Recensione: La piena – Margaret Drabble

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Trama

Francesca Stubbs viaggia in lungo e in largo sulla sua macchinetta: ispeziona case di riposo e case protette per anziani, lei che non vuole mettersi quieta con un gatto sulle ginocchia, non ancora, proprio no. Vita piena, la sua, piena di cose da fare con gusto e di legami forti: colleghi interessanti; amiche ritrovate; un ex marito infermo bloccato in un appartamento elegante a cui preparare pasti sani; il figlio Claude, intento a riaggiustarsi l’esistenza dopo la morte improvvisa della compagna Sara, battagliera documentarista ammalatasi nel corso di un viaggio di lavoro alle Canarie. Con la figlia Poppet, maestra di non detti, il legame è più difficile; ma un allagamento delle strade costringe Fran a riparare da lei suo malgrado, e l’imprevisto le riavvicina in un modo casuale e sereno. Claude invece è lontano, è tornato a Lanzarote per raccogliere l’eredità di Sara, ed è lì che s’incaglia nella vita dorata di una coppia di inglesi che si sono costruiti un esilio su misura, l’anziano accademico Bennett e il compagno più giovane Ivor. Ma niente può restare com’era: le Isole dei Beati subiscono la minaccia del terremoto e raccolgono la disperazione dei migranti; l’altra isola, che Fran tanto ama, è in balia di acque disordinate. Siamo sempre accerchiati, siamo sempre al limite, c’è sempre un’oscura piena pronta a travolgerci.


Recensione

“La piena” è un romanzo che parla di vecchiaia e di morte, dei pensieri che scorrono come un fiume quando la fine sta per arrivare e di come possa essere difficile accettarla.
La protagonista principale Francesca Stubbs non potrebbe avere una vita più simile alle nostre, in tutte le sue sfumature e sensazioni.
Anche se non siamo ancora anziani, un giorno lo saremo.
Leggendo questo libro la domanda che è sorta spontanea nella mia mente è stata questa: come mi comporterò io quando sarò adulta, poi anziana ed infine in punto di morte? Mi accorgerò di essere in procinto di dire addio alla mia vita, o accadrà tutto troppo velocemente?
A me la morte fa molta paura – non lo nascondo – perché è l’unica certezza che abbiamo nella vita. A volte le certezze fanno crescere il terrore più di quanto facciano i punti interrogativi: sappiamo di non avere via di scampo, sappiamo di non avere scelta.
L’autrice si concentra soprattutto sui momenti della senilità, quando mentalmente si è ancora nel pieno della vita mentre fisicamente si hanno i primi cedimenti, o viceversa. Si fatica ad accettare di non essere più giovani, di non essere più in grado di svolgere bene il proprio il lavoro e di non riuscire più a muoversi con la stessa agilità di una volta.
Accanto a Fran incontriamo tantissimi altri personaggi che condividono la sua vecchiaia o che ne sono ancora lontani, figli e genitori o amicizie importanti.
Il concentrarsi su tanti punti di vista ed aspetti credo sia il lato caratteristico della scrittura di Margaret Drabble in “La piena”. Personalmente ho fatto un po’ fatica a concentrarmi su qualche storia che mi piaceva meno di altre, quindi avrei preferito che l’autrice avesse spaziato un po’ meno.
Questo lato che non mi è piaciuto viene però contrapposto ad una scrittura dettagliata e allo stesso tempo fluente che mi ha conquistata.
Leggere libri pieni di verità è utile a livello di crescita personale, soprattutto per imparare a pensare non solo al presente, ma anche al futuro che ci aspetta.
Sicuramente “La piena” – nonostante alcuni aspetti a livello di trama che non mi hanno fatta impazzire, come ho già scritto in precedenza – è una lettura che non mi pento di aver fatto.

3 STELLINE E MEZZO☆

Una risposta a "Recensione: La piena – Margaret Drabble"

  1. Ciao 🙂
    Ti ho nominato nel mio ultimo post (domani pomeriggio alle 16.00 sarà online), spero possa farti piacere partecipare.

    Mi ha incuriosita parecchio il libro che hai recensito qua sopra..lo terrò in considerazione per le mie prossime letture!

    Piace a 1 persona

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