TBR 2016 : 10 libri che devo assolutamente leggere quest’anno!

La mia TBR 2016? Ecco qui come si compone:

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Il primo libro nella TBR 2016 è “Single ma non troppo“.
Il libro dovrebbe uscire questo mese, non so il giorno purtroppo, e il film il mese prossimo. Appena sarà disponibile in libreria mi fionderò.

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Quella qui sopra è la copertina provvisoria Newton Compton Editori per “Al centro dell’universo“, traduzione di “Since you’ve been gone” di Morgan Matson.
Secondo il sito il libro dovrebbe uscire l’ 11 febbraio 2016 .

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Ultimamente sto amando molto i De Agostini, soprattutto della catena Young Adult, e questo libro, “Per un attimo e per sempre” mi è stato mostrato da una mia cara amica blogger. La trama mi ha messo curiosità addosso e sicuramente andrò a comprarlo nel 2016, essendo uscito i primi mesi del 2015 e quindi già disponibile, e lo leggerò.

raccontami di un giorno perfetto

Secondo libro De Agostini catena Young Adult è “Raccontami di un giorno perfetto“. Questo è già nella mia libreria e ho intenzione di leggerlo a Gennaio. Ne ho sentito parlare bene e ne ho sentito parlare male… come la penserò io?

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L’eco lontana delle onde del nord” è una pubblicazione Giunti di qualche mese fa e mi ha colpito molto per la sua copertina. Sono solita fare acquisti negli store Giunti e mi è stato anche consigliato dalle commesse che, ok è il loro lavoro, mi sono sembrate sincere a riguardo.

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Molti di voi si saranno accorti che AMO Valentina D’Urbano e quindi voglio assolutamente leggere questo altro suo libro, “Quella vita che ci manca“…

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e per i motivi precedenti voglio leggere anche “Acquanera“.

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Avendo già letto ed adorato due libri di Laurie Halse Anderson ho voglia di leggerne altri: “Le emozioni difettose” è il primo…

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Nessuno è come te” è il secondo.

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Ultimo libro, che mi ispira solo per la copertina e di cui mi rifiuto categoricamente di leggere trama e recensioni, è “I sei volti dell’amore“.

Riuscirò a completare la mia TBR 2016?
Speriamo di sì.

Segnalazione: “Le anime bianche” di F.H. Burnett, tradotto in Italia da Annarita Tranfici

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Titolo: “Le anime bianche” (“The White People”)
Autore: Frances Hodgson Burnett
Traduttore: Annarita Tranfici
Editore: Panesi Edizioni
Genere: Classici
Collana: Eris
Numero di pagine: 79
Data di pubblicazione: 23 dicembre 2015

Il romanzo è disponibile su Amazon e tutti gli store online (qui l’elenco completohttp://panesiedizioni.it/i-nostri-ebook/elenco-librerie/) a soli 0.99 centesimi fino al 10 gennaio. 
Compralo su Amazon seguendo questo link.


 

La sinossi:

Ysobel è una ragazzina timida e minuta che non ha mai conosciuto i genitori e vive, assieme ai tutori Jean Braidfute e Angus Macayre, in un castello dall’aspetto austero immerso nella desolata brughiera scozzese. Fin dall’infanzia, la bambina mostra di essere dotata di un particolare “dono” che la rende diversa da tutti gli altri bambini; ella ha il “potere di vedere oltre le cose” e di entrare in contatto con le anime dei defunti, ormai libere dalle sofferenze e dalle paure dell’esistenza. “Le anime bianche” (“The White People” nella versione originale) è un romanzo breve in cui la celebre autrice dei ben più conosciuti “Il piccolo Lord” (1886) e “Il giardino segreto” (1911) presenta, attraverso gli occhi della propria protagonista, le sue personali considerazioni circa ciò che attende l’uomo dopo la morte. Si tratta di un racconto carico di motivi gotici, di verità e saggezza, in cui emergono non soltanto il talento narrativo dell’autrice ma anche alcuni dettagli che rimandano al personale rapporto con il suo primogenito e con la religione.

Link alla presentazione dell’opera:

http://panesiedizioni.it/le-anime-bianche-di-f-h-burnett-tradotto-per-a-prima-volta-in-italia-da-annarita-tranfici/


Biografia della traduttrice (Annarita Tranfici):

Napoletana di nascita, Londinese d’adozione, sono laureata in Lingue e letterature
moderne. Lavoro come editor e traduttrice freelance, in particolar modo di testi letterari. Collaboro in veste di copywriter a vari magazine online e nel tempo libero mi dedico ad attività di blogging e alla stesura di romanzi e racconti brevi.


Breve estratto: 

Sembrava così naturale che fosse lui l’uomo che aveva colto la profondità del dolore di una povera donna sconosciuta. Quanto avevo amato quel suo modo pacato di mettersi a nudo! Ad un tratto mi resi conto che non avrei dovuto avere paura di lui. Avrebbe capito che non potevo fare a meno di essere timida, che era solo la mia natura, e che se mi esprimevo in modo maldestro, le mie intenzioni erano sicuramente migliori delle mie parole. Forse avrei dovuto provare a dirgli quanto i suoi libri fossero stati importanti per me. Lanciai un’occhiata attraverso i fiori ancora una volta e vidi che mi stava guardando. Riuscii a malapena a crederlo per un secondo, ma lo stava facendo. I suoi occhi – i suoi splendidi occhi – incontrarono i miei. Non riesco a spiegare perché fossero tanto meravigliosi. Penso fosse per la loro chiarezza, e perché scorgevo in loro una sorta di grande interesse e comprensione. A volte le persone mi guardano spinte dalla curiosità, non perché siano veramente interessate.

 

Recensione: Un uso qualunque di te – Sara Rattaro

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Titolo: Un uso qualunque di te
Autore: Sara Rattaro
Casa editrice: Giunti
Prezzo: 12,00€
Pagine: 208

Trama:

Una famiglia borghese apparentemente serena è quella formata da Viola, Carlo e dalla diciassettenne Luce: grandi occhi spalancati verso il futuro. Distratta madre e moglie, Viola coltiva mille dubbi sul suo presente e troppi rimpianti camuffati da consuetudini. Carlo, invece, è un marito presente e innamorato e la solidità del legame famigliare sembra dipendere soprattutto da lui. È quasi l’alba di una notte di fine primavera quando Viola riceve un messaggio da suo marito che le dice di correre in ospedale. Stava dormendo fuori casa e si deve rivestire in fretta, non c’è tempo per fare congetture, il cellulare ora è scarico e nel messaggio non si dice a quale ospedale debba andare né cosa sia successo. Una corsa disperata contro il tempo, i sensi di colpa e le inquietudini che da anni le vivono dentro. Fino al drammatico faccia a faccia con il chirurgo le cui parole porteranno a galla un segreto seppellito per anni e daranno una sterzata definitiva al corso della sua esistenza.


Ho odiato completamente e profondamente Viola.
Cara Viola, se mi senti, che cavolo di madre sei? Che cavolo di moglie sei? Se non ti volevi sposare, se volevi essere così libera, farfallina e indipendente e non prenderti cura di nessuno… perché hai fatto le scelte che hai fatto?
E tua figlia, Luce, che stupidata ha fatto? Alla fine non è neanche tutta colpa sua… a diciassette anni si ragiona e si capisce, ma l’adulta eri tu!

<<A volte ci si accorge delle cose che ti fanno male solo quando è troppo tardi>>.

Sara Rattaro scrive benissimo, ho finito il libro in poche ore di un pomeriggio, e questo libro merita davvero di essere letto e apprezzato… ma Viola, davvero, è una che fa delle pessime scelte!

Il coraggio, Luce, credo si chiami così, quella cosa che non puoi comprare perché non sai dove cercarla ma che improvvisamene ti trovi addosso tanto da sentirla sulla pelle. Non segue una mappa e non trova un luogo preciso ma sa smuovere tutto quello in cui credi, parcheggia le tue paure e spacca in due emozioni e rabbia. E poco importano tutte le tue incertezze e tutti i tuoi dubbi, perché ora sai cosa devi fare, come e, soprattutto, dove devi arrivare. Può essere straordinario come volare, forte come un nodo. Il coraggio te lo trovi dentro, così forte da riuscire a ucciderti, e spesso è anche tutto quello che ti resta.

Voto: 8 e mezzo

 

Il profumo delle foglie di limone – Clara Sánchez

Di questa autrice ho già recensito “Entra nella mia vita“.

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Trama:

Spagna, Costa Bianca. Il sole è ancora caldo nonostante sia già settembre inoltrato. L’aria è pervasa dal profumo di limoni che arriva fino al mare. È qui che Sandra, trentenne in crisi, ha cercato rifugio: non ha un lavoro, è in rotta con i genitori, è incinta di un uomo che non è sicura di amare. Si sente sola, ed è alla disperata ricerca di una bussola per la sua vita. Fino al giorno in cui non incontra occhi comprensivi e gentili: si tratta di Fredrik e Karin Christensen, una coppia di amabili vecchietti. Sono come i nonni che non ha mai avuto. Momento dopo momento, le regalano una tenera amicizia, le presentano persone affascinanti, come Alberto, e la accolgono nella grande villa circondata da splendidi fiori. Un paradiso. Ma in realtà si tratta dell’inferno. Perché Fredrik e Karin sono criminali nazisti. Si sono distinti per la loro ferocia e ora covano il sogno di ricominciare. Lo sa bene Juliàn, scampato al campo di concentramento di Mauthausen, che da giorni segue i loro movimenti. Sa bene che le loro mani rugose si sono macchiate del sangue degli innocenti. Ma ora, forse, può smascherarli e Sandra è l’unica in grado di aiutarlo. Non è facile convincerla della verità. Eppure, dopo un primo momento di incredulità, la donna comincia a guardarli con occhi diversi e a leggere dietro quella fragile apparenza. Adesso Sandra l’ha capito: lei e il suo bambino rischiano molto. Ma non importa. Perché tutti devono sapere. Perché è impossibile restituire la vita alle vittime, ma si può almeno fare in modo che tutto ciò che è successo non cada nell’oblio. E che il male non rimanga impunito. Un romanzo che ha sorpreso e ha scosso le coscienze, rivelandosi un caso editoriale unico. Uscito in sordina in Spagna, ben presto ha scalato le classifiche vendendo migliaia di copie grazie al passaparola del pubblico. Poi è venuta la consacrazione della critica: la vittoria del Nadal, il premio letterario spagnolo più antico e prestigioso. “Il profumo delle foglie di limone” racconta una storia di amore e di coraggio, di memoria e di colpa, una storia che rimane impressa nell’animo per sempre.


Di solito, quando leggo più libri di un’autrice, tendo a fare dei confronti.
Le storie, inevitabilmente, saranno diverse ma mi aspetto sempre che lo stile di narrazione sia più o meno uguale.
In questo caso, in realtà, non è andata così.
Su “Entra nella mia vita” avevo letto tante recensioni negative e nella mia vi dicevo esplicitamente che non ero d’accordo perché, per quanto fosse lungo e descrittivo di ogni particolare, era comunque una lettura che ti appassionava e che ti faceva quasi star male.

In “Il profumo delle foglie di limone”, in effetti, ho ritrovato quello stile di scrittura abbastanza lento ma non sono riuscita a farmelo piacere.

La trama ha uno sfondo storico ( cosa che, se mi seguite, sapete piacermi tantissimo) ma il modo in cui è scritto mi ha allontanata un po’.
Mi aspettavo che i personaggi fossero, come per il primo libro che ho nominato, accoglienti verso il lettore e che facessero trapelare le emozioni senza alcun filtro… invece questo, purtroppo, non accade.
E se accade, accade nel modo sbagliato.
L’idea di fondo è veramente bella, costruita in maniera esemplare… ma poi?
Su “Il profumo delle foglie di limone” non ho cercato delle recensioni in giro per il web perché volevo godermelo senza sapere cosa ne pensasse la gente, quindi se volete sapere cosa ne pensano gli altri sarà compito vostro cercare.

Il mio voto è 7 e mezzo.

 

I Watson – Jane Austen

Adesso… non per niente… ma oggi è il mio compleanno 🙂

Finalmente yeee!

Ma questo, ovviamente, come sempre, non mi ferma dalla recensione del giorno ^^
978-88-541-6633-2Ho scelto un libro piccolo che ha anche un prezzo piccolo, un manoscritto non finito di Jane Austen: I Watson

La Austen ha saputo ritrarre magistralmente la borghesia provinciale del Settecento inglese, con la sua ossessione per le buone maniere e la sua visione del matrimonio come aspirazione suprema. Ne I Watson (iniziato nel 1804, e rimasto incompiuto) questo sfondo assume tinte più cupe. La famiglia Watson si ritrova nella situazione – ben nota alla scrittrice, che dopo la morte del padre visse un periodo di ristrettezze economiche – di dover mantenere un certo decoro senza averne i mezzi. Trovare un buon partito, allora, sembra l’unica via di salvezza da un destino altrimenti segnato. Ma l’orgogliosa Emma, a differenza delle sorelle, vuole sottrarsi alla contesa per i pochi scapoli abbienti del paese.

Avrei tanto, tanto, tanto voluto che questo libro continuasse e che non finisse così… lasciandomi “appesa”.

Purtroppo, però, da un manoscritto incompleto non possiamo aspettarci altro… possiamo solo apprezzare che la Austen lo abbia iniziato e che ci abbia lasciato un’altra storia su cui fantasticare e, magari, inventarci un finale da noi.

 

Recensione: L’amore è un difetto meraviglioso – Graeme Simsion

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Trama: 

Mi chiamo Don Tillman, ho trentanove anni e sono un professore di genetica presso l’Università di Melbourne. Ho una posizione ben retribuita, seguo un’alimentazione strutturata e regolare, ho molta cura del mio fisico. Nel regno animale, non avrei alcuna difficoltà a trovare una compagna e a riprodurmi. Perciò, il motivo per cui sono ancora scapolo mi è oscuro. Tuttavia ho fatto una scoperta incredibile: statisticamente, gli uomini sposati sono in media più felici… e vivono più a lungo! Per questo ho dato vita a un progetto: il Progetto Moglie. Ho elaborato un algoritmo perfetto che mi consentirà di escludere le candidate inadatte – le fumatrici, le ritardatarie, le schizzinose, quelle troppo attente al loro aspetto… e tutte quelle che non rispondono agli altri criteri che ho incluso nelle sedici pagine del mio questionario. Questo è il resoconto scientifico – anche se mi hanno spiegato che si definisce romanzo – degli esiti del mio progetto. Leggendolo, incontrerete una persona che si chiama Rosie ed è la più inadatta delle candidate al mio Progetto Moglie. Ma troverete forse anche la risposta a una domanda fondamentale: l’amore può davvero cambiare un uomo? Anche un uomo come me?


 

Romanzo d’esordio di Graeme Simsion parla di amore in un modo molto particolare.
A volte pensiamo che esista un’anima gemella… e che essa debba avere le esatte qualità che ci convinciamo di volere.
Magari la persona perfetta per noi ci passa e ripassa davanti e noi la scartiamo perché siamo convinte che non abbia le caratteristiche giuste per noi.

Questo romanzo vuole sottolineare che al cuore non si comanda (quando l’amore arriva non puoi sceglierlo) e che tutti abbiamo i nostri difetti.
Non esiste una persona perfetta… ma questo non significa che non sia perfetta per noi.

Mentre sfrecciavamo verso casa, a bordo di una Porsche rossa guidata da una donna bellissima, con quella canzone sullo sfondo, ebbi la sensazione di essere sul ciglio di un nuovo mondo.

Voto: 9

 

Recensione: Lo strano manoscritto trovato in un cilindro di rame – James De Mille

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C’è bonaccia tra le Canarie e Madeira, il Falcon non può navigare. Lord Featherstone e i suoi amici, giocando con le barchette di carta sull’acqua trasparente, trovano un misterioso cilindro metallico, incrostato di conchiglie.
Misterioso è anche il contenuto: un manoscritto affidato alle onde da Adam More, naufrago in una terra sconosciuta, oltre i confini del mondo.
In attesa che il vento torni a gonfiare le vele, i quattro amici, a turno, cullati dal mare, leggono ad alta voce la sua storia.
Sul ponte del Falcon scorrono vorticose le peripezie di Adam More: la deriva tra immensi vulcani, il passaggio da un canale sotto i ghiacci e l’approdo a una baia verdissima abitata da uomini un po’ strani.
Sembrano accoglienti e gentilissimi, ma odiano la luce, vivono in caverne buie e spoglie; considerano la povertà un privilegio, la ricchezza e il potere una maledizione; la morte per loro è una meta molto ambita e l’amore corrisposto una calamità dalle tremende conseguenze.
Per fortuna accanto a Adam c’è Almah, anche lei straniera, anche lei giunta per caso nel paese dell’ombra.
Uniti dal comune amore per la vita e per la luce, finiscono per innamorarsi l’uno dell’altra, ma chi si ama, in quelle terre, deve separarsi al più presto.
Adam e Almah vorrebbero fuggire insieme, ma come, in quella terra circondata dai ghiacci?

Paragonato a Verne per il gusto dell’avventura, a Swift per la parodia dell’umana vanità, un grande classico pubblicato per la prima volta in Italia.

Titolo: Lo strano manoscritto trovato in un cilindro di rame
Autore: James De Mille
Editore: Marcos y Marcos
Pagine: 326
Prezzo di copertina: 18,00€


A questo libro, secondo me, si associa benissimo un’esclamazione: bizzarro!

Il manoscritto parla delle avventure di Adam More che sono tutto tranne che divertenti. Adam incontrerà, nel corso del suo naufragio, diverse terre e purtroppo non ci saranno mai delle patrie che siano accoglienti e simili a lui.
In particolare incontrerà un popolo che ama la morte, il buio, la sofferenza e che mette al primo posto della scala sociale i poveri. Solo una donna, Almah, ama la luce come Adam.
I due si innamoreranno, inevitabilmente, ma Adam non sa che questa potrebbe essere la loro rovina.
Questi uomini compiono sacrifici umani come se fossero benedizioni, venerano la morte fino a questo punto, ed a volte mangiano le loro “vittime”.
Adam non è abituato a tutto questo e vuole scappare in ogni modo portando con sé la donna che ama… ma non è così facile!

In realtà potremmo considerarlo anche un distopico ma non sappiamo assolutamente se questi popoli esistono realmente: tutto può essere in un mondo strano come il nostro!
Certo è che se fossi stata al posto di Adam avrei avuto paura in ogni momento della mia giornata.

Il finale è un po’ strano: mi ha lasciata sospesa.
La storia successiva la immagineremo noi 🙂

Il libro mi è piaciuto e lo consiglio soprattutto se non siete deboli di stomaco.
Voto: 8 e mezzo

 

Novità Leggere Editore in libreria dal 19 novembre

“Le ragioni del cuore” di Maria Masella a 12,90€

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Trama:

“1853. Era sera, una limpida e fredda sera di novembre. Ma l’uomo sembrava non accorgersi della tramontana che, preso d’infilata il vicolo – il carrugiu, come lo chiamavano a Genova –, sembrava un muro compatto contro i nuovi arrivati. La lunga giacca da marinaio sbottonata sulla camicia senza colletto non era la tenuta più adatta per una giornata simile, ma lui sembrava non accorgersene. Camminava veloce, incurante delle occhiate delle donne, con la sua sacca buttata di traverso sulla spalla.”

L’uomo solitario che si addentra tra i caruggi è Bruno Damiani, condannato in contumacia, tornato clandestinamente in Italia per scovare l’assassino di una giovane donna a lui molto cara. Fingendosi un semplice operaio, troverà lavoro in un cantiere navale della Riviera di Levante, dove rimarrà folgorato da Nora, la nipote del vecchio proprietario. I due giovani saranno travolti dall’amore, ma nubi oscure s’innalzano all’orizzonte, e graveranno sulla loro relazione…


 

“Il signore delle tenebre” di Roberta Ciuffi a 14,90€ (che in digitale era “Passione nelle tenebre”)

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Trama:

Una carrozza postale è assalita da un gruppo di briganti. Due ragazze riescono a fuggire, Dalila Reis e sua cognata Agata. Il capitano Roman Coulter incrocia la loro fuga e, turbato dal fascino di Dalila, si mette sulle tracce dei malviventi. Ma Roman non è solo un ufficiale del Regio Esercito italiano: nei suoi occhi fiammeggianti si legge un altro richiamo, quello al suo sangue lykaon, nobile, potente e selvaggio. Presto scoprirà che nell’incidente sono coinvolti altri lykaon della zona, di cui ignorava l’esistenza: vissuti separati dagli altri gruppi, sono convinti della superiorità della loro razza e sono un pericolo per la popolazione.
Roman non può più dividere la sua fedeltà tra l’esercito e i suoi fratelli di sangue, deve compiere una scelta. Ma il dilemma più straziante è quello della passione per Dalila, l’unica donna che gli sia mai interessata davvero e che ancora non conosce la sua vera natura. Una natura che trascinerà entrambi nelle tenebre della passione e farà vibrare i loro cuori, più liberi e temerari che mai.


 

“La luce della notte” di Sherrylin Kenyon a 9,90€

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Trama:

Un tempo Aidan O’Connor era una celebrità, un filantropo che donava sé stesso (e il suo denaro) senza chiedere nulla in cambio… Fino a quando le persone più vicine a lui non hanno iniziato a prendere senza chiedere. Ora Aidan non vuole niente da nessuno, anzi, se potesse cancellerebbe il mondo intero. Ma quando una sconosciuta si presenta a casa sua, accade qualcosa di strano: Aidan sa di averla già vista… nei suoi sogni.
Nata sull’Olimpo come dea, Leta non conosce nulla del mondo umano. Tuttavia un nemico spietato l’ha cacciata dal mondo dei sogni e spinta a bussare alla porta dell’unico uomo che può aiutarla. I poteri immortali di Leta derivano dalle emozioni umane, e la rabbia di Aidan è esattamente ciò di cui ha bisogno per difendersi. In una fredda notte d’inverno le loro vite cambieranno per sempre. Intrappolati in casa da una tormenta, Aidan e Leta dovranno ricorrere all’unico potere in grado di salvarli o distruggerli entrambi: la fiducia.

Come diventare una ragazza – Caitlin Moran // Recensione

Come diventare una ragazza - Caitlin Moran

Titolo: Come diventare una ragazza
Autore: Caitlin Moran
Editore: Bompiani
Pagine: 366
Prezzo: 19.00€

Trama:

Cosa fa un’adolescente quando scopre che gli insegnamenti dei genitori sono insufficienti per affrontare la vita? È il 1990. Johanna Morrigan ha 14 anni, un padre strampalato, eterno aspirante star del rock, una madre paziente e remissiva, un fratello maggiore e un fratellino, Lupin, dagli occhi grandi “come due pianeti blu che ruotano nella galassia del suo cranio”. Un giorno, dopo l’ennesima delusione suscitata da una promessa di futuro che entra dalla porta ed esce con disinvoltura dalla finestra, Johanna Morrigan dice basta! Decide di cambiare tutto e trasformarsi in Dolly Wilde, di lasciare Wolverhampton e intraprendere una nuova vita, fatta di avventura, letture, musica. Dolly Wilde è un’eroina gotica, con la parlantina sciolta, senza alcuna inibizione, alla conquista del piacere, degli uomini, di Londra. Sarà lei, Dolly, a salvare la sua famiglia sempre più in affanno economico, come Jo in Piccole donne, o come le sorelle Bronté (senza pensare minimamente di morire giovane). Ma cosa succede quando Johanna realizza che Dolly, il personaggio che lei stessa ha costruito pezzo per pezzo, ha un enorme difetto? Dopotutto, una scatola di dischi, gli uomini, e una testa piena di libri possono bastare per diventare una ragazza?


Dopo aver finito questo libro sono stata pervasa da un’insolita sensazione di smarrimento. Non so dirvi se quest’autrice è pazza o un genio.

Volete incontrare un’adolescente completamente persa negli anni ’90, in una casa strampalata e povera, con dei genitori che non credono di dover intervenire sui suoi strani stili di vita?
Johanna è una scrittrice bravissima, vince un concorso di poesie ma si rende ridicola in televisione; ha un fratello più grande, Krissi, con cui spera sempre di poter avere un rapporto civile ma ogni volta che ci riesce poi lo fa scappare; decide di cambiare la sua vita, a partire dal su nome, e poi si rende conto di aver sbagliato ogni cosa.
La bellezza di Johanna, soprattutto, sta nel suo rendersi conto delle cose, nel cercare di rimediare sistematicamente a tutti i suoi errori.
Di questo libro ho adorato, tra le tante cose, gli anni ’90 intrisi di musica, di critici musicali e di musicisti sognatori. Musica. Musica. Musica.
Il senso dell’umorismo, anche se bizzarro, non manca e questa per me è sempre una buona notizia.
Sostanzialmente non saprei cos’altro dire, penso che sia una storia che deve essere letta per essere capita… Potrei dirvi un centinaio di altri lati positivi e non capireste comunque profondamente il senso di tutto questo, perché non sarei capace di spiegarvelo.
Uno dei messaggi che è importante cogliere è che non importa quanto tu possa cambiare te stessa, quanto tu possa fingere di essere qualcun altro finché non ci riesci, all’interno rimarrai sempre la stessa persona, ai tuoi occhi sarai sempre uguale. E questo è un bene.

Voto: 8 e mezzo