Recensione: Viking. Le Ossa di Ardal – Linnea Hartsuyker

Viking. Le ossa di Ardal Linnea Hartsuyker recensione

Trama

Da quando il padre è morto in battaglia, Ragnvald difende sé e la sorella e attende la maggiore età per recuperare le loro terre. Quando il capitano della sua nave tenta di ucciderlo mentre tornano da una scorreria, Ragnvald capisce però che è stato il patrigno a ordire l’agguato. Non è facile avere giustizia nella Norvegia vichinga, dove centinaia di piccoli re competono per un lenzuolo di terra. E se da Ragnvald ci si aspetta che sia disposto a morire per il proprio onore, dalla sorella Svahild ci si aspetta un buon matrimonio. Non è questo però il destino che lei desidera e quando Solvi, l’acerrimo nemico del fratello, le offre l’opportunità di sfuggire alla crudeltà del patrigno Svanhild deve compiere l’estrema scelta: famiglia o libertà.


Recensione

“Viking. Le ossa di Ardal” – secondo quanto scritto nelle note dell’autrice – si ispira alla saga di Harald I di Norvegia raccontata da Snorri Sturluson nell’Heimskringla.
Di che cosa sto parlando? In realtà non lo so bene neanche io e non posso fare ricerche su Wikipedia allo scopo di spiegarlo a me stessa e a voi, perché l’autrice sconsiglia di cercare informazioni sull’Heimskringla per evitare di rovinarci la sorpresa sui romanzi successivi della serie “Viking”.
È un discorso complicato, lo so.
“Le ossa di Ardal” a primo impatto non mi aveva convinta, eppure mi sono dovuta ricredere. La trama di questo libro è davvero molto bella: mi sono piaciuti gli intrecci delle storie dei vari personaggi che conosciamo pagina dopo pagina, mi sono piaciute le relazioni che si creavano tra questi e mi è anche piaciuto lo stile di scrittura con il quale vengono raccontare le vicende.
Un personaggio importante che mi è sicuramente piaciuto è quello di Svanhild, una ragazza piena di sorprese. L’ho apprezzata davvero, nonostante alcune sue scelte discutibili ma tutto sommato doverose.
È un libro sicuramente pieno di dettagli, con uno stile prolisso e per niente scorrevole in alcuni punti della storia. Questo non è un difetto, ma sicuramente la lettura richiede tempo e concentrazione.
Mentre leggevo dei vichinghi inevitabilmente la mia mente vagava verso terre inesplorate… un sogno.
“Viking. Le ossa di Ardal” è un libro da leggere ed apprezzare, un viaggio verso mondi sconosciuti che bisogna intraprendere.
Se dovessi paragonarlo a qualcosa, probabilmente sceglierei la serie de “Il trono di spade” come stile di scrittura.
Vi incuriosisce?
A me è piaciuto. Ora non ci resta che attendere la pubblicazione del secondo volume della serie.

4 STELLINE☆

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...