INTERVISTA a Laura Mercuri, autrice di “Ogni tuo silenzio” e “Il solo modo di coprirsi di foglie”.

Chi è Laura Mercuri?

Laura Mercuri nasce a Roma nel 1970. Studia al liceo classico e si laurea in Psicologia Clinica nel 1995, specializzandosi poi in Terapia familiare nel 2001. Fa la psicoterapeuta e scrive: racconti per una rivista femminile, romanzi, sceneggiature.
Vive sulla costa, vicino a Roma, col figlio e il marito. Almeno fino a quando non diventerà ricca e si trasferirà, armi e bagagli, in un bel cottage in Inghilterra.
Il suo nuovo romanzo Ogni tuo silenzio, dopo essere stato online su Amazon ed aver raggiunto ad appena una settimana dalla pubblicazione la vetta delle classifiche, è stato pubblicato a settembre 2015 da De Agostini. Nell’ottobre del 2015 è stato tradotto in lingua inglese ed edito da Amazon Crossing. Nel 2016 è uscito per la stessa casa editrice in lingua tedesca.
Il suo nuovo romanzo Il Solo Modo Per Coprirsi di Foglie è stato pubblicato da De Agostini nel dicembre 2016.

Intervistiamola!

  • Dicci di te: chi è Laura Mercuri?

Un’ultraquarantenne che nella testa si sente, forse, ventenne. Che legge tanto, scrive tanto e non sarà mai una brava casalinga. Una psicoterapeuta, anche, una moglie e una madre orgogliosissima del suo pupo ormai più alto di lei.

  • Quale genere di libri preferisci leggere? Della serie “dimmi cosa leggi e ti dirò chi sei”.

Nel mio caso è davvero difficile capire “chi” sono da questo, perché io leggo di tutto, narrativa contemporanea e classici, gialli e romance, avventura, fantasy, poesia… Passo tranquillamente da Jane Austen ad Harry Potter, da Agatha Christie a Murakami fino alla mia poetessa preferita, Wislawa Szymborska, dai cui versi ho preso quello che dà il titolo al mio romanzo, in libreria in questi giorni, “Il solo modo per coprirsi di foglie”.

  • Cosa ti ispira mentre scrivi? C’è un posto particolare, un oggetto o della musica?

Non credo molto all’ispirazione, a meno che con questo termine non si intenda il comparire di un’idea, del germe di una storia nella mente. E in tal caso non esiste, almeno per me, alcuna costante: le storie mi arrivano addosso quando meno le cerco, magari mentre faccio la spesa o in vacanza, a calpestare chilometri di marciapiedi col naso all’insù. Il resto è assimilabile a un lavoro, gli altri si alzano dal letto, si vestono e vanno in ufficio o in fabbrica o dove lavorano, io indosso la mia tuta da casa e mi metto al computer. E scrivo, tutti i giorni. Tuttavia, l’unico posto in cui scrivo  è casa mia, alla mia scrivania, e rigorosamente quando sono sola. Scrivo nel silenzio, ma prima e dopo c’è sempre musica, per me, anche mentre faccio (male) le faccende di casa. Anche ne “Il solo modo” c’è tanta musica…

  • Hai scritto ben due romanzi pubblicati da Bookme ed entrambi hanno avuto molto successo. Qual è il tuo preferito tra i due, se lo hai?

Ti ringrazio, ma non so se si possa dire che hanno avuto “molto successo”… 😉 Comunque no, non ho un preferito, sono entrambi l’espressione di un certo periodo della mia vita, quindi li amo entrambi alla stessa maniera, anche se in questo loro rappresentare momenti diversi della mia vita hanno caratteristiche, inevitabilmente forse, molto diverse.

  • Leggendo “Ogni tuo silenzio” e “Il solo modo per coprirsi di foglie” ho potuto notare differenze nella personalità dei personaggi e credo che sia bello sapersi orientare in più realtà. Come mai, però, hai scelto di parlare di situazioni così tanto diverse?

Credo che, in parte, la risposta a questa domanda sia rintracciabile già in quella precedente, ma proverò a spiegarmi meglio: la prima persona per cui scrivo sono io, i lettori vengono dopo. Io scrivo per raccontarmi una storia, e così come quando scegliamo una lettura ci basiamo non solo sui nostri gusti ma anche sul momento che stiamo attraversando, così le storie che scrivo riflettono appunto quei momenti. Quando ho scritto “Ogni tuo silenzio” avevo bisogno, per ragioni personali, di immergermi in una sorta di fiaba, un mondo un po’ magico in cui due persone, come Aris ed Emilia, si amassero di un amore puro e assoluto, che i problemi di ogni giorno e gli altri non potessero in alcun modo toccare né ostacolare. Di solito, però, il mio sguardo sul mondo è decisamente più pragmatico, e fare la psicoterapeuta familiare e di coppia da vent’anni senza dubbio non mi permette molto di allontanarmi da una realtà, che è quella di tutti, in cui spesso i sentimenti sono messi ogni giorno a dura prova dalle nostre insicurezze, dai nostri falsi miti, dalle scelte sbagliate che facciamo mentre cerchiamo di proteggerci. “Ogni tuo silenzio” mi ha aiutato ad attraversare dolcemente quel momento di difficoltà personale, e quindi la mia storia successiva non poteva che immergersi ancora una volta nella realtà, che ero di nuovo pronta ad affrontare.

  • Oltre alle personalità, secondo me tra i tuoi due romanzi cambia anche il modo di scrivere, il tuo stile. Non posso fare a meno di chiederti: come mai sei cambiata così tanto? Ne sei consapevole o è semplicemente successo e tu ti senti uguale a prima?

Credo sia difficile, o almeno per me lo è, non adattare lo stile di scrittura al tipo di storia che stai raccontando. “Ogni tuo silenzio”, in questo senso, è un romanzo che io definisco fiabesco e, come tale, aveva bisogno di uno stile lieve, a tratti quasi poetico, mentre “Il solo modo di coprirsi di foglie” è un libro che racconta la realtà, con personaggi pieni di dubbi, che alla ricerca della felicità spesso fanno errori che provocano sofferenza a loro stessi e alle altre persone importanti della loro vita. Per questo ho scelto di usare uno stile più deciso, a volte duro, asciutto, che a mio giudizio meglio si adattava alle vicende raccontate e all’imperfezione dei protagonisti, lontanissimi dalla purezza un po’ angelica di Aris ed Emilia. Tuttavia non escludo di provare, in futuro, a raccontare una storia realistica utilizzando uno stile lieve e magari anche un po’ poetico, o viceversa. Sarebbe una bella sfida!

  • Come ogni autrice, anche tu hai una tua vita privata ed il tuo modo di pensare. Gli elementi che ti caratterizzano fanno più parte dei silenzi di “Ogni tuo silenzio” o delle espressioni di “Il solo modo di coprirsi di foglie”?

Bellissima domanda, mi ci fai riflettere. Credo che una certa concretezza di fondo caratterizzi i miei comportamenti, nell’ambito della psicoterapia, della vita quotidiana, della famiglia, richiamando quel realismo di cui è intriso “Il solo modo di coprirsi di foglie”, mentre la mia mente, che tende sempre a staccarsi dalla realtà per scappare nella fantasia, come un cagnolino troppo vivace che tira quando sta al guinzaglio, si trovi molto più a suo agio nelle atmosfere sfumate e un po’ rarefatte di “Ogni tuo silenzio”. È un continuo andirivieni, che di sicuro mi è utile: guadagnarsi da vivere e crescere un figlio sono compiti che richiedono disciplina e attenzione, stare costantemente sulle nuvole non sarebbe opportuno…

  • Motiva i lettori: perché dovrebbero leggere i tuoi romanzi? Cosa prometti, e speri, di lasciare a loro?

Non sono brava a promuovermi da sola, te lo confesso, quindi a questo proposito posso solo ripetere quello che hanno detto coloro che hanno già letto i miei libri: che le mie storie li hanno fatti emozionare, che si sono affezionati ai personaggi e avrebbero voluto, questo mi ha davvero fatto ridere, “andare a vivere con loro”. Non posso promettere nulla, perché non prendo la scrittura come una missione o un imperativo morale, e se qualche monito o messaggio è comunque rintracciabile nei miei libri… “credete che non s’è fatto apposta”, come ha già meravigliosamente detto Manzoni.

Spero di riuscire a continuare a inventare storie per me stessa per prima, e spero quindi di avere la fortuna che quelle stesse storie incontrino anche il gradimento di altri, il che mi sembra già un risultato pazzesco.

  • Ti ringrazio per avermi permesso di intervistarti. Saluta i lettori di “Cioccolato&Libri” con la tua frase preferita in assoluto, quella che ti aiuta nel corso della tua vita nei momenti di buio e di luce.

Sono io che ringrazio te per avermi offerto questa opportunità di farmi conoscere meglio dai lettori, e anche per avermi fatto riflettere su alcune cose che consideravo quasi scontate, facendomi rendere conto che non lo sono affatto. È stato un vero piacere!

La mia frase preferita è di Simone de Beauvoir, una scrittrice, e una donna, che davvero ha segnato la mia giovinezza e la mia vita, una frase un po’ amara, forse, ma anche un monito che cerco di seguire, quando i dubbi mi assalgono:

“Se soltanto si potesse preferirsi tranquillamente…”.

Leggi qui la recensione di “Ogni tuo silenzio”.
Leggi qui la recensione di “Il solo modo per coprirsi di foglie”.

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