Recensione: La tempesta del secolo – Stephen King

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Trama

La chiamarono la tempesta del secolo perché fu l’apocalisse, davvero. Neve alta un metro e mezzo, raffiche a cento all’ora, capannoni risucchiati dal mare; perfino la torre del faro spazzata via dai flutti. Gli abitanti di Little Tall ne avevano viste di burrasche, ma questa… Little Tall Island è un’isoletta davanti alle coste del Maine. D’estate ferve di turisti e aragoste, d’inverno i pochi residenti – gente solida, di mare – restano a fronteggiare una natura ostile. Una comunità piccola ma efficiente, abituata a contare su se stessa e a custodire i propri segreti… Come in questa bufera, in cui l’isola rimane tagliata fuori dal mondo per più giorni e, assieme alla furia degli elementi, si scatena anche qualcos’altro. Qualcosa che nessuno aveva mai visto fino ad allora. Qualcosa che nessuno vorrebbe mai vedere. Poco prima che incominci a nevicare Martha Clarendon, ottantenne e invalida, viene aggredita selvaggiamente nella sua casa. E mentre il cadavere insanguinato si raffredda sul pavimento, l’assassino, con il suo bastone dalla testa ringhiante di lupo, siede tranquillamente in poltrona… ad aspettare. Sa che verranno ad arrestarlo.


Recensione

Bello, ma non uno dei migliori di King.
“La tempesta del secolo” è stata la mia prima esperienza con una sua sceneggiatura, non è andata male ma poteva andare sicuramente meglio.
Cosa mi è piaciuto? La trama: si potrebbe pensare, leggendo il titolo, ad una semplicissima storia su una tempesta, mentre i colpi di scena, il sovrannaturale ed i personaggi misteriosi non mancano mai.
Linoge ci lascia con il fiato sospeso fino all’ultimo.
Cosa mi è piaciuto meno? Probabilmente i tempi. Essendo una sceneggiatura, la trama è sviluppata quasi in modo meccanico: luoghi, azioni, dialoghi e così via. A volte ho trovato i passaggi tra questi elementi un po’ lenti, ma è assolutamente normale che un libro del genere sia scritto in questo modo.

3 STELLINE☆

2 risposte a "Recensione: La tempesta del secolo – Stephen King"

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