Recensione: Paranormalmente – Kiersten White

11020220

Trama

Evie sogna una vita normale, ma quando a sedici anni si ha il dono di vedere i mostri e si è un’agente del Centro Internazionale del Contenimento del Paranormale anche la ricerca della normalità può essere un’avventura. Se poi ci si mette una sirena come amica del cuore, una fata dei boschi maschio come ex e una cotta per un aitante mutaforma, la missione diventa quasi impossibile… Ma fra mille avventure e qualche momento di romanticismo, dopo aver sconfitto un’oscura profezia delle fate, aver salvato il mondo del paranormale e aver fatto i conti con la sua vera identità, Evie, accoccolata sotto una coperta con Land, il suo mutaforma, sentirà le loro anime fondersi e l’amore trionferà su tutto, nel mondo normale, e anche in quello un po’ più strano.


Recensione

Ero esaltata, felicissima, emozionata e curiosa di leggere questa serie.
Poi il vuoto.
Le prime 200 pagine scorrono veloci e devo dire che “Paranormalmente” mi stava piacendo tantissimo, poi è stato un calare. Fino a pagina 300 tentennavo, arrivando a pagina 400 ero esausta e distrutta.
Cosa cambia?
Prima di tutto le prime pagine hanno uno stampo più simpatico, si concentrano sulla protagonista e sul suo essere una giovane eroina. Poi tutto passa sul piano amoroso, fino ad arrivare a fughe infinite e alla conseguente noia.
Non è un mistero che non mi piacciono quelle serie di libri nelle quali i protagonisti scappano.
Mi trovo ad essere davvero dispiaciuta perché era partito tutto davvero benissimo, ma a questo punto non credo di continuare la serie nonostante io abbia già i libri a casa 😦
Sono delusa. E triste. E amareggiata.

2 stelline☆

Non tutti i sequel riescono col buco: una rubrica di delusioni esponenziali. Episodio #3

Readers, benvenuti nel terzo episodio di “Non tutti i sequel riescono col buco”!
Per chi si è perso il primo e il secondo episodio, vi rispiego brevemente di cosa parlerò.
Avendo perso il conto delle serie librose che ho iniziato e che, libro dopo libro, mi hanno profondamente delusa, ho deciso di creare una nuova rubrica. Complice il marketing, ad oggi sono pochi gli autori che scrivono libri a bizzeffe perché ce n’è davvero bisogno. Ormai è di moda scrivere milioni di pagine sugli stessi personaggi solo perché si ha la certezza che venderanno.
Quanto valgono però, realmente, queste serie?
In questo terzo episodio parliamo di DIVERGENT.

Ricordate che non mi era piaciuto Carve the mark? Sì, avete capito bene. Io ho letto quello prima di leggere la serie di Divergent.
Ad oggi posso dirvi che se avessi letto i libri in ordine, non mi sarei assolutamente disturbata a leggere l’ultima pubblicazione.
Perché? Beh, perché chiaramente la Roth non mi fa impazzire!
Divergent l’ho trovato, ovviamente, stupendo.
Già dal film, visto al cinema, mi ero fatta un’idea di quanto sarebbe stato bello leggere di tutti gli allenamenti degli intrepidi, così ero tutta emozionata quando ho comprato i libri.
Ma a parte questo, cosa c’è?
Il secondo e il terzo libro per carità sono carini, infatti non voglio demolire questa serie come quelle degli episodi precedenti, ma dobbiamo per forza parlare del piattume della maggior parte delle scene. Dov’è in Insurgent e Allegiant l’attività che regnava in Divergent? Perché sono tutti così rassegnati a non fare niente durante la giornata e aspettare, aspettare, aspettare ancora?
Mi avevano avvertita che i seguiti sarebbero stati deludenti – e ancora una volta sottolineo che sono delusioni solo perché sono nettamente al di sotto del primo capitolo – ma io testarda non ci volevo credere.
Ormai ci ho fatto l’abitudine: anche se la serie è super famosa e seguita da milioni di persone, non è detto che tutti i sequel siano all’altezza delle aspettative.

È il caso di dire che non tutti i sequel riescono col buco e vi do appuntamento a giovedì prossimo per l’epidosio #4♥

 

 

 

 

 

Recensione: Per sempre noi – Sarah Dessen

29387919 (1)

Trama

Sydney è cresciuta all’ombra del fratello, quasi fosse invisibile. È lui che è sempre stato al centro dell’attenzione, nella sua famiglia. Nonostante i guai che combina. L’ultimo è stato davvero grosso: si è messo al volante della sua auto ubriaco, ha investito un ragazzo e ora sta scontando un periodo di carcere. E mentre i familiari si preoccupano per Peyton, Sydney non riesce a darsi pace per la vittima dell’incidente, attirando su di sé le critiche dei genitori. Le cose per lei cambiano quando, nella nuova scuola che frequenta, fa amicizia con Layla, una ragazza effervescente che presto le fa conoscere la propria famiglia, ben diversa da quella di Sydney. I Chatham sono affettuosi e accoglienti, e stando con loro Sydney si accorge di essere finalmente accettata, apprezzata. Ma sarà l’incontro con il fratello maggiore di Layla, Mac, a fare la differenza. Lui è tranquillo, attento, protettivo, e attraverso i suoi occhi Sydney si sentirà per la prima volta vista, vista davvero.


Recensione

Oggi decido di essere sincera con voi, spero che in qualche modo potrete comprendermi.
L’argomento di questo libro mi stava particolarmente a cuore, così tanto a cuore che ci ho messo un bel po’ di tempo per acquistarlo. Nonostante io fossi consapevole della data di uscita e felice per un nuovo libro della Dessen in Italia, mi era bastato un solo sguardo alla trama per metterlo da parte.
Non potevo farcela.
Incidenti, vittime, le conseguenze sulle spalle dei colpevoli.
Troppe cose vicine alla mia vita, troppa poca voglia di soffrire.
Però alla fine ho preso coraggio perché i dolori nella vita passano solo quando li affronti e devi essere abbastanza forte da andare avanti.
Non starò qui a raccontarvi il perché della mia sofferenza, perché non mi riguarda in prima persona e non spiattellerò mai nulla sulla vita privata degli altri… ma un passo alla volta bisogna uscire dai brutti momenti.
Sarah Dessen purtroppo o per fortuna ha un dono ed è capace di scrivere tutti i libri del mio cuore. Ogni volta che leggo qualcosa di suo inizio la mattina e finisco la sera. Può essere un bene avere l’assoluta certezza che potrebbe anche scrivere il bollettino meteorologico e la amerei incondizionatamente, ma è un male il fatto che i suoi libri anche se lunghi mi durano solo un giorno!!!
Ha una capacità magnifica di usare le parole, ti entra nel cuore e non ne esce facilmente.
Io vi consiglio di leggere qualcosa di suo, soprattutto se amate gli Young Adult fatti bene, quelli che parlano tutti i problemi dell’adolescenza in modo puro e incontaminato.

5 stelline☆

 

Segnalazione “Carry On” di Rainbow Rowell e incontro con l’autrice.

Oggi, 21 marzo 2017, è un giorno di grandi uscite ma tra tutte spicca assolutamente “Carry on” di Rainbow Rowell per tutti i fan di Eleanor&Park e soprattutto Fangirl!Carry-on-

Titolo: Carry on

Autrice: Rainbow Rowell
Editore: Piemme
Pagine: 540
Prezzo: euro 17,00
Data di uscita: 21 marzo 2017

Trama

Dividere la stanza con la persona che odi di più è come dividerla con una sirena (di quelle che stanno sulle auto della polizia, non di quelle che cercano di bloccarti quando attraversi il canale della Manica).
Non puoi ignorarla, e nemmeno abituartici. Non smetterà mai di darti fastidio.
Dividere la stanza con la persona che desideri più di ogni altra al mondo è come dividere la stanza con un falò. Lui non fa che ammaliarti.
E tu non fai che avvicinarti troppo. Pur sapendo che non ne uscirà mai nulla di buono.
Ma tu insisti finché… Be’, finché non ti bruci.


E proprio oggi la Rowell presenterà Carry On a Firenze, alla Feltrinelli di via De’ Cerrentani, alle ore 18. Ci sarà un incontro con i blogger e i lettori e un firmacopie 🙂

Io non potrò esserci, perciò divertitevi anche per me!

Aspettando Hyperversum Ultimate – A spasso nel tempo

Readers,32507300
in occasione dell’imminente uscita di Hyperversum Ultimate, oggi volevo parlarvi un po’ della serie di Cecilia Randall e dei tempi e delle epoche che si esplorano nelle pagine dei suoi libri.
Tutto comincia con Hyperversum nel quale Daniel, Ian, Martin, Jodie, Carl e Donna sbarcano nella Fiandra del 1214, all’epoca della battaglia di Bouvines, in cui i Francesi, comandati da re Filippo Augusto e appoggiati da papa Innocenzo III e Federico II di Svevia, affronteranno gli inglesi, comandati da re Giovanni Senza Terra e alleati dell’imperatore Ottone IV.

I ragazzi restano in qualche modo bloccati in quest’epoca e improvvisamente il gioco diventa realtà.

 

Bataille_de_Bouvines_gagnee_par_Philippe_Auguste
Il re Filippo II di Francia a Bouvines, di Horace Vernet. Fonte: Wikipedia

31568647In Hyperversum. Il falco e il leone sono passati due anni e mezzo dell’età contemporanea, ma Daniel e Ian tornano al medioevo, centrando l’anno successivo a quello del primo libro.
Siamo quindi nel 1215, in particolare nella Francia di sua maestà Filippo Augusto nei mesi precedenti alla battaglia di Bouvines. I due visiteranno l’abbazia di Mont Saint Michel e le terre dei Ponthieu, attraverseranno la Manica e assisteranno alla rivolta contro re Giovanni Senza Terra e all’assedio di Dunchester da parte del barone Salisbury.
Ian scoprirà presto che Salisbury, fratellastro del re, è uno dei partecipanti alla rivolta che costringerà re Giovanni Senza Terra a concedere la Magna Charta.

Abbaye_du_Mont-Saint-Michel_(12)
Abbazia di Mont-Saint-Michel – Francia. Fonte: Wikipedia

31568619Con Hyperversum. Il cavaliere del tempo sono passati tre anni
nell’età contemporanea e Ian e Daniel sono separati, ma quest’ultimo prova a raggiungerlo. Nel disperato tentativo di arrivare con il gioco di nuovo nel medioevo, finalmente riesce di colpo ad aprire un passaggio e si ritrova nel mezzo della Crociata Albigese nel 1215.
Ian e Daniel si riuniranno e combatteranno contro dei nemici, mentre cercheranno di costruirsi una vita. Soprattutto Ian è ormai ben radicato nel medioevo, ha creato una famiglia e non ha intenzione di tornare nell’epoca moderna.
Dopo aver preso questa decisione, Daniel cerca di convincere Ian a seguirlo senza ottenere successo e quest’ultimo tornerà a Chatel-Argent per seguire il suo sogno.

1024px-Chatel_Argent_sotto_la_luna
Chatel-Argent sotto la luna – Italia. Fonte: Wikipedia

28098715

Hyperversum Next non è considerato dall’autrice un quarto libro della serie, avendo personaggi differenti, ma si collega alla storia dei primi tre libri.
Siamo a Phoenix, in Arizona, durante un futuro prossimo.
Alexandra Freeland, furiosa perché l’ennesimo brutto voto in fisica la costringe sui libri, rinunciando al primo agognato appuntamento con Brad, si aggira come un animale in gabbia nella biblioteca del padre Daniel, fino a che un antico volume miniato non attrae la sua attenzione. Non l’ha mai visto, come fosse un segreto attentamente custodito. All’interno, un enigmatico biglietto firmato da Ian, il migliore amico di Daniel, e una password.
Alex accende il vecchio computer del padre, che non gli ha mai visto usare, e scopre un’antiquata versione di un videogioco di culto: Hyperversum, celebre per la veridicità con cui sa ricreare l’ambientazione medievale.
La tentazione è forte. Alex si crea un avatar e avvia la sessione di gioco.
Clois, Francia nord-occidentale, XIII secolo: Alex si aggira nel cuore di un animato villaggio, ammirando stupita la ricostruzione in dettaglio di botteghe, vicoli e personaggi, ma presto il gioco si trasforma in un incubo.

67357d-D6ZIIWAB

Con Hyperversum Ultimate Alex ritorna nel medioevo, ormai innamorata di un cavaliere di Luigi IX. Per la precisione arriverà a Châtel-Argent, nella Francia nord-orientale del XIII secolo.


Siete pronti per il viaggio? Non sapete cosa vi aspetta…

Hyperversum Ultimate uscirà a marzo 2017 per Giunti.

 

 

 

Recensione: Un piccolo favore – Darcey Bell

Readers,
sicuramente molti di voi avranno notato che ultimamente l’editoria si sta concentrando moltissimo sulle pubblicazioni di thriller di ogni tipo. Le case editrici seguono i periodi, la moda del momento, ma soprattutto la richiesta dei lettori: se certi tipi di romanzi vengono pubblicati ormai in massa è perché vendono.
Mi sono sempre piaciuti i thriller di stampo psicologico quindi per me seguire la scia e parlarvene non è un problema. In particolare, ultimamente, mi stanno piacendo tantissimo le pubblicazioni Rizzoli. Vi avevo parlato di “Il metodo 15/33” come il thriller dell’anno, ma vi assicuro che la casa editrice si sta impegnando a trovare degni avversari.
Oggi parliamo di “Un piccolo favore” di Darcey Bell.
Mettetevi comodi e prendete i pop corn.
34602870

Trama

Tutto ha inizio con un piccolo favore tra madri. «Puoi passare tu a prendere Nicky?» chiede Emily alla sua migliore amica, Stephanie. E Stephanie, mamma di Miles, è felice di dare una mano, guidata dall’urgenza di essere utile, di sentirsi in qualche modo importante per gli altri. Quel giorno però Emily non torna a prendere suo figlio, e non risponderà alle telefonate, né ai messaggi. Stephanie, preoccupata, smarrita, si avvicina al marito della sua amica, Sean, gli sta accanto e si prende cura di lui e del bambino. E col passare dei giorni si innamora. Poi la notizia. Un corpo è stato ritrovato nelle acque del lago, e la polizia conferma: si tratta di Emily. Suicidio, il caso è chiuso. Ma è davvero così? Presto, Stephanie si renderà conto che niente è come sembra, e dietro l’amicizia, l’amore, o anche la semplicità di un piccolo favore, si nascondono invece una mente subdola e un disegno perverso e diabolico.Un piccolo favore è un thriller psicologico ad alto tasso adrenalinico, ricco di imprevisti e colpi di scena, denso di segreti e rivelazioni, che scivola tra amore e lealtà, morte e vendetta. Qui Darcey Bell ci presenta due figure femminili opposte, eppure per certi versi affini, di cui il lettore capirà presto di non potersi fidare.


Recensione

Il romanzo parte con un post sul blog di una delle protagoniste, Stephanie.
Devo essere assolutamente sincera e dirvi che inizialmente, mentre la leggevo, pensavo che sarebbe stato un libro stupido. La donna scriveva sul blog per raccontare della scomparsa della sua migliore amica Emily e si perdeva in mille parole di contorno che sembravano quasi “leggere”. Certo erano ancora trascorse poche ore, ma non riuscivo a fare a meno di pensare che il panico deve venirti per bene, altrimenti stai tranquilla sul tuo divano.
Dopo questa sensazione riguardo le prime pagine sono finalmente entrata nel vivo della storia. Nella prima parte del libro scopriamo tutta la storia di facciata, ovvero ciò che i protagonisti vogliono farci credere che sia la verità.
Non è mica detto che tutto ciò che stiamo leggendo sia reale, almeno non fino a quando non avremo letto l’ultima pagina.
In ognuna delle tre parti in cui è diviso il libro non possiamo non cambiare opinione e prendere le parti di persone sempre diverse. Io, per esempio, all’inizio ero totalmente neutrale, poi col tempo ho cominciato a provare dei sentimenti di inquietudine nei confronti di Stephanie, che si sono poi trasferiti a turno su Emily e su suo marito. Alla fine ho capito la verità, ovvero che nessun protagonista era sano di mente, e mi sono rassegnata.
Stephanie ed Emily erano amiche, o almeno così credevano. Avevano tante cose in comune, due figli che guarda caso si volevano bene e finalmente si erano trovate. Forse avrebbero davvero potuto essere fatte l’una per l’altra, se non fosse stato per le loro menti malate.
Nonostante questo, fai il tifo per entrambe. Sono due pazze, ma le ami lo stesso perché hanno una genialità che non si trova ovunque. Sono dalla parte del torto, eppure non ti sembra che stiano sbagliando proprio tutto.
Lo scrittura è fluida, lo stile del libro non è affatto pesante e il libro si lascia leggere, anzi lo pretende. Non riuscirete a staccarvi dalle pagine con facilità, perché diventerete avidi di sapere e di conoscere tutti i segreti di queste due donne all’apparenza normali.

5 stelline☆

Non tutti i sequel riescono col buco: una rubrica di delusioni esponenziali. Episodio #2

disegno-homer-simpson-coloratoReaders, benvenuti al secondo episodio di “Non tutti i sequel riescono col buco”!
Per chi si è perso il primo episodio, vi rispiego brevemente di cosa parlerò.
Avendo perso il conto delle serie librose che ho iniziato e che, libro dopo libro, mi hanno profondamente delusa, ho deciso di creare una nuova rubrica. Complice il marketing, ad oggi sono pochi gli autori che scrivono libri a bizzeffe perché ce n’è davvero bisogno. Ormai è di moda scrivere milioni di pagine sugli stessi personaggi solo perché si ha la certezza che venderanno.
Quanto valgono però, realmente, queste serie?
In questo secondo <episodio parliamo di NIGHTSHADE.

Questa è una serie che sarebbe potuta entrare nelle mie preferite, però poi l’autrice ha preso delle decisioni che mi hanno mortalmente delusa e quindi…
“Nightshade” mi è piaciuto tantissimo. Mentre lo divoravo mi sono innamorata di un personaggio più di altri e durante l’ultimo capitolo la mia voglia di continuare la serie era alle stelle.
Comprati i seguiti immediatamente.
Delusione totale, perché come al solito la storia cambia e si evolve, ma non in modo positivo.
Il triangolo amoroso che dominava il primo libro è sempre presente ma si perde nei seguiti e la presenza del mio personaggio preferito diventa marginale, quasi come se non fosse più necessaria. Il mio amore, che era un personaggio principale, non può essere trattato in questo modo.
Non posso accettarlo.
Lasciando da parte i personaggi, mi sarebbe piaciuto che la trama continuasse ad essere interessante ma così non era. Mi annoiava la lettura, trovavo strani i comportamenti dei lupi e ad un certo punto l’autrice ha sommerso i lettori con nuove comparse delle quali era impossibile ricordare i nomi.
Ovviamente io vi sto dicendo per sommi capi ciò che non mi è piaciuto, ma cercando sul mio blog potrete trovare le recensioni di tutti e tre i libri e vedere come sono cambiate le mie opinioni dal primo al terzo.
La ciliegina sulla torta in mezzo al mare di cose orribili è la morte del mio personaggio preferito.
Tu non lo puoi fare, cara Andrea Cremer! Tu non puoi ammazzarmelo solo perché devi risolvere il triangolo amoroso tra quei tre, è chiaro?
Una denuncia a questa tizia non gliela leva nessuno. NESSUNO!

È il caso di dire che non tutti i sequel riescono col buco e vi do appuntamento a giovedì prossimo per l’epidosio #3♥