Recensione: Misery – Stephen King

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Trama

Paul Sheldon, un celebre scrittore, viene sequestrato in una casa isolata del Colorado da una sua fanatica ammiratrice. Affetta da gravi turbe psichiche, la donna non gli perdona di aver “eliminato” Misery, il suo personaggio preferito, e gli impone tra terribili sevizie di “resuscitarla” in un nuovo romanzo. Paul non ha scelta, pur rendendosi conto che in certi casi la salvezza può essere peggio della morte…


Recensione

“Misery” era uno dei libri di King che mi incuriosiva di più, quindi non potevo proprio non leggerlo.
Sin da subito Annie è stato un personaggio che mi ha appassionata, in senso positivo e negativo. Durante la fase di conoscenza ho potuto ammirare la precisione della costruzione del suo personaggio da parte dell’autore e la malattia mentale evidente che la affliggeva per spingerla a compiere determinate azioni.
Certo ad ogni lettore che si rispetti almeno una volta è venuto in mente di rapire un autore per finali di libri discutibili, ma stento a credere che qualcuno sia arrivato ai livelli della mitica Annie.
Lei però non si limita solo al rapimento bensì si concentra sulla tortura soprattutto psicologica, sul privare Paul – l’autore della serie di Misery che lei tanto ama – dei bisogni primari che sono poi quelle cose di cui nessuno di noi può immaginare di fare a meno.
Annie fa in modo che anche le medicine diventino per lui un bisogno primario, rendendolo dipendente da una sostanza, e gioca con l’astinenza per trarne un macabro piacere.
Dalla scoperta da parte di Paul di un determinato album del quale non vi svelerò troppi dettagli ho cominciato a provare per Annie un bisogno primario – proprio quello con il quale gioca lei – di farle del male.
Non potete non desiderare che lei muoia di una morte atroce e certo Paul proprio come noi ha in mente una vendetta succulenta.
Ho adorato come Paul ha gestito la sua prigionia sul finale: niente di semplice, ma tutto di efficacie. Non avrei potuto immaginare niente di meglio.
Beh caro Stephen King con questo finale puoi stare sicuro che non ti vengo a rapire come Annie con Paul, hai fatto un buon lavoro.

4 stelline☆

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