Recensione: Gli immortalisti – Chloe Benjamin

gli immortalisti

Trama

Forse non sarebbe successo niente se non fossero stati nel cuore dell’estate, con un mese e mezzo di noia umida alle spalle e un altro mese e mezzo davanti. In casa non c’è aria condizionata e quest’anno – l’estate del 1969 – sembra che stia succedendo qualcosa a tutti tranne che a loro, i fratelli Gold. Mentre gli altri si sballano a Woodstock, New York non offre loro altro che un incontro con una veggente che, si dice nel quartiere, sarebbe in grado di predire la data di morte. I quattro ragazzi ci vanno, per gioco, per vestirsi di paura, per fare la rivoluzione a modo loro. Bussano alla porta della donna, entrano uno per volta, ed escono con una data. Nient’altro. Simon, Klara, Daniel e Varya sono figli di una famiglia di commercianti ebrei, sono il frutto di una storia dolorosa e felice insieme, ramificata tra Europa e Stati Uniti, e probabilmente non sono diventati quello che i genitori avrebbero voluto. E dopo quel giorno d’estate della loro adolescenza, marchiato da quel numero indimenticabile, niente sarà più come prima. I sogni e i progetti saranno altri. Non peggiori, diversi.


Recensione

“Gli immortalisti” di Chloe Benjamin è stato davvero una scoperta: solitamente le storie di questo genere non mi appassionano, invece questa volta ero davvero curiosa di sapere di più sui protagonisti.
Le motivazioni che mi spingono a parlar bene di questo libro sono principalmente due: l’importanza dei temi trattati e lo stile di scrittura coinvolgente dell’autrice.
Chloe Benjamin scrive benissimo e racconta di quattro storie unite a formare una famiglia.
Quattro fratelli conoscono la data della loro morte – anche se a volte la ignorano, scegliendo di non credere a chi l’ha predetta – e prendono decisioni che faranno andare la loro vita in un verso invece che in un altro.
Quando pensi di avere poco tempo, vuoi fare di tutto per vivertelo al meglio. Entrano in gioco temi interessanti come quello dell’omosessualità, dei primi casi di AIDS, della difficoltà per la famiglia di “accettare” nonostante il bene o della voglia di riuscire a fare qualcosa di importante nella vita.
Mentre leggevo il romanzo è stato inevitabile farmi una domanda: se non avessero saputo la data della loro morte e non avessero scelto di intraprendere una strada piuttosto che un’altra, sarebbero morti diversamente?
Capisco il successo di questo romanzo, perché merita davvero di essere letto e capito.

4 STELLINE☆

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