Recensione: Punizione – Elizabeth George

punizione

Trama

Suicidio. Questo sostiene la polizia. Ma la vittima, Ian Druitt, diacono dell’incantevole cittadina medioevale di Ludlow, è deceduta mentre era sotto custodia cautelare con l’accusa di un crimine vergognoso. Quando anche l’inchiesta degli Affari Interni conferma che non c’è nulla di sospetto in quanto accaduto, il caso sembra chiuso. Ma la famiglia della vittima non accetta questa versione dei fatti. E ha conoscenze tali da riuscire a far riaprire il caso.
Quando il sergente Barbara Havers arriva a Ludlow e inizia a indagare sulla catena di eventi che hanno portato alla morte di Ian Druitt, tutto sembra confermare che si sia tolto la vita. Ma una sensazione che non rie­sce a scrollarsi di dosso le dice che le cose non sono quelle che sembrano. Decide così di osservare più da vicino gli abitanti apparentemente insospettabili, in gran parte pensionati e studenti, e scopre che quasi tutti hanno qualcosa da nascondere… La verità verrà a galla solo con l’arrivo in paese dell’unico investigatore della Metropolitan Police sufficientemente lucido e indipendente da poter mettere in dubbio l’operato dei colleghi, e svelare le corruttele e connivenze che hanno portato alcuni poliziotti a celare la verità. Questo investigatore è Thomas Lynley.

Un romanzo magistrale ad alto tasso di suspense, che vede Barbara Havers e Thomas Lynley impegnati nel caso più difficile della loro carriera.
Una storia che lega il lettore dalla prima all’ultima pagina, capace di indagare negli insidiosi meccanismi della menzogna.


Recensione

Ho abbandonato questo libro a metà della lettura, con zero voglia di continuare a farmi del male.
Ogni autore ha uno stile diverso, ogni lettore apprezza stili diversi. Decisamente quello di Elizabeth George non è uno stile che amo.
Trovo che questa autrice dia vita a delle trame molto interessanti, ma le sviluppi poi nel modo sbagliato secondo i miei gusti personali. Si perde in dettagli inutili al fine di capire i personaggi e le loro azioni, scrive capitoli lunghissimi in cui mi sono annoiata a morte e non mi ha fatto nascere alcuna curiosità di conoscere il finale della storia.
Mi piacciono molto i thriller romanzati , ma a tutto c’è un limite. Ho abbandonato perché mi sono resa conto che questo romanzo non mi avrebbe lasciato nulla e che stavo perdendo il mio tempo, quando è così meglio saltare sulla scialuppa e tornare a riva.

 2 STELLINE☆

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