Recensione: Mosquitoland – David Arnold

mosquitoland

Trama

All’indomani dell’inaspettato sfasciarsi della sua famiglia, Mim viene trascinata via dalla cittadina in cui è nata e costretta a trasferirsi dal padre e dalla sua nuova, freschissima moglie, lontano mille chilometri. Prima ancora però che la polvere abbia il tempo di posarsi, Mim scopre che la madre, rimasta a Cleveland, è ricoverata in ospedale, e riempito in fretta uno zaino, scappa di casa e salta su un autobus per correre in soccorso dell’unica persona che abbia mai capito – e adorato – i suoi tanti bordi affilati.È l’inizio di una strana, imprevista odissea, che porterà Mim a sedersi accanto a compagni di viaggio diversi, alcuni luminosi, altri molto, molto oscuri. E attraverso di loro, come in uno specchio Mim ripercorrerà gli ultimi anni, le malinconie che li hanno accompagnati, e i demoni segreti di cui è rimasta imprigionata. Per finalmente affrontare la verità che ha sempre avuto sotto gli occhi, e non ha mai voluto vedere.


Recensione

Leggere “Mosquitoland” è stata un’esperienza strana e non riuscivo a capire se mi piacesse oppure no.
Probabilmente questo è un libro che può essere apprezzato tantissimo dai fan di John Green – soprattutto quelli che hanno amato “Città di carta” -, ma non racconta una storia normale.
Cosa si intende per “normale” in questo caso? Non saprei spiegarvelo, forse potrete capire solo leggendo le parole di David Arnold.
Mim è una protagonista anticonvenzionale, ma non ci viene ben spiegato perché: paranoie dei genitori? Verità nascoste? Bugie che ci vengono raccontate?
La cosa più strana che succede probabilmente è l’autobus rovesciato e nessuno che si interessa di chiamare i genitori di una minorenne o di mandarla, quantomeno, in ospedale. La cosa più bella penso sia Walt e la sua innocenza.
Questo libro va avanti così: tra cose che mi hanno fatto storcere il naso e sensazioni bellissime. Alla fine della fiera, quando ho voltato l’ultima pagina, mi sono accorta di aver viaggiato con i personaggi e di aver voluto loro bene, nonostante tutto.
Lo stile scrittura è perfetto e scorrevole, non mi ha mai annoiata ed è un lato più che positivo. Un libro scritto bene è il primo passo verso una recensione positiva da parte mia.
Credo di non essere mai stata più confusa su cosa dire su un libro di quanto lo sono adesso, ma davvero questo è uno di quei romanzi che dovete leggere per capire cosa intendo.

4 STELLINE☆

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