Recensione: La donna nel buio – Alexandra Oliva

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Trama

Sono dodici concorrenti. Dodici tra uomini e donne che per motivi diversissimi hanno deciso di partecipare a Nel buio, il reality show più difficile che sia mai stato immaginato. Ambientato nei boschi del New England, il reality impegnerà gli sfidanti in una prova di sopravvivenza nella natura più selvaggia e contro i mille ostacoli inventati dall’ennesimo grande fratello. In più, il gioco non ha una fine: l’unico modo per lasciarlo è pronunciare la frase latina Ad tenebras dedo. Impegnati nella gara, i dodici non avranno modo di accorgersi che nel frattempo, nel giro di pochissimi giorni, una violenta epidemia uccide migliaia di persone. E alla fine, di tutti ne resterà soltanto una. Una giovane donna che i produttori del reality hanno soprannominato Zoo, perché lavorava in una riserva naturale, e che ha deciso di entrare nel programma per vivere un’ultima grande avventura prima di mettere su famiglia. Completamente calata nello show, Zoo scambierà la desolazione del mondo per una nuova fase del gioco, e farà di tutto per non arrendersi di fronte a prove sempre più pericolose. Solo l’incontro con un ragazzino sopravvissuto le farà prendere coscienza della realtà. E Zoo capirà quanto importante sia, ora più che mai, non darsi per vinta.
In bilico tra realtà e reality, La donna nel buio è un thriller che aggiunge tensione a tensione, mentre la splendida protagonista, pagina dopo pagina, si spinge oltre i propri limiti fisici e psicologici. Per tornare a casa.


Recensione

La donna nel buio ha una trama che inevitabilmente porta a pensare a libri come “1984”, “Hunger Games” e “Stazione Undici” e che a primo impatto promette di intrigarci e piacerci.
Il problema sorge nel momento in cui si comincia a leggere il libro e si nota che lo stile è troppo descrittivo – ci sono davvero tantissimi elementi inutili narrati e descritti nei capitoli – e che è molto facile confondere i personaggi e ciò che succede loro.
Dodici concorrenti partecipano ad un reality basato sulla crudeltà.
In questo scenario apparentemente interessante che senso ha inserire capitoli noiosissimi sui cameramen e sulla loro vita?
Qui si parla di sopravvivenza, ma non lo si può fare con uno stile più scorrevole e meno noioso?
A parte il capitolo zero, quello in cui avendo appena cominciato a leggere la mia attenzione era ancora vivida, ho passato tutta la lettura a maledirmi per aver scelto di leggere questo libro di Alexandra Oliva.
Non mi è piaciuto per niente, non mi ha entusiasmata, non mi ha fatto venire voglia di sapere e scoprire.
È stata una vera tortura e non posso spiegare a parole quanto mi dispiaccia dirlo. Ero davvero convinta che mi sarebbe piaciuto.
Purtroppo non sono riuscita ad arrivare alla fine del romanzo, perciò questa è una recensione di libro abbandonato. Non conosco il finale e il problema è proprio che non ho alcuna voglia di scoprirlo!

2 STELLINE☆

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