Recensione: Il solito, normalissimo caos – Sharon Creech

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Trama:

Quando Mary Lou viene a sapere che come compito delle vacanze le toccherà scrivere un diario, la cosa non le piace affatto. Ma poi, a poco a poco, ci prende talmente gusto da riempire ben sei quaderni! Il che in fondo non è difficile, con la famiglia che si ritrova: un padre e una madre tremendamente pasticcioni e quattro fratelli scatenati. Se a tutto questo si aggiungono le prime pene d’amore, i bisticci con un’inaffidabile “migliore amica” e gli esilaranti commenti all’Odissea, lettura estiva consigliata dalla scuola, bisogna dire che il materiale non manca. Ma il vero pezzo forte del diario (e dell’estate) è il mistero che circonda il cugino Carl Ray, ospite inatteso che finirà per lasciare tutti di stucco.


 

Mary Lou Finney scopre di dover scrivere una “cronaca” estiva. Non conosce neanche il significato di “cronaca”, come farà a scriverne una? Eppure, pian piano, ci riesce.
Comincia dalle cose più banali, per esempio i litigi con la sorella, i pasticci del fratellino più piccolo, il fatto che il cugino Carl Ray debba andare a vivere da loro…
Un momento, quest’ultima cosa non è tanto banale.
Carl Ray è un cugino che vive lontano da loro, senza elettricità e senza telefono. Scrivono ancora lettere ed il loro bagno è senza finestra, con i buchi nei muri per far entrare la luce (questa cosa Mary Lou la sperimenterà sulla sua pelle).
Un cugino silenzioso e misterioso, che risponde con versi strani e cerca lavoro senza trovarlo.
Poi un giorno, improvvisamente, Carl Ray riesce a farsi assumere dalla ferramenta del vicino di casa di Mary Lou. Tutti festeggiano, ma la gioia dura poco… Scoprirete perché leggendo il libro!
Intanto la sorella di Mary Lou, Maggie, trova continuamente modi per evadere dalle punizioni dei suoi genitori. Ha diciassette anni ed esce con il suo fidanzato, torna a casa sempre oltre il coprifuoco e, quando glielo fanno notare, sostiene che tutti le stiano rovinando la vita.
La migliore amica di Mary Lou, Beth Ann, subisce un cambiamento radicale durante i mesi estivi. Da ragazza logorroica che descrive anche i momenti in cui fa la pipì, diventa silenziosa e tiene per sé i dettagli del suo nuovo fidanzato. Mary Lou è gelosa: non tanto perché Beth Ann ha un fidanzato, ma perché le tiene nascosti tutti i dettagli.
Così, quando Mary Lou trova a sua volta un ragazzo, non parla di lui a Beth Ann.
Ne parla solo al suo diario… peccato che esso debba essere letto da un insegnante!
Pene d’amore, pasticci familiari, tragedie ed un grande mistero intorno al cugino Carl Ray: sono questi gli elementi che ci prenderanno per mano durante la lettura di questo libro.

Bellissimo e perfetto soprattutto per i mesi estivi che stanno per arrivare.

Voto: 9

Recensione: Lo strano caso dell’orso ucciso nel bosco – Franco Matteucci

Buongiorno a tutti,

oggi vi parlerà di un libro di Franco Matteucci, il quarto della serie di indagini dell’ispettore Santoni, che mi è stato gentilmente inviato dalla CE Newton Compton.

Non ho mai letto i tre libri precedenti, ovvero “Il suicidio perfetto”, “La mossa del cartomante” e “Tre cadaveri sotto la neve”, ma non ne ho sentito la mancanza dedicandomi direttamente al quarto volume “Lo strano caso dell’orso ucciso nel bosco”.

Questo libro sarà in uscita in libreria il 17/03/2016.

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Una nuova straordinaria indagine dell’ispettore più amato dagli italiani 
Un corpo senza vita giace sulla neve nell’apparente tranquillità del bosco. Accanto al cadavere, sul tronco di un albero, è stato inciso un cuore con all’interno il nome della vittima e una lettera greca. L’assassino ha lasciato la sua firma, un segno destinato a ripetersi e a seminare il panico tra i vicoli del paesino di montagna. L’ispettore Santoni, però, non riesce a indagare con la sua solita lucidità. Qualcosa – qualcuno – offusca la sua mente investigativa. E intanto il crimine continua a spandersi come una macchia di sangue, lentamente ma inesorabilmente. Gli abitanti di Valdiluce hanno paura: la loro cittadina, che una volta era un posto tranquillo e rilassante, rischia di trasformarsi nella tana di un pericoloso serial killer. Il tempo stringe per Marzio Santoni: stavolta in gioco c’è la vita di tutta la valle…

Una lettera greca
Un corpo senza vita
Un thriller geniale


 

Quando ho iniziato a leggere questo libro ho pensato “Mmm, ma parla di un orso?”… poi il pensiero è andato via con la stessa velocità con cui era arrivato.
Non è solo l’orso il protagonista, ma anche tutti quelli che saranno uccisi dopo di lui.

Questo libro si presenta come un giallo, o come un thriller (dipende come ci piace chiamarlo) e si concentra moltissimo sulle deduzioni dell’ispettore Santoni e dei suoi collaboratori.
Possiamo subito assistere all’omicidio di un orso, la “mascotte” della città, e dei suoi tre piccoli. Un team di persone dotate di un ottimo intuito e di una professionalità esemplare comincerà ad indagare sulla morte dell’orso. Come è morto? L’autopsia rivela che è stato avvelenato.
E come lui, anche delle persone.

Chi può essere stato? E, soprattutto, perché uccidere un orso?
Da lì parte una fitta rete di misteri, reati e omicidi da cui non sarà facile uscire.

Un romanzo che appassiona (nonostante i gialli non siano il mio genere preferito) e fa stare col fiato sospeso.

Chi sarà l’assassino?
Non lo scoprirete facilmente.

Voto: 7 e mezzo

Da oggi in libreria: Al centro dell’universo – Morgan Matson

Il 17 maggio 2015 scrissi la recensione di “Noi due ai confini del mondo“, un libro pieno di emozioni, uno young adult con i fiocchi e, soprattutto, un romanzo on the road che mi aveva fatto sognare di mettermi in macchina e partire.
Quest’ultima cosa che ho scritto rimarrà sempre e solo nella mia fantasia, essendo io totalmente negata alla guida, ma si sa che si legge proprio per questo: per fantasticare.
Da maggio ho aspettato con ansia che uscisse in Italia anche il secondo famoso romanzo di Morgan Matson, intitolato in lingua originale “Since you’ve been gone“, e il giorno è finalmente arrivato.

Da oggi trovate in libreria “Al centro dell’universo“, che io ho letto in anteprima per voi.

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Emily ha deciso di correre qualche rischio per trascorrere l’estate più travolgente della sua vita. Prima di Sloane, Emily non andava alle feste, parlava a malapena con i ragazzi, non aveva mai fatto niente di folle. Ma Sloane, un vero e proprio “tornado sociale”, è la migliore amica che si possa avere e l’ha tirata fuori dal suo guscio. Eppure, poco prima di quella che doveva essere un’estate epica, Sloane… scompare. Lascia solo una misteriosa lista con tredici cose, alquanto bizzarre, che Emily dovrà fare. Per esempio: “Cogli le mele di notte”. Va bene, abbastanza facile. “Balla fi no all’alba”. Perché no? “Bacia uno sconosciuto”. Che cosa?! Ma senza Sloane, Emily potrà farcela? Chissà cosa succederà, con tutta un’estate davanti e l’inaspettato aiuto dell’affascinante Frank Porter…

Titolo: Al centro dell’universo
Autrice: Morgan Matson
Casa Editrice: Newton Compton Editori
Pagine: 384
Prezzo: 12€


 

Sloane è andata via. Emily è abituata ad improvvise partenze della sua amica, ma è anche abituata a vederla tornare. Questa volta, però, non succede.
L’unica cosa che rimane ad Emily è una lista che la sua amica Sloane le ha spedito, una lista di cose folli. La sua migliore amica vuole che le faccia tutte perché, da quando la conosce, Emily non ha mai avuto il coraggio di osare.
Vittima un po’ dell’essere amica di una ragazza tanto fantastica da metterla in ombra, Emily non ha mai creduto di poter brillare di luce propria… piuttosto di prendere tutti i riflessi di Sloane.
Quindi, quando si ritrova sola, che fa?
La lista vuole che lei baci uno sconosciuto, che abbracci qualcuno di nome Jamie, che baci uno sconosciuto, che rubi qualcosa e ci sono tanti altri punti che non voglio svelarvi.
In realtà la particolarità degli young adult di Morgan Matson rimane sempre la stessa del primo libro: c’è una storia d’amore, ma non se ne parla minimamente.
Nel libro “Noi due ai confini del mondo” abbiamo un ragazzo e una ragazza che viaggiano in macchina, ma non è quella la cosa fondamentale (niente 50 sfumature di grigio, e neanche qualcosa di più soft, per intenderci), in “Al centro dell’universo” accade lo stesso.
Questo non significa che non ci ritroviamo ad adorare i personaggi.
Emily, in questa estate completamente diversa da quella che aveva immaginato, conoscerà Frank, Collins e Dawn… e poi, cosa succederà?

Adoro questa autrice, non mi stancherò mai di leggere i suoi libri!

Voto: 9 e mezzo

P.S. Se avevate adorato le playlist di “Noi due ai confini del mondo”, potete stare tranquilli! CI SONO PLAYLIST ANCHE QUI!
PLAYLIST! PLAYLIST! PLAYLIST!

 

Recensione: Il compagno di banco – Simon Rich

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Trama:

Seymour Herson studia alla Glendale Academy, un’esclusiva scuola di Manhattan frequentata da ragazzi facoltosi dell’East Side. È timido, goffo, non ha amici e i compagni lo prendono continuamente in giro. Ma la sua vita è destinata a cambiare con l’arrivo di Elliot Allagash, il rampollo di una famiglia miliardaria, espulso già da diversi istituti per il suo comportamento indisciplinato. Elliot ha tutto ma è tanto annoiato e allora… decide di dedicarsi a un nuovo hobby: trasformare uno sgorbio umano nel ragazzo più popolare della scuola! Con l’aiuto dei soldi di Elliot e delle sue diaboliche strategie, Seymour impara a giocare a basket, diventa rappresentante di classe ed elimina uno dopo l’altro i suoi nemici. Ma la rete di menzogne in cui si è cacciato è fitta e ingarbugliata e uscirne non sarà affatto facile come pensava. Ironico, diretto, graffiante, Rich costruisce un romanzo d’esordio pieno di scoppiettanti colpi di scena in cui il divertimento è assicurato.


Che libro!
La cosa positiva, e più importante, di questo libro è che non ne puoi trovare uno identico, con una trama uguale o simile: è unico nel suo genere.
Simon Rich, con “Il compagno di banco”, ha fatto un bellissimo esordio… e ho troppa voglia di leggere qualcos’altro che sia uscito dalla sua penna d’oro.

Questa è la storia di due ragazzi di quattordici anni, Seymour e Elliot, che non potrebbero essere più diversi.
Lo stesso Seymour, cominciando a raccontare la storia, si stupisce che Elliot sia diventato il suo migliore amico.
Il primo è lo sfigato di turno, per niente atletico, asociale e bevitore di cartoni di latte al cioccolato.
Il secondo è totalmente superficiale, aiuta Seymour nella sua scalata al successo per noia, ha un taccuino nero sul quale segna i nomi dei suoi nemici e le vendette che attua nei loro confronti e passa il tempo a bere alcolici.
I piani di Elliot sono veramente geniali, mi sono davvero stupita della sua inventiva troppo divertente, e lo stesso sono i piani di suo padre, Terry.
Certo, perché Elliot non è mica diventato tale da solo.
Suo padre è ricco, perché gli antenati degli Allagash, a quanto pare, hanno inventato la carta, e passa il tempo a fare cose del tutto prive di senso: fa scrivere libri agli autori, li legge e poi li brucia; compra dipinti da pittori esponendoli nel suo museo personale, ma alla sua morte verranno distrutti; ha la folle ossessione di vincere sempre anche se non gliene può fregare di meno del titolo per il quale concorre.
Quest’ultima cosa è decisamente ereditaria.
Perché dico questo? Elliot vuole trasformare Seymour e, inizialmente, gli fa passare tutti i pomeriggi ad allenarsi per diventare un ottimo giocatore di basket. Quando quest’ultimo entra in squadra, che fa Elliot? Gli fa mollare la squadra. Certo, perché l’importante non è giocare a basket, è dimostrare che sa farlo.
Il libro è una continua salita al successo, comportamenti bizzarri, cinismo e superficialità.
E’ così contorto da risultare, a volte, irreale.
Ma è così meraviglioso che lo consiglio a tutti!

Voto: 9

 

Recensione: Nonostante tutto, ti amo ancora – Samantha Towle

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Titolo: Nonostante tutto, ti amo ancora
Autrice: Samantha Towle
Casa Editrice: Newton Compton Editori
Prezzo: 9,90€
Pagine: 320

Trama:

Mia Monroe sta scappando. Da una persona che le ha fatto del male. Da un passato che vuole tenere nascosto. Non ha più fiducia nel futuro.
Jordan Matthews ama le cose facili. Le donne facili. La vita facile. Poi incontra Mia. Lei è a pezzi e ha sulle spalle il peso più grande che una persona possa sostenere. Ma più Jordan conosce Mia, più si ritrova, per la prima volta nella sua vita, a volere con tutto se stesso qualcosa… qualcuno… lei. E allora la vita non è più così facile. Jordan è tutto ciò che Mia non dovrebbe volere. Un ragazzo poco raccomandabile, arrogante, con un passato da giocatore d’azzardo e un presente da cinico donnaiolo. Eppure Mia se ne innamora. E allora il passato da cui cercava di fuggire sembra raggiungerla…


 

Questo libro è stato un omaggio della Casa Editrice Newton Compton Editori, quindi diciamo che forse io non lo avrei acquistato.
Il motivo è semplice: senza averlo letto, senza sapere come fosse scritto, sapevo di aver letto molti libri con trama simile e quindi non volevo cadere nella monotonia. Essendo stato, però, un omaggio è entrato a far parte della mia collezione librosa… e quindi non mi costava nulla leggerlo.

Le prime pagine, come avevo sospettato, mi hanno inevitabilmente portata a “Una ragione per amare” di Rebecca Donovan (sempre edito Newton Compton Editori).
Mia viene maltrattata dal padre, che muore, e in seguito dal suo fidanzato. Ha passato tutta la vita, e dico tutta, a sottostare al padre (anche dopo essere diventata maggiorenne ed essersi iscritta ad Harvard). Il padre muore e, come in una sorta di circolo vizioso, ecco che si trova un fidanzato ancora più violento di suo padre.
Invece di denunciare la cosa alle autorità, che sarebbe un ottimo esempio per le ragazzine che nella vita reale DAVVERO subiscono maltrattamenti, resiste fino a quando questo fidanzato scimmiesco non cerca di violentarla. A quel punto lei dice “non mi farò togliere anche questo briciolo di dignità che mi è rimasto” e decide di scappare.
In realtà ha appena scoperto che sua madre non è morta, bensì è scappata. Aveva un marito violento, come abbiamo potuto appurare, e ovviamente ha lasciato la figlia la con lui ed è scappata. E Mia cosa fa? La vuole trovare.
Io come minimo le avrei detto “crepa”, o qualcosa del genere, ma Mia ama farsi del male.
Scappa e arriva in un Hotel (tutto questo nei primi capitoli) dove incontra Jordan.
Io ve lo dico: lo odio.
Jordan è tutto ciò che non cerco in un fidanzato: assolutamente scurrile in ogni frase che dice, non ragiona col cervello ma con un altro organo e pensa continuamente a una cosa.
Ovviamente arrivata Mia l’esistenza di quest’uomo sarà sconvolta, cambierà radicalmente, come se il vecchio lui non fosse mai esistito.
Adesso… Io giuro, non ce l’ho con la trama. È un libro, quanti ne ho letti così? Tantissimi, ma con un personaggio maschile così odioso non ne ho mai trovati.
In “Una ragione per amare” almeno il fidanzato era carino, cercava di aiutarla ed era UMANO. Questo Jordan è veramente odioso… non trovo altre parole.
La metà del tempo avrei voluto togliergli la possibilità di pensare.
Il problema è che il libro è narrato dal punto di vista di Mia e da quello di Jordan.
Quello di Mia leggibile, per carità, la scrittrice è brava, le frasi hanno senso, il dolore della ragazza è palpabile e i suoi bollenti spiriti sono assolutamente in linea con tutti i libri che mi capita di leggere ultimamente… ma Jordan…

Viste le tantissime recensioni positive di questo libro, è chiaro, ormai, che le letture piacevoli sono soggettive (non faccio che ripetervelo), però se vi siete trovati in linea con alcune mie recensioni precedenti e, magari, avete pensato che abbiamo gli stessi gusti… non penso di consigliarvi la lettura di questo libro.

Il voto è 6 ( e credo sia il più basso che abbia mai dato, fino ad oggi) e il libro raggiunge la sufficienza solo perché, ripeto, è scritto bene. La mia opinione negativa è assolutamente per il personaggio maschile che ha creato. Cara Samantha, mi rivolgo a te, veramente ti piacciono i tipi così?

Da oggi in libreria: La libreria dei desideri – Claire Ashby

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Meg Michaels, giovane proprietaria di una libreria, si sta leccando ancora le ferite per aver chiuso, una dopo l’altra, due storie con due uomini sbagliati. Durante una festa a casa di amici conosce Theo Taylor, un medico dell’esercito in congedo, che per puro caso scopre il suo segreto: Meg è incinta. Theo è stato ferito in guerra e sembra un tipo scontroso e orgoglioso, ma nasconde in realtà un lato dolce, discreto e premuroso. Tra i due, giorno dopo giorno, nasce un legame strano, fatto di dettagli e confessioni, di comprensione… e di una straordinaria attrazione fisica che coglie entrambi di sorpresa. Tra uno scaffale da riordinare, una pila di bestseller da spolverare e una vita che nasce, Meg sarà capace di darsi di nuovo la possibilità di essere felice?

Data di uscita: 4 febbraio 2016
Prezzo: 12,00€


 

C’è qualcuno, su questo blog, che ha amato il romanzo “Io prima di te“?
Ho letto la prima pagina e mi sono ritrovata con le stesse sensazioni che avevo leggendo quel romanzo.
Con “La libreria dei desideri” conosciamo Meg, ragazza incinta senza marito ne fidanzato, che può contare solo sull’aiuto di suo fratello Steve, della sua amica Ellie, anche lei incinta, e del marito di Ellie, Jack.
Nel primo capitolo Meg conosce Theo, il fratello di Jack, che è stato in guerra e, oltre a portare le cicatrici sul corpo e nell’anima, non ha più una gamba.
Theo odia essere guardato con pietà, odia la compassione, odia se qualcuno cerca di fare le cose per lui. Meg lo sa e lo tratta esattamente come vuole lui: come una persona normale.
Lei è incinta, lui non ha una gamba. Come possono, questi due individui, essersi utili a vicenda?
In realtà non ci stupirà scoprire che saranno più utili gli aiuti che si danno tra di loro, di quelli degli amici.
Meg e Steve sono gemelli ed entrambi non sono cresciuti con una mamma. Il padre li ha allevati, si è risposato con Nina ma Meg non riesce a creare un rapporto con lei. In realtà si vergogna di dire a chiunque che è incinta, lo tiene nascosto finché la pancia non lascia più dubbi e si rende conto, dopo aver dato la notizia, che lei non ha mai avuto una mamma esemplare affianco e mai l’avrà.
Non significa che non potrà essere una brava mamma per il proprio figlio, però.
E se anche il padre della creatura che porta in grembo non vuole saperne nulla, non significa che le cose andranno per forza male.
Meg ha Theo, lui non scapperà come tutti gli altri uomini della sua vita e, soprattutto, come sua madre.

Voto: 9

Veramente bellissimo!

 

 

Opinioni senza spoiler: Il bacio dell’ombra (L’accademia dei vampiri #3) – Richelle Mead

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Ho parlato del primo capitolo della saga qui –> L’accademia dei vampiri <– (quindi tutto ciò che riguarda trama iniziale e libri che compongono la saga si trova in quell’articolo) e del secondo capitolo qui -> Morsi di ghiaccio. L’accademia dei vampiri #2 <- (articolo rigorosamente privo di spoiler.

Oggi siamo qui per parlare del terzo capitolo di questa saga, Il bacio dell’ombra, che a mio parere è stato leggermente migliore del secondo.
Per me hanno avuto tutti il massimo dei voti, fino ad ora, ma scopriamo insieme le caratteristiche di questo libro, in confronto al secondo.

  1. Il rapporto tra Rose e Lissa:
    nel secondo libro mi ero “lamentata” del fatto che la storia non fosse più concentrata sul legame tra Rose e Lissa (come invece lo era stato nel primo) e che le due amiche riuscissero a stare insieme veramente per poco tempo. In questo libro, invece, halleluja, torna l’importanza del legame tra Lissa e Shadow Kiss Rose e di come esso consumi letteralmente l’una o l’altra ad ogni minimo uso dello Spirito.
    Inoltre vediamo anche le “conseguenze” del ritorno in vita di Rose, che apprendiamo già dal primo libro ma non analizziamo abbastanza fino al terzo.
  2. Scrittura:
    nel secondo libro mi ero “lamentata” (di nuovo) del fatto che a volte la scrittrice era come se si dimenticasse di ciò che aveva già spiegato in precedenza. Se nel secondo libro siamo accolti da un prologo che ci fa il riassunto del libro precedente, questo nel terzo libro non succede ma ci sono comunque le spiegazioni di determinate cose.
    A questo punto penso che l’autrice lo faccia di proposito, tende a rispiegare le cose per qualcuno che magari si approccia per la prima volta alla saga, per non dare loro problemi nel comprendere le situazioni… diciamo che non si comporta come il resto degli autori di saghe fantasy che ti “costringono” a leggere tutti i precedenti.
    Comunque, secondo me, chi non legge i precedenti si perde moltissimo!
  3. Lati positivi generali:
    Finalmente in questo libro, come ho già detto, vediamo le conseguenze reali del legame tra Rose e Lissa, degli sviluppi nel rapporto tra Rose e Dimitri, il motivo della presenza di Adrian (un personaggio che appare nel secondo libro) e cosa significherà per Rose diventare un guardiano e uccidere degli Strigoi.
    La trama è sempre differente, non si ripetono mai gli stessi avvenimenti e al lettore viene da pensare che all’interno dell’Accademia non ci si annoia mai… e infatti io questi libri li sto divorando!
    Ci metto un giorno a finirli e le pagine non sono affatto poche.
    Rose si riconferma la mia protagonista di fantasy preferita fino ad oggi.
  4. Lati negativi generali:
    Anche in questo libro la cara, carissima, Richelle Mead mi ha spezzato il cuore.
    Ora mi chiedo se la donna ci provi gusto… perché io no!
    Come hai potuto fare una cosa simile? DOPO quello che mi hai fatto passare nel due, ti ripeti nel tre e in maniera anche peggiore?
    Ogni libro meno dieci anni di vita.

 

Continuerò la saga? Assolutamente sì.

Un bacione!

Opinioni senza spoiler: Morsi di ghiaccio (L’accademia dei vampiri #2) – Richelle Mead

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Ho parlato del primo capitolo della saga qui –> L’accademia dei vampiri <– quindi tutto ciò che riguarda trama iniziale e libri che compongono la saga si trova in quell’articolo.
Per questo romanzo, invece, non vi metterò la trama e non vi dirò cosa succede nella recensione personale: mi limiterò a parlarvi in linea generale di lati positivi e negativi, emozioni e differenze di scrittura dal primo romanzo.

In parole povere: non voglio fare spoiler!

Dividerò questa recensione in punti:

  1. Il rapporto tra Rose e Lissa:
    nel primo libro Rose e Lissa sono inseparabili, lo dico nella recensione e si evince dalla trama, in questo invece non è propriamente così.
    Non so dirvi se ho apprezzato o no questa cosa perché Lissa è messa un po’ in secondo piano rispetto a Rose. Ok, Rose è la voce narrante e io la adoro perché è la protagonista più simpatica che io abbia mai conosciuto, ma anche Lissa ha i suoi lati interessanti. Spero che nel terzo siano di nuovo sottolineati a dovere.
  2. Scrittura:
    A volte, devo dire, Richelle Mead sembrava scordarsi delle sue stesse parole.
    Vi faccio un esempio per farvi capire meglio.
    Capitava che Rose, al posto della scrittrice, dovesse spiegare a noi lettori qual è la gerarchia Moroi, Dhampir e Strigoi e come funziona tra loro. Questa cosa la scopriamo già nel primo libro ma l’autrice sente il bisogno di rispiegare e lo fa esattamente come nel primo libro. Come se non bastasse fa una specie di riassunto del libro precedente e non solo nel prologo: a volte mentre parla di personaggi che abbiamo conosciuto nel primo libro si comporta come se, per noi, fosse la prima volta in cui li vediamo.
    Non so se è stata una cosa volontaria ma è come se l’autrice avesse voluto rendere questo libro adatto ad essere letto senza il precedente… non ha l’impostazione di molte saghe che ho letto in passato che necessitano dei precedenti e dei successivi.
  3. Lati positivi generali:
    In questo libro cambiano le ambientazioni, cambiano le relazioni tra i personaggi che abbiamo conosciuto nel primo libro (chi si odia si ama e viceversa) e ne conosciamo di nuovi. Ci sono risvolti amorosi interessanti per Rose tra le vecchie e nuove conoscenze ed anche dal punto di vista personale, con alcuni parenti.
    In più Rose finalmente farà un passo importante che tutti noi aspettavamo dal primo libro… ma non sarà così semplice infatti…
  4. Lati negativi generali:
    Richelle Mead mi ha spezzato il cuore.
    Non dirò altro ma le mie lacrime hanno parlato per me.

 

Continuerò la saga? Assolutamente sì!
E dovreste farlo tutti.
Un bacio :*

Recensione: Raccontami di un giorno perfetto – Jennifer Niven

Raccontami di un giorno perfetto, in originale “All the bright places“, ha vinto il ” BEST YOUNG ADULT FICTION 2015″ su Goodreads.

Questo, e le opinioni contrastanti, mi hanno spinta a leggerlo.
Cosa penso di questo libro? Scopritelo continuando a leggere l’articolo!

raccontami di un giorno perfetto

Trama:
È una gelida mattina d’inverno quella in cui Theodore Finch decide di salire sul tetto della scuola solo per capire che cosa si prova a guardare di sotto. L’ultima cosa che si aspetta però è di trovare qualcun altro lassù, in bilico sul cornicione. Men che meno Violet Markey, una delle ragazze più popolari del liceo. Eppure Finch e Violet si somigliano più di quanto possano immaginare. Sono due animi fragili: lui lotta da anni con la depressione, lei ha visto morire la sorella in un terribile incidente d’auto. È in quel preciso istante che i due ragazzi iniziano a provare la vertigine che li legherà nei mesi successivi. Una vertigine che per lei potrebbe essere un nuovo inizio, e per lui l’inizio della fine…

Un romanzo straordinariamente toccante. Una storia che spezza il cuore in tutti i modi possibili.

Titolo: Raccontami di un giorno perfetto (All the bright places)
Casa editrice: De Agostini
Autrice: Jennifer Niven
Prezzo cartaceo: 14,90 €
Pagine: 400

A volte ci sono dei libri con dei personaggi che possono essere capiti solo da un gruppo selezionato e ristretto di gente problematica.
La mia vita non è perfetta e a volte mi capita di chiedermi che senso ha… per questo riesco a capire Finch, riesco a capire Violet, riesco a capire Amanda e tutti i ragazzi di Life is life.
“Che cos’è Life is life?”, vi starete chiedendo voi che non avete letto il libro.
“Davvero pensi che sia un buon libro?”, vi starete chiedendo voi che lo avete odiato.
“Li capisco anche io”, starete affermando voi che, come me, avete compreso.
Finch non ama essere definito, non ama le etichette e non ama essere sempre uguale: un giorno è il fenomeno, un giorno un nerd, un giorno un barbone, un giorno un Finch con lo stile anni ’80 e un giorno un Finch che si veste per bene e festeggia il suo compleanno nell’armadio.
Violet, invece, è a pezzi dopo la morte di sua sorella Eleanor e crede che sia colpa sua perché è stata lei a dirle di prendere quella determinata strada il giorno dell’incidente d’auto, non capisce perché lei è viva ed Eleanor no, non riesce a trovare un motivo per vivere.
Finch e Violet si incontrano sul tetto della scuola, entrambi sono lì, oltre il parapetto, per vedere che cosa si prova: panico.
Ci sono tanti problemi nel mondo, che affliggono milioni e milioni di persone ma a volte non ce ne rendiamo conto. Questo libro è il classico esempio.
Sapete da cosa l’ho capito, soprattutto?
Dalla nota dell’autrice alla fine, a pagina 403 (anche se in realtà il numerino sotto non c’è):
Ogni quaranta secondi qualcuno nel mondo si toglie la vita.
Ogni quaranta secondi qualcuno nel mondo si trova a dover affrontare le conseguenze di tale perdita.
E’ questa la questione.
Il problema non rimane a chi se ne va, perché chi se ne va lo fa per un motivo solo: non riesce a vedere altra via d’uscita e vuole scappare dai propri problemi, appunto, non vuole averli più.
Il problema rimane a chi resta sulla terra, a chi deve affrontare le conseguenze delle perdite… ma in fondo…

Si poteva fare molto per aiutarlo a non sopravvivere.
Non si poteva fare molto per aiutarlo a sopravvivere.

Voto: 9 

P.s. per chi ha già letto il libro:

il magazine online di Violet, Germ, esiste:

www.germmagazine.com

Un bacio :*