Recensione: Mai più così vicina – Claudia Serrano

Buongiorno readers,
vi lascio oggi la recensione di un altro tascabile Giunti uscito da poco al prezzo di 6,90€: “Mai più così vicina” di Claudia Serrano.
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Trama

Ogni donna sa che cosa significa incontrare il grande amore. E ogni donna sa bene che cosa significa perderlo. Con una scrittura poetica, coinvolgente, emozionante, “Mai più così vicina” racconta il disperato tentativo di non mandare in pezzi il sogno più grande e più bello della vita.

Da un’assolata città del Sud, Antonia, una ragazza che mette i tacchi anche per fare la spesa, arriva a Milano accarezzando il sogno di scrivere un romanzo che ha in mente da tempo. L’ impatto con la città e con il suo cielo senza colore non è dei più incoraggianti, finché un’amica non la trascina a una conferenza letteraria e in poche ore tutto quello che Antonia ha pensato non conta più. Milano le regala Vittorio, un uomo molto diverso da lei: Vittorio è un editore, appartiene ai ceti alti, è disinvolto, ha due occhi magnetici e quell’aria libera e sfrontata di chi non scende a compromessi. E soprattutto ha una vita sociale che intimidisce Antonia, ma nel contempo la affascina. Il bicchiere e la sigaretta sempre in mano, chiacchiere fino all’alba di cinema e libri con amici impegnati, romantiche gite in moto lungo i tornanti mozzafiato della Liguria. Antonia si innamora follemente di lui, ma qualcosa non funziona. Vittorio è sfuggente, sparisce, riappare, si sottrae, non programma e non promette. E proprio come la ragazzina down protagonista del suo romanzo, Antonia è costretta a misurarsi con i suoi limiti e le sue paure.

Perché è così difficile vedere la realtà quando ci si innamora?
Un romanzo forte, coinvolgente, emozionante.
Una scrittura poetica, piena e intensa, per un esordio folgorante.


Recensione

Questo libro mi ha lasciata un po’ perplessa. All’inizio, nelle prime pagine, mi sono trovata a pensare che era proprio un bel libro: scritto bene, con frasi da sottolineare e tenere da parte per poterle rileggere tutte le volte che lo si desidera e con bei personaggi. Mi sembrava un libro scritto secondo quel modello tipico di alcuni scrittori italiani: profondo, con discorsi spontanei e non costruiti, con descrizioni delle nostre città che nessun altro può fare così bene, se non un italiano.
Dopo un po’, però, andando avanti mi sono accorta che il libro diventava ripetitivo in certe azioni e pensieri. I personaggi che mi erano tanto piaciuti continuavano ad essere di mio gradimento, ma la trama perdeva ciò che all’inizio mi faceva continuare a leggere. Dopo un po’ ti accorgi che in realtà “non succede niente di particolarmente interessante” e che stai leggendo di una storia d’amore, di dieci giorni di impasto, di un romanzo che sta scrivendo la protagonista principale e di continui tira e molla psicologici. Lui, Vittorio, non è bipolare come può sembrare, mette subito le cose in chiaro anche se Antonia non se ne accorge. Quest’ultima si ostina a combattere per qualcosa che non esiste e nonostante qualcuno glielo faccia notare, va avanti per la sua strada con gli amati prosciutti sugli occhi.
Ho iniziato la storia pensando che fosse proprio bella, che forse sarebbe entrata in una di quelle che mi porto dentro per un po’… invece poi tutto è sfumato e mi sono ritrovata solo la delusione.

Non lo vedo un libro adatto all’estate – lo avevo già detto per l’altro tascabile che ho recensito – essendo una storia cupa, triste, profonda e secondo me molto invernale. Magari però c’è chi apprezza le storie così nei mesi estivi, quindi prendete le mie parole con le pinze.

Voto: 7 e mezzo

Recensione: L’ultimo battito del cuore – Valentina Cebeni

In occasione dell’uscita delle versioni tascabili di alcuni titoli Giunti, vi lascio oggi la recensione di “L’ultimo battito del cuore” di Valentina Cebeni. Potete trovare questo libro al modico prezzo di 6,90€.

Ho già recensito un libro di quest’autrice, ovvero “La ricetta segreta per un sogno“.

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Trama

Una donna con le ali spezzate, la vita che bussa di nuovo alla porta. Ma quante volte può tornare a battere il cuore?

Nell’incantevole campagna del Kent, Penelope non arriva per caso. Dopo la tragica scomparsa di Adam, il suo unico amore, in un incidente d’auto a cui lei è miracolosamente scampata, si lascia convincere a trascorrere un periodo di tempo nella magnifica tenuta di sua sorella Addison. Ma a casa dei Walker la situazione è tutt’altro che tranquilla. Il matrimonio tra Addison e Ryan, costretto su una sedia a rotelle, peggiora di giorno in giorno, così come l’umore della sorella, sempre più fredda, tagliente e scontrosa. L’unica consolazione per Penelope è prendersi cura del giardino da troppo tempo trascurato.
Con l’appoggio di Ryan e l’aiuto di Tristan, l’affascinante giardiniere del paese, quel rettangolo di terra infestato da erbacce si arricchisce di una grande varietà di piante e fiori colorati. Tuttavia i violenti litigi con Addison, il tormento del ricordo di Adam e una serata fatale trascorsa con Ryan fanno sentire Penelope sempre più sola e in balìa delle onde del destino. L’unica voce a raggiungerla nel profondo è quella di Tristan, il primo uomo dopo Adam ad attrarla misteriosamente…

Recensione

Lo stile della Cebeni non mi è nuovo, avendo già letto un suo libro, ma qui mi son trovata a leggere una trama del tutto diversa. Mentre “La ricetta segreta per un sogno” si concentrava principalmente sul mistero di un’isola, in “L’ultimo battito del cuore” assistiamo a drammi familiari non poco importanti. In realtà il tema della famiglia si ripete, perché anche nel primo libro che ho citato la vedevamo, solo che la guardiamo sotto diverse prospettive.

La protagonista si chiama Penelope, ha perso il suo fidanzato Adam e, per questo ed altri motivi, va a vivere dalla sorella Addison. Quest’ultima è sposata con Ryan, un ex medico costretto alla sedia a rotelle, ed ha un figlio che non parla mai di nome Leonard.

In realtà la trama è molto più complicata di così: assistiamo a drammi che vanno oltre la nostra comprensione. Mentre Penelope è la donna che soffre di più e ci viene presentata come quella con più sofferenze, ci rendiamo conto che anche Addison e la sua famiglia ne hanno passate tante. Sin dall’infanzia queste due sorelle nate da madri diverse, non si sono volute bene nel giusto modo: una competizione continua, un contendersi l’amore di una donna senza fine.
Addison ha sposato Ryan e poi l’ha visto cedere alla sedia a rotelle: suo marito è cambiato o forse è cambiata lei. Si è presa sulle spalle tutte le responsabilità della famiglia e deve combattere con tutte le stranezze e le intolleranze del suo piccolo bambino.

Ci accorgiamo che Ryan comincia a provare uno strano interesse per Penelope, mentre quest’ultima comincia ad avvicinarsi a Tristan, un uomo del paese. La nuova ossessione di Ryan è del tutto sbagliata, ma nasce perché Addison non si comporta più come la moglie che ha conosciuto e sposato.
L’amore di Penelope va ancora ad Adam, il fidanzato che ha perso tanto tempo prima, e sembrerebbe non poter andare altrove.

La cosa che mi ha colpito di questo libro è che tutti i personaggi hanno dei sentimenti negativi: Ryan ha perso la fiducia nella felicità, Addison tratta suo marito come un bambino, il piccolo Leonard non parla con nessuno, Penelope ha paura di andare avanti, come anche Tristan.
Non c’è nessun personaggio, nel libro, che per un attimo riesce a pensare a qualcosa di bello.

Questa storia quindi assume una piega drammatica, ci fa immergere in una storia straziante e angosciante.
Per quanto non vi consiglio assolutamente questo libro come lettura estiva, se avete in mente di dedicarvi a qualcosa di spensierato, potrei dirvi che è perfetto per quelle giornate di pioggia invernali in cui prendete una tazza di cioccolata calda ed una coperta e vi immergete in altri mondi.

Non vi aspettate qualcosa di superficiale o poco dettagliato, piuttosto preparatevi ad essere invasi da sentimenti contrastanti di amore ed odio per i protagonisti.

Voto: 8

Recensione: Alla fine dipende – Maya Bricks

Cos’è Zoom?
Zoom è il marchio editoriale digitale di Feltrinelli. Una nuova idea di libro: economico, veloce e maneggevole.
In Zoom possiamo trovare testi brevi ma di altissima qualità, esclusivamente in versione digitale.

Zoom Filtri, collana digitale dalla quale è tratto “Alla fine dipende” di Maya Bricks, e dedicata ai racconti romantici e romanzi che si affacciano sugli imprevedibili mondi della fantascienza, dell’horror, del giallo, del romance e dell’erotico.
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Trama

“Cambiò tutto il giorno in cui Frattaglia, il mio gatto, si sedette non del tutto accidentalmente sui miei occhiali. A sua discolpa, Frattaglia frantuma più o meno qualunque cosa su cui si siede. Ed è con quel piccolo incidente domestico che la mia vita ha fatto un doppio salto carpiato.”
Può un nuovo paio di occhiali cambiare per sempre la vita di una ragazza semplice e pasticciona come Vivi? Sarà che ci vede meglio, ma all’improvviso i difetti del suo compagno si stagliano evidentissimi, insopportabili, il suo Digrignante Capo ascolta quello che ha da dire – e dall’altro capo del cubicolo La Belva, il suo compagno di disavventure lavorative, appare un po’ meno acido. E sì, anche un poco più carino.


Recensione

Un racconto molto molto carino.
“Alla fine dipende” parla di Viviana e di come un semplice episodio – il suo gatto che le rompe gli occhiali da vista – sia stato scatenante per un’intera metamorfosi della sua vita.
Prima credeva che andasse tutto bene, che la sua relazione fosse okay e che sul lavoro funzionasse tutto discretamente, nonostante qualche strano collega. Dopo tutto cambia.
Questa storia è davvero di lettura scorrevole – l’ho letta nel giro di mezz’ora – ma si concentra comunque su temi più o meno importanti.
L’autrice si è concentrata molto sulle abitudini: a volte una cosa ci sembra che vada bene, semplicemente perché siamo abituati a farla o averla in un certo modo. Poi la prospettiva cambia, apriamo una finestra e con la luce vediamo la polvere sui mobili di una casa, ci avviciniamo a cose che da lontano ci sembravano piccole ed invece sono giganti.
“Alla fine dipende”… dal punto di vista.

Se state cercando un racconto per l’estate io vi straconsiglio questo. Sono pochi i racconti che mi piacciono tanto, che in cinquanta pagine riescono a dirmi qualcosa, e questo è stato uno di quelli.

Voto: 9 

Opinioni senza spoiler: Wolfsbane (Nightshade #2) – Andrea Cremer

Avete già visto come agisco quando devo parlare di seguiti di saghe che non mi sono stati mandati da nessuna casa editrice, perciò questo stile di post non sarà per voi una novità.
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Ho parlato del primo capitolo della saga qui –> Nightshade <– quindi tutto ciò che riguarda la trama iniziale si trova in quell’articolo.
Per questo romanzo, invece, non vi metterò la trama e non vi dirò cosa succede nella recensione personale: mi limiterò a parlarvi in linea generale di lati positivi e negativi, emozioni e differenze di scrittura dal primo romanzo.


Probabilmente penserete che io stia dicendo delle eresie – soprattutto se avete già letto Wolfsbane – ma mi dispiace appurare che questo secondo volume non ha niente a che vedere con il primo.

Mentre con Nightshade mi ero perdutamente innamorata di Calla e Ren insieme e ci eravamo tutti concentrati sulla forzatura della loro relazione, ecco che in questo libro ci viene strappato tutto via. Si da molto più spazio al personaggio di Shay, il “secondo innamorato” di Calla che io odio con tutta me stessa, e si mette completamente da parte Ren. Non lo vediamo mai, tranne che in una scena.
Lo devo dire… quell’unica scena è stata la mia preferita di tutto il libro.

Una cosa che ho notato è stata che nel primo libro c’era un romanzo con stampo young adult che ti prendeva e ti faceva arrivare all’ultima pagina con la voglia di sapere, di continuare a leggere, con l’amore per i personaggi vivo nel cuore. In Wolfsbane, invece, è tutto molto tecnico: ci si concentra moltissimo sulla “battaglia” e sugli scontri tra diverse specie.

Non è assolutamente un voto 9, come lo era stato invece il primo. Per questo volume do un 7 e mezzo.
Vi dico che continuerò la saga, perché ho già comprato il terzo perciò attende solo me, e vedrete la recensione anche di quello.
Le mie speranze per il seguito sono: più Ren, più Calla e Ren e MENO SHAY, VE PREGO.

Recensione “Un disastro chiamato amore” e intervista a Chiara Giacobelli

Hello readers,

mettetevi comodi perché sarà un luuungo post.
“Un disastro chiamato amore” di Chiara Giacobelli, libro ironico che mi ha fatto ridere fino al mal di pancia, mi ha fatto compagnia in una domenica non fredda, di più. Davvero, non potete capire il vento della Puglia, il gelo che c’è quando ti trovi a due passi dal mare e vestita con una tutina non più spessa di una fetta di prosciutto (metafora liberamente tratta dal film Wild Child).

E quindi mi son messa lì, sulla sedia a dondolo, con il libro davanti e ho divorato pagina dopo pagina. Poi stavo per scrivere la recensione e all’improvviso, come un’illuminazione, ecco che mi si presenta la possibilità di intervistare per voi l’autrice. Ovviamente ho preso la palla al balzo.

Bando alle ciance, parliamo di questa meraviglia. Prima di andare avanti sappiate che avete la possibilità di vincere una copia di questo libro andando sul mio profilo Instagram (@serisop), c’è tempo fino al 20 luglio.


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Titolo: UN DISASTRO CHIAMATO AMORE
Autore: Chiara Giacobelli
Editore: Leggereditore
Prezzo: 14,90€
Pagine: 328

Trama

Francese con un lavoro a Parigi e un appartamentino a Montmartre, Vivienne Vuloir è una ragazza buffa e imbranata che colleziona una figuraccia dopo l’altra, fa i conti con una fallimentare carriera di scrittrice e soffre di un numero indefinito di fobie. A trent’anni ha dimenticato il sapore di un bacio, si è adattata a essere identificata come “quella che si occupa di gossip”, ma soprattutto ha perso completamente fiducia nel genere umano, specialmente se maschile. Quando un giorno riceve un’inattesa telefonata da un certo Mr Lennyster, figlio di un’importante attrice italiana su cui ha da poco redatto un dossier, è certa di stare per subire una grossa lavata di capo. Invece, l’uomo vuole commissionarle la biografia della madre. Così, ben presto Vivienne si troverà a dover affrontare un’avventura a cui non è affatto preparata: un viaggio in Italia, un libro da scrivere, un uomo affascinante, dolce ma oscuro, e una villa piena di misteri da risolvere. Tra gaffe, tentativi maldestri di carpire i segreti della famiglia Lennyster, amori e altre catastrofi, Vivienne, inguaribile pessimista, capirà che la vita le sta per riservare una sorpresa inaspettata…

Biografia dell’autrice


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Chiara Giacobelli è nata ad Ancona il 18 maggio 1983. Si è laureata con lode in Scienze della Comunicazione con una tesi sul cinema di Michelangelo Antonioni e Luchino Visconti e in seguito si è specializzata sempre con lode in Editoria, Comunicazione multimediale e Giornalismo, vincendo il Premio Raeli dedicato ai migliori studenti dell’Ateneo di Roma Tor Vergata.

 

I luoghi

 


Recensione

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“Un disastro chiamato amore” è un romanzo perfetto per l’estate, vi farà ridere di gusto e conoscere personaggi che entreranno nel vostro cuore.
Vivienne è una giornalista francese al quale viene proposto di scrivere la biografia di un’attrice famosa, per questo va in Liguria e conosce Alex e la sua famiglia.
La protagonista è una ragazza un po’ imbranata, ipocondriaca, simpatica e assolutamente perfetta: la adorerete. Magari voi stessi vi immedesimerete in lei, nelle sue avventure e sventure totalmente fuori dal comune… o penserete che Vivienne è proprio uguale a qualcuno che conoscete. Questo libro parla di normalità: chi non ha mai fatto una figuraccia?
Io per prima, proprio durante la lettura di questo libro, sono caduta e mi sono sbucciata il ginocchio sinistro. Tutto regolare 😉

La cosa che mi ha colpito di più, nel personaggio di Viv, è che ormai si è rassegnata. Se magari all’inizio poteva versare qualche lacrima per le cose bizzarre che le capitavano, ad oggi è totalmente rassegnata ad essere un completo disastro. La prende con il sorriso: meglio ridere che piangere.

Concentriamoci, ora, sul personaggio di Alex: bello, ricco, intelligente, simpatico, premuroso e chi più ne ha, più ne metta. Ha solo un difetto: è troppo misterioso.
Vivienne è una giornalista, ha l’investigazione nel sangue, perciò non smetterà neanche un secondo di fargli pesare i segreti. Ecco che entra in gioco un altro aspetto comico di questa storia: Viv e il maggiordomo si alleeranno, diventeranno come Sherlock e Watson, nelle indagini dei misteri della famiglia di Alex. Ma si può essere così bizzarri? Evidentemente sì.

Angy è un personaggio che mi è piaciuto moltissimo: è la migliore amica di Viv, è premurosa e a volte si prende carico di decisioni che neanche la nostra stramba protagonista riesce a prendere. Un’amica così dovremmo averla tutti.
Anche Alex ha qualcuno che le sta vicino in questo modo: sua sorella Alice. Una ragazza stupenda e dolce.

La trama è ben costruita, gli avvenimenti si susseguono tutti nel giusto modo e, anche se i due protagonisti passano molto tempo a rincorrersi, si è saputa dare la giusta intonazione ai sentimenti. A mio parere Chiara Giacobelli è stata davvero bravissima a creare situazioni reali e bizzarre allo stesso tempo e questo non fa che rendere il libro bellissimo.

Se avete voglia di romanticismo, comicità, di una storia perfetta per l’estate che vi porti via da tutti i vostri problemi, “Un disastro chiamato amore” è il libro che fa per voi.

L’ho adorato.

Voto: 8 e mezzo.


L’intervista

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Parlaci di te: chi è Chiara Giacobelli?

Prima di tutto una sognatrice, poi una scrittrice e una lettrice, oltre che giornalista; amo tutto quanto ruota attorno alla cultura, leggera e divertente, o più profonda e impegnata. Sono una persona molto eclettica e infatti nella vita ha svolto tanti lavori diversi e ho viaggiato parecchio. Ho sempre sognato di pubblicare un romanzo, e a dire la verità ho scritto sin da quando sono stata in grado di prendere in mano una penna. Ma in realtà non credevo che sarebbe successo sul serio, tanto meno con una casa editrice così importante. Speriamo andrà bene!

Cosa ti piace di più del tuo lavoro di scrittrice e giornalista? C’è qualcosa che ti fa pensare “non cambierei il mio lavoro con nulla al mondo”?

Sì, ed è una sensazione che non posso spiegare. Esistono alcune cose – pochissime – che quando le incontri non le conosci, le riconosci. A me è capitato con la scrittura: non saprei dirti perché, ma so benissimo che questo è il mio mestiere e non potrei farne nessun altro. Mi è successo anche con la città in cui vivo: Firenze (nonostante io abbia un richiamo atavico per la California).
Della scrittura mi piace calarmi nei personaggi e nelle storie, adoro la fantasia e ciò che essa riesce a fare, a creare, a superare: è la cosa pià bella e importante che tutti noi esseri umani possediamo. Mi affascina volare via in un mondo parallelo che per un po’ diventa vero, mentre quando scrivo legandomi a fatti, luoghi o persone reali amo scoprirne i retroscena, il contesto, i sentimenti, l’interiorità. Scrivere ti dà la possibilità di vivere tante esistenze ed essere molte persone diverse restando sempre te stessa.

“Un disastro chiamato amore” è il tuo romanzo d’esordio ed è, bisogna dirlo, un esordio super riuscito. Cosa ti ha spinta verso la stesura di questa storia? C’è stato un episodio, o qualcosa in generale, che ti ha fatto scattare un interruttore speciale o è ti è venuto in mente in modo graduale?

Non credo che avrei mai scritto una commedia del genere se non fosse stato per le circostanze. Qualche tempo fa mi sono ammalata per circa tre anni ed è stato un periodo molto duro: per superare la malattia, non lasciarmi prendere dallo sconforto e continuare a sorridere vedendo il tutto sotto una chiave ironica, i medici mi hanno consigliato di scrivere un libro umoristico, in un certo senso terapeutico.
Ho poi scoperto che nel frattempo i miei ragazzi e le mie amiche si erano appuntati tutte le figuracce che avevo fatto nella vita (e sono molte), così metterle insieme è stato semplice… anzi, ne ho a sufficienza per scrivere un seguito! Insieme alla casa editrice e alla mia agenzia abbiamo poi lavorato sulla storia per renderla più profonda e accattivante possibile, andando un po’ oltre il semplice divertimento.
Il messaggio che il libro vuole dare è quello per cui l’ironia alleggerisce la vita e aiuta a prendere la quotidianità come pure le avversità in un modo diverso: non necessariamente migliore, ma forse più semplice.

La protagonista, Vivienne, è un’imbranata totale. Le sue avventure sono davvero esilaranti e al di là di quanto una persona possa sopportare. Poveretta. Tu, nella vita, quanto hai in comune con questo aspetto del suo carattere? Se sei anche tu un’imbranata, ti prego di raccontarci qualche episodio divertente.

Vivienne è semplicemente il mio alter ego letterario ed è incredibile quanto io mi riconosca in lei adesso che il romanzo è scritto e concluso. A volte mi capita di fare discorsi catastrofici tra me e me e di pensare: caspita, sono proprio Viv!
Quanto a gaffe e figuracce, come già detto sono il mio forte. Se ne vuoi una fresca fresca, pochi giorni fa sono arrivata alla prima presentazione ufficiale del libro a Firenze in ritardo e, mentre sgambettavo su un paio di zeppe vertiginose trasportando dei libri, sono volata a terra sbucciandomi completamente un ginocchio e procurandomi una distorsione alla caviglia. Mi sono presentata con il vestito nuovo bianco macchiato di sangue e il pubblico rideva divertito dicendo: “Ecco, è arrivata l’autrice!”. Non so come, ho retto tutta la presentazione in trance e alla fine sono crollata dal dolore. Mi sentivo svenire, quindi due cari amici mi hanno portata a casa in braccio, dopo aver speso due ore prima cercando la mia auto che era stata parcheggiata da un altro amico in una via segnata su un bigliettino volante e poi alla ricerca dell’Arnica  in farmacia nel pieno della notte. Devo dire che chi mi sta vicino ha molta pazienza e senso dell’umorismo…

Alex, il personaggio maschile, è l’uomo ideale di molte ragazze… soprattutto se imbranate. Secondo te esiste una remota possibilità di trovare qualcuno che sopporti tutte le nostre figuracce, tutte le nostre ipocondrie ed il nostro arrenderci facilmente alla forza di gravità?

Sono sicura che esista, e in un certo senso il mio ex ragazzo – che mi ha sopportata per dieci lunghi anni – si avvicina molto a lui caratterialmente. Si è preso cura di me con amore e tenerezza, gli piaceva il mio essere artista imbranata e tenera da proteggere e coccolare. Certo che se poi lo si vuole anche bellissimo come il mio protagonista, ricco, con una pazienza infinita e praticamente senza la quotidianità di un lavoro che lo porti ad avere degli impegni fissi o a viaggiare tanto, la questione si complica… Il punto, però, non è tanto se esiste, quanto piuttosto incontrarlo.

Mentre ero immersa nel romanzo, ed in particolare nei dialoghi, provavo a leggere, mentalmente, con la voce di Vivienne. Sbagliavo a pronunciare certe parole con la r moscia? Per me una francese parla così. Pensavo al suo tono di voce come soave, basso e dolce. Tu come lo hai immaginato? Vispondi a qvesta domanda in qvesto modo.

A dive il vero è la pvima volta che ci penso, ma devo dive che la r moscia non mi fa impazzive. I fvancesi che conosco e che pavlano italiano hanno una cadenza molto dolce, in effetti. Io, pevò, evo più concentvata sull’accento di Alex 🙂

Per quanto riguarda l’ispirazione, nei ringraziamenti del tuo libro possiamo capire a chi assomiglia qualche personaggio. Tra questi non c’è Angy, la migliore amica di Vivienne, ma è assolutamente un personaggio degno di nota. Lei vuole il bene della protagonista, la consiglia e la tira fuori dai guai. Tutti vorremmo una persona così nella nostra vita, tu ce l’hai? Ti sei ispirata a qualcuno, almeno nel descrivere i comportamenti della ragazza?

Se leggi con attenzione i ringraziamenti c’è scritto tutto su Angy: è una delle mie amiche più care. Non è americana, vive a Roma, ma caratterialmente le assomiglia molto. Lei è ottimista e solare, coraggiosa, pronta a provarci sempre: tutto il contrario di me!

Liguria, Parigi, California… il tuo è un romanzo multietnico. Per il tuo lavoro, sicuramente, avrai visitato molti posti. Quali ti sono rimasti nel cuore più di altri?

Parigi, altrimenti non l’avrei scelta per essere la città d’origine della mia protagonista. La adoro e non vedo l’ora di tornarci, come un po’ tutta la Francia. La sua atmosfera è molto in sintonia con me. Firenze è il posto in cui vivo e che amo da impazzire, non per niente l’ho scelto. Considero un privilegio il fatto di poter scegliere città e regione in cui vivere, e io ho potuto farlo: la Toscana è la mia casa. Anche la Liguria e i luoghi che ho descritto mi sono rimasti fortemente dentro, specialmente quando li ho visitati fuori stagione proprio con Angy. In merito alla California, non ci sono mai stata, ma è il mio sogno da quando ero bambina. Sto cercando di recuperare le forze per affrontare un volo di tante ore, e intanto conto le Xamamine a mia disposizione…

So che è una domanda difficile, ma la mia è una curiosità che non si placa facilmente. Qual è il tuo libro preferito?

Per me non è una domanda difficile, perché si lega a quella sensazione inspiegabile di qualcosa che non potrebbe essere altro di cui ti parlavo prima. Mi piacciono tantissimi libri e potrei citarti una marea di autori, ma niente rappresenterà mai per me ciò che è Cime Tempestose. Catherine Earnshaw è il personaggio della letteratura mondiale che più ho amato e sentito mio sin da quando ero bambina. Chiamali legami cosmici, se vuoi J

Saluta i lettori con una frase del tuo libro.

«Non sono bucolica, Viv. Sono ottimista. E dovresti imparare a esserlo anche tu.»
«In un’altra vita forse sì, imparerò a farlo. In questa preferisco essere catastrofica. Terribilmente catastrofica.»

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Estrazione “Il viaggio che mi ha cambiato la vita” – Jen Malone

Buongiorno a tutti, procedo con l’estrazione della persona che si aggiudicherà il libro “Il viaggio che mi ha cambiato la vita” di Jen Malone.
Come da me anticipato in questo post, l’estrazione avverà tramite random.org. Vi sono stati assegnati dei numeri, in seguito ai vostri commenti, e tramite quelli vedremo chi vincerà.

Procederò all’estrazione proprio durante la scrittura di questo post, perciò vi lascerò degli screen passo dopo passo.

Continua a leggere

Recensione: Niente è mai acqua passata – Alessandro Bongiorni

 

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Trama

Il vice commissario Carrera è fatto a modo suo.
Avrebbe potuto fare molta strada, dentro la questura di Milano, se solo fosse stato capace ogni tanto di tacere, di accettare qualche compromesso, di scegliere le indagini “giuste”.
Ma non sarebbe stato Rudi Carrera.
E non è certo un’indagine “giusta” quella in cui si è lasciato coinvolgere dopo aver salvato una giovane prostituta da uno stupro.
«A chi vuoi che gliene freghi di qualche puttana», gli ripetono un po’ tutti.
A Carrera gliene frega.
E gliene frega anche a Beppe Modica, da quando sua figlia è scomparsa nel nulla, da quando ha capito che la fine più probabile è che sia stata rapita dal racket della prostituzione, da quando ha iniziato a cercarla, tutti i giorni, tutte le notti, per anni.
Ma il racket della prostituzione, a Milano, è una brutta cosa: la criminalità albanese, legata da regole antiche e cattive, “tiene” il territorio metro a metro, e lo fa con violenza, con ferocia, con moltissimi soldi, e con il massimo disprezzo della vita: quella delle ragazze che umiliano, violentano e vendono, e quella di chi – come Carrera, come Beppe Modica – cerca di ostacolarli.
E infatti il prezzo che Carrera dovrà pagare, per essersi infilato in questa storia, sarà davvero altissimo.
Alessandro Bongiorni conferma con questo nuovo romanzo tutto il suo talento. Niente è mai acqua passata è nello stesso tempo una storia che non molla mai il lettore, resa davvero viva da personaggi memorabili, e uno sguardo tagliente che scruta le nostre notti, quello che succede nelle nostre città quando noi andiamo a dormire.


Recensione

“Niente è mai acqua passata” ci viene proposto come un noir di tutto rispetto. Abbiamo bisogno di concentrarci sul lato misterioso di questa storia in stile ‘poliziesco’ e di svoltare nelle strade giuste, mentre siamo nel labirinto.

Il protagonista di questa storia è un vice commissario, Carrera, ed ha una vita al di fuori del suo lavoro. Peccato che però se lo dimentichi completamente per stare dietro alle indagini, per cercare di aiutare qualcuno. A volte non gli viene chiesto nulla, ma lui sente il bisogno di agire.

Si coinvolge (da solo, perché appunto nessuno gli chiede nulla) nelle indagini che riguardano dei giri di prostituzione e si nomina protettore di una ragazza di diciassette anni, che salva da un tentativo di stupro. In queste scene, inevitabilmente, mi è venuto da pensare al film “Io vi troverò”, non per attinenza con la trama, ma per i traffici di prostitute e per le ricerche nei confronti di questi uomini che vendono i corpi delle donne.

Mentre assistiamo alle vicende di Carrera, ci viene presentato anche il signor Modica, la quale figlia è sparita quattro anni prima. Tutti gli hanno detto che, sicuramente, Giada è entrata in un giro di prostituzione e che è stata espatriata. Lui non ci crede e continua a cercarla.

Conosciamo anche Monica, la “donna” di Carrera. È un’infermiera che, per amore, sopporta tutte le peripezie della vita accanto al vice commissario. Quanto è disposta a sopportare una donna, però? Soprattutto come fa a sopravvivere, quando per vendicarsi di lui, attaccano lei?

E insieme a questi personaggi anche Massi Mini, Luca Testi e Lucia Esposito. I nomi non finiscono qui, perché in questa storia si intrecciano tante vite, tanti destini, buoni e cattivi. C’è chi ha perso qualcosa, c’è chi ha ancora la speranza di ritrovare qualcuno.

Questo libro mi è piaciuto molto, a mio parere è costruito molto bene ed ha una trama intricata al punto giusto. I personaggi mi sono piaciuti.

Non vi dico nulla sul finale, lo scoprirete da voi.

Libro consigliato, se vi piace il genere.

Voto: 8

Recensione: Bad Boy. Mai più con te – Blair Holden

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Titolo: Bad Boy. Mai più con te
Autrice: Blair Holden
Casa editrice: Sperling & Kupfer
Prezzo: 17,90€
Pagine: 384

Trama:

Tessa O’Connell ha diciotto anni, una corazza a tenuta stagna di ironia e un solo obiettivo: sopravvivere all’ultimo anno di superiori, conosciuto anche come l’ultimo anno del suo inferno personale.
Per raggiungerlo, il piano è semplice: tenere un basso profilo, passare inosservata e continuare ad ammirare a distanza l’oggetto dei suoi desideri, Jay Stone, nella remota speranza che lui, un giorno, ricambi il suo amore.
Quello che Tessa ancora non sa è che la sua strategia è destinata a fallire miseramente.
Perché il fratellastro di Jay, Cole, dopo tre anni di assenza, sta infatti per tornare in città.
Bello, un po’ dannato e con due meravigliosi occhi blu come l’oceano, Cole è sempre stato il nemico numero uno di Tessa. Fin da quando erano bambini.
Si è preso gioco di lei in ogni modo possibile e immaginabile, e Tessa è convinta che sia stato creato apposta per renderle la vita impossibile.
E, a dir la verità, i fatti sembrano darle ragione. Eppure il ragazzo di adesso è molto diverso dal bullo di allora…
E se il suo peggior nemico si trasformasse nel suo miglior amico, o meglio, in qualcosa di più?
Con oltre 150 milioni di visualizzazioni online, Bad Boy è il nuovo inarrestabile fenomeno di Wattpad.


Recensione:

E chi se lo aspettava? Questo libro mi è piaciuto molto.
La prima cosa che vi dico è che questa storia è luuuuuuuuunga. Sono quasi quattrocento pagine e sono scritte in un font abbastanza piccolo. Preparatevi a passare un po’ di pomeriggi in compagnia dei Colessa (no, non l’ho inventato io).

Tessa è all’ultimo anno di liceo e si strugge per Jay, un ragazzo che, nonostante sia sempre gentile con lei, non è minimamente interessato ad una storia d’amore. I motivi principali che lo tengono lontano da lei sono due: Tessa è una sfigata e lui è fidanzato con Nicole, ex migliore amica di Tessa che si diverte a renderle la vita impossibile.
Quando Tessa si è finalmente rassegnata al regime del terrore di Nicole, ecco che il fratello di Jay, Cole, ritorna in città.
Perché questo è un “problema”? Perché lui, se possibile, è ancora più stronzo di Nicole.
Quando Cole rivede Tessa le cose non stanno più come l’ultima volta che si sono visti: lui è più dolce, la difende da chi la tratta male e le fa una specie di “corte”.
Mi aspettavo una cosa alla “After“, “My dilemma is you“, ecc… invece l’ho trovato molto vicino ai libri di Ali Novak che ho adorato! Wattpad sì, ma editato alla grande. Sicuramente ci sarà anche la bravura della scrittrice dietro e questo mi rassicura.
Se posso paragonarlo ad un libro, sceglierei sicuramente “Quello che sei per me” di Rachel Van Dyken, anche se “Bad Boy – Mai più con te” mi è piaciuto di più.

Cole, o meglio Coca Cole (questo l’ho inventato io), è davvero perfetto. Occhi a cuoricino.
Questo ragazzo non è quello che ci viene descritto dalla protagonista, probabilmente perché, dopo aver frequentato la scuola militare, ha subito un cambiamento radicale e si è accorto di tante cose che prima non notava.
Tessa – e qui mi domando per quale incomprensibile motivo siamo già a due protagoniste di Wattpad con lo stesso nome – è a volte un po’ infantile. Qualche aspetto del suo carattere lo possiamo facilmente attribuire alla sua età, qualcun altro alle sue insicurezze. Prima di diventare la “Tessa di oggi” era una ragazza sovrappeso e faceva di tutto per non farsi notare. Quando ti ritrovi catapultata in una storia d’amore, quando ti accorgi improvvisamente di avere degli amici che ti vogliono bene ed hai una famiglia abbastanza disastrata che ti complica la vita, puoi perderti facilmente.
Jay e Nicole sono una perfetta coppia di persone sulle quali c’è da stendere un velo pietoso. Purtroppo non si può fare a meno della loro presenza, altrimenti la trama non sarebbe degna di essere chiamata tale, ma sono due persone da prendere e lanciare contro un autobus in corsa.
Beth e Megan, le due migliori amiche di Tessa, sono perfette per il ruolo: vogliono bene a quella ragazza, al contrario di Nicole che aveva solo finto per la maggior parte del tempo.
Travis, il fratello super protettivo della protagonista, ci farà capire quanto sia facile abbattersi e difficile riprendere in mano la propria vita.

Il finale è tremendo, ma necessario. Non si sarebbe potuto spiegare il seguito senza quell’ultima scena.

L’ho trovata una storia spensierata, perfetta per l’estate e mi sono completamente immersa nella vita di Tessa e Coca Cole♥ Aspetto il seguito!

Voto: 8 e mezzo