Recensione: Tornare a galla – Margaret Atwood

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Trama

Una giovane donna ritorna dopo molti anni alla casa isolata dove ha passato infanzia e adolescenza, allarmata dalla notizia dell’improvvisa sparizione del padre. La casa si trova su un’isola deserta, al centro di un grande lago del Québec: la porta è aperta, la casa è vuota, in una stanza ci sono fogli pieni di indecifrabili disegni. Per i tre amici che accompagnano la ragazza, la gita sull’isola ha il sapore di un’avventura turistica. Ma per lei la ricerca del padre e la rivisitazione dei luoghi e dei gesti dell’infanzia, si trasformano in un sofferto pellegrinaggio interiore.


Recensione

“Tornare a galla” è il secondo romanzo di Margaret Atwood che leggo, ma ne ho già un terzo in lettura. Questo vi fa capire quanto mi stia piacendo questa autrice e quanto amore stia provando nei confronti di ciò che scrive.
Ho ormai fatto l’abitudine all’aspettarmi sempre un genere diverso. “L’altra Grace” è un romanzo che parla di fatti realmente accaduti, che ha un contesto storico ben definito e che rivisita libri già scritti; “Il racconto dell’Ancella” è un distopico; “Tornare a galla” è un romanzo apparentemente normale, ma pieno di riferimenti alla mente umana ed ai suoi tranelli, pieno di sentimenti contrastanti e mistero.
Margaret Atwood è versatile ed è brava in tutto ciò che scrive.
“Tornare a galla” mi è piaciuto, soprattutto perché mi ha suscitato ansia in parecchie situazioni, empatia in altre e a volte anche un profondo senso di confusione.
Per capire questo libro bisogna avere una mente aperta e pronta a destreggiarsi tra sogno e realtà, passato e presente, sarcasmo e frasi dette con sincerità.
In particolare ho compreso il comportamento della protagonista, anche se agli occhi di chi aveva accanto poteva apparire strano e sbagliato. Qualcuno potrebbe pensare che lei sia senza cuore, invece ha semplicemente imparato a tenerlo sotto controllo.
Alla fine della storia la sensazione che rimane è quella di non sapere fino in fondo cosa vuole comunicare Margaret Atwood, e personalmente proprio questo è un aspetto che mi è piaciuto molto.
Mi ha dato da pensare anche dopo la lettura.

4 STELLINE☆

 

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