Segnalazione: La memoria del sangue – Rosaria Russo

Vi segnalo oggi un libro dell’autrice Rosaria Russo edito da Libromania, società che nasce dall’unione di De agostini e Newton Compton.

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Descrizione:

Tornare nella casa di famiglia a Portici risveglia turbamenti che Stella credeva dimenticati. A distogliere la sua attenzione da un passato poco felice è il ritrovamento di tre cadaveri al porto della città. Quei corpi barbaramente uccisi risvegliano l’istinto da investigatrice che Stella aveva rivelato durante gli anni trascorsi in Polizia, prima di lasciare l’Italia per Londra, dove si era affermata come traduttrice letteraria. Qualcosa non torna, i delitti hanno legami col romanzo che sta traducendo e ben presto la curiosità si trasforma prima in ossessione, poi in inquietudine, infine in vero terrore, quando scopre di avere qualcosa in comune con le vittime e uno stalker inizia a perseguitarla. Per sfuggire a questa diabolica trappola, Stella – aiutata dal suo ex collega Andrea – deve trovare il coraggio di guardarsi dentro e affrontare i fantasmi del suo passato.

Genere: gialli e thriller

Prezzo ebook: 3,99€

L’autrice:

Rosaria Russo vive a Portici, vicino Napoli. Giovane giornalista e mamma di un meraviglioso bambino, coltiva da sempre la passione da lettrice e da scrittrice per i libri e in particolare per i thriller.

http://libromania.net/it/la-memoria-del-sangue-di-rosaria-russo

Recensione: Fairy love – Cyn Balog

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Titolo: Fairy love
Autore: Cyn Balog
Editore: Mondadori
Prezzo: 17,00 €
Pagine: 280

Trama:
“Cam Browne può fare tutto.” Lo scrive una rivista sportiva locale e lo pensano tutti: è intelligente, tremendamente sexy, ed è la stella della squadra di football della scuola. Ma quando Morgan, la sua ragazza fin dai tempi dell’asilo, lo vede letteralmente spiccare il volo per eseguire un touchdown, comincia a pensare che stia accadendo qualcosa di strano. E strano è dir poco: mentre il corpo di Cam inizia a subire inspiegabili cambiamenti e il suo comportamento diventa sempre più sfuggente, in città arriva Pip, un ragazzo misterioso e stravagante che racconta a Morgan una storia assurda: Cam è una creatura fatata, presto sarà condotto nell’Oltremondo per diventarne il sovrano e dovrà sposare Dawn, una fata molto potente più simile a una top model che a Campanellino. Morgan è disposta a tutto pur di non farsi portare via il suo Cam da un esercito di creature alate. Ma si possono ingannare le fate?

A questo punto mi giro verso il comodino, dove c’è una foto di noi due sulle Kingda Ka, le montagne russe più alte e veloci del mondo; l’abbiamo scattata durante una gita al parco dei divertimenti Six Flags Great Adventure la scorsa estate. Lui sta con le braccia alzate sopra la testa in segno di vittoria; io tengo gli occhi serrati e gli sto così incollata addosso da fare posto a una terza persona. Ho la faccia deformata per la sofferenza. L’avevo pregato di non comprarla, visto che sono venuta da paura, ma Cam non mi ha dato retta «perché» ha detto «anche se credevi di morire, alla fine sei sopravvissuta. E non dovrai dimenticartelo mai. Niente è brutto come sembra.» Niente è brutto come sembra, ripeto fra me e me.
Già dal titolo, Fairy love, capiamo che si parlerà di fate.
I protagonisti del romanzo sono i due fidanzatini Cam e Morgan. Cam è un giocatore di football mentre Morgan prevedere il futuro.
Una cosa molto interessante ed utile… se non fosse che può prevedere solo quello degli altri e non il suo.
I due ragazzi si conoscono e stanno insieme praticamente da sempre ma tutto cambia durante una partita di Cam. Morgan si accorge che, mentre segna un punto per la sua squadra, fa un salto quasi innaturale.
Morgan comincia a farsi delle domande, cerca di darsi delle spiegazioni fino a quando in città non appaiono Pip e, invisibile ad occhi umani, Dawn.
Dawn è una fata ed è venuta per “prelevare” Cam e portarlo via dal mondo dei mortali, via da Morgan, per sempre.
Siamo le due facce della stessa medaglia. E quando una di queste smette di esistere, l’altra che fine fa?
Cam si rifiuta di farlo, ovviamente, cercherà delle scappatoie. Morgan cercherà di aiutarlo. E Pip? Cosa centra in tutto questo? Perché Dawn vuole portare via proprio Cam? Riusciranno i due ragazzi a restare insieme?
Voto: 8

Recensione: Alfredo – Valentina D’Urbano

Vi ricordate “Il rumore dei tuoi passi“? Ma certo che sì.
Ne avevo parlato qui e già vi avevo detto quanto lo avessi amato. Era stato un voto 10, un 5 stelline, il massimo dei voti in tutti i sensi e mi ha lasciato sconvolta per un bel po’…

La carissima Valentina D’Urbano, non contenta di averci straziato con la versione di Beatrice, ha scritto anche il punto di vista di Alfredo. Quante lacrime ho versato secondo voi? E’ da ieri pomeriggio che non riesco a leggere altri libri.

«Nel 2010, chiusa nella mia stanza», racconta Valentina D’Urbano, «scrivevo Il rumore dei tuoi passi raccontando la storia dal punto di vista di Beatrice. Ma già mi domandavo che cosa stesse succedendo nella testa di Alfredo.» Così è nato questo libro, come un regalo per sé (per il suo trentesimo compleanno) e per i suoi lettori, che volevano sapere di più di Alfredo. Una specie di «ritorno a casa».

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Alla Fortezza – il quartiere senza identità, con l’asfalto riarso dal sole e spaccato dal gelo, e i palazzi dall’intonaco ruvido e sbrecciato – tutti li chiamano «i gemelli». Perché da sempre Beatrice e Alfredo sono inseparabili, come fratelli appunto. O forse qualcosa di più? La loro storia, struggente e tragica, diventerà quasi una leggenda nel quartiere. Ma a narrarla finora è stata soltanto Bea, la metà più forte dei «gemelli», la ragazza cui bastava sentire l’odore di Alfredo sulla maglietta verde che lei stessa gli aveva regalato per sapere che lui ci sarebbe sempre stato. La giovane donna che ha lottato fino alla fine per sentire il rumore, inconfondibile, dei suoi passi. Questa invece è la storia della metà più debole dei «gemelli» e a raccontare l’arrivo alla Fortezza è Alfredo, in prima persona, con la sua voce, le sue fragilità, i suoi piccoli e grandi sogni così difficili da realizzare e così facili da infrangere. Fino all’incontro che gli cambierà la vita: quello con Beatrice.


Il punto di vista di Beatrice mi aveva turbato nel profondo perché è lei che perde Alfredo, è lei che rimane sola, lei che deve combattere per lui e poi andare avanti.
Il punto di vista di Alfredo, però, è stato anche peggio. Alfredo è quello che se ne va, quello che non riesce a resistere alle tentazioni sbagliate neanche per la persona che ama.
Gli ultimi due capitoli, poi, sono stati veramente assurdi. Dopo il primo libro ero stata tormentata da qualche domanda ma ce n’era una che mi attanagliava più di tutte: volevo sapere se Alfredo fosse consapevole di una certa cosa.
Lo era.
E penso che questo mi abbia distrutta più di tutto.
Anche questo libro, ovviamente, è un 10… ma penso di denunciare Valentina perché mi provoca dei danni morali assurdi.

La più dolce tentazione – Catherine BC // Il libro e l’intervista

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Il cioccolato ha innumerevoli sapori. Come le infinite sfumature dell’eros.

Dotato di una personalità aperta e spontanea e di un estroso animo artistico, Matt Ward, proprietario del Planet of Chocolate, si lascia ispirare per le sue creazioni dalla natura. Ma anche da una cliente speciale, che lo affascina fin dal primo momento: Kristal, raffinata ed enigmatica, è una donna all’apparenza pragmatica, ma dall’animo fragile e sensibile. L’attrazione che li lega, forte e palpabile, li precipita in una spirale inarrestabile di sesso e amore, e in una ragnatela di eventi che cattura entrambi. E mentre il loro rapporto diventa sempre più profondo, aumenta in Matt e Kristal la sensazione di non saper collocare con esattezza tutto ciò che, con estrema rapidità, sta cambiando le loro esistenze. È davvero tutto casuale, scritto da un destino capriccioso, o c’è dietro la mano di qualcun altro?
Un romanzo di passione, emozioni forti e sensazioni piccanti e tenere. Che svela quanto possa essere alto, a volte, il prezzo della felicità.

Marchio: Rizzoli
Genere e argomento: Amore
Collana: YOUFEEL
Pagine: 68
ISBN E-book: 9788858679548
Prezzo: 2,49€
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Biografia

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Catherine BC (Katy Policante) nasce e vive in provincia di Verona. Compie un percorso di studio variegato sia per attitudine che per esigenze personali. È attratta dalla scrittura fin dall’adolescenza. Ha partecipato a contest e concorsi organizzati da riviste e siti letterari. Ha scritto diversi racconti e qualche poesia, una delle quali è stata pubblicata su un settimanale femminile.
Nell’agosto del 2013 ha autopubblicato “Il sapore del proibito” (Forbidden Trilogy), il suo romanzo d’esordio.
Dal 12 dicembre 2013 un suo racconto natalizio è comparso tra le pagine dell’antologia “Natale e dintorni” edita dalla Alcheringa Edizioni .
Nello stesso periodo un altro suo racconto “Un nuovo inizio” è stato inserito nell’antologia “Halloween’s Novels”, curata da Le passioni di Brully e pubblicata su Amazon.
Nel gennaio del 2014, ancora da self publisher , presenta il racconto, “La sindrome di Stendhal”.
Nei primi mesi del 2014 un altro suo lavoro, “L’amore sa di tappo” è stato scelto dalla Butterfly Edizioni per far parte di un’antologia che è uscita il 16 dicembre 2014.
Sempre nello stesso giorno è uscito anche un suo racconto, “Samhain, la soglia” per la Delos Digital.
Nell’agosto del 2015 ha auto pubblicato il secondo romanzo della Forbidden Trilogy, “Ricatto proibito”.
Nell’ottobre del 2015 è uscito “La più dolce tentazione”, un romance con sfumature erotiche edito dalla Rizzoli per la collana You Feel.


Intervista a Catherine BC

1) Quando hai cominciato a scrivere? Chi è stato il tuo primo lettore/la tua prima lettrice?
Ho cominciato a scrivere tanto tempo fa, fin dall’adolescenza praticamente. Ogni volta che vedevo un quaderno o un’agenda con le pagine tutte bianche mi veniva l’impulso di scriverci qualcosa. Ho buttato quasi tutto di quelle prime “opere” perchè, col tempo, rileggersi è proprio vergognoso, ma alcune idee non sarebbero state proprio da scartare 😉 . Le mie prime lettrici, dunque, sono state le mie amiche. Tuttavia, cinque anni fa ho ricominciato con più determinazione e soprattutto avendo un “pubblico” vero, ampio e variegato come riferimento: quello della piattaforma Efp. Ho iniziato da lì.

2) Come descriveresti la tua esperienza da self publisher?
L’esperienza da self è stata importante e di certo non la ritengo conclusa. E’ stata una grande possibilità, che ha dato un’occasione a gente davvero brava. Lo so, si trova un po’ di tutto, esattamente come in tutto ciò che pubblicano le piccole e grandi CE. Il self dà la possibilità di confrontarsi con se stessi in primis, perchè tutto ruota attorno a noi. Lì sta il bello e anche il brutto, massima libertà ma anche poco aiuto. Per cui si deve fare un bagno di umiltà e chiedere gentilmente, stando pronti ad incassare rifiuti o recensioni non brillanti. La prima volta è stata un battesimo di fuoco, ma mi ha formato in tal senso e ora non dico di essere immune alle critiche, ma di saperle guardare nella giusta ottica sì.

3) Regali un romanzo d’amore, e qualcos’altro, che permette alle donne di continuare a sognare vite diverse dalla propria, come ti fa sentire questo?
Allora, se non siamo sempre ciò che leggiamo, una cosa è sicura: siamo ciò che scriviamo. Non voglio essere fraintesa: non è che chi scrive noir sia un serial killer o chi scrive M/M un omosessuale, tanto per fare un esempio, ma il modo di percepire la realtà dei protagonisti, la loro sensibilità, il loro carattere, le loro emozioni e spesso le parole che usano per esprimerle vengono direttamente dall’autore. In tal senso, sono un’anima romantica, cerco di far scorrere in me le emozioni che tento di trasmettere al lettore attraverso i miei personaggi. Quando sono triste, tendo a non scrivere affatto e se lo faccio ne escono pagine cupe. Quando sono serena, anche il mio stile ne risente. Molto spesso gli alti e i bassi della mia vita hanno trovato riscontro nei romanzi, che però possono ritenersi autobiografici solo a tratti. In sostanza, quando qualche lettrice mi dice in una recensione o in un messaggio privato che leggendo un mio romanzo si è emozionata tantissimo, mi ritengo veramente soddisfatta. significa che sono riuscita nell’intento che mi ero prefissata.

4) Che consiglio daresti ad un aspirante scrittore?
Consigli…non so se sono più donna da consigli o da cattivo esempio.. 😀 Comunque quello che consiglio agli aspiranti scrittori è lo stesso che ripeto a me stessa in certi momenti. Cercare di non mollare, abbassare la testa e andare avanti, magari con piccole cose, ma sempre. la fortuna, come in ogni campo, gioca un ruolo importante e spesso il merito non è né riconosciuto nè premiato ( e qui non parlo certo di me stessa), ma l’importante è insistere. Solo provandoci si ha la possibilità che prima o poi la ruota giri 🙂 altro punto dolente, le critiche negative. Ne arriveranno sempre. Ci si rimane male perchè si è umani, ma bisogna imparare a distinguere quelle negative e demolitrici nel loro piattume, a volte offensive anche e quelle davvero costruttive. ecco, lo so che è difficile, ma bisogna far tesoro delle seconde e mandar giù o meglio baciare qualche rospo….non sia mai si trasformi in un bel principe!

5) Perché, secondo te, la gente dovrebbe comprare il tuo libro?
Nel mio romanzo c’è la passione, che sorprende sempre e va contro ogni logica. C’è la passione, l’attenzione ai particolari, molti personaggi con vari intrecci, colpi di scena e tanto, tantissimo cioccolato!

6) In una scala da 1 a 10 quanto ti piace il cioccolato?
Il cioccolato e’ il cibo degli dei, una cosa cui non si può rinunciare. Lo amo in ogni variante, anche se prediligo quello al latte. Lo uso nelle torte e come decorazione. E’ affascinante come un bell’uomo e malleabile a tal punto che stupisce per le forme cui si presta. Il voto su una scala da 1a 10 e’ comunque nove. C’è qualcosa che non amo particolarmente : il gelato al cioccolato 🙂

7) La domanda più difficile: se dovessi scegliere tra il cioccolato e i libri, cosa sceglieresti?
Scelta difficile, troppo. Non si può davvero rinunciare completamente all’uno o agli altri. Sceglierei comunque i libri, la dolcezza può arrivare lo stesso, la soddisfazione anche (pur in modo alquanto diverso) e il peso ne gioverebbe. Però…vuoi mettere?? 😀

Serena Saponaro