Opinioni senza spoiler: Wolfsbane (Nightshade #2) – Andrea Cremer

Avete già visto come agisco quando devo parlare di seguiti di saghe che non mi sono stati mandati da nessuna casa editrice, perciò questo stile di post non sarà per voi una novità.
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Ho parlato del primo capitolo della saga qui –> Nightshade <– quindi tutto ciò che riguarda la trama iniziale si trova in quell’articolo.
Per questo romanzo, invece, non vi metterò la trama e non vi dirò cosa succede nella recensione personale: mi limiterò a parlarvi in linea generale di lati positivi e negativi, emozioni e differenze di scrittura dal primo romanzo.


Probabilmente penserete che io stia dicendo delle eresie – soprattutto se avete già letto Wolfsbane – ma mi dispiace appurare che questo secondo volume non ha niente a che vedere con il primo.

Mentre con Nightshade mi ero perdutamente innamorata di Calla e Ren insieme e ci eravamo tutti concentrati sulla forzatura della loro relazione, ecco che in questo libro ci viene strappato tutto via. Si da molto più spazio al personaggio di Shay, il “secondo innamorato” di Calla che io odio con tutta me stessa, e si mette completamente da parte Ren. Non lo vediamo mai, tranne che in una scena.
Lo devo dire… quell’unica scena è stata la mia preferita di tutto il libro.

Una cosa che ho notato è stata che nel primo libro c’era un romanzo con stampo young adult che ti prendeva e ti faceva arrivare all’ultima pagina con la voglia di sapere, di continuare a leggere, con l’amore per i personaggi vivo nel cuore. In Wolfsbane, invece, è tutto molto tecnico: ci si concentra moltissimo sulla “battaglia” e sugli scontri tra diverse specie.

Non è assolutamente un voto 9, come lo era stato invece il primo. Per questo volume do un 7 e mezzo.
Vi dico che continuerò la saga, perché ho già comprato il terzo perciò attende solo me, e vedrete la recensione anche di quello.
Le mie speranze per il seguito sono: più Ren, più Calla e Ren e MENO SHAY, VE PREGO.

Blogtour: “Tutta la verità su Gloria Ellis” – Martyn Bedford – [Quarta tappa] Nell’armadio di Gloria

Buongiorno miei cari lettori, oggi vi presento la quarta tappa del Blogtour del libro “Tutta la verità su Gloria Ellis”, uno YA misterioso e con protagonisti del tutto fuori di testa.
La mia tappa è dedicata all’eccentrico armadio di Gloria Ellis… continuate a leggere per scoprire cosa c’è dentro!


Il libro

9788851138400_f12d90fabba015d24d6fd706662c122bTitolo: Tutta la verità su Gloria Ellis
Autore: Martyn Bedford
Casa Editrice: De Agostini YA
Prezzo: 14,90€
Pagine: 384

Trama:

Gloria Ellis ha quindici anni e odia la sua vita. Odia la stupida cittadina di provincia in cui è cresciuta, la stupida scuola che frequenta e gli stupidi amici che vede tutti i giorni. È per questo che quando nella sua classe arriva un ragazzo nuovo, un ragazzo deciso a infrangere ogni regola, Gloria se ne innamora immediatamente. In apparenza Uman è tutto ciò che lei ha sempre sognato: è brillante, sicuro di sé, imprevedibile. Ed è pronto a trascinarla in un’avventura che non conosce limiti, se non quelli del proprio coraggio. Gloria accetta la sfida e parte – senza lasciare un biglietto, senza salutare nessuno – per una folle e romantica fuga attraverso l’Inghilterra. All’inizio tutto è come lei se l’era immaginato: un’esperienza liberatoria, esaltante. Presto, però, Uman si rivela diverso da quel che sembrava. E quando Gloria se ne accorge, quando scopre la verità su di lui, si ritrova ormai molto lontana da casa. Forse troppo lontana. Dalla penna di uno scrittore pluripremiato, una suspense psicologica che mozza il fiato. Una storia indimenticabile, costruita come un interrogatorio della polizia, in un rapido susseguirsi di domande e risposte, confessioni e colpi di scena. Fino all’ultima, strepitosa riga.


Nell’armadio di Gloria

Perfino il mio abbigliamento era prevedibile: Docs viola, calzini spaiati, jeans e qualcosa di largo sotto il bomber beige in similpelle. Berrettino bordeaux messo di traverso e orecchini fatti in casa, di quelli pendenti, visto che quel giorno non c’era scuola.

Un’uniforme scolastica

Emma-Roberts-in-WILD-CHILD_3_jpg-550x366(Emma Roberts nel film “Wild Child”)

Un paio di Docs viola

www.myfantabulousworld.com
(fonte www.myfantabulousworld.com)

Calzini spaiati

ambientebio.it
(fonte: ambientebio.it)

Jeans

www.polyvore.com
(fonte: www.polyvore.com)

Felpa

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(marca: Adidas)

Bomber beige

httpswww.prettylittlething.com
(fonte: www.prettylittlething.com)

Berretto

www.zalando.it
(fonte: www.zalando.it)

Orecchini fatti in casa

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Per le tappe passate e future del Blogtour, ecco qui un calendario

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Potete partecipare al blogtour seguendo le regole che trovate nel form e per uno di voi partecipanti ci sarà poi una copia del libro.
Cliccate questa scritta

a Rafflecopter giveaway

Le regole sono:
Seguire la pagina della De Agostini YA
Essere lettori fissi dei blog coinvolti nel Blogtour
Commentare le tappe

Buona fortuna a tutti♥

Recensione: The Treatment (The Program, #2) – Suzanne Young

Vi ricordate di “The Program“? (clicca qui per la recensione)
Lo avevo a dir poco amato, era stato un dieci pieno e forse qualcuno potrà capire quanto io abbia atteso questo seguito. Per questo ringrazio profondamente la casa editrice, che è stata così gentile da spedirmi una copia cartacea del romanzo. Vi assicuro che, in libreria, in miei due amori sono perfettamente a loro agio.
La scrittura, le trame e i personaggi di Suzanne Young creano dipendenza perciò… eccomi qui con la recensione del secondo volume di questa duologia.
Vi ricordo che la saga si compone così:

  1. (The program #0.5) The Remedy (inedito in Italia)
  2. (The program #0.6) The Epidemic (inedito in Italia)
  3. (The program #1) The Program
  4. (The program #2) The Treatment
  5. (The program #2.5) The Recovery (edito in Italia solo in ebook)

Tornando a noi… vi presento The Treatment.

Questa sarà una recensione totalmente priva di spoiler, al più vi parlerò di qualche caratteristica dominante nella lettura, senza rovinarvi nulla. Se volete proprio evitare di sapere anche la più minima cosa, vi consiglio di non leggere neanche la trama (io, di solito, le evito).
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Trama:

Sono passate settimane da quando Sloane è stata dimessa dal Programma, il progetto sperimentale che obbliga gli adolescenti a rischio di depressione alla rimozione dei ricordi, eppure è ancora sotto stretta osservazione.
Nonostante abbia dimenticato intere parti del suo passato, il cuore l’ha spinta di nuovo tra le braccia di James, il ragazzo che ha sempre amato. In questo modo, però, ha scoperchiato una scatola che avrebbe dovuto rimanere sigillata, mettendo in pericolo la validità stessa della terapia a cui entrambi sono stati sottoposti. Ma il Programma non può permettersi di fallire e dà il via a una caccia serrata. In fuga dagli stessi uomini che li hanno internati, Sloane e James non possono fare altro che unirsi a un gruppo di ribelli che vuole scardinare l’impalcatura di segreti e bugie su cui si fonda il Programma. Riuscirci, però, è tutt’altro che semplice. Soprattutto perché l’unico indizio a disposizione è la pillola arancione che Michael Realm – il solo amico che Sloane aveva nel Programma – le ha lasciato prima di scomparire nel nulla. L’antidoto in grado di ripristinare i ricordi persi. La Cura su cui tutti vorrebbero mettere le mani.
In un crescendo di inseguimenti, depistaggi e tradimenti, si conclude la storia d’amore di Sloane e James: il secondo, appassionante capitolo della serie bestseller del «New York Times».


Recensione:

Ero partita un po’ prevenuta sulla lettura di questo romanzo. Avevo letto delle recensioni non troppo carine sul comportamento di Sloane, la colonna portante di tutto il romanzo. Quando ho preso in mano “The Treatment” l’ho minacciato: “Guai a te se mi rovini il primo libro”, gli ho detto.
E poi sappiamo tutti com’è andata: ho divorato il libro in un pomeriggio e OVVIAMENTE #Adoro.

Questo libro mi è piaciuto molto per alcuni piccoli dettagli, più che nell’insieme. Per esempio la storia di Dallas (una protagonista che appare nelle prime pagine di “The Treatment” ma che in “The Program” non conosciamo), classico esempio di ragazza che tutti maltrattano e che si lascia maltrattare. In realtà lei vuole essere forte, si sforza perché è stufa di essere trattata in determinati modi, ma non è colpa sua se ha addosso come una calamita per questa gente. Tutto accade come se Dallas non avesse la forza di reagire ed in un certo senso si può paragonare parecchio a molte donne della nostra società, che stanno insieme a persone poco sane e che accettano ogni stranezza ed insulto.
Nel finale succede una cosa che mi ha fatto molto, molto piacere. Forza Dallas!

Altra cosa che mi è piaciuta è la sensazione di non poterti fidare di nessuno. C’erano persone sospette ovunque, da ogni parte, e tutto veniva mascherato molto bene. L’unica che ero certa non mentisse era Sloane, essendo un romanzo scritto in prima persona, ma per il resto… Ottimo lavoro Suzanne!

Purtroppo, come in “The Program”, anche qui c’è un triangolo amoroso fastidioso. Inutile che vi dico che tra Realm e James, James vince a mani basse. Se esistesse qualcuno capace di inventare un uomo fatto su misura per me andrei da lui e direi: “Fammelo come James”.
Realm mi sta anche antipatico, vi dirò. Sloane purtroppo non si rende bene conto di quello che fa, in “The Treatment”. Poveretta, la possiamo capire perché comunque ha subito un ricovero, l’hanno ammazzata cerebralmente e Realm per lei c’è stato… però poi dopo un po’ basta. C’hai uno strafigo davanti (James), vedi di fartelo bastare.

Questo libro non è un 10 come “The Program”… è un 8 e mezzo.
Il motivo è semplicemente che verso il finale va tutto troppo veloce. Ad un certo punto mi sono ritrovata alla fine della storia senza neanche rendermene conto. Dopo quasi mille pagine, divise in due libri, avrei apprezzato un po’ più di spiegazioni e tempo perso a parlare dei protagonisti e del Programma.
Questa cosa purtroppo non è avvenuta, tutto è stato liquidato in fretta. Tanto è che sono rimasta con una cruciale domanda in testa:

LACEY?


Ho cercato di essere, parlando di questo libro, più vaga possibile. Volevo darvi qualche dettaglio, ma non troppi. Se trovate qualcosa che avreste preferito non leggere, fatemelo sapere per una prossima volta.

Buone letture!

Recensione: Dimmi tre segreti – Julie Buxbaum

Quando trovo libri come questo mi sento sempre super gioiosa. Ovviamente non posso perdere l’occasione di parlarvene, perciò scopriamolo insieme…

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Trama:

E se la persona che ti conosce meglio al mondo fosse l’unica che non hai mai incontrato?

Jessie ha sedici anni e una vita da schifo. O almeno così le sembra il giorno in cui lascia Chicago per frequentare il liceo più snob di Los Angeles. Ma proprio quando le cose si mettono male, riceve una mail misteriosa. Una mail in cui Un Perfetto Sconosciuto si offre di aiutarla a orientarsi nella giungla della nuova scuola, mantenendo però l’anonimato. Jessie è perplessa: si tratta di uno scherzo di cattivo gusto o qualcuno vuole davvero darle una mano? Il punto è che lei non è nelle condizioni di rifiutare un aiuto tanto generoso: sua madre è morta ormai da un paio di anni, e suo padre si è risposato, costringendola a trasferirsi dall’altra parte del Paese, in un posto che odia con un fratellastro che odia ancora di più. Ecco perché Jessie non può fare altro che fidarsi: presto, Un Perfetto Sconosciuto diventa il suo migliore amico, e lei decide che è arrivato il momento di incontrarlo. Ma, si sa, ci sono segreti che è meglio non svelare mai…


In seguito alla morte di sua madre ed al nuovo matrimonio di suo padre, Jessie Holmes si trasferisce da Chicago a Los Angeles.
Il suo primo giorno di scuola sarà sicuramente un disastro, ma qualcuno interviene per darle delle dritte utili per la sopravvivenza all’interno delle pareti scolastiche. Chi è questo qualcuno? Un perfetto sconosciuto: si firma così nelle email e non vuole dire il suo nome.
Mentre questa amicizia tra Jessie e Perfetto Sconosciuto cresce, la ragazza cercherà di farsi dei nuovi amici e conoscerà dei ragazzi di cui, inevitabilmente, sospetterà.
Il primo è Theo, il fratellastro, che la evita in continuazione ma magari vuole aiutarla indirettamente; il secondo è Ethan, ragazzo misterioso che impara poesie a memoria ed è sempre molto evasivo su tutto; il terzo è Liam, musicista che le fa ottenere un lavoro alla libreria di sua madre; il quarto è Caleb, ragazzo che indossa sempre una maglietta grigia e la saluta alzando il cellulare.
Chi di loro sarà il ragazzo misterioso? Lo scoprirete solo leggendo!

Il bello di questo libro è che non si parla solo di questa ricerca dello Sconosciuto, ma anche di altri temi come l’amicizia – soprattutto quella a distanza – e la sofferenza. Jessie è andata via da Chicago e lì ha lasciato Scarlett. Quest’ultima è una buona amica, sempre pronta ad ascoltare i dilemmi della nuova vita di Jessie, ma non riesce quasi più a parlare di qualcosa di diverso da questo. E’ vero che Jessie è andata via, come è anche vero che Scarlett è rimasta sola.
La sofferenza di Jessie è quella per la perdita di sua madre, una donna che amava non per “dovere” ma per piacere. Per lei sua madre era tutto. Suo padre si è risposato poco dopo, rendendola partecipe di tutto solo a cose fatte, e ha sradicato Jessie dalla sua routine per inserirla in un quadro che con lei non centra assolutamente nulla.
Fino a che punto è giusto essere arrabbiati? Quanto si può essere forti? Come si fa a trattenere le lacrime in continuazione per non mostrarsi deboli?

Un libro profondo e allo stesso tempo spensierato, che ho adorato in ogni pagina. Datemi più pubblicazioni come queste e sarò felice!

Voto: 9 e mezzo.

Da oggi in libreria: Wolf – La ragazza che sfidò il destino – Ryan Graudin

Cosa sarebbe successo se Hitler avesse deciso di mettere in atto l’Operazione Leone Marino e di invadere la Gran Bretagna nell’estate del 1940?

Cosa sarebbe successo se, invece di attaccare Pearl Harbor,
i giapponesi avessero aiutato il Führer nell’assalto all’Unione Sovietica?

Cosa sarebbe successo se l’Asse avesse vinto la Seconda Guerra Mondiale?

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Trama:
E’ il 1956 e l’alleanza tra le armate naziste del Terzo Reich e l’impero giapponese governa gran parte del mondo. Ogni anno, per celebrare la Grande Vittoria, le forze al potere organizzano il Tour dell’Asse, una spericolata e avvincente corsa motociclistica che attraversa i continenti collegando le due capitali, Germania e Tokyo. Il premio in palio?
Un incontro con il supersorvegliato Führer, al Ballo del Vincitore. Yael, una ragazza sopravvissuta al campo di concentramento, ha visto troppa sofferenza per rimanere ancora ferma a guardare, e i cinque lupi tatuati sulla sua pelle le ricordano ogni giorno le persone che ha amato e che le sono state strappate via. Ora la Resistenza le ha dato un’occasione unica: vincere la gara, avvicinare Hitler… e ucciderlo davanti a milioni di spettatori.
Una missione apparentemente impossibile che solo Yael può portare a termine. Perché, grazie ai crudeli esperimenti a cui è stata sottoposta, è in grado di assumere le sembianze di chiunque voglia. Anche quelle di Adele Wolfe, la Vincitrice dell’anno precedente. Le cose però si complicano quando alla gara si uniscono Felix, il sospettoso gemello di Adele, e Luka, un avversario dal fascino irresistibile…

Yael è una bambina che viene portata in un campo di concentramento e viene usata come cavia di un dottore per degli esperimenti. Questi esperimenti, con il tempo, la trasformeranno in una persona capace di cambiare il proprio aspetto: Yael può riuscire a cambiare il proprio volto.
A diciassette anni Yael è un membro della resistenza ed ha una missione: uccidere Hitler.
Per farlo dovrà prendere il posto di Adele Wolfe e partecipare ad una gara in moto in giro per il mondo. Tra i concorrenti c’è il fratello di Adele, Felix, c’è Luka che è innamorato di lei, ci sono nemici ed alleati.
Wolf è un romanzo misto tra vari generi: distopico, storico, d’avventura, sentimentale, young adult, fantasy, di spionaggio ed “on the road”.
Un mix perfetto, perché vi assicuro che il risultato è spettacolare.
All’inizio ero un po’ confusa, cercavo di capire bene dove mi trovassi e cosa stesse succedendo attorno a me, ma dopo le prime pagine mi sono resa conto che la storia era coinvolgente.
Non sono riuscita a staccarmi facilmente dalle pagine, ogni volta che avevo tempo accendevo il mio Kindle e mi fiondavo nella storia.
In ogni parola e azione si vede che chi ha scritto il libro si è informato su ogni singolo dettaglio, non ha lasciato davvero nulla al caso.
Lo stile di scrittura è perfetto, ciò che succede è approfondito con le giuste parole, senza mai uscire dai binari facendo diventare noiosa la storia.
In tre giorni di lettura ho consigliato questo libro a tutte le persone con cui ho parlato, l’ho “snapchattato” chiamandolo droga e ho sclerato su Goodreads dando 5 stelline.
Attendo con ansia il seguito, signore e signori!
Voto: 10 ❤

Recensione: The Program – Suzanne Young

La serie distopica creata da Suzanne Young è una duologia composta da:

  1. (The program #0.5) The Remedy (inedito in Italia)
  2. (The program #0.6) The Epidemic (inedito in Italia)
  3. (The program #1) The Program
  4. (The program #2) The Treatment
  5. (The program #2.5) The Recovery (edito in Italia solo in ebook)

Oggi parliamo di The Program.

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Titolo: The Program (The Program #1)
Autrice: Suzanne Young
Casa Editrice: De Agostini
Prezzo di copertina: 14,90€
Pagine: 448
Trama:

Sloane sa perfettamente che nessuno deve vederla piangere. La minima debolezza, o il più piccolo scatto di nervi, potrebbero costarle la vita. In un attimo si ritroverebbe internata nel Programma, la cura ideata dal governo per prevenire l’epidemia di suicidi che sta dilagando fra gli adolescenti di tutto il mondo. E una volta dentro, Sloane dovrebbe dire addio ai propri ricordi… Perché è questo che fa il Programma: ti guarisce dalla depressione, resettandoti la memoria. Annullandoti. Così, Sloane ha imparato a seppellire dentro di sé tutte le emozioni. Non vuole farsi notare, non ora che suo fratello è morto e lei è considerata un soggetto a rischio. L’unica persona che la conosce davvero è James, il ragazzo che ama più di se stessa. È stato lui ad aiutarla nei momenti difficili, lui a farle credere che ci fosse ancora speranza. Ma, quando anche James si ammala, Sloane capisce di non poter più sfuggire al Programma. E si prepara a lottare. Per difendere i propri ricordi, a qualunque costo.


 

In “The Program” il suicidio è una malattia. Essa si diffonde soprattutto tra gli adolescenti, così qualcuno ha pensato bene di trovare la cura: cancellare la memoria dei “malati”, prima che possano uccidersi.
Cancellare i ricordi brutti per far tornare la felicità nei ragazzi potrebbe anche essere un’idea avuta con la migliore delle intenzioni, dagli ideatori del programma, ma non lo è quando anche un pianto nostalgico può farti segnalare ed internare.
A questi ragazzi non è concessa neanche la minima debolezza.
Questo, purtroppo, non è possibile: non si può cancellare la tristezza dalla nostra esistenza. Essa fa parte di tutti noi, perciò il programma, evidentemente, ha dei punti deboli.
Sloane, James, Miller, Lacey e Brady sono i ragazzi che conosciamo di più in questo libro.
Brady si suicida prima dell’inizio della storia, è il fratello di Sloane e migliore amico di James.
Lacey è stata internata ed è finalmente tornata, ma non si ricorda di nessuno di loro.
Miller era il fidanzato di Lacey e non sopporta di vederla mentre non si ricorda neanche chi è, non sopporta neanche l’idea di essere internato solo perché sente la mancanza di qualcuno.
Sloane e James si sono sempre fatti forza a vicenda ma, pian piano, cominciano a crollare anche loro, vedendo le persone che amano sparire dalle loro vite.

Arrivano a chiedersi se non sia proprio l’esistenza del programma a spingerli a suicidarsi, perché se quando sei triste vieni internato, e tutti i tuoi ricordi vengono cancellati, forse è meglio morire.

Ma James e Sloane non sono come gli altri, loro non vogliono essere cancellati. Quando vengono, inevitabilmente, internati combattono con tutte le loro forza per salvare anche solo un ricordo.
Contro il sistema e contro il mondo, perché la vera malattia, forse, non è tanto il suicidio quanto il programma stesso.

Un romanzo intenso, pieno di emozioni che ci fa capire quanto, a volte, la tristezza non sia tanto una debolezza quanto una forza. Sloane e James combatteranno per le cose che hanno ancora ed anche per quelle che non hanno più.

Non vedo l’ora di leggere il secondo volume della duologia.

Voto: 10

Ogni tuo silenzio – Laura Mercuri // Recensione

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Emilia, 26 anni, arriva a Bren dall’Abruzzo, con un vecchio trolley scozzese e pochi soldi in tasca. In quel paesino da cartolina arrampicato tra le montagne di un Nord sconosciuto, cerca l’occasione per lasciarsi alle spalle il passato e ricominciare. Ma è l’amore che trova, quando il suo sguardo curioso si posa per la prima volta sul corpo alto e sottile di Aris, sugli occhi azzurrissimi, sui capelli biondi e ribelli. Aris è il falegname del paese, conduce una vita in sordina, appartata e un po’ misteriosa, ma i suoi silenzi nascondono torrenti di emozioni e tra le sue dita forti e nervose il legno assume forme perfette, sensuali. Lentamente, Emilia e Aris si abbandonano a un’attrazione profonda, che li consuma e li completa con la stessa dolce furia. Ma qualcosa o qualcuno nel loro passato lotta per riacciuffarli, mentre nuovi ostacoli sorgono a minacciare la loro felicità. Saprà il loro legame superare le menzogne e i tradimenti, vincere l’invidia e guarire la solitudine? Con un linguaggio semplice e schietto, Laura Mercuri racconta luci e ombre dell’animo umano in una favola moderna destinata a lasciare il segno nel cuore di ogni lettore.


 

Emilia è scappata dall’Abruzzo per non dover più sottostare ai voleri di un padre cattivo. Sua madre è morta e le ha lasciato qualcosa, così usa quei soldi per affittare una casa in un bosco a Bren, vicina ad un villaggio molto piccolo, di appena mille persone.
A Bren tutti si conoscono, tutti sanno tutto di tutti e, quando la vedono arrivare, sanno già che è una straniera.
I suoi capelli rossi saltano subito all’occhio, come il fatto che passando davanti alla vetrina di una falegnameria si sia fermata un attimo a guardare il ragazzo che ci lavora.
Lui è biondo e ha due occhi così azzurri da fare invidia al cielo, si chiama Aris.
Nessuno vede bene la relazione tra Aris ed Emilia perché Dora, la madre acquisita di lui, non vuole donne intorno a suo figlio. La gente l’ha sempre evitata, sin dal suo arrivo, ma quando Dora comincia a spargere voci su di lei tutti si allontanano ancora di più.
La gente è riluttante sul darle un lavoro, non vuole essere contagiata dalle voci.
Qualcuno, dopo aver fatto delle avance ad Emilia ed essere stato respinto, contribuisce ad aumentare l’odio del villaggio nei confronti della ragazza.
Solo Aris le resta sempre accanto, qualunque cosa succeda.
Ed Emilia vorrebbe fare lo stesso con lui.
Peccato che Aris sia sempre così silenzioso, non parli mai con nessuno. Emilia ed Aris comunicano con gli occhi, non hanno bisogno di esprimersi in altro modo, ma così facendo lei non sa niente della storia di lui.
E quando la scoprirà le cose potrebbero cambiare.
Potrebbe non essere più tutto rose e fiori.

Laura Mercuri scrive benissimo, descrive i paesaggi di Bren facendo entrare i lettori dentro la storia. Non ha creato una protagonista fragile, succube delle sue parole. Emilia è una combattiva, scappa via quando sa che i problemi stanno per arrivare e cerca una soluzione.
Aris, il personaggio maschile, è perfetto. Perfetto nei suoi problemi e nella sua storia con Emilia. Un ragazzo unico che non ritroverete in nessun’altra storia.
I dettagli non mancano mai, questa storia ne è fortunatamente piena, e non ti stanchi mai di leggere.
Ho finito il libro in un pomeriggio per quanto era bello, non volevo staccarmi più.

Voto: 9

Da oggi in libreria: La notte che ho dipinto il cielo – Estelle Laure

Il romanzo d’esordio più atteso dell’anno.
Una storia romantica, commovente, inaspettata, dolorosa
e piena di speranza.
Come la vita, come l’amore.

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Titolo: La notte che ho dipinto il cielo
Autrice: Estelle Laure
Casa Editrice: DeAgostini
Pagine: 315
Prezzo: 14,90€

Trama:

Per Lucille, diciassette anni e una passione per l’arte, l’amore ha il volto della sorellina Wrenny. Wrenny che non si lamenta mai di niente, Wrenny che sogna un soffitto del colore del cielo. E poi ha il volto di Eden. Eden che è la migliore amica del mondo, Eden che sa la verità. Quella verità che Lucille non vuole confessare nemmeno a se stessa: sua madre se n’è andata di casa e non tornerà. Ora lei e Wrennie sono sole, sole con una montagna di bollette da pagare e una fila di impiccioni da tenere alla larga. Prima che qualcuno chiami i servizi sociali e le allontani l’una dall’altra.
Ma è proprio quando la vita di Lucille sta cadendo in pezzi che l’amore assume un nuovo volto: quello di Digby. Digby che è il fratello di Eden, Digby che è fidanzato con un’altra e non potrà mai ricambiare i suoi sentimenti. O forse sì?
L’unica cosa di cui Lucille è sicura è che non potrebbe esserci un momento peggiore per innamorarsi…
Il romanzo d’esordio più atteso dell’anno. Una storia romantica, commovente, inaspettata e piena di speranza. Come la vita, come l’amore. Come tutti i colori del cielo.

 

“Un romanzo che tutti dovrebbero leggere”
Entertainment Weekly

“Non sapevo se divorare il libro o gustare ogni singola frase. Meraviglioso!”
Morgan Matson, autrice bestseller di Noi due ai confini del mondo

“Una storia piena di poesia che ci ricorda che la vita 
può riservarci sempre qualche sorpresa.”
Jennifer E. Smith, autrice di La probabilità statistica dell’amore a prima vista


L’autrice:

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Estelle Laure è laureata in discipline dello spettacolo e si è specializzata in scrittura creativa per bambini e ragazzi al Vermont College of Fine Arts. Grande appassionata di Kurt Vonnegut, crede nell’amore, nella magia e nella capacità di affrontare le verità scomode. Vive a Taos, nel New Mexico, con i suoi due figli. La notte che ho dipinto il cielo è il suo sorprendente romanzo d’esordio.
www.estellelaure.com

 


 

La mia recensione:

Vi presento Lucille, sorella maggiore di Wren, figlia di una madre che l’ha abbandonata, migliore amica di Eden ed innamorata di Digby.
Un quadro abbastanza chiaro, vero?
Come ho scritto, sua madre l’ha abbandonata. Che cosa significa? Che è andata via. Il libro inizia e Lucille si occupa della casa e di sua sorella, come un’adulta responsabile, già da quattordici giorni.

Quando arriva il ventiquattresimo la ragazza sa che prima o poi i soldi e il cibo finiranno, che arriveranno le bollette, che sua madre non tornerò presto, forse non tornerà più, e che non manca molto al giorno in cui dovrà chiedere l’intervento degli assistenti sociali.
Non manca molto al giorno in cui dovrà implorare perchè non le portino via sua sorella.

La gente sa che il padre di Lucille è pazzo, che la madre è andata via (e non in vacanza come vuole far credere) e che ha bisogno di soldi per vivere.
Deve assolutamente trovarsi un lavoro, con urgenza.

«Tranquilla» dice Shane dandomi un colpetto sulla spalla. «Sono pazzi tutti quanti, sai. Lo capisci dopo un po’. Cambia solo il tipo di pazzia e la nostra voglia di conviverci oppure no. Questo lo decidi tu. Per il resto, non puoi farci nulla.»

Lucille, a volte, sembra quasi non credere a tutto ciò che succede intorno a lei. Giustifica la madre come se da quello dipendesse la sua sopravvivenza.
Per lei, la sua famiglia era una presenza fissa, qualcosa su cui poter contare.
Ma le cose cambiano sempre… infatti i suoi genitori sono andati via.

Quando sua madre salì sul taxi che l’avrebbe portata all’aeroporto, Lucille la vide già come un ricordo sbiadito.

E non importa neanche se questa madre vuole, o no, bene alle sue figlie… “Ogni emozione deve tradursi in azione, altrimenti è inutile”.

Quando il padre di Lucille e Wren è stato portato via, diretto ad un centro di igiene mentale, a tutti piaceva sperare che le cose sarebbero andate bene.
E invece tutto si è sgretolato. La felicità, anche se era solo apparente, è andata via del tutto.

I ricordi scivolano via, se non trovi il tempo e il modo di farli restare.

La vita di Lucille è diventata improvvisamente assurda, tanto da farle dimenticare l’amore per la pittura.
Non dimenticare nel senso “Avevo troppe cose da fare e ho scordato di finire un quadro”, bensì dimenticare come “Davvero, una volta, dipingevo?”.
Eppure una volta non faceva altro… era sempre sporca di tempera.
Non ricorda più di quando andava pazza per i peperoni.

Ma chi lo ricorda al posto suo? Digby.
Quel ragazzo con le lentiggini, gli occhi verdi e la carnagione chiara che si preoccupa sempre per lei, che la aiuta, che le sfiora il braccio con le dita e fa mutare il mondo.

Certo è che se Lucille non avesse Digby, Wren, Eden e uno strano e sconosciuto angelo custode, che la aiuta in casa senza farsi mai vedere, la vita sarebbe molto più dura.

Lucille sa che non deve abbattersi, che non deve aspettare qualche miracolo: l’unico modo per cavarsela è rimboccarsi le maniche.

Eden è la migliore amica del mondo.
Wren, la sorellina più dolce.
Fred, il capo più comprensivo.
Digby, il ragazzo più incasinato e giusto per lei.
Un gruppo di persone che, unite a Lucille, creano una famiglia, producono bene, gioia, sconfiggono tutto il dolore del mondo.

Fiducia. Cosa significa, veramente? Quando ti fidi di qualcuno è come consegnargli il coltello con cui poterti pugnalare. Questo lo so per certo.
Forse mi tremerà la mano, ma devo consegnare il coltello a questa ragazza, un’estranea, anche se so che la lama è affilata e potrebbe farmi molto male. Anche Digby ha in mano un coltello. E anche Eden. Adesso anche Shane. Sono un sacco di coltelli. Mi sembra di sentire le lame che mi solleticano il collo e spero che le mani che le stringono siano ben ferme.

Certo è che queste persone hanno anche loro una vita, che il fatto che sappiano tutto potrebbe anche non essere un bene… qualcuno potrebbe parlare, spifferare tutto. A volte la gente ha le migliori intenzioni, ma non sempre fa la cosa giusta.

Come colore, Wren aveva scelto un azzurro Tiffany. Diceva che siccome la sua camera aveva solo una finestra, e piccola per giunta, ci voleva dentro il cielo, e mamma le aveva risposto che se quello era il suo desiderio, l’avrebbe accontentata. Le latte di vernice mai aperte sono ancora accostate alla parete, sotto i segni che Wren ha lasciato con un paio di scarpe sporche.

E chissà se Wren, in mezzo a tutto questo caos, si è dimenticata che una volta voleva che il soffitto della sua camera fosse dipinto di uno spettacolare azzurro tiffany.
Chissà se Lucille, per la sua sorellina, riuscirà a dipingere un nuovo cielo.

Che senso ha vivere, se non sei disposto a lottare per ciò che di vero hai nel cuore, se non sei disposto a rischiare qualche ferita?
Bisogna infuriarsi.

Questo libro ti fa arrabbiare, piangere, intenerire e ridere allo stesso tempo. L’autrice scrive molto bene, è creativa, usa bene le metafore e sa quali punti toccare per arrivare dritta al cuore dei lettori.
Non è uno Young Adult come gli altri, sapete quanto sono esigente.
Penso di aver sottolineato mezzo libro, e non scherzo.
Purtroppo questa storia ha una fine e quando arriva quasi non ci credi, vuoi che ci sia un’altra pagina ma ti ritrovi davanti ai ringraziamenti.
Sai che non c’è nulla che tu possa fare.
La loro vita non è più tua, te ne fai una ragione, saranno tutti un bellissimo ricordo.

Voto: 9 e mezzo.

 

 

 

BOOK HAUL/IN MY MAILBOX GENNAIO 2016

Buongiorno, ecco qui il mio book haul / In my mailbox del mese di gennaio 2016…

In my mailbox ( grazie alle Case Editrici)

Ebook:

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La bambina numero otto – Kim van Alkemade. BOOKME.
Le avventure di Jacques Papier – Michelle Cuevas. DeAgostini.
Everneath – Brodi Ashton. DeAgostini.
Ho voglia di innamorarmi – Cassandra Rocca. Newton Compton Editori.
Invisibile – Andrea Cremer, David Levithan. Newton Compton Editori.
La libreria dei sogni che si avverano – Christel Noir. Corbaccio.

Cartacei:

La verità su di noi-tile

La verità su di noi – Kristan Higgins. Harper Collins Italia. Dal 9/02 in libreria.
La libreria dei desideri – Claire Ashby. Newton Compton Editori. Dal 4/02 in libreria.
Lieve come un respiro – Jennifer L. Armentrout. Harper Collins Italia. Dal 9/02 in libreria.
Nonostante tutto ti amo ancora – Samantha Towle. Newton Compton Editori.
Il patto – Jodi Picoult. Harper Collins Italia.

In my mailbox ( grazie agli autori)

Ebook:

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La regola dell’eccesso – Susanna De Ciechi, Renato Tormenta

 

Regalo

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A tu per tu con Vincent Van Gogh, Van Gogh Museum Amsterdam

 

Acquisti online

Cartacei:

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La casa per bambini speciali di Miss Peregrine – Ransom Riggs. Rizzoli Romanzo.
Sette minuti dopo la mezzanotte – Patrick Ness, Siobhan Dowd. Mondadori.
L’isola degli sperduti – Melissa De La Cruz. Giunti.
Quella vita che ci manca – Valentina D’Urbano. Tea.
Piccoli imprevisti tra amiche – Frances Whiting. Mondadori.
Una presenza in quella casa – Paige Mckenzie. Giunti.