Recensione: Cercando Grace Kelly – Michael Callahan

Preparatevi perché state per conoscere una meraviglia: Cercando Grace Kelly di Michael Callahan. ♥ Grazie Piemme per questa perla!

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Trama

IL ROMANZO PERFETTO PER SOGNARE SOTTO L’OMBRELLONE. METTI LA  NEW YORK DEGLI ANNI CINQUANTA, AGGIUNGI UN’ATMOSFERA DA COLAZIONE DA TIFFANY, UNA GIUSTA DOSE DI ROMANTICISMO E UNA SPRUZZATA DI PASSIONI: UN COCKTAIL IRRESISTIBILE PER LE RAGAZZE DI TUTTE LE ETÀ

È l’estate del 1955 e tre ragazze arrivano a New York da tre angoli diversi d’America per seguire le proprie aspirazioni. Laura si prepara al suo nuovo lavoro nella redazione della rivista Mademoiselle, sapendo che se la moda si può comprare, lo stile invece no; Dolly arriva dalla provincia e ha lasciato la famiglia bigotta per diventare qualcosa di più che una moglie, anche se non sa ancora cosa; e Vivian, dai capelli rosso fuoco, per ora si mantiene vendendo sigari in un locale, e intanto insegue il sogno di cantare a Broadway. E per una ragazza di provincia decisa a cambiare la propria vita nella città che non dorme mai, c’è un solo posto dove stare: il famoso Barbizon Hotel, alloggio per sole ragazze dove sono cominciate le storie di tante altre come loro, che ora tutto il mondo conosce. Una per tutte, Grace Kelly – chissà, magari le ragazze la incontreranno durante quest’estate di sogni folli, nuove amicizie, nuovi amori… O forse no. Quel che è certo è che a New York troveranno molto, molto altro. Con le stesse atmosfere di intramontabili classici newyorchesi come Colazione da Tiffany, con una perfetta ricostruzione storica degli anni Cinquanta, una romanticissima storia con tre irresistibili protagoniste, che vi ricorderanno come il sapore dei sogni sia quello più dolce di tutti.

Recensione

Questo libro è davvero meraviglioso.
Quando ho iniziato a leggerlo non avrei mai potuto immaginare che mi sarebbe piaciuto così tanto, anche se dalla trama c’erano già delle ottime premesse. Prima di tutto qui parliamo di New York negli anni ’50 e per una come me – che adora il passato, New York nel passato, libri su New York nel passato, film su libri su New York nel passato – è un invito a nozze, poi abbiamo dei riferimenti al sessismo, alle carriere, a inseguire i sogni e non lasciarsi mettere i piedi in testa da nessuno e… insomma… avete capito!
il libro parla di Laura, Viviane e Dolly: tre ragazze, molto diverse tra loro, che si incontrano per caso a New York e cominciano le loro avventure in società. La narrazione è in terza persona perciò, in ogni capitolo, assistiamo a tutti i loro pensieri ed a tutte le loro azioni senza che ci sfugga nulla.
Laura vuole diventare una scrittrice, è di bell’aspetto ed è molto corteggiata dagli uomini. Non riesce a tenere un diario segreto perché tra il dire “vorrei essere una scrittrice” e diventarlo il passo non è breve come sembra.
Viviane è lo spirito libero, quella che si concede di pensare al presente, di divertirsi, di lavorare in locali notturni senza dar peso a ciò che pensa la gente. Dietro quella libertà, però, a volte si cela anche una grande inquietudine, dettata dalle sue insicurezze, dal suo non voler mai confidarsi con gli altri.
Dolly passa il suo tempo ad aspirare ad un matrimonio coi fiocchi, ad invidiare le donne che possono mangiare ciò che vogliono senza ingrassare, ad inseguire il sogno dell’amore. A volte è cieca, si lascia prendere in giro, altre volte ha la capacità di spegnere le persone con una parola.
Queste ragazze formeranno un improponibile trio che passerà per vicende intriganti, emozioni, sotterfugi e tradimenti. Qualcuno, purtroppo, non uscirà vivo da questa storia.
Vi giuro… l’ho amato in ogni parola.

Voto: 10

Anatomia di un cuore innamorato – Sara Mengo // Recensione

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Trama:

Celeste ha ventisette anni e studia medicina. Peccato che tra lei e la laurea si frappongano ostacoli di non poco conto. Primo fra tutti il desiderio di innamorarsi. Sogna l’uomo perfetto e la storia capace di toglierle il fiato, ma è fatalmente vittima di innamoramenti improvvisi e passeggeri, spesso decisamente fuori luogo.
Un giorno il suo ideale di uomo sembra prendere le sembianze di Giorgio Ferranti: medico trentacinquenne, ora gentiluomo d’altri tempi, ora seduttore incallito, ora completamente indifferente ai sentimenti altrui; certamente affetto da una curiosa forma di bipolarismo.
La storia d’amore con Giorgio, la malsana infatuazione per la carismatica voce del docente di cardiologia, il primario cinquantenne Fabio Zaffiri, e l’amicizia con quattro compagni di studi, apparentemente “indegni di praticare la professione medica”, condurranno Celeste nel vivo di una brillante commedia romantica, tra lezioni, insolite ubriacature, fughe a Parigi, confondenti autopsie e ferree gerarchie cui sembra inutile anche solo pensare di ribellarsi.
Un’altalena costante tra cuore e ragione, fino ad arrivare al lieto fine (anche se, come sempre accade, tutto diverso da quello che si aspettava).


L’autrice:

Nata nel 1986 in provincia di Venezia, vive a Trieste dove studia Medicina e Chirurgia.
Dipendente dalle serie TV che hanno per protagonisti i camici bianchi – da ER a Chicago Hope, da Dr. House a Grey’s Anatomy – Sara sogna di fare il medico fin da bambina.
Inguaribilmente romantica, adora libri e film che raccontano storie d’amore, correre sul lungomare al tramonto e mettere i propri pensieri nero su bianco.
Dice di avere due sole insostituibili passioni: il fonendoscopio e la penna.


Recensione:

«O è bipolare o è ubriaco, non vedo alternative. Voglio dire, assomiglierà anche al Dottor Stranamore di Grey’s Anatomy, ma Giorgio Ferranti è Giorgio Ferranti: un pazzo scatenato.»

Già leggendo le prime righe del romanzo ho pensato “Questo libro mi prenderà di brutto” e infatti… così è stato.
Chi mi segue sa che leggo più storie contemporaneamente ma, una volta ogni tanto, capita quel libro che, cominciando a leggerlo, mi fa mollare tutti gli altri in lettura.
“Anatomia di un cuore innamorato” mi ha fatto lasciare tutto il resto: è spensierato, simpatico, dolce ed a tratti irreale.
Celeste sta studiando per laurearsi in medicina, frequenta l’ospedale con il suo gruppo di amici e si lascia prendere dall’amore molto facilmente.
Da una parte c’è Fabio, professore con la voce più bella che lei abbia mai sentito, e dall’altra Giorgio, superiore di Celeste che ci prova spudoratamente con lei.
Che ve lo dico a fare… possiamo solo tifare per il secondo. Giorgio sposami.
Purtroppo, però, non è facile orientarsi nei meandri dell’amore. Giorgio è sicuramente affetto da disturbi di bipolarismo (un giorno la bacia, un giorno la ignora) mentre Fabio è un suo professore. Come si fa a baciare un professore? Eppure Celeste non si fa certo di questi problemi.
Chi sceglierà?
E soprattutto, la persona che sceglierà ricambierà i suoi sentimenti?

Affezionarsi a qualcuno, infatti, ha questo di rischioso: non ci sarà mai la certezza di quanto siano sinceri i sentimenti che dice di provare.

Le cose e persone che ho amato di più:

  1. L’intesa tra Celeste e Giorgio;
  2. Giorgio in generale;
  3. Teresa, una delle amiche di Celeste;
  4. Lo stile di scrittura scorrevole;
  5. Lorenzo, un amico di Giorgio ❤ ❤ ❤

 

Voto: 9

Bravissima Sara Mengo !

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Recensione: Fragile come noi forte come l’amicizia – Sara Barnard

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Trama:

Caddy, sedici anni, è la brava ragazza per definizione: buoni voti a scuola, volontariato, sempre ubbidiente, un po’ timida. Lei e Rosie sono amiche inseparabili da sempre e, nonostante non abbiano mai frequentato la stessa scuola e siano molto diverse, nel tempo le differenze tra loro non hanno fatto altro che avvicinarle. Ma cosa può succedere a un incastro tanto perfetto se si tenta di aggiungere un pezzo? Quando compare Suzanne, una nuova compagna incredibilmente bella e spigliata con cui Rosie comincia a passare tutto il suo tempo a scuola, Caddy ne è inevitabilmente gelosa. Suzanne però non è esattamente la ragazza perfetta che lei vede: ci sono cicatrici sul suo corpo, ma soprattutto sul suo cuore, segni indelebili di un passato molto recente che l’hanno resa una ragazza danneggiata…


 

Caddy è alla disperata ricerca di un evento significativo e, alla fine, le capita anche. Solo che non era quello che si aspettava.
Caddy e Rosie sono amiche da sempre, nonostante frequentino scuole diverse, e niente le ha mai separate.
Fino a quando Rosie non conosce Suzanne, una nuova ragazza della sua scuola, e la presenta a Caddy.
L’armonia delle due amiche comincia a sembrare minata: Caddy è gelosa.
Ciò che non si aspetta nessuno è che è proprio Caddy a diventare amica di Suzanne, lasciando da parte Rosie.
Suzanne è una ragazza complicata, che ha avuto problemi durante la sua infanzia per colpa del padre ed ha accumulato tanti, tanti problemi che hanno conseguenze sui suoi comportamenti.
Va alle feste, si ubriaca, si concede ai ragazzi senza avere amor proprio. Nulla sembra importarle, soprattutto la scuola.

Caddy è gentile, vuole aiutarla. Ci prova in tutti i modi, quasi fosse una missione. Il problema è che, mentre Caddy si concentra su Suzanne e la asseconda, perde anche la sua strada.
Sono tutti preoccupati per Suzanne e cercano di aiutarla, rinfacciando continuamente a Caddy i suoi comportamenti sbagliati.
Assecondare Suzanne, non significa darle una mano ed essere una buona amica.

In tutto questo Rosie osserva, valuta i comportamenti delle due ragazze e decide di tenersene alla larga.

Un romanzo sull’importanza dell’amicizia e su come, alcuni legami, si creino quando meno ce lo aspettiamo.

Voto: 8 e mezzo.

Recensione: Io e te all’alba – Sanne Munk Jensen, Glenn Ringtved

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Titolo: Io e te all’alba
Autori: Sanne Munk Jensen, Glenn Ringtved
Casa editrice: Piemme
Pagine: 324
Prezzo: 17,00€ cartonato / 7,99€ ebook

Trama:

Louise vive ad Aalborg, in Danimarca. Ha diciassette anni, va al liceo. I suoi genitori sono brave persone. Una sera conosce Liam, un ragazzo poco più grande di lei, e i due si innamorano perdutamente. Trovano un minuscolo appartamento ai margini della città e si amano, fra sesso e droga, senza limiti. Liam ha tanti sogni, ma una pessima idea su come realizzarli. Comincia a lavorare per Johannes, uno spacciatore, un pesce grosso. All’inizio va a gonfie vele, ma poi la situazione precipita, trascinandosi dietro tutto e tutti. È inutile chiedersi perché Louise non sia scappata quando ancora poteva farlo. Non l’ha fatto e basta. Questa storia racconta il perché.


 

Vi faccio, per la prima volta in vita mia, un piccolo spoiler: Louise e Liam sono morti.
Perché ve lo sto dicendo? Perché, in realtà, è una cosa che scoprite già dal primo capitolo.
La narratrice di questo libro è Louise, ragazza morta, che vede tutti mentre nessuno vede lei e racconta la sua storia dall’incontro con Liam fino alla loro morte.

Vorrei poter spostare la mano. Vorrei tanto lasciarla scivolare in quella di Liam come una volta, e dire a mamma di non piangere più. Vorrei ripeterle tutto quello che mi ha detto Liam a casa, prima che uscissimo per andare al ponte. Vorrei descrivere l’alba mentre eravamo lassù, che l’ha fatto quasi diventare bello. E giusto. Vorrei far capire a lei e a papà il perché. Raccontare la storia vera. E vorrei che Liam mi abbracciasse. Evidentemente, però, questa è una delle cose che non si possono fare da morti.
Forse da questa citazione riuscirete già a capire quanto questo libro sia scritto bene.
Ogni singola frase è un colpo al cuore. Questa storia ti entra dentro e non se ne va facilmente.
Mi servirà una cura di libri leggeri, dopo “Io e te all’alba”.
Chi mi segue sa che amo la scrittura di Valentina D’Urbano perché parla di persone brutte esteticamente e caratterialmente. Parla degli errori dell’essere umano.
Questo libro fa la stessa cosa: parla di quanto tutti, nessun personaggio escluso, siano stati stupidi.
Non è una storia come le altre: Loui e Liam sono innamorati ed hanno dei sogni… solo che Liam trova il modo più sbagliato del mondo per realizzarli.
E quando le cose per loro si mettono male non potranno contare su nessuno, solo su loro stessi.
E quando saranno sicuri che nemmeno così, nascondendosi, potranno salvarsi, inevitabilmente, si butteranno in un mare di acqua e moriranno così: ammanettati tra di loro per non perdersi tra le correnti, sempre insieme come da quando si sono conosciuti.
Hanno trovato la soluzione peggiore per i loro problemi, come avevano trovato quella peggiore per realizzare i propri sogni.
Errare è umano, ma qui sbagliano davvero troppo.
Sbagliano Loui e Cille quando prendono quell’autobus che le porterà ad incontrare Liam e Jeppe; sbagliano Liam e Jeppe quando decidono di spacciare; sbagliano i genitori di Louise quando invece di restare vicini, si allontanano; sbaglia il padre di Liam quando si ubriaca senza sosta.
Sbagliano tutti, perché sbagliare è umano. Sbagliano, ma forse no. Ogni decisione è una via che si intraprende: la vita è una rete fitta creata da decisioni e non si può mai tornare indietro.
Lo amo da qui fino alla fine del mondo. Anche quando è un idiota o quando è arrabbiato con me. Lo amo tantissimo e vorrei solo che lui ricambiasse il mio amore. È l’unica cosa a cui riesco a pensare e mi odio, perché sono fatta così.
Voto: 9

Golden Girl – Candace Bushnell // Recensione

Vi ricordate del mio post “Candace Bushnell IO TI AMO!” ? Proprio perché la amo, non appena ho ricevuto per email il comunicato stampa di questa sua nuova creazione, di questo suo nuovo “figlio”, Golden girl è entrato direttamente nella mia Wishlist.

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Titolo: Golden Girl
Autore: Candace Bushnell
Casa editrice: Piemme
Pagine: 358
Prezzo: 19,50€

Trama:

Monica è dappertutto a New York: l’intera città è tappezzata di cartelloni pubblicitari da cui lei ammicca sorridente, in bilico su tacchi altissimi, felice e bellissima. Tutte vorrebbero essere Monica, la ragazza d’oro che ha conquistato Manhattan: tutte tranne Pandy Wallis. Perché Pandy l’ha inventata, Monica: ha scritto i libri e i film che la vedono protagonista, ha ceduto i diritti a marchi di abbigliamento e di profumi. Ma di questa ragazza perfetta con le sue storie d’amore perfette, Pandy ora non ne può più… Anzi, ha deciso di smettere di scrivere le sue storie – anche perché la sua vita, con il recente divorzio, è ferma a un punto morto, e lei è decisa a voltare pagina.
Peccato che né l’industria editoriale, né quella cinematografica siano disposte a uccidere Monica e perdere milioni di dollari. Non solo: per riprendersi la sua vita, Pandy dovrà fare i conti con SondraBeth, l’attrice che impersona Monica…
Tra equivoci, litigi, cattiveria tutta femminile e molto umorismo, Pandy e SondraBeth diventeranno le perfette nemiche-amiche. Ma proprio la loro guerra consentirà a entrambe di ritrovare un pezzetto di se stesse e, lungo la strada, anche una buona dose d’amore.


Lo stile di Candace, a me, è molto chiaro. Dopo “Il diario di Carrie” e “Summer and the city” mi ero fatta la limpida idea di una scrittrice che voleva semplicemente farti passare del tempo in compagnia di parole messe al posto giusto.
Con Golden Girl non stiamo più dietro alle avventure di Carrie Bradshaw, bensì incontriamo una nuova protagonista, P.J.Wallis, scrittrice di successo che ha creato un personaggio, Monica, a sua immagine e somiglianza. O forse è lei che si sta assomigliando sempre di più a Monica? Quando il suo libro diventa un film ecco che spunta SondraBeth, l’attrice perfetta per interpretarla. Scrittrice ed attrice diventano amiche ma, in un modo malato di pensare alla cosa, all’improvviso si ritroveranno entrambe ad essere Monica, a contendersi quel ruolo e le cose in generale.
La vita di Pandy Wallis ha delle svolte sempre più strane, sentieri sempre più tortuosi che la porteranno a conoscere Doug, e dopo di lui Jonny e dopo di lui la consapevolezza, presente e costante, che Monica deve morire.

Per me questo libro è assolutamente un 9, non mi ha delusa ed è scorrevole al 100%. Brava Candace, ti amo ancora ❤

P.S. per voi e per la Piemme: le frasi sulla copertina “Le brave ragazze vanno in Paradiso” “Le ragazze d’oro vanno a Manhattan”non centrano un fico secco con la trama.

 

 

Fino alla fine del mondo – Tommy Wallach // Recensione

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Titolo: Fino alla fine del mondo
Autore: Tommy Wallach
Editore: Piemme
Pagine: 389
Prezzo: € 17,00

Trama:

L’asteroide Ardor ha il 66 per cento di probabilità di colpire la Terra, distruggendola. Potrebbe accadere entro due mesi. Potrebbe accadere sul serio. Due mesi è un tempo irrisorio oppure eterno. Dipende. Può essere impiegato per disperarsi oppure per commettere ogni sorta di nefandezza, oppure per ridefinire ciò che siamo, liberandoci dalle etichette che abbiamo lasciato che ci appiccicassero addosso. A Seattle quattro ragazzi stanno aspettando la fine del mondo. C’è lo sportivo, la puttana, lo sfigato, la studentessa brillante. Hanno due probabilità su tre che quei mesi siano l’ultima occasione per fare qualcosa che abbia un senso. Non per essere degli eroi e nemmeno per dimostrare niente a nessuno, ma solo per diventare se stessi, trasformando le proprie vite in qualcosa che abbia avuto senso vivere.


 

Mi ha lasciata senza parole.

Come si comporterebbe un gruppo di ragazzi, totalmente diversi tra loro, sapendo che la loro vita finirà entro sei settimane?
Un asteroide, Ardor, sta per colpire la terra. Le possibilità di morte sono del 66% e ormai tutti si sono rassegnati.
In una scuola una ragazza, Eliza, documenta su un blog l’agitazione generale, i poliziotti che irrompono nel sistema scolastico per far mantenere la calma ai ragazzi, il licenziamento del preside, il volontariato di Peter.
Peter è un atleta: è bravo a scuola, tiene alla sua famiglia e agli altri. Un ragazzo perfetto con una sorella, Misery, totalmente opposta a lui.
Misery è la fidanzata di Bobo, un ragazzo che “dedica” la sua vita alla droga e ad Andy, il suo migliore amico.
I due ragazzi si conoscono da sempre ma non sono uguali in tutto e per tutto: a volte Bobo spaventa Andy e quest’ultimo va a degli incontri con la psicologa della scuola, Suzie O, per raccontarle ciò che non va nella sua vita.
E’ proprio entrando nell’ufficio di Suzie che scorge Anita piangere… ma perché?
Anita è perfetta, sa già cosa fare del suo futuro ed ha i voti più alti.

Qualunque cosa sia, non ne vale la pena.

E’ questa la frase che Anita si sente dire da Andy… ed è questa la frase che la accompagnerà per tutto il libro.
I voti, capisce, non sono la cosa più importante della vita. Lei vuole cantare, ama la musica.

L’arrivo di Ardor sarà la notizia più tragica del mondo ma unirà questi ragazzi nella stessa karass (“Più persone che operano per uno stesso fine costituiscono una karass.” ) sotto lo stesso cielo, a guardare la stella azzurra e a sfidarla a rubare loro tutti gli anni e tutta la vita che hanno vissuto ed amato.

Anita guardò il cielo, cercò la scintilla implacabile del buon vecchio Ardor e vide che erano impegnati, lei e l’asteroide, in uno scontro di volontà. In quell’istante smise di averne paura, anzi, lo sfidò ad arrivare, sicura che quel sasso non potesse avere fame di morte più di quanto lei avesse fame di vita.
Voto: 9 e mezzo

La principessa che credeva nelle favole – Marcia Grad Powers // Recensione

Per poter amare davvero qualcuno bisogna prima voler bene a se stessi.

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Trama: 

Questa favola ha una protagonista speciale. Perché Victoria è una principessa, ma anche qualcosa di più. Lei è tutte quelle donne che, dopo aver trovato il proprio principe azzurro, scoprono come non è tutto azzurro quel che somiglia al cielo, e che non cè dolore più grande dell’essere ferite dalla persona amata.
Sgomenta, incredula, Vittoria decide di accettare l’invito di uno strano personaggio, lascia tutto e intraprende il viaggio alla scoperta di sé, sul Sentiero della Verità. Lungo il cammino rischia di annegare nel Mare delle Emozioni, è costretta ad attraversare la sconcertante Terra delle Illusioni. A poco a poco impara a distinguere la realtà dai sogni e comprende che una persona può amarne un’altra solo nello stesso modo in cui ama se stessa: con tenerezza e accettazione o con intransigenza e rifiuto. E per quanto sia faticoso abbandonare la strada già segnata e apparentemente più sicura, scopre che è possibile trovare nuove vie, e che ci vogliono sia il sole sia la pioggia per fare un arcobaleno.
Saper sognare è un dono, ma il sogno può diventare una gabbia dorata se per realizzarlo si accettano così tanti compromessi da perdere di vista la felicità. Perché è giusto credere nelle favole. L’importante è saper accettare che la nostra potrebbe essere diversa da quella che abbiamo sempre immaginato.


 

Quante volte si crede che una “cosa” sia amore… ma in realtà è completamente l’opposto?
La principessa che credeva nelle favole vi fa capire come diffidare dalle imitazioni e come impararare a voler bene a se stessi.

Questo libro è per chi ha il coraggio di mettersi in discussione.

Un libro che va dritto al cuore, la storia di un viaggio dentro le emozioni, i sogni e i desideri… oltre che alle paure.

E’ giusto credere nelle favole. L’importante, però, è sapere che la nostra potrebbe essere diversa da quella che abbiamo sempre immaginato!

Voto: 9

 

Geronimo Stilton: Il castello di Zampaciccia Zanzamiao

Ancora un piccolo consiglio per i più piccoli, oggi…
Il castello di Zampaciccia Zanzamiao di Geronimo Stilton!

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Trama:

Geronimo ha una paura folle dei fantasmi! Soprattutto quando si tratta di fantasmi felini, che si aggirano tra le mura di un castello diroccato nella Selva Oscura… Che avventura da brivido!

“Chi ha paura dei fantasmi? Io! Soprattutto quando si tratta di fantasmi felini, che si aggirano in un castello diroccato nella Selva Oscura… ma tra mummie, streghe, pipistrelli e vampiri, alla fine riuscirò a scoprire il bizzarro segreto del castello!”

Dalla Collana Geronimo Stilton di Edizioni Piemme, per la serie Storie da Ridere, con 128 Pagine, ecco un piccolo libro per i più piccoli che, vi assicuro, non li traumatizzerà o terrorizzerà in alcun modo, ma appassionerà tutti.

Potete ancora ordinarlo qui ed è una buona notizia perchè molti dei libri che ho letto da piccola sono usciti fuori catalogo ( tristezza 😦 ).

Buona lettura e al prossimo consiglio libroso 🙂

Libri di sogni: La nostra ultima canzone – S. K. Falls ♥

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Scoprite di più sulla collaborazione cliccando qui: LIBRI DI SOGNI.

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Titolo: La nostra ultima canzone
Autore: 
S. K. Falls
Numero Pagine: 348
Editore: 
Piemme
Prezzo: 
17,50 €

Trama:

Il più grande desiderio di Saylor è ammalarsi, solo così, pensa, chi le è accanto la noterà e le vorrà bene. Ha la Sindrome di Münchhausen, infatti, e ogni scusa è buona per entrare in contatto con germi e malattie. Così, quando il suo psichiatra le consiglia di andare a fare volontariato per i gruppi di auto-aiuto, accetta con grande entusiasmo: per ammalarsi non c’è niente di meglio che passare del tempo in ospedale. Lì Saylor conosce un gruppo di ragazzi, malati terminali, e inizia a frequentarli. Tutto si basa su un equivoco – loro pensano che anche Saylor sia molto malata – ma lei non ha alcuna intenzione di fargli cambiare idea, perché per la prima volta si sente a suo agio con dei ragazzi della sua età. Tra di loro c’è Drew, un ragazzo bellissimo, un musicista, di cui a poco a poco Saylor si innamora. A separarli c’è quella tremenda bugia, Saylor non ha davvero la sclerosi multipla, ma a unirli c’è una forza potentissima, che li spinge a credere di conoscersi da sempre.


La recensione di Cioccolato e Libri:

Poco tempo fa ho recensito Una ragione per amare e mi sono trovata in una situazione in cui amavo il modo di scrivere dell’autrice, la trama e i personaggi ma ero completamente in disaccordo con l’abitudine della protagonista di “subire” qualsiasi maltrattamento senza mai ribellarsi.
Perché ero contraria? Perché secondo me i romanzi catalogati in “young adult” non devono contenere dei pessimi esempi per gli adolescenti.
Purtroppo viviamo in un mondo in cui davvero le persone subiscono maltrattamenti restando zitti, senza ribellarsi, o soffrono di malattie come quella di Saylor e tendono a autoinfliggersi del dolore per attirare l’attenzione di genitori non abbastanza affettuosi. Anche l’autolesionismo, per esempio, adesso è super diffuso e viene criticato ma dietro c’è tanto di più.
Apprezzo il libro perché mi spiega nei dettagli e in maniera profonda quali sono le dinamiche della Sindrome di Münchhausen, ma per lo stesso motivo penso che chi lo ha catalogato come uno young adult abbia sbagliato di grosso.
Io mi immagino una tredicenne che ha dei disturbi repressi già di suo e prende in mano questo libro, ci trova una perfetta guida per come farsi del male e la usa a suo piacimento.
E’ vero che bisogna usare qualsiasi espediente per scrivere un libro e per poi venderlo, ma è vero anche che se io avessi avuto voglia di farmi venire un ascesso, un’intossicazione alimentare, dei buchi nello stomaco ecc dopo questa lettura avrei saputo come fare.
Il libro è veramente bellissimo, sincero, crudo, scritto bene e i personaggi sono PURTROPPO reali. Perché dico purtroppo? Perché i genitori di Saylor l’abbandonano a se stessa da quando è nata, la fanno sentire sola ed esclusa, non sono per niente perfetti.
Tutto questo causa la sindrome in questa ragazza, delle assurde manie di protagonismo e fanno sì che la trama si sviluppi.
A proposito della trama posso dirvi che inizialmente ero sempre rimandata a Colpa delle stelle, un po’ per gli incontri nell’ospedale e un po’ per il protagonista maschile, Drew, che soffre di una malattia che non lo fa camminare bene.
Ci scontriamo con AIDS, tumori e altre malattie rare comunque terminali. L’unica a stare “bene” è Saylor, ma lei finge di avere la sclerosi multipla.
Come si evolverà la cosa? Sappiamo tutti che prima o poi la verità salterà fuori, lo sa anche lei. Ma come la prenderanno le persone che le stanno intorno? Quei ragazzi hanno una forza che non è paragonabile a nient’altro al mondo e dobbiamo sempre avere un pensiero per chi in quelle condizioni ci sta sul serio, non nelle pagine di un libro o nei film in televisione.
La vita è crudele e la gente soffre… e forse è proprio per questo che Saylor, che finge di essere malata o pagherebbe per avere il cancro, non è il massimo in tema di “sensibilità”.
Soffre pur sempre di una sindrome, capiamola.
Nonostante tutto quello che vi ho detto prima, per me questo libro è un voto 8 per come è costruito… ma non sono d’accordo con la sua collocazione nel genere young adult e con il pessimo esempio che può dare agli adolescenti.


La recensione di Sognatrice Interrotta:
Il blog: http://www.sognatriceinterrotta.blogspot.it

Questa storia vi potrà ricordare “Colpa delle Stelle” e altri cloni usciti successivamente e infatti per la maggior parte del libro sarà così. Purtroppo questa lettura ha un punto molto debole e qui entra in scena la protagonista. Fin qui nessuna novità. Sono quasi tutte insopportabili. Il fattore negativo è come si presenta questa protagonista. Saylor soffre della sindrome di Munchhausen e nella sua testa scatta qualcosa che la porta a far di tutto per ammalarsi e avere l’attenzione degli altri tutta su se stessa. Il modo in cui si parla di questa malattia è sbagliatissimo perché l’autrice ha deciso di scrivere alcuni modi in cui Saylor andrà incontro a febbre, vomito e altro. Sapendo che questo libro è un young adult, non credo giusto che il “giovane pubblico” abbia così libero accesso a certe informazioni pericolose. Questa ragazza, inoltre, manca di rispetto ai veri malati e qui non si parla di virus stagionali ma cancro, aids e altre sindromi non molto diffuse. I genitori della ragazza sono un pessimo contorno, soprattutto per il loro “guardare” essendo coscienti del problema della figlia senza far niente. I ragazzi malati che conosceremo sono i personaggi più interessanti, in particolare Drew, che fin da subito mi ha portato a percepire verso i suoi confronti molta tenerezza. Questa storia non è scritta male anzi è molto scorrevole e anche lo stile ci porta a leggerla molto velocemente. Un punto positivo anche sulla costruzione di tutte le vicende e il susseguirsi dei fatti che ci porta in una storia d’amore leggermente diversa. Il grande punto dolente è la superficialità con cui si affrontano certi argomenti e il messaggio negativo per i giovani. Personalmente non lo consiglio anche se entra a far parte del lungo filone di libri in cui l’amore e la malattia sono intrecciate.

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