Recensione: Cecità – José Saramago

cecità

Trama

In un tempo e un luogo non precisati, all’improvviso l’intera popolazione diventa cieca per un’inspiegabile epidemia. Chi è colpito da questo male si trova come avvolto in una nube lattiginosa e non ci vede più. Le reazioni psicologiche degli anonimi protagonisti sono devastanti, con un’esplosione di terrore e violenza, e gli effetti di questa misteriosa patologia sulla convivenza sociale risulteranno drammatici. I primi colpiti dal male vengono infatti rinchiusi in un ex manicomio per la paura del contagio e l’insensibilità altrui, e qui si manifesta tutto l’orrore di cui l’uomo sa essere capace. Nel suo racconto fantastico, Saramago disegna la grande metafora di un’umanità bestiale e feroce, incapace di vedere e distinguere le cose su una base di razionalità, artefice di abbrutimento, violenza, degradazione. Ne deriva un romanzo di valenza universale sull’indifferenza e l’egoismo, sul potere e la sopraffazione, sulla guerra di tutti contro tutti, una dura denuncia del buio della ragione, con un catartico spiraglio di luce e salvezza.


Recensione

A José Saramago è stato conferito un premio Nobel per la letteratura.
Mi aspettavo qualcosa di semplice e leggero leggendo “Cecità”? Assolutamente no. Anzi ero pronta ad intraprendere una vera e propria sfida letteraria.
Si tratta di un romanzo privo di discorsi diretti, di nomi di personaggi – nonostante siano davvero tantissimo – che siamo costretti ad identificare solo con piccole particolarità e di spiegazioni.
La cecità apparentemente giunge e coglie tutti alla sprovvista. Ovviamente l’autore cerca di farci capire qualcosa, di lanciare un messaggio che deve penetrare nella mente del lettore.
Cosa ho capito io? Tutto e niente. Sicuramente ho compreso ciò che si poteva leggere tra le righe, prestando attenzione, ma non posso dire di aver amato questo libro.
Non ho avuto sentimenti dalla prima all’ultima pagina, anzi solo neutralità. Non mi sentivo di dire qualcosa di brutto sul libro, ma neanche qualcosa di bello.
La triste verità è che “cecità” non è uno di quei libri che rileggerei all’infinito.
Siamo tutti lettori differenti e ci saranno sempre libri più o meno indicati per la nostra personalità e per il nostro gusto, quindi sono comunque felice di aver provato a conoscere questa storia. Non mi pento di aver incontrato il pensiero dei personaggi di Saramago.

3 STELLINE☆

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