Recensione: Il giardiniere – Natasha Preston

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Trama

A Long Thorpe non succede mai niente, finché la sedicenne Summer Robinson non scompare nel nulla e nonostante le ricerche risulta introvabile. Summer è imprigionata in una cantina allestita come una vera casa, con altre tre ragazze. Sono state tutte rapite da un uomo che si fa chiamare Clover. Lily, Rose, Violet e Poppy sono i suoi fiori delicati e perfetti, la sua famiglia, e lui si prende completamente cura di loro: cena con loro, compra loro vestiti, libri, dvd. Ma per le ragazze quello è soltanto un orrore senza fine, a cui hanno iniziato a rassegnarsi. Tutti tranne Summer, perché lei sa che i fiori non possono sopravvivere a lungo lontano dal sole…


Recensione

“Il giardiniere” si presenta come un thriller da due milioni di visualizzazioni su Wattpad, ma non è una delle solite storielle che si possono leggere su quella piattaforma.
La trama mi ha coinvolta sin dal primo sguardo, perciò ero molto curiosa di vedere come si sarebbe sviluppata all’interno del romanzo.
Summer è una ragazza di sedici anni che vive la sua vita come se niente di brutto potesse capire: ha un fidanzato che la ama, una famiglia che la adora e delle amiche premurose. Proprio per cercare di aiutare una delle sue amiche, un giorno viene rapita da uno psicopatico di nome Clover.
Clover è una figura della quale ci viene subito illustrata la psicologia: ha avuto un’infanzia deviata da una madre maniaca e quindi ha nel cervello l’utopia di una famiglia perfetta che costruisce tramite rapimenti di ragazze alle quali da poi i nomi dei fiori.
È così che Summer diventata Lily ed incontra le Violet, Rose e Poppy di turno (queste povere ragazze vengono uccise periodicamente senza scrupoli e sostituite).
Ho trovato purtroppo delle piccole pecche in questo romanzo, come ad esempio la semplicità con la quale ci vengono presentate le motivazioni di Clover nel fare ciò che fa. È sempre bello capire come funziona la mente di un assassino, ma a volte è bello metterci un po’ di tempo e cercare anche di arrivarci da soli senza che venga a dircelo la scrittrice.
Altra cosa che ho trovato davvero inconcepibile è la facilità con la quale le ragazze salgono sul furgone del rapitore o si fanno addirittura portare nella sua casa con le scuse più stupide. Va bene quando le ragazze sono delle senzatetto, e quindi qualsiasi cosa è meglio della strada, ma quando sono ragazze con una famiglia e un’educazione com’è possibile che non conoscano la storia del “non accettare caramelle dagli sconosciuti?”
Una volta rapite queste ragazze si trasformano in fiori e quando Summer arriva in questa gabbia di matte plagiate da Clover, si rende conto che sono tutte rassegnate. A nessuna di loro in tanti anni è mai venuto in mente di unirsi, fare fronte comune e sopraffare quest’uomo SOLO.
Soltanto Summer sembra reagire, insieme a una Violet che arriverà verso la fine del romanzo.
Rose è stata in assoluto quella che mi ha più fatto saltare i nervi.
In tutto questo c’è un ragazzo meraviglioso, Lewis, che non si rassegna alla perdita della sua fidanzata Summer e non vuole credere che sia morta. Organizza squadre di ricerca e offre sostegno morale a tutti quelli che si preoccupano, nonostante anche lui non sia nelle condizioni migliori.
Anche qui però andiamo di irrealismo, perché il ragazzo sospetta delle cose più impensabili, anche solo con uno sguardo.
Neanche i migliori supereroi.
Al di là di tutto ciò la storia è molto intrigante, ma per la maggior parte del tempo permaneva in me quella voglia di violenza fisica, di prendere una mazza da baseball e andare ad ammazzare Clover una volta per sempre. Un po’ quella sensazione che avevo quando guardavo il film “Amabili resti” e l’assassino viveva la sua vita come se nulla fosse, con le sue case delle bambole e i vicini di casa ignari.
Le cose che non mi hanno convinta per me sono importanti, ma non significa che lo saranno anche per voi.

3 stelline☆

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