Così leggere da bucare le nuvole. Wintergirls – Laurie Halse Anderson

Questa autrice, Laurie Halse Anderson, ha la capacità di parlare dei problemi dei ragazzi con una semplicità e profondità unica. Quando dico semplicità non intendo superficialità, intendo quel modo che ti permette di capire in modo perfetto, senza equivoci, le emozioni precise che provano i protagonisti problematici che ci ritroviamo di fronte.

Di questa autrice ho recensito già “Speak. Le parole non dette“… oggi invece parliamo di “Wintergirls. Così leggere da bucare le nuvole”.

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Trama:

Lia e Cassie sono amiche dall’infanzia, ragazze congelate nei loro fragili corpi, in competizione in un’assurda gara mortale per stabilire chi tra loro sarà la più magra. Lia conta maniacalmente le calorie di tutto quello che mangia e di notte quando i suoi non la vedono si sfinisce di ginnastica per bruciare i grassi. Le poche volte che mangia, cerca di ingerire cose che la feriscono, come cibi ultrapiccanti, in modo da “punirsi” per aver mangiato. Si ingozza d’acqua per ingannare la bilancia nei giorni in cui la pesano. Quando eccede nel cibo ricorre ai lassativi e passa il tempo a leggere i blog di ragazze con disturbi alimentari che si sostengono a vicenda. Nel suo libro più toccante e poetico dopo Speak, finalista al National Book Award, L. H. Anderson esplora l’impressionante discesa di una ragazza nel vortice dell’anoressia.


Terribilmente sconcertante.

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Terribilmente sincero.

Non è bello quando le ragazze muoiono.

La storia di Lia è l’orribile realtà di tante ragazze a giorno d’oggi. L’anoressia, la bulimia e altri generi di disturbi alimentari e di autolesionismo sono ormai all’ordine del giorno. La cosa non è assolutamente positiva e, a mio parere, più se ne parla meglio è.

Questo libro ti spezza l’anima, ti fa rendere conto di quanto sia stupido cercare di essere sempre più magre, sempre di più, fino allo sfinimento. Cosa ci si guadagna?

Lia non lo capisce perché non è facile uscire da situazioni del genere, si sente brava solo una cosa, essere magra, e vuole continuare ad esserlo.
Cassie, la sua migliore amica, è morta e la perseguita.

Ma Lia ha vinto la scommessa, è più magra di Cassie, è una sperduta ragazza d’inverno e non riesce più a tornare indietro.

Voto: 9 e mezzo

 

Il profumo delle foglie di limone – Clara Sánchez

Di questa autrice ho già recensito “Entra nella mia vita“.

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Trama:

Spagna, Costa Bianca. Il sole è ancora caldo nonostante sia già settembre inoltrato. L’aria è pervasa dal profumo di limoni che arriva fino al mare. È qui che Sandra, trentenne in crisi, ha cercato rifugio: non ha un lavoro, è in rotta con i genitori, è incinta di un uomo che non è sicura di amare. Si sente sola, ed è alla disperata ricerca di una bussola per la sua vita. Fino al giorno in cui non incontra occhi comprensivi e gentili: si tratta di Fredrik e Karin Christensen, una coppia di amabili vecchietti. Sono come i nonni che non ha mai avuto. Momento dopo momento, le regalano una tenera amicizia, le presentano persone affascinanti, come Alberto, e la accolgono nella grande villa circondata da splendidi fiori. Un paradiso. Ma in realtà si tratta dell’inferno. Perché Fredrik e Karin sono criminali nazisti. Si sono distinti per la loro ferocia e ora covano il sogno di ricominciare. Lo sa bene Juliàn, scampato al campo di concentramento di Mauthausen, che da giorni segue i loro movimenti. Sa bene che le loro mani rugose si sono macchiate del sangue degli innocenti. Ma ora, forse, può smascherarli e Sandra è l’unica in grado di aiutarlo. Non è facile convincerla della verità. Eppure, dopo un primo momento di incredulità, la donna comincia a guardarli con occhi diversi e a leggere dietro quella fragile apparenza. Adesso Sandra l’ha capito: lei e il suo bambino rischiano molto. Ma non importa. Perché tutti devono sapere. Perché è impossibile restituire la vita alle vittime, ma si può almeno fare in modo che tutto ciò che è successo non cada nell’oblio. E che il male non rimanga impunito. Un romanzo che ha sorpreso e ha scosso le coscienze, rivelandosi un caso editoriale unico. Uscito in sordina in Spagna, ben presto ha scalato le classifiche vendendo migliaia di copie grazie al passaparola del pubblico. Poi è venuta la consacrazione della critica: la vittoria del Nadal, il premio letterario spagnolo più antico e prestigioso. “Il profumo delle foglie di limone” racconta una storia di amore e di coraggio, di memoria e di colpa, una storia che rimane impressa nell’animo per sempre.


Di solito, quando leggo più libri di un’autrice, tendo a fare dei confronti.
Le storie, inevitabilmente, saranno diverse ma mi aspetto sempre che lo stile di narrazione sia più o meno uguale.
In questo caso, in realtà, non è andata così.
Su “Entra nella mia vita” avevo letto tante recensioni negative e nella mia vi dicevo esplicitamente che non ero d’accordo perché, per quanto fosse lungo e descrittivo di ogni particolare, era comunque una lettura che ti appassionava e che ti faceva quasi star male.

In “Il profumo delle foglie di limone”, in effetti, ho ritrovato quello stile di scrittura abbastanza lento ma non sono riuscita a farmelo piacere.

La trama ha uno sfondo storico ( cosa che, se mi seguite, sapete piacermi tantissimo) ma il modo in cui è scritto mi ha allontanata un po’.
Mi aspettavo che i personaggi fossero, come per il primo libro che ho nominato, accoglienti verso il lettore e che facessero trapelare le emozioni senza alcun filtro… invece questo, purtroppo, non accade.
E se accade, accade nel modo sbagliato.
L’idea di fondo è veramente bella, costruita in maniera esemplare… ma poi?
Su “Il profumo delle foglie di limone” non ho cercato delle recensioni in giro per il web perché volevo godermelo senza sapere cosa ne pensasse la gente, quindi se volete sapere cosa ne pensano gli altri sarà compito vostro cercare.

Il mio voto è 7 e mezzo.

 

Novità Leggere Editore in libreria dal 19 novembre

“Le ragioni del cuore” di Maria Masella a 12,90€

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Trama:

“1853. Era sera, una limpida e fredda sera di novembre. Ma l’uomo sembrava non accorgersi della tramontana che, preso d’infilata il vicolo – il carrugiu, come lo chiamavano a Genova –, sembrava un muro compatto contro i nuovi arrivati. La lunga giacca da marinaio sbottonata sulla camicia senza colletto non era la tenuta più adatta per una giornata simile, ma lui sembrava non accorgersene. Camminava veloce, incurante delle occhiate delle donne, con la sua sacca buttata di traverso sulla spalla.”

L’uomo solitario che si addentra tra i caruggi è Bruno Damiani, condannato in contumacia, tornato clandestinamente in Italia per scovare l’assassino di una giovane donna a lui molto cara. Fingendosi un semplice operaio, troverà lavoro in un cantiere navale della Riviera di Levante, dove rimarrà folgorato da Nora, la nipote del vecchio proprietario. I due giovani saranno travolti dall’amore, ma nubi oscure s’innalzano all’orizzonte, e graveranno sulla loro relazione…


 

“Il signore delle tenebre” di Roberta Ciuffi a 14,90€ (che in digitale era “Passione nelle tenebre”)

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Trama:

Una carrozza postale è assalita da un gruppo di briganti. Due ragazze riescono a fuggire, Dalila Reis e sua cognata Agata. Il capitano Roman Coulter incrocia la loro fuga e, turbato dal fascino di Dalila, si mette sulle tracce dei malviventi. Ma Roman non è solo un ufficiale del Regio Esercito italiano: nei suoi occhi fiammeggianti si legge un altro richiamo, quello al suo sangue lykaon, nobile, potente e selvaggio. Presto scoprirà che nell’incidente sono coinvolti altri lykaon della zona, di cui ignorava l’esistenza: vissuti separati dagli altri gruppi, sono convinti della superiorità della loro razza e sono un pericolo per la popolazione.
Roman non può più dividere la sua fedeltà tra l’esercito e i suoi fratelli di sangue, deve compiere una scelta. Ma il dilemma più straziante è quello della passione per Dalila, l’unica donna che gli sia mai interessata davvero e che ancora non conosce la sua vera natura. Una natura che trascinerà entrambi nelle tenebre della passione e farà vibrare i loro cuori, più liberi e temerari che mai.


 

“La luce della notte” di Sherrylin Kenyon a 9,90€

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Trama:

Un tempo Aidan O’Connor era una celebrità, un filantropo che donava sé stesso (e il suo denaro) senza chiedere nulla in cambio… Fino a quando le persone più vicine a lui non hanno iniziato a prendere senza chiedere. Ora Aidan non vuole niente da nessuno, anzi, se potesse cancellerebbe il mondo intero. Ma quando una sconosciuta si presenta a casa sua, accade qualcosa di strano: Aidan sa di averla già vista… nei suoi sogni.
Nata sull’Olimpo come dea, Leta non conosce nulla del mondo umano. Tuttavia un nemico spietato l’ha cacciata dal mondo dei sogni e spinta a bussare alla porta dell’unico uomo che può aiutarla. I poteri immortali di Leta derivano dalle emozioni umane, e la rabbia di Aidan è esattamente ciò di cui ha bisogno per difendersi. In una fredda notte d’inverno le loro vite cambieranno per sempre. Intrappolati in casa da una tormenta, Aidan e Leta dovranno ricorrere all’unico potere in grado di salvarli o distruggerli entrambi: la fiducia.

Noi siamo grandi come la vita – Ava Dellaira // Recensione di una piccola perla

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Tutto inizia con un compito in classe: “Scrivi una lettera a qualcuno che non c’è più”. Per Laurel sono i primi giorni in una nuova scuola e si sente trepidante, spaventata, e vuota: quel vuoto si chiama May, come la sorella che se n’è andata silenziosamente, lasciandole tanto dolore.
Laurel decide di scrivere a Kurt Cobain, il cantante preferito di May, ma dopo quella prima lettera, che non consegnerà mai, ne seguiranno altre a persone che sua sorella amava (tra i tanti destinatari Amy Winehouse, Heath Ledger, River Phoenix) e che, come May, sono scomparse troppo presto.
“I morti” sono persone che possono ascoltare ciò che Laurel ha da raccontare, ad esempio cosa vuol dire avere quindici anni, il primo anno di liceo, l’emozione di incrociare lo sguardo di un ragazzo che afferra i tuoi occhi con i suoi e non li lascia andare. Solo loro possono aiutarla a comprendere una verità che non ha mai osato affrontare.

La protagonista finalmente imparerà ad amarsi e troverà il coraggio di andare avanti perché la vita è lì, davanti a lei, e per quanto possa fare paura non c’è emozione più grande di sentire il suo battito.

Una piccola perla, come ho scritto nel titolo, è la descrizione più appropriata per questo libro. Dalla prima pagina ti trasporta in un mondo straziante ed imperfetto… proprio come la vita.
Il linguaggio scorrevole, la bravura di questa scrittrice esordiente, tutto il contenuto della storia e gli eventi sono gli elementi che fanno amare il libro e che spingono a divorare le parole, pagina dopo pagina.
Laurel è una tipica adolescente ma ha dovuto affrontare la morte di sua sorella e questo l’ha segnata, l’ha cambiata. Se mette i vestiti di May si sente meglio e più sicura, soprattutto quando conosce Sky, un ragazzo che ricorda a Laurel tutto quello che c’è dietro i piccoli gesti, anche automatici… come respirare.
Sky respira la sua stessa aria, May la respirava, i personaggi a cui scrive le sue lettere la respiravano.
Sono tutte persone morte troppo presto, forse perché non riuscivano ad accontentarsi di una vita normale e cadevano nella tentazione della droga, forse perché erano tormentate… come May.
May aveva un paio di ali e Laurel le ha guardate, forse per questo si sono spezzate.

Voto: 10
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