Il club delle ricette segrete – Israel Andrea & Garfinkel Nancy // Recensione

12038140_877242309026731_2118346142083496120_n

La cucina è invasa dal profumo del caramello e delle mandorle tostate. Val e Lilly ce l’hanno quasi fatta. Basta aggiungere l’ultimo ingrediente, raro e segreto, ed ecco che i cioccolatini sono pronti, perfetti per addolcire un primo appuntamento, stuzzicare un bacio o suggellare un’amicizia. Proprio come quella tra Val e Lilly, amiche per la pelle fin da bambine, eppure così diverse. La prima, seria e timida, da sempre soffocata da una famiglia opprimente, e la seconda, estroversa e sicura di sé, che vive all’ombra di una madre bellissima e di un padre distante. Opposte, ma unite dalla comune passione per la cucina, che le accompagna sin dalla nascita della loro amicizia. Ma c’è un segreto di cui nessuna delle due è a conoscenza. Una menzogna insopportabile che aleggia inconfessata tra le loro famiglie e con il tempo si farà sempre più insostenibile, fino a dividerle per sempre, imprigionandole in un silenzio duro come la pietra. Ma adesso forse qualcosa può essere salvato. Recuperare è ancora possibile. Per farlo, Val e Lilly devono mettersi di nuovo alla prova. Devono trovare la ricetta mancante, scoprire la verità su ciò che le ha divise così a lungo. E decidere se potrà rovinare per sempre la loro amicizia o farla rinascere. Stampato in proprio dalle autrici, il romanzo ha raccolto un grande successo grazie al passaparola tra i lettori. Una storia di amicizia e tradimento, forza e speranza, menzogna e redenzione che sancisce il potere eterno della magia del cibo e dell’amore.


Questo non è uno di quei libri di cui faccio recensioni positive.

Ho finito questo libro da poco, credo due giorni, e quindi il mio sconcerto è ancora abbastanza fresco, non è per niente sbollito, il che mi porta a parlare di sensazioni molto più amplificate.

Io ho sempre amato gli Elefanti Bestseller di Garzanti, provo un amore incondizionato che mi porta a sbavare su ognuno di essi appena li vedo. Di solito li guardo, ci penso un po’ e alla fine li compro.
Inutile dire che con questo c’è stata un’immensa DELUSIONE.

Le pagine si dividono in lettere scritte da due amiche, che si sono perse di vista e cercano di ritrovarsi, e ricette di qualsiasi tipo.
Ah, ok. Interessantissimo.

Quello che sto dicendo vi deve preoccupare per un semplice motivo: il mio blog si chiama “Cioccolato&Libri” e il motivo, ovviamente c’è. Non è solo che amo il cioccolato, è proprio che mi piace mangiare. Cucinare no, non mi piace affatto, ma quando vedo una ricetta cerco sempre di propinarla alla mia mamma (invano, perché non mi cucina mai nulla). Leggendo questo libro non mi è venuta assolutamente voglia di dare una ricetta a mia madre o scriverla nella sua agenda di raccolta, non mi è venuta voglia di immedesimarmi nella storia di queste due amiche che cercano di riconciliarsi e, in certi punti, non ho neanche capito bene la trama.
In realtà il prima, i motivi delle liti e il passato delle famiglie di entrambe non sono affatto spiegati chiaramente quindi è tutto un “cercare di capire”.

Questo libro per me è stato un totale flop… voto: 6 e mezzo.

 

 

Le bambine che cercavano conchiglie – Hannah Richell // Recensione

Il mare in tempesta si infrange sulle coste frastagliate del Dorset. In alto, su una scogliera impervia, si erge una splendida casa colonica dai muri bianchi. Clifftops. Il posto che una volta Dora chiamava casa.
trasferimento

Da dietro le ampie finestre le sembra ancora di sentire risuonare le risa di sua sorella Cassie, il rumore delle loro corse da bambine gioiose. Adesso l’edera avvolge le antiche mura della magione dei Tide in un viluppo di silenzio, polvere e segreti. Dora è fuggita da tutto questo, schiacciata dal peso di una colpa inafferrabile come il vento, ma che si è insinuata nelle fibre del suo essere in profondità. E non le fa dimenticare quella lunga e calda giornata d’estate di tanti anni prima. I giochi alla ricerca di conchiglie, i nascondigli tra le rocce e quella piccola, fatale distrazione che ha distrutto un’intera famiglia. Da allora Cassie non le vuole più parlare e le due sorelle si sono allontanate irrimediabilmente. Ma oggi Dora non può più fuggire, il soffio di una nuova vita respira dentro di lei e per amore del suo bambino deve ritrovare i pezzi perduti della sua vita. Perché dietro il massiccio portone di Clifftops ci sono due occhi pieni di accuse ad attenderla, gli occhi di una donna che dovrebbe amarla, ma che da sedici anni sembrano covare solo risentimento. Gli occhi di sua madre. Dora deve trovare il coraggio di affrontarli una volta per tutte.

Cosa è successo tra Cassie e Dora? La domanda divora il lettore.
Personalmente mi sono sentita parte della famiglia di queste ragazze, la scena di un suicidio che apre il libro mi ha completamente rapita e non mi sono più staccata dalle pagine. Ma non è tanto il suicidio il centro della storia quanto una sparizione. Una sparizione separerà queste due sorelle. Ma chi sarà a sparire?
E perché questa cosa, lentamente, logorerà dentro tutta la famiglia?

Straconsiglio questo libro a tutti, davvero. Fa capire l’importanza dei momenti, anche più banali, perché un attimo di distrazione in cui tutto sembra andare bene si può trasformare in tragedia. 

Recensione: Come gocce di sale e di vento – J.Courtney Sullivan

Il mio primo Elefanti Bestseller ( Edito Garzanti ) mi aveva particolarmente colpita grazie alla sua fantastica copertina.
Ci hanno sempre insegnato che non si giudica un libro dalla copertina, e non potrei essere più d’accordo, ma a volte a copertine belle sono associate belle storie… e sono ovviamente stata molto contenta che questo sia stato il caso.
IMG_20140502_234051

Let’s talk about…

Come gocce di sale e di vento.

Il cottage di pietra e legno si erge solitario su una spiaggia sabbiosa incuneata nella costiera rocciosa del Maine. E’ giugno, l’oceano scintilla sotto il sole e, come ogni anno, le donne della famiglia Kelleher si riuniscono a Cape Neddick per le vacanze. Ora che la vita le ha separate, questo luogo un po’ magico è l’unica cosa che le unisce. Perché nessuna di loro ha voglia di vedere le altre. Eppure non si può mancare. Tornare è solo un dovere per Kathleen, la pecora nera della famiglia, che più di tutti teme il confronto con la madre Alice, il suo sguardo giudicante, le accuse velate. Per Maggie, la figlia trentenne di Kathleen, il cottage è invece solo una fuga temporanea, per non dover ammettere, forse nemmeno a se stessa, di essere incinta. Ad aspettarle lì, immutabile come sempre, nonna Alice, una donna dura, dalle grandi contraddizioni, dedita alla chiesa ma anche ai suoi Martini cocktail. Quest’anno, però, Alice non può più ignorare una notte di tanti anni fa che non ha mai raccontato a nessuno, un segreto che la tormenta e che potrebbe tramutare un vento troppo forte in tempesta, distruggendo tutto, forse anche l’istinto irrazionale che spinge le donne Kelleher a tornare ogni anno nel Maine.

All’inizio, non voglio dirvi una bugia, questo libro mi sembrava pesante. L’ho letto che avevo appena compiuto diciassette anni quindi ero abbastanza grande da capire il significato profondo che aveva questo libro, però non riuscivo a portarlo avanti. In quel periodo mi è stato affidata come compito per Pasqua la lettura di due libri di Shakespeare e quindi l’avevo lasciato da parte, quando l’ho ripreso non mi sono più staccata. E’ una storia che ti tortura, che ti rende partecipe e che fino alla fine da colpi di scena che fanno mancare il fiato. Io ho adorato la nonna Alice, è veramente fantastica, come anche la nipotina Maggie. Della perfetta nuora di Alice, di cui non ho parlato nella trama, possiamo osservare le debolezze ben mascherate per paura di essere giudicata. Kathleen invece conduce una vita “alla giornata” e sembra essere più che contenta così. Ognuno di loro ha i propri pregi e difetti ma sono una famiglia. Riusciranno a capirlo?