Recensione: Il dominio del fuoco – Sabaa Tahir

Miei cari readers,
finalmente la casa editrice Nord ha annunciato l’uscita del sequel de “Il dominio del fuoco” sulla pagina Facebook: si chiamerà “Una fiamma nella notte” e lo vedremo in libreria dopo l’estate.
Dopo una notizia del genere, potevo non fiondarmi a comprare “Il dominio del fuoco”?
Aspettavo questo momento da troppo tempo.
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Trama

C’è stato un tempo in cui la sua terra era ricca di arte e di cultura. Laia non può ricordarsene, eppure ha sentito spesso i racconti su come fosse la vita prima che l’Impero trasformasse il mondo in un luogo grigio e dominato dalla tirannia, dove la scrittura è proibita e in cui una parola di troppo può significare la morte. Laia lo sa fin troppo bene, perché i suoi genitori sono caduti vittima di quel regime oppressivo. Da allora, lei ha imparato a tenere segreto l’amore per i libri, a non protestare, a non lamentarsi. Ma la sua esistenza cambia quando suo fratello Darin viene arrestato con l’accusa di tradimento. Per lui, Laia è disposta a tutto, anche a chiedere aiuto ai ribelli, che le propongono un accordo molto pericoloso: libereranno Darin, se lei diventerà una spia infiltrata nell’Accademia, la scuola in cui vengono formati i guerrieri dell’Impero…
Da quattordici anni, Elias non conosce una realtà diversa da quella dell’Accademia. Quattordici anni di addestramento durissimo, durante i quali si è distinto per forza, coraggio e abilità. Elias è la promessa su cui l’Impero ripone le proprie speranze. Tuttavia, più aumenta la fiducia degli ufficiali nei suoi confronti, più lui vacilla, divorato dai dubbi. Vuole davvero diventare l’ingranaggio di un meccanismo spietato e senza scrupoli? Il giorno in cui conoscerà Laila, Elias troverà la risposta. E il suo destino sarà segnato.


Recensione

La mia reazione dopo aver finito di leggere “Il dominio del fuoco” è stata su per giù questa: COSA? MA STIAMO SCHERZANDO? MA MI PRENDETE IN GIRO????
Cara casa editrice nord, vediamo di velocizzare un pochetto i tempi di pubblicazione del sequel perché qui faccio una strage.
Punto primo: io decisamente AMO ALLA FOLLIA tutti i fantasy ambientati nel deserto, e non c’è storia;
Punto secondo: ELIAS È UNO DI QUEI RAGAZZI CHE VORRESTI PRENDERE DALLE PAGINE DEL LIBRO E TRASCINARE FUORI, DIRETTAMENTE NEL TUO LETTO SENZA PUDORE ALCUNO IO LO AMO;
Punto terzo: Sabaa Tahir scrive così bene da essere stata capace di riportarmi le emozioni che avevo provato in passato con libri di Renèe Ahdieh e Alwyn Hamilton e io voglio il sequel adesso non ce la posso fare ad aspettare.
Comunque questo libro è una droga e se non lo leggete siete pazzi, tutti completamente pazzi.
Anche se in questo momento, mi rendo conto, la pazza sembro io…
Il voto che sto per dare è davvero riduttivo, perciò prendetelo con le pinze:

5 stelline☆

Recensione: Wolf 2. Il giorno della vendetta – Ryan Graudin (Wolf by Wolf, #2)

Vi ricordate quanto mi era piaciuto il primo volume di questa serie? Se no, ecco qui il link per raggiungere la recensione di “Wolf. La ragazza che sfidò il destino”.
Ho letto il primo libro di Ryan Graudin in anteprima, quindi dopo tutto questo tempo potete capire la mia emozione nell’aver concluso questa serie, e la mia tristezza perché so che dopo queste pagine non potrò più leggere di Yael.
Che ne pensate? Secondo voi mi è piaciuto questo seguito? Lo potrete scoprire solo continuando a leggere la recensione!
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Trama

(contiene spoiler su “Wolf. La ragazza che sfidò il destino”)

È il 1956 e il mondo è in fermento: dopo decenni di dominio assoluto, Hitler è stato assassinato e la Resistenza è pronta a prendere le armi. A innescare la scintilla è stata Yael, la ragazza dagli straordinari poteri mutaforma, miracolosamente sopravvissuta al campo di concentramento. È solo grazie al suo coraggio se il Nuovo Ordine ha le ore contate. O almeno così tutti credono. Ma la verità è molto più complicata di come appare, e le conseguenze di quanto è accaduto sono devastanti. Ora Yael è in fuga in territorio nemico. Non è sola, però. Insieme a lei ci sono Luka e Felix, i due ragazzi che ha dovuto tradire per portare a termine la sua missione e che adesso vuole proteggere a ogni costo. Ed è nel bel mezzo del caos che il passato e il futuro di Yael si scontrano, obbligandola a fare i conti con i propri sentimenti. Odio e amore, vendetta e perdono. Scegliere non è facile, soprattutto quando sul piatto della bilancia ci sono da un lato il destino del mondo intero e dall’altro la vita di chi ama. Quale sarà la scelta di Yael? Vita o morte?
L’adrenalinica conclusione dell’appassionante saga di Ryan Graudin, iniziata con Wolf. La ragazza che sfidò il destino. Un romanzo straordinario dal finale travolgente, in cui l’arma più letale non è quella capace di uccidere, ma quella in grado di condizionare interi popoli.


Recensione

Il numero di parole che posso usare per descrivere questo libro è così basso che rischia di arrivare allo zero.
Come puoi descrivere dei sentimenti così profondi, una tale bellezza di personaggi ma soprattutto di trama, le ambientazioni studiate nei minimi dettagli e la rabbia che sprigionano le pagine?
Io non ne sono capace, ma ci proverò, come sempre.
Il primo libro di questa serie di Ryan Graudin, “Wolf. La ragazza che sfidò il destino”, l’ho letto un po’ per passatempo ma alla fine me ne sono completamente innamorata. Non potevo immaginare che avrebbe avuto un seguito, ed un finale, così.
Le emozioni che provo in questo momento sono in contrasto tra loro: c’è la gioia per Yael, la tristezza assoluta per Luka, la rabbia per Felix…
Poi c’è la consapevolezza di aver avuto l’onore di leggere quest’autrice a dir poco geniale e mi rendo conto che dare cinque stelline a dei libri così è ridicolo.
In questo secondo volume la storia della nostra protagonista volge al termine, ma prima ci fa penare davvero. A me non va di descrivere la trama e di dirvi cosa succede, perché vi rovinerei la lettura, ma voglio assolutamente dirvi che SEMPLICEMENTE NON POTETE IGNORARE QUESTE PERLE.
Voi dovete andare in libreria e comprarle i due libri in blocco, leggerli insieme come se le parole fossero il vostro ossigeno, innamorarvi della storia e piangere durante il finale.
Ryan Graudin ha fatto un brutto scherzo al mio cuore, ma non per questo la amo di meno.
Un giorno rileggerò questa serie e penserò che di storie così belle ne esistono poche e per questo non dobbiamo proprio lasciarcele scappare.

5 stelline☆

Recensione: Questo canto selvaggio (Monsters of Verity, #1) – Victoria Schwab

Readers,
è finalmente giunto in Italia il primo capitolo della duologia di “Monsters of Verity“, che in originale aveva il titolo “This savage song“, e oggi ve ne parlo♥
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Trama

Per anni Verity City è stata teatro di crimini e attentati, finché ogni episodio di violenza ha cominciato a generare mostri, creature d’ombra appartenenti a tre stirpi: i Corsai e i Malchai, avidi di carne e sangue umani, e i Sunai, più potenti, che come implacabili angeli vendicatori con il loro canto seducente catturano e divorano l’anima di chi si sia macchiato di gravi crimini. Ora la città è attraversata da un muro che separa due mondi inconciliabili e difende una fragile tregua: al Nord lo spietato Callum Harker offre ai ricchi protezione in cambio di denaro, mentre al Sud Henry Flynn, che ha perso la famiglia nella guerra civile, si è messo a capo di un corpo di volontari pronti a dare la vita pur di difendere i concittadini e ha accolto come figli tre Sunai. In caso di guerra la leva più efficace per trattare con Harker sarebbe la figlia. Così August, il più giovane Sunai, si iscrive in incognito alla stessa accademia di Kate per tenerla sotto controllo. Ma lei, irrequieta, implacabile e decisa a tutto pur di dimostrare al padre di essere sua degna erede, non è un’ingenua…


Recensione

Ho atteso questo libro per tanto tempo e appena l’ho stretto tra le mie mani non ho potuto fare a meno di iniziarlo subito.
Mi è piaciuto tantissimo, ovviamente, ma andiamo per gradi.
La trama di “Questo canto selvaggio” è davvero spettacolare: sul genere distopico e fantasy, ci troviamo in una città percorsa da una barriera che separa i sostenitori di Flynn da quelli di Harker.
I due rappresentati di queste fazioni, nella storia che leggiamo, sono rispettivamente August e Kate.
Inutile dire che mi sono innamorata di entrambi coi loro pregi ma soprattutto difetti.
Conosciamo un ragazzo che vuole a tutti i costi combattere la sua natura di mostro e che non accetta di dover fare del male per sopravvivere, ed una ragazza che invece vorrebbe essere capace di gesti spietati solo per compiacere suo padre.
Due opposti accomunati da una sola idea: la pace di Verity.
Lo stile di scrittura di Victoria Schwab è davvero perfetto. Non sono riuscita a trovare neanche un difetto, al contrario ho visto tantissimi pregi. Non mi sono annoiata praticamente mai, ogni dettaglio che ci viene fornito è necessario ai fini della comprensione della storia.
Nelle prime 50/60 pagine ho dovuto rileggere qualche passaggio più volte per riuscire ad assimilare alcune spiegazioni. Niente paura: è solo l’inizio di una storia distopica. Dopo la prima parte il libro vola e noi voliamo con lui, perdendoci nei meandri delle vite dei due ragazzi che non vedo l’ora di rivedere nel seguito di questo libro.
Giunti, sbrigati ok? È appena uscito in inglese!

5 stelline☆

Recensione: Wondrous Strange. Arcane meraviglie – Lesley Livingston (Wondrous Strange, #1)

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Trama

Kelley è una diciassettenne che vive a Manhattan e fa teatro in una produzione non eccelsa di Broadway. Stanno portando in scena proprio Sogno di una notte di mezza estate di Shakespeare, tra l’altro. Sonny è un “changeling”, un ragazzo – una volta umano ed ora non più – rapito dalle fate ancora in fasce, che ha il compito di vegliare sullo Shamain Gate, la barriera tra il nostro mondo e quello delle Faeries, che si trova a Central Park. Insieme ad altri 12 “changeling”, che compongono la Janus Guard, difende il mondo degli umani, uccidendo gli esseri malvagi che tentano di passare di qua. I due mondi sono completamente diversi… ma strettamente connessi l’uno all’altro. Un giorno Sonny e Kelley s’incontrano. Per caso. Ma Sonny è attratto da qualcosa… E decide di seguirla.


Recensione

Non potevo scegliere un titolo migliore di “Wondrous Strange” per affrontare il mio periodo di ritorno al passato, a quando leggevo i meravigliosi fantasy della collana Lain della Fazi.
Questo libro mi è piaciuto tantissimo, partendo dai personaggi per poi arrivare a tutta la trama. Ho amato in particolar modo i continui riferimenti a Shakespeare e Sonny, il protagonista maschile.
Ci sono dei libri che semplicemente, con poche pretese, hanno una struttura fatta molto bene e riescono a coinvolgere il lettore senza faticare troppo. È questo il caso del libro della Livingston e sicuramente in questi giorni leggerò i seguiti perché era da tempo che un fantasy non mi piaceva così tanto.
Le fate sono sempre le fate ed è grazie a loro se mi sono avvicinata alla lettura de piccola, grazie a loro continuo ancora ad amarla.

5 stelline☆

Recensione: Absence. Il gioco dei quattro – Chiara Panzuti

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Trama

Viviamo anche attraverso i ricordi degli altri. Lo sa bene Faith, che a sedici anni deve affrontare l’ennesimo trasloco insieme alla madre, in dolce attesa della sorellina. Ecco un ricordo che la ragazza custodirà per sempre. Ma cosa accadrebbe se, da un giorno all’altro, quel ricordo non esistesse più? E cosa accadrebbe se fosse Faith a sparire dai ricordi della madre?
La sua vita si trasforma in un incubo quando, all’improvviso, si rende conto di essere diventata invisibile. Nessuno riesce più a vederla, né si ricorda di lei. Non c’è spiegazione a quello che le è accaduto, solo totale smarrimento.
Eppure Faith non è invisibile a tutti. Un uomo vestito di nero detta le regole di un gioco insidioso, dove l’unico indizio che conta è nascosto all’interno di un biglietto: 0°13’07’’S 78° 30’35’’W, le coordinate per tornare a vedere.
Insieme a Jared, Scott e Christabel – come lei scomparsi dal mondo – la ragazza verrà coinvolta in un viaggio alla ricerca della propria identità, dove altri partecipanti faranno le loro mosse per sbarrarle la strada. Una corsa contro il tempo che da Londra passerà per San Francisco de Quito, in Ecuador, per poi toccare la punta più estrema del Cile, e ancora oltre, verso i confini del mondo.


Recensione

Questo libro comincia con i capitoli più emozionanti che io abbia letto nell’ultimo periodo. Quattro adolescenti, improvvisamente, si ritrovano invisibili al mondo intero. La loro esistenza viene letteralmente cancellata dalla vita dei loro parenti, tutte le loro cose scompaiono, non esiste più sui social network alcuna notizia su di loro.
L’unico che sembra vederli è un vecchietto che porge loro una scatola e delle coordinate.
Riuscite ad immaginare cosa devono aver provato? Io sì, credetemi, e sono stata in ansia tutto il tempo.
Tutto questo sarà l’inizio di una storia contorta, che procura rabbia e una sensazione di impotenza, e ci porta a conoscere i quattro nel profondo.
Lo stile di scrittura dell’autrice mi è piaciuto davvero, si concentra molto sui dettagli importanti e lascia stare il superfluo. Verso metà libro la storia secondo me si perde un po’, ma si riprende immediatamente dopo qualche pagina.
Il mio personaggio preferito è stato sicuramente Jared e leggendo capirete perché. Impossibile non affezionarsi a lui. Faith, invece, è quella che mi ha lasciato più sensazioni di angoscia.
Tutto sommato io mi sento di fare i complimenti a Chiara Panzuti perché non è da tutti scrivere un inizio di serie così interessante e capace di far venire al lettore la voglia di sapere, di conoscere ciò che succederà nei libri successivi.

4 stelline☆

Recensione: The Tower. Il millesimo piano – Katharine McGee

Readers,
è stato per me un immenso onore poter leggere “The Tower. Il millesimo piano” in anteprima, e lo sarà altrettanto potervene parlare oggi.
Faccio da subito i miei complimenti alla casa editrice per l’edizione super curata (potrete vedere l’ottimo lavoro svolto con i vostri occhi) e per aver scelto di tradurre una serie così avvincente ed intrigante.
Potete trovare questa meraviglia in libreria a partire da domani, 9 maggio 2017, ed io vi invito davvero a farci un pensierino perché ne vale la pena!
“The Tower. Il millesimo piano” è il primo capitolo di una serie e per ora c’è notizia solo del secondo in lingua inglese che sarà intitolato “The Dazzling Heights”.
Continuate a leggere per sapere cosa ne penso in sincerità.
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Trama

Manhattan, 2118. New York è diventata una torre di mille piani, ma le persone non sono cambiate: tutti vogliono qualcosa, e tutti hanno qualcosa da perdere. La spregiudicata Leda, che brama una droga che non avrebbe mai dovuto provare e un ragazzo che non avrebbe mai dovuto toccare. La viziata Eris, che dopo aver perso tutto in un istante vuole risalire, ma presto comincerà a chiedersi quale sia veramente il suo posto. Il geniale Watt, che può arrivare ai segreti di ciascuno, e quando viene assunto per spiare una ragazza si troverà imprigionato in una rete di bugie. E sopra tutti, al millesimo piano della Torre, vive Avery, la ragazza disegnata geneticamente per essere perfetta. La ragazza che sembra avere ogni cosa, tormentata dall’unica che non dovrebbe nemmeno desiderare…


Il mio pensiero

È una verità universale dire che i thriller con personaggi psicopatici ed adolescenti siano assolutamente nei miei generi di libri preferiti.
Con “The tower. Il millesimo piano” ho assistito allo sviluppo una storia farcita con un mix di tutte le cose che mi piacciono di più.
Ci sono tanti personaggi ed altrettanti punti di vista, ma sono riuscita a destreggiarmi bene tra tutti quanti e questo è assolutamente un punto a favore dello stile della scrittrice, che ho sicuramente apprezzato.
Il tutto si apre con una ragazza che cade dal millesimo piano e muore (l’avrei sfidata a sopravvivere): può un inizio essere più intrigante?
Tra le tante facce spicca sicuramente quella di Avery con il suo amore scandaloso, ma non possiamo lasciare ai piani bassi la psicopatica Leda che dalle prime pagine ci fa avere davvero paura.
Non meno importanti i volti di Eris, Watt, Rhylin, Atlas, Cord ed una marea di altra gente. Cos’hanno in comune? Sono tutti estremamente complicati, intenzionati a raggiungere le vette del Tower e pronti a commettere atti insani.
Qualcuno ha paragonato “The Tower” a Gossip Girl e devo dire che forse per una volta ci hanno preso. Considero questa lettura un Gossip Girl futuristico e distopico, ambientato in una generazione del futuro che ancora tiene molto alle gerarchie sociali e a non farsi mettere i piedi in testa da nessuno. Con il giusto pizzico di thriller e mistero, questo libro mi ha conquistata.
Non posso che attendere il seguito per “la vendetta” (vi lascio così… con cattiveria).

5 stelline☆

Recensione: Nel profondo della foresta – Holly Black

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Trama

Nel profondo della foresta c’era una bara di vetro che giaceva sulla nuda terra.
Dentro vi riposava un ragazzo con le corna in testa e orecchie affilate come coltelli… Hazel e il fratello Ben sono cresciuti a Fairfold, una piccola città dove, da tempo, gli umani hanno imparato a convivere pacificamente con le creature fatate della vicina foresta. Un posto diventato meta di tanti turisti curiosi, attratti dalle magie che qui hanno luogo ma in particolare dal ragazzo con le corna che riposa dentro una bara di vetro, la meraviglia più grande di tutte.
Affascinati fin da bambini da questa presenza misteriosa, Hazel e Ben hanno provato più e più volte a immaginarne la storia. Nelle loro fantasie il giovane era a volte un principe dal cuore nobile e dalla natura buona e generosa, e altre un essere crudele e spietato.
Ora che è cresciuta, però, Hazel pensa che sia arrivato il momento di accantonare tutte quelle fantasie infantili accettando il fatto che, per quanto lo abbia desiderato a lungo con tutta se stessa, il ragazzo con le corna non si sveglierà mai.
Un giorno, però, quello che sembrava impossibile accade… sconvolgendo la vita della ragazza, di suo fratello e della loro città.
Fiaba moderna dalle sfumature dark, appassionante e ricca di colpi di scena, Nel profondo della foresta segna il ritorno di Holly Black ai romanzi delle origini che l’hanno fatta conoscere, e amare, dai lettori.


Il mio pensiero

Non avevo mai letto nulla di Holly Black, ma dopo questo libro credo che recupererò.
Non è da tutti essere capaci di scrivere una storia per ragazzi avvincente, che si adatti anche ai gusti degli adulti e con personaggi interessanti.
Nonostante la storia fatata, ispirata al folklore irlandese, mi sono concentrata moltissimo sugli aspetti caratteriali di Hazel e Ben.
I due fratelli vivono in simbiosi, provano sempre le stesse emozioni e hanno avuto dei genitori poco presenti. Nonostante questi problemi che ci sono e non si possono negare, non scopriamo la loro esistenza per lamentele da parte dei ragazzi.
I due non si lamentano mai.
Mi è piaciuta tantissimo la storia, ho trovato la trama davvero splendida e magica, ma ancora di più mi è piaciuta Hazel.
Una protagonista come poche.
Ero spaventata da questo libro perché avevo letto pareri contrastanti e forse proprio per questo sono rimasta così piacevolmente stupita.
È meglio quando si hanno pochissime aspettative e si trova un libro meraviglioso di quando si hanno aspettative altissime e il libro non si rivela granché.

5 stelline☆