Recensione: Figli di sangue e ossa – Tomi Adeyemi

Figli di sangue e ossa

Trama

Un tempo i maji, dalla pelle d’ebano e i capelli candidi, erano una stirpe venerata nelle lussureggianti terre di orïsha. Ma non appena il loro legame con gli dei si spezzò e la magia scomparve, lo spietato re saran ne approfittò per trucidarli. Zélie, che non dimentica la notte in cui vide le guardie di palazzo impiccare sua madre a un albero del giardino, ora sente giunto il momento di rivendicare l’eredità degli antenati. Al suo fianco c’è il fratello tzain, pronto a tutto pur di proteggerla, e quando la loro strada incrocia quella dei figli del re si produce una strana alchimia tra loro. Ha inizio così un viaggio epico per cercare di riconquistare la magia, attraverso una terra stupefacente e pericolosa, dove si aggirano le leopardere delle nevi e dove gli spiriti vendicatori sono in agguato nell’acqua. Un’esperienza umana che non risparmia nessuno, in un turbine di amore e tradimento, violenza e coraggio. Nella speranza di ridare voce a un popolo che era stato messo a tacere.


Recensione

Mi domando: si può finire un primo capitolo di una serie fantasy lasciando al lettore così tante domande? Va bene creare la curiosità nel lettore di leggere i libri successivi, ma almeno dire se una determinata persona è morta oppure no sarebbe stato gradito. Come faccio adesso io a vivere?
“Figli di sangue e ossa” è scritto nel pieno stile dei fantasy che stanno prendendo piede nell’ultimo periodo in Italia (negli altri paesi è una vita che le case editrici pubblicano queste belle cose). Se state leggendo qualche “nuovo fantasy” sapete di cosa parlo: Dei, monarchie crudeli, ribellioni, magia e ambientazioni meravigliose.
La storia è molto originale, soprattutto se si pensa al perché l’autrice l’ha scritta. Nelle note Tomi Adeyemi specifica che ha creato questa storia come adattamento della realtà, con la testa piena delle immagini dei bambini di colore uccisi dalla polizia.
Credo che il messaggio nascosto tra le pagine sia molto nobile e da capire.
I protagonisti principali e narranti di “Figli di sangue e ossa” sono quattro adolescenti dai caratteri molto forti. In questa storia anche le vittime diventano carnefici, magari indirettamente e contro la loro volontà. Questo è un elemento che mi è piaciuto molto perché i buoni non sono totalmente buoni e la vita è un po’ così. Come diceva Sirius Black “Tutti abbiamo sia luce che oscurità dentro di noi. Ma sta sempre a noi scegliere da che parte schierarci”.
Sicuramente è un fantasy che consiglio, ma voglio presto il seguito perché il finale mi ha davvero lasciata senza parole.

 4 STELLINE☆

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2 risposte a "Recensione: Figli di sangue e ossa – Tomi Adeyemi"

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