Recensione: Ogni piccola bugia – Alice Feeney | Dal 31 agosto 2017 in libreria

Readers,

oggi vi parlo di un thriller MOZZAFIATO che uscirà il 31 agosto 2017 per la casa editrice Nord. Io ho avuto l’immenso piacere di poterlo leggere in anteprima e non sono riuscita a trovare molte parole per descriverlo, ma ci ho provato.
Continuate a leggere la recensione e non ve ne pentirete, prometto!Ogni piccola bugia Alice Feeney

Trama

IN CORSO DI TRADUZIONE IN TUTTO IL MONDO

MI CHIAMO AMBER REYNOLDS E CI SONO TRE COSE CHE DOVRESTE SAPERE DI ME: SONO IN COMA. MIO MARITO MI ODIA. A VOLTE DICO BUGIE.

Il mondo intorno a lei è fatto solo di suoni, rumori, voci. Ed è grazie a quelle voci
frammentarie e confuse che Amber Reynolds capisce di aver avuto un incidente d’auto
e di essere in una stanza di ospedale. In coma. Amber non ricorda nulla di quanto le è
accaduto, e una domanda la perseguita da subito: com’è possibile? Io non guido quasi
mai… Poi, tra quelle voci ne riconosce due, che diventeranno il suo unico contatto
con l’esterno. Quelle di suo marito e di sua sorella. Ignari che Amber li possa sentire, i
due discutono, litigano, rivelano dettagli e indizi. E lei si rende conto di non potersi fidare.
Entrambi hanno qualcosa da nascondere. E, forse, non sono un’ancora di salvezza,
bensì un pericolo vicino e insidioso. No, l’unico modo per scoprire cosa le è successo è
ricostruire nella sua mente, passo dopo passo, gli eventi dell’ultima settimana, fino al
momento dell’«incidente». Ma Amber ha paura. È impotente, in balia di chi le sta
intorno. Come l’uomo che si accosta al suo letto la sera, quando gli altri sono andati
via. E che le sussurra all’orecchio velate e inquietanti minacce…
Amber deve svegliarsi, prima che sia troppo tardi. Perché anche lei ha un segreto da
proteggere. Anche lei ha un piano da portare a termine.
Leggere Ogni piccola bugia è come inoltrarsi in un labirinto di specchi, in cui la realtà si
trasforma passo dopo passo. E, proprio quando tutti i punti di riferimento sembrano persi ed
è impossibile distinguere la verità dal suo riflesso distorto, ecco che il labirinto crolla davanti
ai nostri occhi per rivelarci un finale spiazzante e indimenticabile…


Recensione

Continua a leggere

Annunci

Recensione: La migliore amica – Claire Douglas

Buongiorno readers!
In questo sabato mattina di cosa potrei parlarvi se non di un bellissimo thriller uscito proprio da pochissimo in libreria?
Tenetevi forti, perché oggi conosciamo insieme “La migliore amica” di Claire Douglas.35118927 (1)

Trama

Una è scomparsa. Una ha un segreto.

Ogni cosa le ricordava la sua migliore amica. E il segreto che condividevano. Subito dopo la misteriosa scomparsa di Sophie, Francesca aveva capito di non poter più restare a Oldcliffe, la cittadina di mare dov’era nata e cresciuta, e si era trasferita a Londra per cominciare una nuova vita. Ma non è mai riuscita a dimenticare. Così, quando il fratello di Sophie la contatta per informarla che sono stati rinvenuti dei resti umani vicino al vecchio molo, proprio nel luogo in cui la ragazza era stata vista per l’ultima volta, Francesca vorrebbe solo nascondersi, essere lasciata in pace. Poi però cede alle insistenze dell’uomo, che chiede il suo aiuto per ricostruire cosa è veramente accaduto a Sophie quella sera di vent’anni prima. Non appena ritorna a Oldcliffe, tuttavia, Francesca ha l’impressione di essere costantemente seguita, forse spiata. E il sospetto diventa certezza nel momento in cui inizia a ricevere inquietanti messaggi anonimi e telefonate mute. Come se qualcuno sapesse tutto di lei e volesse impedirle di scoprire la verità. Una verità che le costerebbe molto caro. Perché potrebbe portare alla luce anche il segreto che Francesca e Sophie avevano giurato di custodire a ogni costo…


Dopo il bestseller Le sorelle, Claire Douglas torna con una nuova storia ricca di suspense e colpi di scena, mistero e atmosfera – che ha conquistato subito la vetta delle classifiche inglesi –, confermandosi un’autrice dal talento unico nello scandagliare il lato oscuro delle relazioni umane. 


Il mio pensiero

Puoi solo sospettare e proprio quando credi di aver capito tutto, proprio quando pensi di aver finalmente scoperto l’identità dell’assassino… boom: il colpo di scena.
Alla fine non avevi capito niente, caro lettore.
Claire Douglas si è presa gioco di me dalla prima pagina e mi ha catturata tramite i due punti di vista del libro.
Frankie e Sophie erano migliori amiche prima della scomparsa di Sophie. Ora i resti della ragazza sono stati ritrovati: pare essere morta.
Frankie torna quindi nel suo passato, nella sua vecchia città, rivede le persone che hanno fatto parte della sua vita. Per lei non è per niente facile, ma ha bisogno di farlo.
Inizialmente pensiamo che lo faccia solo per dovere, ma in realtà c’è molto di più perché questa ragazza nasconde tantissimi segreti e si chiede se Sophie li abbia mai rivelati a qualcuno.
Il legame tra due migliori amiche è sempre speciale, ma è altrettanto pericoloso. Come puoi nascondere la verità quando sai che c’è qualcuno che sa tutto?
Neanche per un attimo riusciamo a stare tranquilli, succede qualcosa di misterioso in ogni capitolo.
Mi è piaciuto tantissimo il punto di vista di Sophie, scritto sottoforma di diario della sua adolescenza, perché racconta le cose come sono davvero accadute. Si limita a riportare i fatti, senza cambiare le carte in tavola per colpa delle emozioni.
Come thriller è abbastanza geniale, perciò ve ne consiglio assolutamente la lettura!

4 stelline☆

Recensione: IT – Stephen King

Readers adorati sappiate che l’ho fatto davvero: ho letto “IT” di Stephen King.
Mai più tempo fu impiegato per finire un libro, ma alla fine la sottoscritta è riuscita a completare la missione e quindi eccomi qui a dirvi cosa ne penso!
18872372 (1)

Trama

In una ridente e sonnolenta cittadina americana, un gruppo di ragazzini, esplorando per gioco le fogne, risveglia da un sonno primordiale una creatura informe e mostruosa: It. Quando, molti anni dopo, It ricompare a chiedere il suo tributo di sangue, gli stessi ragazzini, ormai adulti, abbandonano la famiglia e il proprio lavoro per tornare a combatterlo. E l’incubo ricomincia… Un viaggio illuminante lungo l’oscuro corridoio che conduce dagli sconcertanti misteri dell’infanzia a quelli della maturità.


Recensione

Questo romanzo mi spaventava. Complice una brutta esperienza con un libro di King, mi era partito il pregiudizio secondo il quale qualsiasi cosa scritta da lui non mi avrebbe mai fatto battere il cuore.
Beh, ovviamente su tutto ciò mi sono ricreduta.
Ho preso IT, l’ho iniziato subito a leggere e l’ho finito dopo 23 giorni.
Un tempo molto lungo durante il quale ho fatto parecchie pause per riprendermi, sono stata assalita da mille dubbi e perplessità e il mio volto ha assunto parecchie espressioni *wtf*.
In alcuni punti, davvero, la storia è TROPPO STRANA. Cioè voglio dire… tartarughe?
E adesso io non voglio fare spoiler a nessuno perché se qualcuno mi avesse rovinato questo libro avrei fatto una strage, ma è chiaro che “IT” è impegnativo, pieno di sorprese, capace di attirare l’attenzione del lettore nei continui passaggi dal passato al presente.
Sono stata felicissima di averlo affrontato, di aver affrontato la mia paura e aver capito che per ogni scrittore ci sono dei libri no e dei libri ASSOLUTAMENTE SÌ.
A me è piaciuto, l’unico piccolo appunto che ci tengo a fare è questo: non mi ha spaventata per niente.
Io di mio sono abbastanza difficile da spaventare, quindi è sicuramente colpa mia!

4 stelline☆

Libri di sogni: Dieci piccoli indiani – Agatha Christie

Senza nome

Scoprite di più sulla collaborazione cliccando qui: LIBRI DI SOGNI.

3646780 (1)

Trama

Dieci persone estranee l’una all’altra sono state invitate a soggiornare in una splendida villa a Nigger Island senza sapere il nome del generoso ospite. Eppure, chi per curiosità , chi per bisogno, chi per opportunità , hanno accettato l’invito. E ora sono lì su quell’isola che sorge dal mare simile a una gigantesca testa di negro che fa rabbrividire soltanto a vederla. Non hanno trovato il padrone di casa ad aspettarli; hanno trovato invece una poesia incorniciata e appesa sopra il caminetto della loro camera. E una voce inumana e penetrante che li accusa di essere tutti assassini. Per gli ospiti intrappolati è l’inizio di un interminabile incubo.


Recensioni

La recensione di Cioccolato e libri:

Ho visto e rivisto, sentito e risentito di questo libro in tutte le salse, inserito in ogni conversazione di alto livello culturale e fotografato in ogni posa.
Entravo in libreria e passavo al suo fianco, ma non mi curavo di lui.
“È troppo per me”, pensavo. “Sicuramente una di quelle solfe che non potrebbe mai catturare la mia attenzione”.

Poi un giorno, spinta un po’ da curiosità, ho espresso i miei sentimenti a Katia – che condivide con me questa bellissima rubrica – e insieme abbiamo appurato che non ci siamo mai neanche date la possibilità di apprezzare Agatha Christie.
Abbiamo deciso di affrontare insieme questo percorso e adesso eccoci qui.
Inutile dire che tutti i pregiudizi che avevo sono crollati a picco, buttati giù da un grattacielo, si sono spiaccicati al suolo e di loro non è rimasto più nulla.
La scrittura della Christie in “Dieci piccoli indiani” mi è piaciuta come poche cose al mondo. Penso che sia una scrittrice ottima, con una capacità di creare attenzione nella mente del lettore, voglia di sapere e incredulità.
Fino all’ultima pagina del libro io non avevo capito nulla sull’assassino di turno, perché proprio non c’erano indizi sufficienti. L’autrice ti porta lontano, cerca di farti escludere a priori delle ipotesi che poi si rivelano giuste e tu guardi il libro e puoi solo esclamare “geniale!”
Tutto è scritto in uno stile che io proprio non mi aspettavo. Credevo che sarebbe stato pesante, dettagliato, adattato all’epoca in cui Agatha Christie ha scritto le sue storie. Sbagliato, era tutto sbagliato.
Se non avete mai letto Agatha perché come me siete sempre stati un po’ posseduti dai pregiudizi, cambiate le carte in tavola e buttatevi. Una volta cominciato, non fa più paura. Ogni passo è uno in meno che vi porta alla meta.
Ad oggi mi ritrovo a chiedermi perché ho aspettato tanto e mi rendo conto che senza leggere la Christie non possiamo dire di capirne qualcosa di romanzi gialli.
Come li scrive lei, non riesce nessuno.

5 stelline.


La recensione di Sognatrice Interrotta:
Il blog: http://www.sognatriceinterrotta.blogspot.it

Ho iniziato questo libro con enorme curiosità e mi sono resa conto dalla prima pagina di come la scrittura risultasse molto “moderna” e scorrevole.
Nella prima parte la scrittrice ci presenta otto personaggi che poi faranno parte di questa “vacanza” sull’isola. Ognuno di loro viene invitato, da un certo signor Owen, a Nigger Island. Ognuno di loro intraprenderà il proprio viaggio con le proprie aspettative.
Ognuna di queste persone non sembra avere collegamenti, l’unica cosa che li accomuna riguarda il loro passato.
Purtroppo per loro, all’arrivo sull’isola, scopriranno che il signor Owen e la moglie non sono al momento reperibili. Rimangono con loro solo i due domestici, anch’essi arrivati qualche giorno prima.
Un solo elemento sembra essere comune a tutte e 10 le persone presenti alla villa: nessuno ha visto di persona i due coniugi.
Da quel momento in poi la convivenza sull’isola diventerà teatro di uno spettacolo inquietante e misterioso accompagnato da un’ironica poesia che sconvolgerà le giornate dei presenti.
Dieci piccoli indiani è un libro meraviglioso che vi terrà incollati alle pagine dall’inizio alla fine.
L’intreccio, le teorie, i dubbi e le reazioni dei personaggi vi porteranno a continue domande e possibili risposte che verranno smantellate lentamente senza rendervene conto.
L’atmosfera è sicuramente di stupore, coinvolgimento e curiosità.
Non potete assolutamente perdervi questo giallo e se non avete mai letto questo genere vi posso assicurare che come “primo” libro è davvero l’ideale.

5 STELLINE

Recensione: Un piccolo favore – Darcey Bell

Readers,
sicuramente molti di voi avranno notato che ultimamente l’editoria si sta concentrando moltissimo sulle pubblicazioni di thriller di ogni tipo. Le case editrici seguono i periodi, la moda del momento, ma soprattutto la richiesta dei lettori: se certi tipi di romanzi vengono pubblicati ormai in massa è perché vendono.
Mi sono sempre piaciuti i thriller di stampo psicologico quindi per me seguire la scia e parlarvene non è un problema. In particolare, ultimamente, mi stanno piacendo tantissimo le pubblicazioni Rizzoli. Vi avevo parlato di “Il metodo 15/33” come il thriller dell’anno, ma vi assicuro che la casa editrice si sta impegnando a trovare degni avversari.
Oggi parliamo di “Un piccolo favore” di Darcey Bell.
Mettetevi comodi e prendete i pop corn.
34602870

Trama

Tutto ha inizio con un piccolo favore tra madri. «Puoi passare tu a prendere Nicky?» chiede Emily alla sua migliore amica, Stephanie. E Stephanie, mamma di Miles, è felice di dare una mano, guidata dall’urgenza di essere utile, di sentirsi in qualche modo importante per gli altri. Quel giorno però Emily non torna a prendere suo figlio, e non risponderà alle telefonate, né ai messaggi. Stephanie, preoccupata, smarrita, si avvicina al marito della sua amica, Sean, gli sta accanto e si prende cura di lui e del bambino. E col passare dei giorni si innamora. Poi la notizia. Un corpo è stato ritrovato nelle acque del lago, e la polizia conferma: si tratta di Emily. Suicidio, il caso è chiuso. Ma è davvero così? Presto, Stephanie si renderà conto che niente è come sembra, e dietro l’amicizia, l’amore, o anche la semplicità di un piccolo favore, si nascondono invece una mente subdola e un disegno perverso e diabolico.Un piccolo favore è un thriller psicologico ad alto tasso adrenalinico, ricco di imprevisti e colpi di scena, denso di segreti e rivelazioni, che scivola tra amore e lealtà, morte e vendetta. Qui Darcey Bell ci presenta due figure femminili opposte, eppure per certi versi affini, di cui il lettore capirà presto di non potersi fidare.


Recensione

Il romanzo parte con un post sul blog di una delle protagoniste, Stephanie.
Devo essere assolutamente sincera e dirvi che inizialmente, mentre la leggevo, pensavo che sarebbe stato un libro stupido. La donna scriveva sul blog per raccontare della scomparsa della sua migliore amica Emily e si perdeva in mille parole di contorno che sembravano quasi “leggere”. Certo erano ancora trascorse poche ore, ma non riuscivo a fare a meno di pensare che il panico deve venirti per bene, altrimenti stai tranquilla sul tuo divano.
Dopo questa sensazione riguardo le prime pagine sono finalmente entrata nel vivo della storia. Nella prima parte del libro scopriamo tutta la storia di facciata, ovvero ciò che i protagonisti vogliono farci credere che sia la verità.
Non è mica detto che tutto ciò che stiamo leggendo sia reale, almeno non fino a quando non avremo letto l’ultima pagina.
In ognuna delle tre parti in cui è diviso il libro non possiamo non cambiare opinione e prendere le parti di persone sempre diverse. Io, per esempio, all’inizio ero totalmente neutrale, poi col tempo ho cominciato a provare dei sentimenti di inquietudine nei confronti di Stephanie, che si sono poi trasferiti a turno su Emily e su suo marito. Alla fine ho capito la verità, ovvero che nessun protagonista era sano di mente, e mi sono rassegnata.
Stephanie ed Emily erano amiche, o almeno così credevano. Avevano tante cose in comune, due figli che guarda caso si volevano bene e finalmente si erano trovate. Forse avrebbero davvero potuto essere fatte l’una per l’altra, se non fosse stato per le loro menti malate.
Nonostante questo, fai il tifo per entrambe. Sono due pazze, ma le ami lo stesso perché hanno una genialità che non si trova ovunque. Sono dalla parte del torto, eppure non ti sembra che stiano sbagliando proprio tutto.
Lo scrittura è fluida, lo stile del libro non è affatto pesante e il libro si lascia leggere, anzi lo pretende. Non riuscirete a staccarvi dalle pagine con facilità, perché diventerete avidi di sapere e di conoscere tutti i segreti di queste due donne all’apparenza normali.

5 stelline☆

Recensione: La bugia perfetta – Emily Elgar

Buongiorno readers,
oggi vi parlo di un libro in uscita domani 23 febbraio 2017 per TimeCrime. Si tratta di un thriller paragonato a “La ragazza del treno” quindi, se vi incuriosisce, continuate a leggere.

9788866883272

Trama

Quando Cassie Jensen arriva nel reparto di terapia intensiva al St Catherine’s Hospital, Alice Marlowe, l’infermiera che si occupa delle sue cure, ne rimane inspiegabilmente affascinata. Quella fragile donna è stata trovata gravemente ferita in un canale lungo la strada, investita da un’auto pirata, ma il suo cuore nasconde qualcosa di tormentato e oscuro. Nello stesso reparto, Frank Ashcroft ha appena riaperto gli occhi dopo due mesi di coma. Solo un riflesso nervoso, pensano i medici, ma Alice è convinta che il paziente percepisca e comprenda quanto gli accade intorno. È Frank l’unico testimone dei dialoghi tra Cassie e le persone che vanno a trovarla. È lui a ricostruire nella propria coscienza, ora di nuovo vigile, un quadro di rancori, ossessioni morbose, rapporti familiari deteriorati, e a mettere insieme gli elementi che potrebbero far luce su quanto è accaduto a Cassie quella notte, sul ciglio di quella strada. Ed è Frank l’unico custode di un pericoloso segreto. Ma Frank è paralizzato nel suo letto, del tutto incapace di comunicare…


Recensione

Eccomi qui: sono tornata per parlarvi di niente popo’ di meno che di un thriller.
Insomma, secondo me ormai qualcuno si è abituato alle mie recensioni dei thriller che a volte sono dei COMPLETI DISASTRI e altre volte delle RIVELAZIONI STUPEFACENTI. Detto ciò dovrei probabilmente catalogarvi “La bugia perfetta” di Emily Elgar, ma questa è una di quelle rare volte nelle quali mi trovo nel mezzo. Non sono orientata verso la schifezza, neanche verso la magnificenza.
Il libro intreccia la storia di Cassie (la vittima della situazione), di Frank (un uomo ridotto a “vegetale” in un letto d’ospedale, ma che in realtà capisce tutta la realtà che lo circonda) e di Alice (l’infermiera che si occuperà dei due pazienti nominati in precedenza).
Cassie è stata investita, o forse è caduta. La causa della sua permanenza in stato comatoso non è ancora chiara e, soprattutto, non è chiaro se sia coinvolto qualche malintenzionato. La donna riceve visite da suo marito e sua suocera, ma non sembra avere altri parenti. Eppure è proprio grazie a loro due che Frank riesce a conoscere dei macabri dettagli della vita di Cassie. Dopotutto nessuno sa che lui ascolta, forse solo Alice che crede ancora che tutto sia possibile.
Al di là della trama che non vorrei spoilerare più di quanto ho – senza nessuna intenzione – fatto fino ad ora, vorrei anche concentrarmi su altri dettagli. Vi assicuro che c’è molto di più dietro e che fino ad ora vi ho solo descritto ciò che si può leggere nella trama.
Parliamo della scrittura: per me è assolutamente coinvolgente, ma in alcuni casi si perde. Sembra quasi che l’autrice voglia un po’ allungare il brodo raccontandoci per molte pagine il passato dei nostri tre protagonisti. In alcuni casi questo passato è inevitabile e necessario, ci serve per capire tutto, ma alcune scene le ho trovate un po’ superflue.
A volte, non lo nascondo, mi annoiavo.
Per fortuna le parti in cui mi annoiavo erano decisamente inferiori di quelle in cui la mia voglia di divorare il libro era alle stelle. Se così non fosse stato non avrei finito il libro in due giorni, penso che su questo siamo tutti d’accordo.
Lo sviluppo della trama mi è piaciuto, si trattano argomenti di cui ho letto poche volte quindi non credo neanche che sia una lettura ripetitiva.
Diciamo che l’unico difetto l’ho trovato in quelle scene che non mi sono piaciute, in quelle in cui mi sono annoiata ogni tanto. Per quelle non posso dare una valutazione fantastica, ma non ne darò neanche una pessima.
Come dicevo all’inizio: rimango nel mezzo.
Lo consiglio se vi piacciono storie thriller che hanno un tocco di giallo, quelli in cui bisogna per forza risolvere il mistero altrimenti non si riesce a dormire la notte. Se invece i gialli vi annoiano, addio ragazzi… è stato bello.

3 stelline☆

Recensione: Phobia – Wulf Dorn

22599847

Trama

Londra, una notte di dicembre nel quartiere di Forest Hill.
L’automobile del marito nel vialetto di casa. La chiave nella toppa. I passi che risuonano in corridoio. Rumori familiari per Sarah Bridgewater. Ma l’uomo che trova in cucina non è Stephen. Eppure indossa gli abiti di Stephen, ha la sua valigia, ed è arrivato fin lì con l’auto di Stephen. Sostiene di essere Stephen, e conosce delle cose che solo il marito di Sarah può conoscere. Per Sarah e per Harvey, il figlio di sei anni, incomincia un incubo atroce, anche perché lo sconosciuto scompare così come era apparso e nessuno crede alla sua esistenza, né la polizia è preoccupata del fatto che il marito risulti svanito nel nulla. Sarah sa che può contare solo su una persona: l’amico psichiatra Mark Behrend. Con il misterioso sconosciuto ha così inizio un duello psicologico, in cui ogni punto vinto o perso può significare riuscire a sopravvivere o venire brutalmente uccisi…


Recensione

Questa recensione parte da due presupposti:
1) mi hanno “obbligata” a leggere questo libro per il mio club e io già sapevo che non lo avrei apprezzato;
2) Wulf Dorn mi era piaciuto tantissimo in “La psichiatra”.
Detto ciò, non vi racconterò nei dettagli tutta la conversazione del mio club del libro, ma vi dirò che abbiamo optato per questo titolo perché avevamo amato tutti “La psichiatra” e in “Phobia” compare Mark, un personaggio del primo libro che ho citato.
La cosa che non mi è piaciuta è che secondo me rispetto a “La psichiatra”, in “Phobia” Dorn cambia completamente genere. Mentre il primo è un thriller psicologico che mette a fuoco il cervello e tutti gli scherzi che può farti, il secondo è strutturato come un vero e proprio giallo.
Inutile dire che a me, di base, i gialli non mi piacciono. Almeno non mi piacciono se poi, oltre al mistero da risolvere, non ci sono contorni di trama (e questi possono essere di qualsiasi genere, purché mi appassionino).
Il mix di tutte le cose da me elencate prima, purtroppo non mi ha fatto amare la lettura. Sulla trama non ho cose brutte da dire, perché sappiamo tutti molto bene quanto Dorn sia un mago della scrittura. Inoltre, come si legge alla fine, il tutto si ispira a qualcosa che è realmente accaduto. Non si può chiedere di più, se amate il genere.
Se invece non vi piacciono i gialli, io non ve lo consiglio altrimenti farete tutti, di sicuro, la mia orrida fine.

2 stelline☆

Recensione: Il segno – Sarah Lotz

30654866

Trama

12 gennaio 2012, il giorno che ha cambiato la storia. Il giorno in cui quattro aerei di linea si sono schiantati al suolo: in quattro continenti diversi e quasi nello stesso istante. Nessun atto di terrorismo, solo un’assurda, tragica fatalità. O forse no. Perché, contro ogni logica, in tre casi ci sono stati dei superstiti. Tre bambini, usciti senza nemmeno un graffio dai rottami. E ben presto quei bambini sono diventati prima un mistero inspiegabile, poi un enigma inquietante. Nel disastro aereo in Giappone, infatti, un altro passeggero è sopravvissuto all’impatto, sebbene solo per pochi istanti, riuscendo a registrare un messaggio vocale sul cellulare: “Eccoli… Il bambino… Il bambino guarda i morti, ossignore quanti sono… Presto ce ne andremo tutti quanti… Il bambino non deve…” Sono passati anni da quel maledetto giorno, eppure i Tre – come sono stati chiamati i bambini superstiti – sono ancora al centro del dibattito mondiale. Per fare luce sul mistero, alla giornalista Elspeth Martins non rimane che raccogliere tutte le informazioni disponibili, comprese le interviste rilasciate nel corso del tempo da chi si è preso cura dei Tre dopo gli incidenti aerei. E una cosa ben presto risulta chiara. I Tre hanno una forte influenza su chi sta loro vicino. A volte è un’influenza positiva, a volte invece è come se emanassero una forza malefica. E più Elspeth indaga sulla loro storia, più gli interrogativi si accavallano…

Recensione

Questo libro è un dossier: raccoglie tantissime testimonianze, interviste e qualche chat.
Ora questa non è una cosa negativa per chi ama il genere (e mi riferisco, per esempio, a quelle persone che hanno amato “Illuminae”), ma per me? Beh, per me sì che è negativa.
Quando i romanzi sono scritti così e si incrociano tremila personaggi, purtroppo, non riesco proprio ad affezionarmi ad un libro e continuare a leggere spedita, con la voglia di farlo.
L’ho finito in qualche giorno, complice anche qualche impegno che non mi lasciava molto tempo per la lettura, e ho trovato interessanti solo poche parti.
Mi sono piaciute soprattutto quelle dedicate alla primissima protagonista, l’americana Pamela, e quelle della bambina sopravvissuta Jess e della sua famiglia affidataria.
Per il resto, tra giapponesi e altro, purtroppo questo libro non faceva proprio per me.
Nonostante questo mi sono ritrovata a consigliarlo a delle mie amiche che sono sicura apprezzeranno questo genere, perciò non scoraggiatevi se avete voglia di leggerlo: qui quella che ha problemi, probabilmente, sono io.

2 stelline ☆

Recensione: Lontano da te – Tess Sharpe

sharpelontano_300dpi

Trama

“Non comincia qui. Sarebbe quasi banale: due ragazze terrorizzate nel bel mezzo del nulla, gli occhi sgranati rivolti alla pistola nelle sue mani. Ma non comincia qui. Comincia la prima volta che ho rischiato di morire.”
Sophie ha solo diciassette anni quando la sua inseparabile amica Mina viene uccisa proprio davanti a lei. E a peggiorare la situazione ci si mettono i genitori, la polizia, gli amici. A causa del suo passato di dipendenza, sono tutti convinti che abbia trascinato Mina in un bosco, a notte fonda, solo per uno scambio di droga poi finito male. Ma la verità è tutt’altra.
A Sophie non resta allora che iniziare una solitaria caccia al killer che, però, rischia di diventare pericolosa. E di portare a galla il grande segreto che le due ragazze condividevano: un segreto bello e fragile come una bolla di sapone attraversata da un raggio di sole…
Un libro splendido, che mescola atmosfere thriller a emozioni intense e momenti struggenti, con un finale straziante e commovente fino alle lacrime.

Recensione

“Lontano da te” di Tess Sharpe è un libro che mi è veramente piaciuto tanto.
Misteri, tradimenti, persone che crediamo buone ma sono tutt’altro: questo mix, insieme ad un’ottima scrittura, non mi ha fatto avere dubbi nel consigliarlo.
Ho iniziato a leggerlo e ho subito capito che tipo di avventura sarebbe stata: avete presente quando già dalle prime righe siete sicuri delle sensazioni che vi regalerà un libro? Questo è stato il mio caso.
Tra gli elementi che mi hanno maggiormente colpito c’è sicuramente la sensazione costante provata dalla protagonista, Sophie, di non essere mai creduta. Quando si grida “a lupo, a lupo”, si sa, alla fine è difficile che la gente si fidi di te. Ma proprio quando Sophie aveva bisogno di fiducia, di dire la verità e di sapere che sarebbe stata ascoltata, ecco che tutti la abbandonano. La abbandona chi segue il caso di Mina, la sua migliore amica uccisa a sangue freddo, la abbandonano i suoi amici, ma soprattutto la sua famiglia.
Se chiudevo gli occhi potevo immaginare tutto, persino lo sguardo di dispiacere assoluto che poteva avere il padre di Sophie, insieme al suo cuore spezzato.
Mina è un personaggio che mi è piaciuto, ma allo stesso tempo prendeva a volte delle decisioni discutibili nei confronti della sua relazione con Sophie. Non vi dirò nulla sulla loro relazione, sul loro tipo di rapporto nato ai tempi dell’infanzia, perché non mi soffermerò su dettagli che possono rovinarvi la trama, ma vi dirò che potrete trovare tantissimi spunti di riflessione sulle cose dette e non dette, le cose nascoste e sui motivi stupidi che ci fanno custodire segreti che a volte sarebbe meglio urlare al mondo.
Il fratello di Mina è un altro dei personaggi che assumono un ruolo principale, al fianco di Sophie e di Mina. Credo che sia molto ben costruito e che prenda ottime decisioni. Nonostante il dolore, nonostante la confusione e tutto ciò che si prova quando sua sorella viene uccisa, riesce a mantenere la mente lucida al fine di “risolvere il caso”.
La polizia non aiuta in questo libro, direi che è superflua. Se chi indaga si ferma alla prima prova trovata e non ammette neanche una replica, una motivazione contraria o qualcosa che comunque smonti la tesi, non potremmo mai arrivare alla verità.
Ecco cosa fa Sophie: scopre la verità, nonostante tutto e tutti.
Veramente un ottimo romanzo.

Voto: 9

Lo paragono, se avete voglia di leggere qualcosa di questo stile, a “La ragazza con la notte dentro” di Lili Anolik.