Ogni tuo silenzio – Laura Mercuri // Recensione

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Emilia, 26 anni, arriva a Bren dall’Abruzzo, con un vecchio trolley scozzese e pochi soldi in tasca. In quel paesino da cartolina arrampicato tra le montagne di un Nord sconosciuto, cerca l’occasione per lasciarsi alle spalle il passato e ricominciare. Ma è l’amore che trova, quando il suo sguardo curioso si posa per la prima volta sul corpo alto e sottile di Aris, sugli occhi azzurrissimi, sui capelli biondi e ribelli. Aris è il falegname del paese, conduce una vita in sordina, appartata e un po’ misteriosa, ma i suoi silenzi nascondono torrenti di emozioni e tra le sue dita forti e nervose il legno assume forme perfette, sensuali. Lentamente, Emilia e Aris si abbandonano a un’attrazione profonda, che li consuma e li completa con la stessa dolce furia. Ma qualcosa o qualcuno nel loro passato lotta per riacciuffarli, mentre nuovi ostacoli sorgono a minacciare la loro felicità. Saprà il loro legame superare le menzogne e i tradimenti, vincere l’invidia e guarire la solitudine? Con un linguaggio semplice e schietto, Laura Mercuri racconta luci e ombre dell’animo umano in una favola moderna destinata a lasciare il segno nel cuore di ogni lettore.


 

Emilia è scappata dall’Abruzzo per non dover più sottostare ai voleri di un padre cattivo. Sua madre è morta e le ha lasciato qualcosa, così usa quei soldi per affittare una casa in un bosco a Bren, vicina ad un villaggio molto piccolo, di appena mille persone.
A Bren tutti si conoscono, tutti sanno tutto di tutti e, quando la vedono arrivare, sanno già che è una straniera.
I suoi capelli rossi saltano subito all’occhio, come il fatto che passando davanti alla vetrina di una falegnameria si sia fermata un attimo a guardare il ragazzo che ci lavora.
Lui è biondo e ha due occhi così azzurri da fare invidia al cielo, si chiama Aris.
Nessuno vede bene la relazione tra Aris ed Emilia perché Dora, la madre acquisita di lui, non vuole donne intorno a suo figlio. La gente l’ha sempre evitata, sin dal suo arrivo, ma quando Dora comincia a spargere voci su di lei tutti si allontanano ancora di più.
La gente è riluttante sul darle un lavoro, non vuole essere contagiata dalle voci.
Qualcuno, dopo aver fatto delle avance ad Emilia ed essere stato respinto, contribuisce ad aumentare l’odio del villaggio nei confronti della ragazza.
Solo Aris le resta sempre accanto, qualunque cosa succeda.
Ed Emilia vorrebbe fare lo stesso con lui.
Peccato che Aris sia sempre così silenzioso, non parli mai con nessuno. Emilia ed Aris comunicano con gli occhi, non hanno bisogno di esprimersi in altro modo, ma così facendo lei non sa niente della storia di lui.
E quando la scoprirà le cose potrebbero cambiare.
Potrebbe non essere più tutto rose e fiori.

Laura Mercuri scrive benissimo, descrive i paesaggi di Bren facendo entrare i lettori dentro la storia. Non ha creato una protagonista fragile, succube delle sue parole. Emilia è una combattiva, scappa via quando sa che i problemi stanno per arrivare e cerca una soluzione.
Aris, il personaggio maschile, è perfetto. Perfetto nei suoi problemi e nella sua storia con Emilia. Un ragazzo unico che non ritroverete in nessun’altra storia.
I dettagli non mancano mai, questa storia ne è fortunatamente piena, e non ti stanchi mai di leggere.
Ho finito il libro in un pomeriggio per quanto era bello, non volevo staccarmi più.

Voto: 9

Recensione: La bambina numero otto – Kim van Alkemade

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Trama:

Ispirato a fatti realmente accaduti, La bambina numero otto è un affascinante romanzo storico incentrato sul dilaniante conflitto interiore di Rachel Rabinowitz, un’infermiera trentenne che si trova a dover scegliere tra vendetta e compassione quando incontra Mildred Solomon, l’ambiziosa dottoressa che tanti anni prima l’ha sottoposta a pericolosi esperimenti.

La storia inizia nel 1919, quando Rachel è solo una vivace bambina di di quattro anni che vive con la sua famiglia in un affollato caseggiato del Lower East Side di New York. Ma in seguito ad un’imprevedibile tragedia familiare che le ha strappato entrambi i genitori, la piccola viene separata dal fratello Sam e spedita in unorfanotrofio ebraico dove la dottoressa Solomon si occupa degli orfanelli e porta avanti le sue ricerche mediche. Sottoposta a pesanti trattamenti a raggi X che lasciano sfigurata, Rachel soffre per anni delle angherie crudele riservatele dagli altri orfani. Ma appena compiuti quindici anni, riesce a fuggire in Colorado dove ritrova il fratello che perso anni prima e scopre una famiglia che non ha mai saputo di avere.

Ma quando crede di aver ormai rimosso i ricordi della sua infanzia dolorosa, Rachel si trova a dover fare i conti il suo passato oscuro quando diventa infermiera all’ Old Hebrews Home di Manhattan. Tra i suoi pazienti infatti si trova proprio la dottoressa Solomon, ormai malata di cancro e segnata dagli anni. Che fare? Vendicarsi per gli orrori del passato o dimostrare compassione  verso un’anziana paziente senza più speranze di guarigione?


 

Chi mi conosce sa, lo dico sempre, che spazio tra tanti generi di libri diversi ma i miei preferiti rimangono sempre quelli che hanno una qualche ambientazione storica reale e problematica.

“La bambina numero otto” ci fa conoscere Rachel da piccola, con i suoi genitori e suo fratello; Rachel che cresce, lontana dal fratello, nel brefotrofio ebraico in seguito alla morte di sua madre e alla fuga di suo padre ed è sottoposta a esperimenti con le radiazioni; Rachel che viene trasferita nell’orfanotrofio ebraico e rivede suo fratello; Rachel che comincia ad appassionarsi al mestiere di infermiera; Rachel che capisce di essere una ragazza “non normale”; Rachel che non ha più i capelli; Rachel che scopre di avere un brutto male e incontra la donna che glielo ha fatto venire; Rachel l’infermiera che lavora con i vecchietti e potrà vendicarsi di tutto il male che le è stato fatto.

Tutto questo, ovviamente, non accade nella lettura nell’ordine in cui ve l’ho detto. Il libro è costruito su due livelli: si alternano capitoli in cui Rachel è grande e in cui Rachel è piccola.
Mi è piaciuto molto questo stile di narrazione, come sono stati sviluppati trama e personaggi e la storia in se.
Nei capitoli in cui Rachel era una bambina che veniva sottoposta ad esperimenti dei dottori in cerca di fama, mi veniva voglia di ammazzarli. Nei capitoli in cui Rachel subiva ancora le conseguenze delle azioni di quei dottori, mi veniva voglia di ammazzarli. Nei capitoli in cui, da grande, Rachel si rende conto che la sua vita è stata completamente rovinata per sempre, mi veniva ancora voglia di ammazzarli.
Sapete cosa, soprattutto, mi preme tanto? Queste cose sono DAVVERO accadute a dei bambini, un tempo, e ci sono DAVVERO state delle conseguenze serie.
Sapete perché ne sono sicura, a parte quello che c’è scritto nella trama?
Perché ho testimonianze e prove che tanto tempo fa non si capiva il vero effetto delle radiazioni.
Mia nonna era ai primi mesi di gravidanza (ma non ne era ancora consapevole), intorno agli anni ’60, e per qualche motivo legato a qualche malattia che si stava diffondendo in quel periodo, fu “costretta” dalle circostanze a fare una radiografia.
Quando partorì la bambina nacque completamente nera (non di carnagione ovviamente, era bruciata) e con il cranio tagliato da una linea orizzontale. Il cervello era per metà fuori.
La bambina superò la notte ma morì la mattina dopo, si chiamava Paola.

Se una radiografia ha potuto fare questo a una bambina nella pancia di mia nonna, immaginatevi cosa ha potuto fare a quei bambini degli esperimenti con i raggi X che venivano sottoposti ogni giorno a trattamenti per malattie che NON avevano.
Secondo me è a dir poco terribile.

Il voto per questo libro è 8 e mezzo.

 

Recensione: Manuale di sopravvivenza per ragazze in crisi (economica) – Sara Lorenzini/Neve Morante

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Manuale di sopravvivenza per ragazze in crisi (economica) è un regalo per tutti i lettori di 45 metri quadri, la misura di un sogno, il romanzo di Sara Lorenzini edito da Mondadori. Ma non solo.
Per loro c’è un’avvertenza importante: l’ebook gratuito contiene spoiler e va letto solo dopo essere arrivati all’ultima pagina del romanzo! Sì, perché il manuale, firmato da Neve Morante, è scritto idealmente dalla protagonista di 45 metri quadri, esattamente un anno dopo le vicende raccontate nel libro. E tutte le domande lasciate aperte dal finale a sorpresa troveranno risposta. Il lettore si divertirà a cercarle, tra un consiglio di risparmio e l’altro. Scoprirà perfino come Neve avrà arredato il suo piccolo appartamento… Ma soprattutto per chi batte davvero il suo cuore. Un’iniziativa inedita e originale, per creare un legame speciale con la protagonista di un romanzo attuale, ironico e romantico. Una ragazza in crisi, esistenziale, amorosa ed economica a cui sarà impossibile non affezionarsi.
Manuale di sopravvivenza per ragazze in crisi (economica)però è anche semplicemente un ebook da scaricare gratuitamente per tutti coloro che sono in cerca di consigli pratici per spendere meno, sfatando l’ultimo tabù dei nostri tempi, quello del denaro. Ogni capitolo contiene la missione risparmio (dalla spesa al baratto, dai viaggi ai coupon, dalla vita di coppia ai mercatini) arricchita da consigli pratici e suggerimenti utili. Il tono è di assoluta leggerezza e ironia, perché una cosa che non possiamo permetterci di perdere oggi è il sorriso. In tempi di crisi è necessario ripensare il nostro stile di vita e non è detto che le conseguenze siano sempre negative. E alla fine, ci scommettiamo, a molti verrà voglia di conoscere meglio Neve attraverso le pagine di 45 metri quadri, la misura di un sogno.

Questo ebook ha un costo di 0,00€ su diversi siti: quelli da me verificati sono http://www.librimondadori.it e http://www.amazon.it


 

Sono una di voi. Una ragazza in crisi. In crisi economica, s’intende.

Il libro si apre così: Neve si identifica come una di “noi” ragazze in crisi economica e si offre di darci utili consigli senza far mancare, ovviamente, il senso dell’umorismo.
Non mi vergogno assolutamente di dire che io faccio super parte di queste ragazze in crisi economica perché ormai, in un’Italia come questa, siamo in maggioranza e non penso che ci sia da vergognarsi… in fondo non è colpa di nessuno!
Penso che chiunque in Italia si stia alzando le maniche della camicia e stia cercando un lavoro ovunque ma solo in pochi sono così fortunati da trovarlo. Al contrario ci sono sempre più licenziamenti ed è inutile, secondo me, che i telegiornali diano notizie come “La disoccupazione sta diminuendo” perché non ci crede nessuno!
Ai giovani diplomati o laureati viene richiesta esperienza che è impossibile avere se tutti ti chiedono esperienza e nessuno ti assume, vengono proposti tirocinii non pagati che, molto spesso, sono accettati anche solo per non starsene con le mani in mano ma non possono essere inseriti nel curriculum, essendo a nero, e quindi non danno esperienza. I più grandi vengono considerati troppo vecchi per un lavoro già a 45/50 anni e penso sia una cosa scandalosa perché molte di queste persone hanno una famiglia e non possono mantenerla, non possono fare il loro “dovere”. Tutto questo, ovviamente, non ricade solo sulla questione di non poter acquistare, non poter far girare l’economia, no! Alla fine non ci interessa tanto comprare le cose materiali quanto avere un po’ di GRATIFICAZIONE PERSONALE.
Penso che un genitore che non riesce a mandare un figlio all’università si senta parecchio, passatemi i termini, di merda. La questione, quindi, è quasi più critica a livello psicologico che materiale.
I soldi, in verità, ci stanno solo divorando: il mondo è diventato pieno di macchine, è una sorta di gara a chi diventa più ricco e agli altri non pensa nessuno! I politici che abbiamo, a mio avviso, sono uno peggio dell’altro perché pensano che l’Italia siano loro invece NO, l’Italia siamo noi: noi cittadini senza lavoro e con tutte le tasse. E loro che fanno? I viaggi, i ristoranti, le amanti e le altre cose loro le mettono tutte a carico dello Stato… certo, così è giusto!

A quanto pare non possiamo fare a meno di qualcuno che ci controlla, dei politici parlando chiaramente, e ce li dobbiamo tenere… in fondo il mondo non posso cambiarlo da sola a diciannove anni, giusto? Mi rassegno.

In fondo, sognare non costa nulla.

Ci dice l’autrice di questo libro… ed io continuerò sempre a sognare il giorno in cui ci sveglieremo tutti e ci renderemo conto di che vita stiamo conducendo, di quanto sia sbagliato tutto questo.

Voglio chiudere questo articolo con una frase che ho letto in un link che sta girando, ultimamente, su Facebook. Non so chi l’abbia scritta ma mi è rimasta impressa:

Quando l’ultimo albero sarà stato abbattuto,l’ultimo fiume avvelenato, l’ultimo pesce pescato,vi accorgerete che non si può mangiare il denaro.

 

 

Recensione: Ulysses Moore. La porta del tempo – Pierdomenico Baccalario

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Trama:

Jason e Julia, due gemelli di undici anni, si trasferiscono a Kilmore Cove, un tranquillo paesino della Cornovaglia, dove fanno amicizia con il vicino Rick. Insieme si divertono a esplorare la loro immensa villa. Ben presto si imbattono in una porta nascosta dietro un armadio che non si riesce ad aprire in alcun modo. Perché qualcuno ha voluto nasconderla? I ragazzi sono decisi a scoprire il mistero. A tutti i costi…

L’autore, Ulysses Moore, è avvolto nel mistero e di lui non si hanno più notizie da anni. I suoi libri, scritti in un codice misterioso, sono stati trovati in un baule da Pierdomenico Baccalario, che è riuscito a decifrarli e tradurli.


Sarà che amo i romanzi scritti per i più piccoli, ma quando, grazie alla promozione dei mondadoristore, ho dovuto scegliere uno tra tanti ebook come regalo, non ci ho pensato due volte prima di prendere questo.

Nota per il lettore:
La storia di questo libro è davvero incredibile, e noi stessi siamo curiosi di sapere come andrà a finire.

Ho letto il libro in un giorno perché, credetemi, è davvero scorrevole! Non ha certo la scrittura per bambini tipo “ti spiego tutto perché non capisci niente”, anzi è attento ai dettagli, usa un linguaggio comprensibile a tutti e fa insinuare dentro di noi la voglia dell’avventura.

Saltò perché a volte, si disse, bisogna trovare il coraggio di saltare e basta: senza nessun’altra sicurezza se non quella che stai facendo la cosa giusta. Saltò perché aveva dentro di sé coraggio, determinazione e certa dose di follia. Non si può scegliere di essere eroi. Lo si è, e basta.

Il finale ovviamente lascia sospesi e vuoi subito sapere cosa succede dopo, ma è ovvio che sia così, giusto?
La serie di Ulysses Moore si compone di:

  1. La porta del tempo (2004)
  2. La bottega delle mappe dimenticate (2005)
  3. La casa degli specchi (2005)
  4. L’isola delle maschere (2006)
  5. I guardiani di pietra (2006)
  6. La prima chiave (2007)
  7. La città nascosta (2008)
  8. Il maestro di fulmini (2009)
  9. Il labirinto d’ombra (2009)
  10. Il paese di ghiaccio (2010)
  11. Il giardino di cenere (2010)
  12. Il Club dei Viaggiatori Immaginari (2011)
  13. La nave del tempo (2013)
  14. Viaggio nei porti oscuri (2014)
  15. I pirati dei mari immaginari (2014)
  16. L’isola dei ribelli (2015)
  17. L’ora della battaglia (2015)

Aiuto! 🙂

Voto: 9

 

Golden Girl – Candace Bushnell // Recensione

Vi ricordate del mio post “Candace Bushnell IO TI AMO!” ? Proprio perché la amo, non appena ho ricevuto per email il comunicato stampa di questa sua nuova creazione, di questo suo nuovo “figlio”, Golden girl è entrato direttamente nella mia Wishlist.

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Titolo: Golden Girl
Autore: Candace Bushnell
Casa editrice: Piemme
Pagine: 358
Prezzo: 19,50€

Trama:

Monica è dappertutto a New York: l’intera città è tappezzata di cartelloni pubblicitari da cui lei ammicca sorridente, in bilico su tacchi altissimi, felice e bellissima. Tutte vorrebbero essere Monica, la ragazza d’oro che ha conquistato Manhattan: tutte tranne Pandy Wallis. Perché Pandy l’ha inventata, Monica: ha scritto i libri e i film che la vedono protagonista, ha ceduto i diritti a marchi di abbigliamento e di profumi. Ma di questa ragazza perfetta con le sue storie d’amore perfette, Pandy ora non ne può più… Anzi, ha deciso di smettere di scrivere le sue storie – anche perché la sua vita, con il recente divorzio, è ferma a un punto morto, e lei è decisa a voltare pagina.
Peccato che né l’industria editoriale, né quella cinematografica siano disposte a uccidere Monica e perdere milioni di dollari. Non solo: per riprendersi la sua vita, Pandy dovrà fare i conti con SondraBeth, l’attrice che impersona Monica…
Tra equivoci, litigi, cattiveria tutta femminile e molto umorismo, Pandy e SondraBeth diventeranno le perfette nemiche-amiche. Ma proprio la loro guerra consentirà a entrambe di ritrovare un pezzetto di se stesse e, lungo la strada, anche una buona dose d’amore.


Lo stile di Candace, a me, è molto chiaro. Dopo “Il diario di Carrie” e “Summer and the city” mi ero fatta la limpida idea di una scrittrice che voleva semplicemente farti passare del tempo in compagnia di parole messe al posto giusto.
Con Golden Girl non stiamo più dietro alle avventure di Carrie Bradshaw, bensì incontriamo una nuova protagonista, P.J.Wallis, scrittrice di successo che ha creato un personaggio, Monica, a sua immagine e somiglianza. O forse è lei che si sta assomigliando sempre di più a Monica? Quando il suo libro diventa un film ecco che spunta SondraBeth, l’attrice perfetta per interpretarla. Scrittrice ed attrice diventano amiche ma, in un modo malato di pensare alla cosa, all’improvviso si ritroveranno entrambe ad essere Monica, a contendersi quel ruolo e le cose in generale.
La vita di Pandy Wallis ha delle svolte sempre più strane, sentieri sempre più tortuosi che la porteranno a conoscere Doug, e dopo di lui Jonny e dopo di lui la consapevolezza, presente e costante, che Monica deve morire.

Per me questo libro è assolutamente un 9, non mi ha delusa ed è scorrevole al 100%. Brava Candace, ti amo ancora ❤

P.S. per voi e per la Piemme: le frasi sulla copertina “Le brave ragazze vanno in Paradiso” “Le ragazze d’oro vanno a Manhattan”non centrano un fico secco con la trama.