Citazioni: La meccanica del cuore – Mathias Malzieu

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“Non preoccuparti, piccolo! Prima o poi nella vita passa tutto, credimi. Si guarisce sempre, anche se ci vuole del tempo.”

“Se hai paura di farti male, aumenti le probabilità di fartene sul serio. Guarda i funamboli: secondo te, quando camminano sulla corda testa pensano che potrebbero cadere? No, accettano il rischio, e assaporano il gusto che procura scampare al pericolo. Se passi la vita cercando di non romperti niente, ti annoierai tantissimo, credimi… Non conosco nulla di più divertente dell’imprudenza! Guardati! Dico ‘imprudenza’ e ti si illuminano gli occhi!”

Vorrei che smettesse di pulirsi i piedi sui miei sogni.

“Poco importa che tu faccia ridere o piangere, l’essenziale è suscitare un’emozione, no?”

“Questa è proprio alchimia pura!”
“Diciamo che sognavo un amore grande come la collina di Arthur’s Seat e invece mi trovo una catena montuosa che mi cresce direttamente sotto le ossa.”
“Hai una fortuna straordinaria. Lo sai che in pochi si avvicinano a questo sentimento?”
“Può darsi, ma adesso che l’ho assaporato, non posso più farne a meno!”

Citazioni dal racconto “La leggenda di Sleepy Hollow”

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Per via del languido torpore del posto e del carattere particolare dei suoi abitanti, che discendono dagli originari coloni olandesi, questa conca appartata è da tempo conosciuta con il nome di Sleepy Hollow, e in tutta la campagna circostante i suoi rustici giovinetti sono chiamati «i ragazzi di Sleepy Hollow».
Per quanto si possa essere del tutto svegli prima di entrare in quella regione sonnacchiosa, è sicuro che, nel giro di poco, si inala l’influsso ammaliante dell’aria e si comincia a viaggiare con l’immaginazione, sognare e vedere apparizioni.
Tutti coloro che non capivano la fatica del lavoro intellettuale pensavano che vivere come lui fosse meravigliosamente facile.
Egli aveva la forma e lo spirito di un giunco: cedevole ma resistente, si piegava ma non si spezzava; e sebbene si curvasse alla minima pressione, tuttavia, non appena questa veniva a mancare – oplà! – tornava subito ritto, a testa alta come sempre.
Le anatre e le oche sono sciocche e vanno accudite, ma le ragazze sono in grado di badare a se stesse.
Confesso che non so come si corteggia e conquista il cuore delle donne. Per me sono sempre state un rompicapo degno di ammirazione. Alcune sembrano avere un solo punto vulnerabile, o porta d’entrata; mentre altre hanno mille vie d’accesso e si possono catturare in mille modi diversi. È un grande trionfo di abilità aggiudicarsi le prime, ma è prova di ancor più grande capacità strategica mantenere il possesso delle seconde.
Egli era una creatura gentile e grata, il cui cuore si allargava nella misura in cui il suo stomaco si riempiva delle gioie della buona tavola.
Ci conduce per mostrarci quanto la paura sia una costruzione della mente ingannevole e fuorviante.

Migliori citazioni: Lo straordinario mondo di Ava Lavender – Leslye Walton

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Molti mi consideravano l’incarnazione di un mito, la personificazione di una magnifica leggenda, una favola. Alcuni mi giudicavano un mostro, una mutazione. Per mia grande sventura, una volta mi scambiarono per un angelo. Per mia madre ero tutto. Per mio padre, niente di niente. Per mia nonna ero la testimonianza vivente di amori perduti nel tempo. Ma io conoscevo la verità, l’avevo sempre saputa.
Ero soltanto una ragazza.
Predire il futuro, come avrei imparato più tardi, non serve a niente se non si può fare nulla per opporvisi.
Salì di corsa la collina fino a casa. Prima di entrare, si voltò verso Jack e la macchina e gridò: <<Siamo innamorati! Siamo innamorati! Siamo innamorati!>>
Persino la loro vicina di casa, l’acida Marigold Pie, svegliata da tale dichiarazione, non poté fare a meno di sorridere.
A questo punto Viviane Lavender amava Jack Griffith da dodici anni, ovvero più di metà della sua vita. Se avesse dovuto trasformare il proprio amore in un genere alimentare, diciamo per mangiarlo, ci avrebbe farcito 4745 crostate di ciliegia. Se avesse dovuto conservarlo, le sarebbero occorsi 23.725 barattoli di vetro con relative etichette e una dispensa lunga quanto tutta Pinnacle Lane.
Se avesse dovuto berlo, sarebbe annegata.
Si preoccupava di non potermi proteggere da tante cose che l’avevano ferita: la perdita e la paura, il dolore e l’amore.
Soprattutto l’amore.
Trovavo decisamente ironico il fatto di essere dotata di ali e tuttavia di sentirmi così costretta, così in trappola. Proprio per via della mia condizione, ero più incline di altri a notare le piccole ironie della vita. Le collezionavo: l’amore arrivava quando meno te lo aspettavi e se qualcuno diceva che non voleva farti del male, alla fine di sicuro te ne faceva.
Una volta che le cose accadono, buone o cattive che siano, non c’è più niente da fare. Sono successe.
Non lo notava perché quando si trattava dell’amore, vedeva solo ciò che le faceva comodo.
Viviane sospirò. <<E’ come se il mondo si fosse capovolto. Oggi faccio fatica persino a stare in piedi.>>
Gabe la strinse a sé. <<Appoggiati a me, Vivi. Penserò io a tenerci in piedi per un po’.>>
Lui spesso la prendeva in giro perché le mancava l’anello all’anulare della mano sinistra, un pretesto per farle capire, con quei suoi modi riservati, quanto desiderasse sposarla. Lei sapeva che avrebbe trascorso ogni notte sognando accanto a quel gigante buono, con il petto di lui appoggiato alla schiena, il palmo posato delicatamente sul suo fianco. Ma sapeva anche che non si sarebbe mai sposata. Né con Gabe, né con nessun altro. <<Che cosa se ne fa il cuore di un anello?>> per dirlo con le sue parole.

 

Citazioni: Il giardino segreto – Frances Hodgson Burnett

images<<Come può diventare più bella una persona se sorride!>>
<<Un giorno ero di cattivo umore e parlavo male di tutto e di tutti. La mamma stava lavando i piatti. A un certo punto si volse verso di me e disse: “Insomma, non te ne va bene una! Non ti piace Tizio, Caio non ti va… Ma tu che critichi tanto gli altri, ti sei mai guardata? E di te, cosa pensi, ti piaci?”>>
<<E sai cos’è un’altra cosa che mi piace tanto? Andare nella brughiera quando piove, starmene seduto accanto a un cespuglio e ascoltare le gocce di pioggia che cadono sulle foglie… allora c’è un profumo così fresco nell’aria… e anche una bellissima musica con tutte quelle gocce…>>
<<La mamma dice che ci sono due disgrazie che possono capitare ai bambini: non avere mai ciò che vogliono e averlo sempre.>>
<<Guarirò! Sì, voglio guarire, voglio vivere, crescere, star bene, star bene, star bene!>>
Una delle cose strane della vita di questo mondo è che solo qualche volta uno si sente veramente contento di vivere. Succede, per esempio, se ti alzi presto una mattina e assisti a quel meraviglioso, indescrivibile spettacolo che sono l’alba e il sorgere del sole. Se in un momento così si riesce a dimenticare tutto e a guardare solo il cielo che da pallido va prendendo colore, il misterioso spettacolo che ti prende alla gola e ti fa commuovere davanti a tanta bellezza che pur si ripete ogni giorno da migliaia di migliaia di migliaia di anni e ti senti felice di poterci assistere.
Succede, per esempio, se ti trovi solo in un bosco al tramonto e riesci ad ascoltare le cose meravigliose che ti ripetono, senza che le tue orecchie possano intenderle, i raggi del sole che se ne va e che ti raggiungono come una pioggia d’oro attraverso i rami e le foglie degli alberi.
Succede, per esempio, se in una splendida notte stellata alzi gli occhi verso la cupola scura trapunta da milioni di puntini tremuli e lucenti. Succede, talvolta, se ascolti un pezzo di musica; o se ti specchi negli occhi di una persona che ami.
<<E’ una favola che gira… sai di somari ce n’è in giro… sentono ragliare, non si preoccupano di vedere se è un raglio giusto o sbagliato… ragliano anche loro e si fanno ascoltare da altri somari che a loro volta ragliano… così vanno in giro le bugie… ognuno ce ne aggiunge un po’.>>
<<Li sento sempre ridere. Forse è quello che li fa ingrassare!>>
<<Forse sì>> convenne il dottore <<e lasciamoli ridere, allora!>>

 

Citazioni: Mille splendidi soli – Khaled Hosseini

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Non si possono contare le lune che brillano sui suoi tetti,
né i mille splendidi soli che si nascondono dietro i suoi muri.

Ogni fiocco di neve era il sospiro di una donna infelice da qualche parte del mondo. Che tutti i sospiri che si elevavano al cielo si raccoglievano a formare le nubi, e poi si spezzavano in minuti frantumi, cadendo silenziosamente sulla gente.

Vedete, ci sono cose che vi posso insegnare, altre che potete imparare dai libri.
Ma ci sono cose che, beh, bisogna vedere e sentire.

Citazioni: Fai bei sogni – Massimo Gramellini

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  • Che disgrazia.
    Così giovane.
    Povero bambino.
    Brutto male.
    Come se fosse esistito un male bello, che ti faceva l’elemosina di lasciarti vivo.
  • Certe domande mi facevano paura. O forse mi spaventavano di più le risposte.
  • <<Mi dispiace bambino… Non ce la faccio a volerti bene. Nessuno ne ha mai voluto a me e… non so come si fa.>>
    <<Se vuoi, te lo insegno io.>>
    Un po’ in effetti me lo ricordavo ancora.
    <<Non ci riesco… scusami…>>
  • Chiusi gli occhi e lo vidi. Giovane, adulto, vecchio, come non sarebbe stato mai, e poi di nuovo bambino: con quel buco nello stomaco che non avevo fatto in tempo a riempire.
    Ancora una volta mi ero illuso che la vita fosse una storia a lieto fine, mentre era soltanto un palloncino gonfiato dai miei sogni e destinato a esplodermi sempre fra le mani.
  • Protesi le labbra verso le sue, ma non dovetti compiere l’intero percorso perché me le trovai addosso a metà strada.
    Sapevano di bei sogni.
  • Sentii un morso allo stomaco che mi sorprese per la sua intensità. Era solo paura di perderlo o avevo appena scoperto quanto gli volevo bene?
  • <<Ho amato soltanto tua madre, sai?>>
    <<Anche tuo figlio, spero.>>
    <<Non ho capito mai niente di te. Però sì, ti ho voluto bene. Sulla fiducia.>>

Migliori citazioni: Wonder – R.J.Palacio

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  • Medici son giunti da città lontane solo per vedere me, in piedi sul letto. Non credevano ai loro occhi. Dicono che sono un prodigio della creazione di Dio e a quanto è dato loro di vedere non sono in grado di fornire spiegazione alcuna.
  • So di non essere un normale ragazzino di dieci anni. Sì, insomma, faccio cose normali, naturalmente. Mangio il gelato. Vado in bicicletta. Gioco a palla. Ho l’Xbox. E cose come queste fanno di me una persona normale. Suppongo. E io mi sento normale. Voglio dire dentro.
    Ma so anche che i ragazzini normali non fanno scappare via gli altri ragazzi normali fra urla e strepiti ai giardini. E so che la gente non li fissa a bocca aperta ovunque vadano.
    Se trovassi una lampada magica e potessi esprimere un desiderio, vorrei avere una faccia così normale da passare inosservato. Vorrei camminare per strada senza che la gente, subito dopo avermi visto, si volti dall’altra parte. E sono arrivato a questa conclusione: l’unica ragione per cui non sono normale è perché nessuno mi considera normale.
  • <<Che genere di persone siamo? Che genere di persona sei tu? Non è forse questa la cosa più importante di tutte? Non è forse questo il genere di domanda che dovremmo fare a noi stessi tutto il tempo? Che genere di persona sono io? >>
  • Quando ti viene data la possibilità di scegliere se avere ragione o essere gentile, scegli di essere gentile.
  • <<A volte non c’è bisogno di voler ferire qualcuno per fargli del male.>>
  • “A volte penso che la mia testa sia così grande perché è piena di sogni”.

Le migliori citazioni di “The sky is everywhere” – Jandy Nelson

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Qualche anno fa ero distesa in giardino e Big mi ha chiesto cosa stavo facendo. Gli ho risposto che guardavo il cielo. E lui mi ha detto: «Ti sbagli, Lennie. Il cielo è tutt’intorno a te. Sopra e sotto. Il cielo è ai tuoi piedi». Adesso che sto baciando Joe, per la prima volta nella mia vita credo di avere capito cosa intendesse.

Le racconto tutto, senza dimenticare niente. Di quando Joe veniva ogni mattina con i croissant, del giorno in cui abbiamo suonato insieme, di come faceva piacere alla nonna e a Big averlo per casa, del vino che abbiamo bevuto ieri sera e di come abbiamo continuato a baciarci finché sono stata sicura di camminare tra le nuvole. Le dico che ho la sensazione di sentire battere il suo cuore anche quando non è con me, che ci sono dei fiori immensi, letteralmente smisurati, anche più grandi di quelli della nonna, che mi sbocciano nel petto, e sono sicura di provare quello che provava Heathcliff per Cathy prima…

C’erano una volta due sorelle che non avevano paura del buio perchè il buio era abitato dalla voce dell’altra, perchè anche quando la notte era scura e senza stelle loro tornavano a casa insieme dal fiume giocando a chi resisteva di più senza accendere la torcia, si stendevano sul sentiero a guardare in su finchè non tornavano le stelle e quando ricomparivano sollevavano le braccia per sfiorarle e le toccavano davvero.

Si può uscirne solo passandoci in mezzo. E chi se lo immaginava cos’avrebbe significato passarci in mezzo?

Ho sentito dire: Ogni volta che una persona muore, un’intera biblioteca va in fiamme. Io ne sto guardando le ceneri.

«Oddio», esclama tirandomi a sé e poi ci stiamo baciando, lassù, talmente in alto, in cielo, su su, tra le nuvole, che non credo che riusciremo mai più a tornare giù, sulla terra. SE QUALCUNO CHIEDE DI NOI, DITEGLI DI ALZARE LA TESTA.

Migliori citazioni: “Il nostro anno infinito” – Matthew Crow

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  • Facciamo un test:
    Leucemia.
    Dai un’occhiata a questa parola e poi distogli lo sguardo.
    Ora chiudi gli occhi e prova a pronunciarla.
    Scommetto che non ci sei riuscito.
    Neanch’io.
  • Amber arrivò il quarto giorno, e da quel momento per me ogni cosa cambiò.
  • Ti guardava sempre, quando parlavi. Dritto in faccia, dandoti l’impressione che le tue storie contassero davvero, anche se non era così; se Amber ti ascoltava, valeva la pena parlare. Una sensazione rafforzata dal fatto che, al contrario, quando era lei a confidarsi guardava di rado il proprio interlocutore. Come se non volesse far capire agli altri fino a che punto fosse vero quello che diceva. O fino a che punto dicesse sul serio.
  • Certe giornate erano proprio inutili, per come buttavamo via il tempo distesi a letto dopo la terapia. In quei giorni non ci importava più niente del mondo intero. Le nostre uniche occupazioni erano prima di tutto non vomitare e poi quella perversa di sforzarci al massimo di vomitare, se non altro per liberarci almeno in parte di qualunque cosa avessimo dentro, qualunque cosa ci facesse sentire tanto male da toglierci il fiato in ogni istante.
  • “Lo so che ti dà fastidio sentirtelo ripetere, e che te ne uscirai con una risposta antipatica solo per combattere la timidezza, ma è la verità e non posso farci niente. Perciò ascolta: sei l’unica vera amica che abbia mai avuto con cui non sia imparentato, e lo so che è strano, eppure ancora più strano è il fatto che tu mi piaccia così tanto. Lo so, ti mando messaggi in continuazione, persino quando dovresti riposare, però a volte mi spaventa l’idea che tu non guarisca. Anche se poi mi spaventa l’idea che tu guarisca, invece, e ti accorga di poter avere chiunque altro desideri, e allora mi disprezzo per aver pensato una cosa del genere, e così…”
    Amber mi si accostò e mi zittì con un bacio. La cosa funzionò e non posso negare che mi rincuorò.
  • “Il fatto, Amber, è che ho bisogno che tu guarisca perché io sto guarendo, e il problema è che non mi ricordo quello che facevo prima di conoscerti. Prima che ci fosse un noi. So quanto ti spaventi l’idea di essere malata, ma a me comincia a spaventare l’idea di guarire… di dover fare qualunque cosa senza di te.”
    Chiuse gli occhi lentamente e tirò un profondo respiro mentre continuavo a parlare.
    “E anche se il tuo amore per me non durerà per sempre, anche se non continueremo a frequentarci per sempre, il mondo sarà un posto più interessante se ci sarai pure tu… ecco perché penso che sia davvero irresponsabile il tuo comportamento”, affermai, sforzandomi di riprendere fiato mentre la sua immagine veniva annebbiata dalle mie stesse lacrime, come quando si guarda un fuoco d’artificio con gli occhi inondati di pianto.
    “Ti prego, Amber”, le sussurrai nell’orecchio, “ti prego, alzati. Dimostra ancora una volta a tutti che si sbagliano.”
    Sentii il suo respiro sul collo, leggero e instabile come quello di un neonato. Il suo petto prese a muoversi con scatti più brevi e costanti, come un’onda che si increspa. Amber era tagliata per la vita. Era tagliata per il colore e il movimento. Non era nata per il clic di una macchina fotografica. Non esisteva dispositivo in grado di catturarla per quello che era, per quello che era normale che fosse. Non era nata per l’immobilità, la staticità. Senza colore era un’immagine spezzata, un’immagine difettosa che non si poteva correggere. Senza la sua voce non era niente. Amber non c’era più. In quel momento mi fu tutto chiaro. E quello che sarebbe accaduto dopo era pura formalità.