Non tutti i sequel riescono col buco: una rubrica di delusioni esponenziali. Episodio #3

Readers, benvenuti nel terzo episodio di “Non tutti i sequel riescono col buco”!
Per chi si è perso il primo e il secondo episodio, vi rispiego brevemente di cosa parlerò.
Avendo perso il conto delle serie librose che ho iniziato e che, libro dopo libro, mi hanno profondamente delusa, ho deciso di creare una nuova rubrica. Complice il marketing, ad oggi sono pochi gli autori che scrivono libri a bizzeffe perché ce n’è davvero bisogno. Ormai è di moda scrivere milioni di pagine sugli stessi personaggi solo perché si ha la certezza che venderanno.
Quanto valgono però, realmente, queste serie?
In questo terzo episodio parliamo di DIVERGENT.

Ricordate che non mi era piaciuto Carve the mark? Sì, avete capito bene. Io ho letto quello prima di leggere la serie di Divergent.
Ad oggi posso dirvi che se avessi letto i libri in ordine, non mi sarei assolutamente disturbata a leggere l’ultima pubblicazione.
Perché? Beh, perché chiaramente la Roth non mi fa impazzire!
Divergent l’ho trovato, ovviamente, stupendo.
Già dal film, visto al cinema, mi ero fatta un’idea di quanto sarebbe stato bello leggere di tutti gli allenamenti degli intrepidi, così ero tutta emozionata quando ho comprato i libri.
Ma a parte questo, cosa c’è?
Il secondo e il terzo libro per carità sono carini, infatti non voglio demolire questa serie come quelle degli episodi precedenti, ma dobbiamo per forza parlare del piattume della maggior parte delle scene. Dov’è in Insurgent e Allegiant l’attività che regnava in Divergent? Perché sono tutti così rassegnati a non fare niente durante la giornata e aspettare, aspettare, aspettare ancora?
Mi avevano avvertita che i seguiti sarebbero stati deludenti – e ancora una volta sottolineo che sono delusioni solo perché sono nettamente al di sotto del primo capitolo – ma io testarda non ci volevo credere.
Ormai ci ho fatto l’abitudine: anche se la serie è super famosa e seguita da milioni di persone, non è detto che tutti i sequel siano all’altezza delle aspettative.

È il caso di dire che non tutti i sequel riescono col buco e vi do appuntamento a giovedì prossimo per l’epidosio #4♥

 

 

 

 

 

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Un pensiero su “Non tutti i sequel riescono col buco: una rubrica di delusioni esponenziali. Episodio #3

  1. una trilogia che ho trovato deludente (e che per me è stata una duologia), è stata “Dannati”, di Glenn Cooper. Avevo letto in internet della presentazione in una libreria vicino casa, e ci sono andato; ho avuto l’autografo, e ho anche qualche fotografia dell’evento. L’ho letto: nulla di che. Poi ho acquistato il secondo volume: pensavo che la piattezza del primo volume si risvegliasse dal torpore, e diventasse un po’ più vivace, ma anche in quel caso, piattezza assoluta. Non ho comprato il volume conclusivo.
    Buona giornata! 🙂

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