Recensione: I provinciali – Jonathan Dee | Da oggi in libreria

Sono l’unica che adora la cover de “I provinciali” di Jonathan Dee? Grazie mille Fazi Editore per avere dei grafici di così buon gusto ♥.i-provinciali-673x1024

Trama

Cosa succede quando un broker di New York e la sua famiglia piombano in una tranquilla cittadina di provincia?

Howland, Massachusetts. Mark Firth è un imprenditore edile con grandi ambizioni ma scarsa competenza negli affari, tanto da aver affidato tutti i suoi risparmi a un truffatore; lo sa bene sua moglie Karen, preoccupata per l’istruzione della figlia: sarebbe davvero oltraggioso per lei se la piccola dovesse ritrovarsi nei pericolosi bassifondi della scuola pubblica. Il fratello di Mark, nonché suo eterno rivale, è un agente immobiliare che ha mollato la precedente fidanzata sull’altare e ha una relazione con la telefonista della sua agenzia. C’è poi Candace, la sorella, che è insegnante alla scuola pubblica locale e coltiva una storia clandestina con il padre di una delle sue allieve… Gli abitanti della cittadina sono tutti accomunati dalla diffidenza nei confronti dei turisti della domenica, abitanti della grande metropoli che possono permettersi una seconda casa in provincia: gente disposta a spendere cinque dollari per un pomodoro, perché ignora il valore di un pomodoro quanto quello di cinque dollari. Sarà proprio uno di loro a far precipitare il fragile equilibrio della comunità. In seguito all’Undici Settembre, infatti, il broker newyorkese Philip Hadi, sapendo grazie a “fonti riservate” che New York non è più un posto sicuro, decide di traslocare a Howland insieme a moglie e figlia. Arriverà a tentare la carriera nella politica locale, suscitando idolatria in alcuni e odio feroce in altri…
La penna affilata di Jonathan Dee, già finalista al premio Pulitzer, non risparmia nessuno: casalinghe annoiate, uomini terrorizzati dallo spettro del fallimento, bambini che festeggiano il compleanno ingozzandosi di sushi… I provinciali, romanzo corale perfettamente congegnato, è un brillante ritratto al vetriolo dell’America di oggi.


Recensione

Primo libro di Jonathan Dee che leggo, consapevole di affrontare un autore pluripremiato. Il suo stile di scrittura è coinvolgente, appassionante ed evocativo, quindi non è difficile capire perché meriti dei riconoscimenti.
Già dal capitolo zero, ambientato a New York nei giorni dell’attentato dell’11 settembre, sono stata totalmente rapita dal romanzo e dalla storia. Mark è stato truffato e contattato da un avvocato che vuol dare vita a una causa civile, così comincia una serie di intrecci e di incontri che danno vita ad una storia intricata e molto interessante.
“I provinciali” parla di abitudini americane, del desiderio di ricchezza, di famiglie che si sfaldano e di una cittadina in cui tutti si conoscono e molti si pugnalano alle spalle. Chi mi conosce sa che ho una particolare predisposizione ad amare i romanzi così, perciò diciamo pure che con me Dee ha vinto facile.
Ci sono degli stereotipi americani che molte volte ci vengono presentati tramite libri, film o serie televisive e che noi crediamo siano reali. A volte mi capita di pensare che forse dietro c’è molto di più, anche perché se ci fermiamo ad analizzare tutte i preconcetti che hanno gli stranieri sull’Italia c’è da strapparci i capelli.
Nel suo libro, Jonathan Dee ci spiega com’è realmente l’America delle piccole città che vogliono essere grandi.
Mi è piaciuto tantissimo.

4 STELLINE☆

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