Recensione Graphic Novel: La ricerca del legname – Marino Magliani, Marco D’Aponte

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Trama

Fernando è un investigatore privato, ex poliziotto e, per inciso, topo di fogna. Il mondo in cui quotidianamente si muove è grigio e violento, e per sopravvivere è costretto a diventare un tutt’uno con la strada, i quartieri malfamati e i vicoli bui, seguendo al contempo le tracce di Rudy, trafficante di un pregiatissimo legname. Un compito, questo, datogli da una madre affranta, che lo porterà dapprima al “Tombino”, soglia tra il conosciuto mondo di sotto e l’ignoto mondo di sopra, e poi fino ai limiti di uno spazio ancora più inquietante. Magliani e D’Aponte giocano con astuzia sul parallelo tra la società dei topi e quella degli umani, costruendo un racconto crudo, essenziale e del tutto privo di cliché.


Il mio pensiero

Una graphic novel con i topolini, sicuramente di stampo mistery e giallo, che ci rapisce e ci trasporta nei viaggi del protagonista detective.
Tratta dal racconto omonimo pubblicato nel 2012, “La ricerca del legname” segue le indagini conseguenti alla scomparsa di un certo “Rudy”. Nessuno sembra volersene occupare, nessuno sembra averlo visto.
Quello che mi è piaciuto è sicuramente l’interesse che riesce a suscitare (chi sa resistere a un topolino investigatore?), insieme ai momenti in cui si parla del mare e di come un topo lo percepisce. Quest’ultimo non è uno degli argomenti principali eppure anche se non so dire precisamente perché, mi ha colpito tantissimo.
Il viaggio del topolino detective lo porterà a conoscere tanti suoi simili, ad esplorare un mondo che non ha mai visto, alla ricerca del legname.
I disegni sono tutti in bianco e nero, tranne quello sulla cover che si concede un po’ di rosso e marrone.
Molto, molto carino.

4 stelline☆

Recensione Graphic Novel: Giardino d’inverno – Renaud Dillies, Grazia La Padula

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Trama

Sam, barman in un jazz club, porta avanti un’esistenza anonima in una città grigia, incredibilmente piovosa e disumanizzata. Interrotti ormai i rapporti con la propria famiglia, solo la relazione con la ballerina Lili lo solleva a stento dall’incomunicabilità e dalla routine quotidiana.

Fino a quando una goccia d’acqua che dal soffitto cade nella sua tazza di caffè lo porterà dal vecchietto del piano di sopra. Un incontro che, grazie a una sorpresa inaspettata, permetterà a Sam di provare a uscire dal grigiore della sua vita e aprirsi ai sentimenti.

Renaud Dillies e Grazia La Padula costruiscono un sofisticato ponteggio sorretto da sentimenti forti, in una storia che emoziona, commuove e fa sperare.


Il mio pensiero

Attraverso una serie di disegni davvero pazzeschi (non me li toglierò dalla mente facilmente) assistiamo alla storia di Sam, di chi passa dal suo bar e di chi abita nel suo palazzo. Un vecchietto alquanto strano abita al piano di sopra e Sam decide di andare a fargli visita, per trovare una spiegazione ad una perdita nel suo appartamento. Una strana conversazione porterà il nostro protagonista a scappare via, a rifugiarsi nel suo mondo sempre uguale che pare odiare sempre di più. Odia la pioggia, odia la città in cui vive, sembra odiare qualsiasi cosa tranne il suo zainetto.
Proprio grazie a quel vecchietto, però, metterà in ordine la sua vita.
Mi è piaciuta molto la storia e temo che i disegni abbiano svolto davvero un compito importantissimo. Una buona graphic novel ha delle buone illustrazioni e questo è assolutamente un caso del genere.
Bella davvero.

4 stelline☆

Recensione Graphic Novel: Forse l’amore – Sualzo, Silvia Vecchini

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Trama

Un ragazzo, una ragazza. Una giornata a scuola. Di lezione in lezione, di aula in aula i loro pensieri si intrecciano. È forse la prima volta che ci si sente guardati, ricambiati, attesi. Tutto attorno sembra parlare una nuova lingua e tutto somiglia a quello che si sente sbocciare. Forse l’amore, il nuovo lavoro di Sualzo e Silvia Vecchini – già vincitori del premio Carlo Boscarato al miglior fumetto per bambini e ragazzi nel 2012, con Fiato sospeso – è un racconto delicato, intelligente, autentico, che si inserisce nella quotidianità di due adolescenti restituendoci con efficacia le loro riflessioni, le loro reazioni, i loro pensieri, il loro primo e timido approccio a nuove situazioni e nuovi sentimenti.


Il mio pensiero

“A cosa somiglia la prima volta che ci si innamora? Un giorno qualunque sembra rispondere”.
È esattamente questo che vediamo in “Forse l’amore”: un giorno qualunque nel quale due ragazzi sentono suonare la sveglia, si vestono, vanno a scuola e intanto pensano, sognano, scrivono un nome e sempre solo lo stesso nome su un foglio.
I disegni di Sualzo sono chiari, coloratissimi, coinvolgenti e realistici. Sono accompagnati dalla poesia della moglie Silvia, che mi è assolutamente entrata nel cuore. Il mix di questi due elementi riesce a spiegare alla perfezione la magia dell’amore e la semplicità dei sentimenti.
L’unico lato negativo? “Forse l’amore” è davvero troppo corto! Ho risolto rileggendolo, sono già alla quinta volta.♡

3 stelline e mezzo☆

Recensione: Everything Everything – Nicola Yoon | Da oggi anche in Italia con il titolo “Noi siamo tutto”

Readers, buongiorno!
Ho aspettato tanto per farvi questa recensione e parlarvi di uno dei libri più dolci e carini che ho letto nell’ultimo periodo.
Di cosa sto parlando? Ovviamente di “Everything Everything” di Nicola Yoon che ho già consigliato e consigliato a tutta la mia cerchia di amiche lettrici.
Ho scelto proprio questo giorno per parlarvene perché oggi, 16 maggio 2017, il romanzo sbarca in Italia con il titolo “Noi siamo tutto”.
Qui sotto potete trovare le due cover, una al fianco dell’altra, e di seguito anche la trama in inglese ed in italiano e poi la mia recensione♥

Trama in inglese

My disease is as rare as it is famous. Basically, I’m allergic to the world. I don’t leave my house, have not left my house in seventeen years. The only people I ever see are my mom and my nurse, Carla.

But then one day, a moving truck arrives next door. I look out my window, and I see him. He’s tall, lean and wearing all black—black T-shirt, black jeans, black sneakers, and a black knit cap that covers his hair completely. He catches me looking and stares at me. I stare right back. His name is Olly.

Maybe we can’t predict the future, but we can predict some things. For example, I am certainly going to fall in love with Olly. It’s almost certainly going to be a disaster.


Trama in italiano

Madeline è allergica al mondo. Soffre infatti di una patologia tanto rara quanto famosa che non le permette di entrare in contatto con il mondo esterno: per questo non esce di casa, non l’ha mai fatto in diciassette anni. Le uniche persone che può frequentare sono sua madre e la sua infermiera Carla. Ma un giorno un camion di traslochi si ferma nella sua via.

Madeline è alla finestra quando vede… lui. Il suo nuovo vicino.

Alto, magro e vestito di nero dalla testa ai piedi: maglietta nera, jeans neri, scarpe da ginnastica nere e un berretto nero di maglia che gli nasconde i capelli. Il suo nome è Olly.

I loro sguardi si incrociano. E anche se nella vita è impossibile prevedere tutto, Madeline in quell’esatto momento prevede che si innamorerà di lui. Anzi ne è sicura. Come è quasi sicura che sarà un disastro. Perché, per la prima volta, quello che ha non le basta più. E per vivere anche un solo giorno perfetto è pronta a rischiare tutto. Tutto.


Recensione

Questo libro è troppo bello, troppo.
Ciò che mi ha attirata alla lettura è stato il trailer del film che sta per uscire nelle sale e vi invito a vederlo a vostra volta, almeno fino a metà se volete evitare un po’ di spoiler sulla trama.
Sono una patita degli YA e quindi solitamente mi piacciono tutti se hanno determinati requisiti, ovvero se sono scritti bene, hanno bei personaggi e non hanno troppe scene erotiche e piene di clichè romantici.
Ho letto “everything everything” in inglese ed è una scrittura davvero semplicissima, bellissima, fluida e piena di particolari che mi hanno riempito il cuore.
Ho adorato la protagonista, Mad, e ovviamente anche Olly. Presi singolarmente sono stupendi, insieme una bomba atomica.
So già che passerò tutta la notte a pensare a questo libro, alle cose che sono successe, ai colpi di scena che un po’ sospettavo dalle prime pagine ma ai quali comunque NON POTEVO E NON VOLEVO credere…
Non si prospettano dei bei tempi per me.
A chi consiglio “everything everything”?
A tutti voi, se avete un cuore e vi piacciono i libri scritti come un diario personale, con disegnini annessi e una grande dose di autoironia.
Mi manca già.
Intanto aggiungo alla wishlist “The Sun is also a star”, e Nicola Yoon si avvicina pericolosamente alla lista delle mie autrici YA preferite…
♡♡♡

5 stelline☆

Recensione: The Help – Kathryn Stockett

Readers,
proprio ieri nella recensione de “Il buio oltre la siepe” vi dicevo che oggi vi avrei presentato una recensione correlata ed eccomi qui a parlarvi di “The Help”.
Perché i due libri sono correlati? Semplicemente perché trattano di temi molto simili e nel libro della Stockett viene citato più volte il libro di Harper Lee. Questo significa semplicemente che Aibileen, Minny e Skeeter vivono in un’epoca in cui le prime denunce di razzismo sono già state fatte ma i provvedimenti non sono ancora stati presi.
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Trama

È l’estate del 1962 quando Eugenia “Skeeter” Phelan torna a vivere in famiglia a Jackson, in Mississippi, dopo aver frequentato l’università lontano da casa. Skeeter è molto diversa dalle sue amiche di un tempo, già sposate e perfettamente inserite in un modello di vita borghese, e sogna in segreto di diventare scrittrice. Aibileen è una domestica di colore. Saggia e materna, ha allevato amorevolmente uno dopo l’altro diciassette bambini bianchi, facendo le veci delle loro madri spesso assenti. Ma il destino è stato crudele con lei, portandole via il suo unico figlio. Minny è la sua migliore amica. Bassa, grassa, con un marito violento e una piccola tribù di figli, è con ogni probabilità la donna più sfacciata e insolente di tutto il Mississippi. Cuoca straordinaria, non sa però tenere a freno la lingua e viene licenziata di continuo. Sono gli anni in cui Bob Dylan inizia a testimoniare con le sue canzoni la protesta nascente, e il colore della pelle è ancora un ostacolo insormontabile. Nonostante ciò, Skeeter, Aibileen e Minny si ritrovano a lavorare segretamente a un progetto comune che le esporrà a gravi rischi. Il profondo Sud degli Stati Uniti fa da cornice a questa opera prima che ruota intorno ai sentimenti, all’amicizia e alla forza che può scaturire dal sostegno reciproco. Kathryn Stockett racconta personaggi a tutto tondo che fanno ridere, pensare e commuovere con la loro intelligenza, il loro coraggio e la loro capacità di uscire dagli schemi alla ricerca di un mondo migliore.


Recensione

Come si fa a recensire un libro del genere?
Ho visto l’adattamento cinematografico di “The help” un numero spropositato di volte, e ogni volta era come la prima. Mi faceva divertire, piangere, emozionare.
Non avevo mai letto questo capolavoro di libro per pigrizia (non c’è altra spiegazione) ma ora che l’ho terminato c’è solo la voglia di ricominciare da capo.
Vorrei riaprire la prima pagina e rileggerlo all’infinito.
Non ci sono aggettivi per parlare di una cosa così, per me si può dire che è semplicemente perfetto.
Non avrei cambiato una sola parola, non avrei potuto fare a meno di conoscere un solo personaggio.
Le storia di queste donne sono tutte vere e non si possono chiudere gli occhi pensando che tanto tutto ciò non ci appartiene.
Scritto magnificamente “The help” è ormai nel mio cuore e non ne uscirà.

5 stelline☆

Recensione: Il buio oltre la siepe – Harper Lee

Buongiorno readers,
ultimamente mi sono lanciata in queste letture super famose ed altrettanto interessanti, istruttive, profonde, meritevoli e piene di aggettivi assolutamente positivi.
Una delle ultime scorpacciata di parole l’ho fatta con “Il buio oltre la siepe” di Harper Lee e vi dico già che domani uscirà una recensione correlata a questa e che prossimamente ne uscirà un’altra molto interessante che spero vi potrà interessare!18190276 (1)

Trama

In una cittadina del “profondo” Sud degli Stati Uniti l’onesto avvocato Atticus Finch è incaricato della difesa d’ufficio di un “negro” accusato di violenza carnale; riuscirà a dimostrarne l’innocenza, ma l’uomo sarà ugualmente condannato a morte. La vicenda, che è solo l’episodio centrale del romanzo, è raccontata dalla piccola Scout, la figlia di Atticus, un Huckleberry in gonnella, che scandalizza le signore con un linguaggio non proprio ortodosso, testimone e protagonista di fatti che nella loro atrocità e violenza non riescono mai a essere più grandi di lei. Nel suo raccontare lieve e veloce, ironico e pietoso, rivive il mondo dell’infanzia che è un po’ di tutti noi, con i suoi miti, le sue emozioni, le sue scoperte, in pagine di grande rigore stilistico e condotte con bravura eccezionale.


Recensione

Mi avevano avvertita, avevano cercato di mettermi in guardia: questo libro cambia un pezzetto di te o tutto il tuo modo di pensare, comunque lascia il segno.
Durante le prime pagine non riuscivo ancora a capire su cosa avrei dovuto concentrarmi, poi la lettura ha cominciato a scorrere veloce come un treno e i dettagli hanno cominciato ad affollare la mia mente desiderosa di conoscere la storia di Scout, Jem e Atticus.
La bambina protagonista ha un modo innocentemente sincero di raccontare le cose ed è per questo che ha toccato le corde più sensibili del mio cuore. Mi ha fatta commuovere – a me, che sono un cuore di pietra – e pensare a come si dev’essere sentita la gente che ha passato davvero tutte le vicende dei personaggi del libro.
Saranno anche storie romanzate, ma si basano su fatti reali e accaduti nel passato in alcuni posti del mondo. Con “Il buio oltre la siepe” siamo nel profondo sud degli Stati Uniti e impariamo le basi del razzismo e come qualcuno abbia sempre voluto sconfiggerlo.
Consigliatissimo!

5 stelline☆

Recensione: IT – Stephen King

Readers adorati sappiate che l’ho fatto davvero: ho letto “IT” di Stephen King.
Mai più tempo fu impiegato per finire un libro, ma alla fine la sottoscritta è riuscita a completare la missione e quindi eccomi qui a dirvi cosa ne penso!
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Trama

In una ridente e sonnolenta cittadina americana, un gruppo di ragazzini, esplorando per gioco le fogne, risveglia da un sonno primordiale una creatura informe e mostruosa: It. Quando, molti anni dopo, It ricompare a chiedere il suo tributo di sangue, gli stessi ragazzini, ormai adulti, abbandonano la famiglia e il proprio lavoro per tornare a combatterlo. E l’incubo ricomincia… Un viaggio illuminante lungo l’oscuro corridoio che conduce dagli sconcertanti misteri dell’infanzia a quelli della maturità.


Recensione

Questo romanzo mi spaventava. Complice una brutta esperienza con un libro di King, mi era partito il pregiudizio secondo il quale qualsiasi cosa scritta da lui non mi avrebbe mai fatto battere il cuore.
Beh, ovviamente su tutto ciò mi sono ricreduta.
Ho preso IT, l’ho iniziato subito a leggere e l’ho finito dopo 23 giorni.
Un tempo molto lungo durante il quale ho fatto parecchie pause per riprendermi, sono stata assalita da mille dubbi e perplessità e il mio volto ha assunto parecchie espressioni *wtf*.
In alcuni punti, davvero, la storia è TROPPO STRANA. Cioè voglio dire… tartarughe?
E adesso io non voglio fare spoiler a nessuno perché se qualcuno mi avesse rovinato questo libro avrei fatto una strage, ma è chiaro che “IT” è impegnativo, pieno di sorprese, capace di attirare l’attenzione del lettore nei continui passaggi dal passato al presente.
Sono stata felicissima di averlo affrontato, di aver affrontato la mia paura e aver capito che per ogni scrittore ci sono dei libri no e dei libri ASSOLUTAMENTE SÌ.
A me è piaciuto, l’unico piccolo appunto che ci tengo a fare è questo: non mi ha spaventata per niente.
Io di mio sono abbastanza difficile da spaventare, quindi è sicuramente colpa mia!

4 stelline☆