Recensione: Alfredo – Valentina D’Urbano

Vi ricordate “Il rumore dei tuoi passi“? Ma certo che sì.
Ne avevo parlato qui e già vi avevo detto quanto lo avessi amato. Era stato un voto 10, un 5 stelline, il massimo dei voti in tutti i sensi e mi ha lasciato sconvolta per un bel po’…

La carissima Valentina D’Urbano, non contenta di averci straziato con la versione di Beatrice, ha scritto anche il punto di vista di Alfredo. Quante lacrime ho versato secondo voi? E’ da ieri pomeriggio che non riesco a leggere altri libri.

«Nel 2010, chiusa nella mia stanza», racconta Valentina D’Urbano, «scrivevo Il rumore dei tuoi passi raccontando la storia dal punto di vista di Beatrice. Ma già mi domandavo che cosa stesse succedendo nella testa di Alfredo.» Così è nato questo libro, come un regalo per sé (per il suo trentesimo compleanno) e per i suoi lettori, che volevano sapere di più di Alfredo. Una specie di «ritorno a casa».

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Alla Fortezza – il quartiere senza identità, con l’asfalto riarso dal sole e spaccato dal gelo, e i palazzi dall’intonaco ruvido e sbrecciato – tutti li chiamano «i gemelli». Perché da sempre Beatrice e Alfredo sono inseparabili, come fratelli appunto. O forse qualcosa di più? La loro storia, struggente e tragica, diventerà quasi una leggenda nel quartiere. Ma a narrarla finora è stata soltanto Bea, la metà più forte dei «gemelli», la ragazza cui bastava sentire l’odore di Alfredo sulla maglietta verde che lei stessa gli aveva regalato per sapere che lui ci sarebbe sempre stato. La giovane donna che ha lottato fino alla fine per sentire il rumore, inconfondibile, dei suoi passi. Questa invece è la storia della metà più debole dei «gemelli» e a raccontare l’arrivo alla Fortezza è Alfredo, in prima persona, con la sua voce, le sue fragilità, i suoi piccoli e grandi sogni così difficili da realizzare e così facili da infrangere. Fino all’incontro che gli cambierà la vita: quello con Beatrice.


Il punto di vista di Beatrice mi aveva turbato nel profondo perché è lei che perde Alfredo, è lei che rimane sola, lei che deve combattere per lui e poi andare avanti.
Il punto di vista di Alfredo, però, è stato anche peggio. Alfredo è quello che se ne va, quello che non riesce a resistere alle tentazioni sbagliate neanche per la persona che ama.
Gli ultimi due capitoli, poi, sono stati veramente assurdi. Dopo il primo libro ero stata tormentata da qualche domanda ma ce n’era una che mi attanagliava più di tutte: volevo sapere se Alfredo fosse consapevole di una certa cosa.
Lo era.
E penso che questo mi abbia distrutta più di tutto.
Anche questo libro, ovviamente, è un 10… ma penso di denunciare Valentina perché mi provoca dei danni morali assurdi.

Intervista ad Alessia Coppola – Scrive al buio e circondata da candele

L’Autrice 11329900_840890869297399_4185365458426290982_n

Alessia Coppola è una blogger, illustratrice e scrittrice pugliese. Dopo aver frequentato il liceo artistico della sua città, Brindisi, ha proseguito gli studi presso la Facoltà di Beni Culturali, per poi trasferirsi a quella di filosofia e ancora in sociologia con indirizzo criminologia. Durante gli anni dello studio, si è dedicata alla scrittura, pubblicando nel 2005 Pensieri nel Vento, raccolta di poesie edita da Kimerik Edizioni. Nel 2009 è venuta alla luce la seconda raccolta di poesie Canto di Te per Damiano Edizioni. Dal 2009 a oggi ha collaborato attivamente con editori, blog e riviste, come articolista e illustratrice. Nel 2012 è stata la volta di Le Avventure di Billino lo Stregatto pubblicato da Wip Edizioni, una favola moderna per bambini, corredata da illustrazioni. Nel Natale 2014 verranno alla luce due raccolte di fiabe per l’infanzia. La prima, Coccole d’Inchiostro, per Parco Multimedia Edizioni e l’altra Tre Gemme nello Scrigno per Balsamo Edizioni. Nel febbraio del 2015 per conto di Edizioni il Ciliegio uscirà una raccolta di racconti gotici/horror/steampunk, dal titolo Oltre lo Specchio. Sempre per la stessa CE, nel novembre del 2015 verrà pubblicato un breve romanzo Fantasy per l’infanzia, dal titolo Eleanor e il Principe delle Ninfee. Per la Casa Editrice Dunwich pubblica Alice from Wonderland Rebirt – I tredici giorni.
Questo mese in libreria troviamo la sua ultima opera, uno spin off di Alice from WonderlandBlue dream.


L’intervista

1) Sei blogger, illustratrice e scrittrice. Com’è vivere il sogno di fare il lavoro che ami?
Non è affatto facile conciliare tutto. La scrittura è impegno, sacrificio, solitudine. Pretende il primo posto nella mia vita, privandomi quasi del tempo per vivere. Ma in fin dei conti non mi pesa, perché vivo in ciò che scrivo. E invece di vivere una sola vita, ne vivo infinite, attraverso i miei personaggi. Per questo la scrittura è anche gioia. Senza misura.
2) Mi permetto di farti una domanda da tua concittadina: avresti mai pensato, da piccola, di raggiungere tutti questi obiettivi partendo da zero?
Lo desideravo. Avevo circa sei o sette anni quando espressi il desiderio di scrivere e diventare una scrittrice. La scrittura mi ha sempre guidato e in un certo senso mi ha salvato.
Ora sono ancora all’inizio, ma mi auguro di raggiungere vette sempre più alte. Mi auguro soprattutto di migliorare e lasciare una piccola traccia in coloro che scelgono le mie storie.
3) Cosa ti appassiona di più dei generi “gotici/horror/steampunk/fantasy”?
Credo che ad attrarmi sia la fantasia, la possibilità di evadere dalla realtà, di sondare l’invisibile e non avere schemi né limiti. Il genere fantastico in ogni sua declinazione, offre proprio questo.
4) Che sensazione hai provato quando hai terminato la tua prima storia?
Appagante. Ho pensato: “Ora si fa sul serio.”
Ho riso e ho pianto. Sono stata felice, ma mi sono anche sentita malinconica e vuota. È così dopo ogni storia, si lascia un frammento di sé tra le pagine e una parte di noi ne sente la mancanza.
5) Hai un posto preferito per scrivere?
In camera mia, al buio e circondata da candele.
6) Che consiglio daresti ad aspiranti scrittori?
Non sono nella posizione di dare consigli, ma sicuramente inviterei a non arrendersi, a perseguire con costanza e audacia il proprio sogno. E di leggere tanto, i libri sono la linfa per uno scrittore.
7) Immagino che tu abbia visto tanti posti, per le presentazioni dei tuoi libri. Alla fine di tutto, torneresti sempre a casa o ti stabiliresti volentieri altrove?
Casa è dove io sono. Tornerei sempre qui, perché il mio cuore ha radici nel mare della mia terra.
8) In “Rebirth – I tredici giorni” che ho avuto l’immenso piacere di leggere, racconti di un’atmosfera decisamente di altri tempi. Cosa ti appassiona di più degli anni ’30?
Mi appassiona lo sfavillio, il ritmo della vita, il fascino innegabile di un’epoca fatta di splendore e decadenza insieme.
9) Hai un personaggio preferito tra tutti quelli che hai inventato nel corso della tua carriera?
Sì, il mio preferito è Algar. Il Brucaliffo in Alice from Wonderland.
10) Se ti dovessi chiedere di scegliere tra il cioccolato e i libri, cosa sceglieresti?
Libri e cioccolato. Sono un connubio perfetto, non posso escluderne nessuno. Ma se dovessi, sceglierei i libri, sono un nettare dolce tanto quanto il cioccolato.

Serena Saponaro