare a galla il grande segreto che le due ragazze condividevano: un segreto bello e fragile come una bolla di sapone attraversata da un raggio di sole…
Un libro splendido, che mescola atmosfere thriller a emozioni intense e momenti struggenti, con un finale straziante e commovente fino alle lacrime.

Recensione

“Lontano da te” di Tess Sharpe è un libro che mi è veramente piaciuto tanto.
Misteri, tradimenti, persone che crediamo buone ma sono tutt’altro: questo mix, insieme ad un’ottima scrittura, non mi ha fatto avere dubbi nel consigliarlo.
Ho iniziato a leggerlo e ho subito capito che tipo di avventura sarebbe stata: avete presente quando già dalle prime righe siete sicuri delle sensazioni che vi regalerà un libro? Questo è stato il mio caso.
Tra gli elementi che mi hanno maggiormente colpito c’è sicuramente la sensazione costante provata dalla protagonista, Sophie, di non essere mai creduta. Quando si grida “a lupo, a lupo”, si sa, alla fine è difficile che la gente si fidi di te. Ma proprio quando Sophie aveva bisogno di fiducia, di dire la verità e di sapere che sarebbe stata ascoltata, ecco che tutti la abbandonano. La abbandona chi segue il caso di Mina, la sua migliore amica uccisa a sangue freddo, la abbandonano i suoi amici, ma soprattutto la sua famiglia.
Se chiudevo gli occhi potevo immaginare tutto, persino lo sguardo di dispiacere assoluto che poteva avere il padre di Sophie, insieme al suo cuore spezzato.
Mina è un personaggio che mi è piaciuto, ma allo stesso tempo prendeva a volte delle decisioni discutibili nei confronti della sua relazione con Sophie. Non vi dirò nulla sulla loro relazione, sul loro tipo di rapporto nato ai tempi dell’infanzia, perché non mi soffermerò su dettagli che possono rovinarvi la trama, ma vi dirò che potrete trovare tantissimi spunti di riflessione sulle cose dette e non dette, le cose nascoste e sui motivi stupidi che ci fanno custodire segreti che a volte sarebbe meglio urlare al mondo.
Il fratello di Mina è un altro dei personaggi che assumono un ruolo principale, al fianco di Sophie e di Mina. Credo che sia molto ben costruito e che prenda ottime decisioni. Nonostante il dolore, nonostante la confusione e tutto ciò che si prova quando sua sorella viene uccisa, riesce a mantenere la mente lucida al fine di “risolvere il caso”.
La polizia non aiuta in questo libro, direi che è superflua. Se chi indaga si ferma alla prima prova trovata e non ammette neanche una replica, una motivazione contraria o qualcosa che comunque smonti la tesi, non potremmo mai arrivare alla verità.
Ecco cosa fa Sophie: scopre la verità, nonostante tutto e tutti.
Veramente un ottimo romanzo.

Voto: 9

Lo paragono, se avete voglia di leggere qualcosa di questo stile, a “La ragazza con la notte dentro” di Lili Anolik.

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