Recensione: La distanza tra le stelle – Lily Brooks-Dalton

La distanza tra le stelle lily brooks dalton

Trama

Un astronomo osserva il cielo
e vorrebbe perdersi tra i suoi segreti

Un’astronauta osserva la Terra
e vorrebbe ritrovare la via di casa

Questa è la storia di due solitudini
che si sfiorano nel silenzio

Questa è la storia di due esistenze
lontane eppure vicinissime
come la distanza tra le stelle

Augustine ha dedicato la sua esistenza allo studio delle stelle. Non ha mai avuto una famiglia, né un vero amore; ha invece sempre avuto il suo telescopio, lassù, in un osservatorio astronomico nell’Artico. Così, quando scatta un allarme e gli altri scienziati vengono richiamati a casa, lui rifiuta di seguirli: è vecchio, non ha nessuno cui tornare, e ha scorte sufficienti per il tempo che gli resta. Poi le comunicazioni con l’esterno si interrompono e ad Augustine non rimane che guardare il cielo. E attendere.

Sully ha sacrificato tutto per diventare astronauta. E la missione dell’Aether è stata un successo: lei entrerà nella Storia come il primo essere umano ad aver raggiunto l’orbita di Giove. Eppure, quando l’astronave è ormai vicina all’atmosfera terrestre, le comunicazioni con la base s’interrompono. Atterrita, Sully lancia un SOS, sperando che qualcuno lo raccolga. E qualcuno, nell’angolo più remoto della Terra, risponde.

Grazie a quel filo invisibile, la distanza siderale tra Sully e Augustine si colma e le loro solitudini s’intrecciano in un rapporto cui entrambi si aggrappano come naufraghi, lontani eppure vicinissimi, entrambi spaventati e stupiti dalla realtà che devono affrontare. E, mentre il mondo sembra scivolare in un silenzio assoluto, i due riscopriranno il vero significato della vita e soprattutto della speranza.


Recensione

“La distanza tra le stelle” parla di due protagonisti che vivono in due modi differenti quella che potremmo chiamare apocalisse.
Sulla terra abbiamo Augustine, un uomo anziano che lotta per sopravvivere al Polo in compagnia solo di una bambina molto particolare, mentre nello spazio in un’astronave fluttua Sullivan con la sua flotta.
L’intero libro parla di questo: di come va avanti la loro vita sin dalla fine di ogni comunicazione con il mondo esterno. Sullivan non riesce a comunicare con la terra, Augustine non riesce a comunicare con ciò che c’è oltre il Polo.
Per tutta la durata del libro non succede molto, in realtà credo che l’autrice abbia voluto raccontare una storia di sopravvivenza, di due destini che si sfiorano, di reazioni alla fine del mondo e anche di tutto ciò che pensa la mente umana quando si ritrova di fronte a situazioni simili.
In un certo senso Augustine e Sullivan hanno un pentimento per quella che è stata la loro esistenza da scienziati ed astronauti. Non hanno mai tenuto a nessuno, non si sono mai affezionati e non si sono mai guardati indietro prima di lasciare tutta la loro vita per amore della scienza.
Quello che mi ha deluso di questo libro è stato più che altro il non avere un vero e proprio svolgersi degli eventi. Ho trovato l’intera trama piatta e sempre uguale, con situazioni a volte ripetitive e prevedibili. Purtroppo avevo capito tutte le dinamiche già dai primi capitoli, sia per quanto riguarda la situazione di Augustine che quella di Sullivan. Sorprese zero.
A questo punto avrei potuto sperare in un finale più coinvolgente, invece anche lì l’autrice non mi spiega nulla.
Allora decido di prendere tutto con obiettività e di dire che questo è un romanzo che racconta la storia di due persone, che non si pone l’obiettivo di intrattenere con racconti avvincenti ma di narrare dei fatti sperando di farci ricordare che la vita si vive una volta soltanto e sarebbe bene viverla al meglio, volendo bene a chi ci circonda, senza rimpianti.

3 STELLINE E MEZZO☆

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4 risposte a "Recensione: La distanza tra le stelle – Lily Brooks-Dalton"

  1. sono d’accordo con la maggior parte delle cose che sono state scritte in questa recensione, ma la penso diversamente sull’ultima parte. Questo romanzo ha una trama che si potrebbe definire piatta, ma allo stesso tempo è uno dei libri più riflessivi che io abbia mai letto. Fa pensare al senso che si da alla vita, all’importanza degli affetti e al tempo che scorre inesorabilmente. Mi aspettavo un po’ più di colpi di scena durante tutto lo svolgesi della storia, ma devo dire che il finale mi ha soddisfatta a pieno, e ne è valsa la pena di aspettare fino alla fine del libro. L’autrice lascia il finale parzialmente aperto e lascia che il lettore si immagini cosa può succedere dopo, ma allo stesso tempo in poche frasi (sia nell’ultimo che nel penultimo capitolo) lascia intendere il senso di tutto il libro. Bisogna infatti aspettare verso la fine per capire certe connessioni, ed arriva il colpo di grazia negli ultimi due capitoli. è lì che ti rendi conto davvero del senso di tutto quello che hai letto fino a quel momento. Senza eccessivi spoiler agli eventuali futuri lettori dico solo che nonostante non sia un libro da divorare, lo consiglio perchè può sembrare finito già dall’inizio, finchè non si legge l’ultima riga. consigliato pienamente.

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  2. Scusa, ho inviato per sbaglio senza finire di scrivere. Dicevo: quindi in realtà la pensiamo allo stesso modo! 😂 Io però al contrario tuo non ho trovato il finale in grado di compensare tutta la storia, che per me ha delle mancanze solo nel “coinvolgere” il lettore 😊

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