Dai libri ai film: Venuto al mondo – Margaret Mazzantini

547693_4620237145909_1117790443_nQuesto libro, per me, è stato un grande flop.
Mi è stato regalato per il mio compleanno un paio di anni fa, la mia benefattrice ne aveva sentito parlare molto bene e di conseguenza anche io pensavo che fosse un’opera ottima.
Ho letto le prime 150 pagine forse, nemmeno lo ricordo, e poi ho detto basta. L’ho preso, l’ho chiuso, l’ho riposto nella libreria e mi sono andata a vedere il film al cinema.
Il film non è palloso come il libro… e meno male!
Fan della Mazzantini, non fucilatemi. D’altronde, nella recensione di “Il catino di zinco” lo avevo già detto che non andavo per niente d’accordo con questa scrittrice.

Trama:

Una mattina Gemma lascia a terra la sua vita ordinaria e sale su un aereo, trascinandosi dietro un figlio di oggi, Pietro, un ragazzo di sedici anni. Destinazione Sarajevo. Ad attenderla all’aeroporto, Gojko, poeta bosniaco, amico fratello, amore mancato, che ai tempi festosi delle Olimpiadi invernali del 1984 traghettò Gemma verso l’amore della sua vita, Diego, il fotografo di pozzanghere. Il romanzo racconta la storia di questo amore, una storia di ragazzi farneticanti che si rincontrano oggi, giovani sprovveduti, invecchiati in un dopoguerra recente. Una storia d’amore appassionata, imperfetta come gli amori veri. Ma anche la storia di una maternità cercata, negata, risarcita.

Recensione: 

L’ho trovato scritto male, è molto molto pesante, troppo descrittivo in alcuni punti, fa troppi salti dal passato al presente e a volte fai fatica a capire in quale punto del tempo sia collocato ciò che stai leggendo…
Poi dal film ho anche capito che la trama era interessante, perché sostanzialmente è proprio una bella storia, e mi sono davvero dispiaciuta che questo libro sia stato reso, dalla scrittrice, così petulante. Ho ascoltato opinioni in merito anche da chi prima di me lo aveva letto, perché volevo proprio sapere se il problema ero io o se davvero questo libro non si poteva leggere, e mi è stato detto che dopo le prime pagine diventava più interessante. Io ormai ho visto il film, lo dico proprio sinceramente, la storia la so e di andare a ritornare tra quelle pagine non ho proprio voglia.

Al contrario di tutte le cose negative che ho detto fino ad ora, il film è consigliato e vi lascio di seguito il trailer.

Vi lascio con questo consiglio “filmoso” 🙂
Un bacione

Cioccolato & Libri

Dai libri ai film: Meno male che ci sei – Maria Daniela Raineri

2480920Trama: 

Allegra ha diciassette anni e a volte si sente trasparente. I suoi genitori la trascurano, le compagne la escludono e Gabriele, il ragazzo perfetto di cui è innamorata, la tratta come una sorellina minore e sembra più interessato a una “vecchia” universitaria ventenne. Luisa ha trentacinque anni. Lavora in banca, è single ed è tormentata da un mutuo trentennale e da una relazione sbagliatissima con un uomo sposato. Allegra e Luisa non si conoscono, ma lo stesso incidente cambia la vita di entrambe. Allegra rimane orfana e Luisa perde l’uomo che ama, il padre di Allegra. Dopo la tragedia le due si incontrano per la prima volta, diventano amiche, si aiutano ad andare avanti. Luisa si mette alla prova come mamma/sorella maggiore e Allegra ha la sensazione di far di nuovo parte di una famiglia. Con il tempo, le cose iniziano ad andare bene. Allegra riesce a conquistare il suo Gabriele e anche Luisa si lascia sedurre da Giovanni, fascinoso “ragazzo” di quarant’anni. Quando la relazione tra Luisa e Giovanni inizia a farsi seria, Allegra, terrorizzata dall’idea di restare sola un’altra volta, entra in crisi. In una corsa in discesa, fatta di assurde gelosie e scelte sbagliate, Allegra allontana da sé tutte le persone che ama. Ma per fortuna le amiche vere restano e, dopo un periodo buio, Allegra e Luisa si ritrovano. Cambiate, ferite, ma ancora capaci di essere amiche e finalmente pronte (tutte e due!) a diventare grandi per davvero.

Trailer film:

Ho completamente amato il rapporto tra Luisa e Allegra, in egual modo in libro e film.

Voto libro: 8 e mezzo
Voto film: 8

 

Così leggere da bucare le nuvole. Wintergirls – Laurie Halse Anderson

Questa autrice, Laurie Halse Anderson, ha la capacità di parlare dei problemi dei ragazzi con una semplicità e profondità unica. Quando dico semplicità non intendo superficialità, intendo quel modo che ti permette di capire in modo perfetto, senza equivoci, le emozioni precise che provano i protagonisti problematici che ci ritroviamo di fronte.

Di questa autrice ho recensito già “Speak. Le parole non dette“… oggi invece parliamo di “Wintergirls. Così leggere da bucare le nuvole”.

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Trama:

Lia e Cassie sono amiche dall’infanzia, ragazze congelate nei loro fragili corpi, in competizione in un’assurda gara mortale per stabilire chi tra loro sarà la più magra. Lia conta maniacalmente le calorie di tutto quello che mangia e di notte quando i suoi non la vedono si sfinisce di ginnastica per bruciare i grassi. Le poche volte che mangia, cerca di ingerire cose che la feriscono, come cibi ultrapiccanti, in modo da “punirsi” per aver mangiato. Si ingozza d’acqua per ingannare la bilancia nei giorni in cui la pesano. Quando eccede nel cibo ricorre ai lassativi e passa il tempo a leggere i blog di ragazze con disturbi alimentari che si sostengono a vicenda. Nel suo libro più toccante e poetico dopo Speak, finalista al National Book Award, L. H. Anderson esplora l’impressionante discesa di una ragazza nel vortice dell’anoressia.


Terribilmente sconcertante.

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Terribilmente sincero.

Non è bello quando le ragazze muoiono.

La storia di Lia è l’orribile realtà di tante ragazze a giorno d’oggi. L’anoressia, la bulimia e altri generi di disturbi alimentari e di autolesionismo sono ormai all’ordine del giorno. La cosa non è assolutamente positiva e, a mio parere, più se ne parla meglio è.

Questo libro ti spezza l’anima, ti fa rendere conto di quanto sia stupido cercare di essere sempre più magre, sempre di più, fino allo sfinimento. Cosa ci si guadagna?

Lia non lo capisce perché non è facile uscire da situazioni del genere, si sente brava solo una cosa, essere magra, e vuole continuare ad esserlo.
Cassie, la sua migliore amica, è morta e la perseguita.

Ma Lia ha vinto la scommessa, è più magra di Cassie, è una sperduta ragazza d’inverno e non riesce più a tornare indietro.

Voto: 9 e mezzo

 

Citazioni: Mille splendidi soli – Khaled Hosseini

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Non si possono contare le lune che brillano sui suoi tetti,
né i mille splendidi soli che si nascondono dietro i suoi muri.

Ogni fiocco di neve era il sospiro di una donna infelice da qualche parte del mondo. Che tutti i sospiri che si elevavano al cielo si raccoglievano a formare le nubi, e poi si spezzavano in minuti frantumi, cadendo silenziosamente sulla gente.

Vedete, ci sono cose che vi posso insegnare, altre che potete imparare dai libri.
Ma ci sono cose che, beh, bisogna vedere e sentire.

Il club delle ricette segrete – Israel Andrea & Garfinkel Nancy // Recensione

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La cucina è invasa dal profumo del caramello e delle mandorle tostate. Val e Lilly ce l’hanno quasi fatta. Basta aggiungere l’ultimo ingrediente, raro e segreto, ed ecco che i cioccolatini sono pronti, perfetti per addolcire un primo appuntamento, stuzzicare un bacio o suggellare un’amicizia. Proprio come quella tra Val e Lilly, amiche per la pelle fin da bambine, eppure così diverse. La prima, seria e timida, da sempre soffocata da una famiglia opprimente, e la seconda, estroversa e sicura di sé, che vive all’ombra di una madre bellissima e di un padre distante. Opposte, ma unite dalla comune passione per la cucina, che le accompagna sin dalla nascita della loro amicizia. Ma c’è un segreto di cui nessuna delle due è a conoscenza. Una menzogna insopportabile che aleggia inconfessata tra le loro famiglie e con il tempo si farà sempre più insostenibile, fino a dividerle per sempre, imprigionandole in un silenzio duro come la pietra. Ma adesso forse qualcosa può essere salvato. Recuperare è ancora possibile. Per farlo, Val e Lilly devono mettersi di nuovo alla prova. Devono trovare la ricetta mancante, scoprire la verità su ciò che le ha divise così a lungo. E decidere se potrà rovinare per sempre la loro amicizia o farla rinascere. Stampato in proprio dalle autrici, il romanzo ha raccolto un grande successo grazie al passaparola tra i lettori. Una storia di amicizia e tradimento, forza e speranza, menzogna e redenzione che sancisce il potere eterno della magia del cibo e dell’amore.


Questo non è uno di quei libri di cui faccio recensioni positive.

Ho finito questo libro da poco, credo due giorni, e quindi il mio sconcerto è ancora abbastanza fresco, non è per niente sbollito, il che mi porta a parlare di sensazioni molto più amplificate.

Io ho sempre amato gli Elefanti Bestseller di Garzanti, provo un amore incondizionato che mi porta a sbavare su ognuno di essi appena li vedo. Di solito li guardo, ci penso un po’ e alla fine li compro.
Inutile dire che con questo c’è stata un’immensa DELUSIONE.

Le pagine si dividono in lettere scritte da due amiche, che si sono perse di vista e cercano di ritrovarsi, e ricette di qualsiasi tipo.
Ah, ok. Interessantissimo.

Quello che sto dicendo vi deve preoccupare per un semplice motivo: il mio blog si chiama “Cioccolato&Libri” e il motivo, ovviamente c’è. Non è solo che amo il cioccolato, è proprio che mi piace mangiare. Cucinare no, non mi piace affatto, ma quando vedo una ricetta cerco sempre di propinarla alla mia mamma (invano, perché non mi cucina mai nulla). Leggendo questo libro non mi è venuta assolutamente voglia di dare una ricetta a mia madre o scriverla nella sua agenda di raccolta, non mi è venuta voglia di immedesimarmi nella storia di queste due amiche che cercano di riconciliarsi e, in certi punti, non ho neanche capito bene la trama.
In realtà il prima, i motivi delle liti e il passato delle famiglie di entrambe non sono affatto spiegati chiaramente quindi è tutto un “cercare di capire”.

Questo libro per me è stato un totale flop… voto: 6 e mezzo.

 

 

Recensione: La stanza 13 – Robert Swindells

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Una normalissima gita scolastica, con i ragazzi che fanno chiasso sui pullman e i professori che guidano il gruppo da un monumento all’altro. Ma Fliss, tormentata da un incubo premonitore, si rende subito conto che l’antico albergo in cui la scolaresca è ospitata nasconde segreti inquietanti, e che la sua compagna Ellie May è in gravissimo pericolo. Inutile chiedere aiuto ai professori: chi le crederebbe, se rivelasse che la misteriosa stanza numero 13 ospita una presenza malefica e nascosta? Così Fliss e i suoi amici devono affrontare, notte dopo notte, una terrificante avventura che non potranno raccontare a nessuno…

Questo libro era di mio fratello che anche se non è un lettore ha qualche mini-cosa che ha comprato quando era piccolo e che è rimasta negli armadi per tanto tempo. L’ho preso dal suo armadio, appunto, e mi sono messa a leggerlo.
La storia è assolutamente adatta ai più giovani, direi fascia 10-13 anni, come trama e anche come stile di scrittura.
Ovviamente da una storia “horror” ci aspettiamo la suspense e la paura, ma non ci sono dei macabri dettagli che terrorizzano i giovani ragazzi. Ha pochissime pagine, alle 160, è un tascabile in tutto e per tutto, ed è scritto da Robert Swindells.
Troviamo una ragazza, Fliss, che parte in gita scolastica ma prima di partire ha un incubo e sogna proprio l’hotel nel quale si stabiliranno. Quando arriva lì si accorge che qualcuno comincia a fare cose strane, soprattutto una ragazza che ogni notte, alle 12 in punto, si alza ed entra in una stanza, la numero 13. Di giorno questa stanza non ha un numero e viene usato come ripostiglio per le lenzuola, ma di notte il grande e gigantesco 13 appare e non si sa cosa accada dentro quella stanza perché questa ragazza comincia a stare male. E’ proprio per questo che Fliss e alcuni suoi compagni di classe saranno portati ad indagare per scoprire di più…

Che mistero si nasconde dietro la stanza 13?

Voto: 8

 

Speak. Le parole non dette – Laurie Halse Anderson

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Trama:

Melinda Sordino ha tredici anni e un segreto. L’estate prima di entrare al liceo, durante una festa, viene violentata da uno dei ragazzi più popolari della scuola. Ancora sconvolta, Melinda chiama la polizia, e nel fuggi fuggi generale non riesce a confessare la violenza subita. Quando pochi giorni dopo le amiche di Melinda scoprono che è stata lei a chiamare la polizia e a rovinare il party, non pensano a chiederle spiegazioni, ma la maltrattano e smettono addirittura di salutarla. Melinda si isola e comincia ad avere difficoltà a parlare sia a scuola che a casa. Fino a che… Vincitore di numerosi riconoscimenti letterari, “Speak” è stato tradotto in venti paesi con grande successo di critica e vendite.


 

È più facile se non dico niente. Tieni la boccaccia chiusa, cuciti le labbra, ce la puoi fare. Tutta quella merda che hai sentito alla TV sul comunicare ed esprimere quello che senti è una bugia. Nessuno in realtà vuole ascoltare quello che hai da dire.

Quando iniziai a leggere questo libro, dalla trama, avevo capito che stavo andando incontro ad argomenti come l’emarginazione ed il non riuscire a reagire.
Non sono mai stata vittima di bullismo, non mi sono mai isolata, ho vissuto la scuola in maniera abbastanza tranquilla ma so come ci si sente quando ci si isola. L’ho fatto anche io in alcuni periodi. In alcuni periodi, appunto.
Prima di iniziare questo libro non riuscivo a immaginare come fosse farlo per una intera vita.

Questo libro è assolutamente diretto e vero, reale, colpisce al cuore e fa capire molte cose. Mi è piaciuto talmente tanto da essermi rimasto nel cuore.

Ogni passaggio della vita di Melinda è angosciante e sei pervaso continuamente dalla voglia di salvarla, di intervenire, di aiutarla ad uscire dal suo guscio duro ed impenetrabile.

Voto: 9.

Recensione: Fairy love – Cyn Balog

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Titolo: Fairy love
Autore: Cyn Balog
Editore: Mondadori
Prezzo: 17,00 €
Pagine: 280

Trama:
“Cam Browne può fare tutto.” Lo scrive una rivista sportiva locale e lo pensano tutti: è intelligente, tremendamente sexy, ed è la stella della squadra di football della scuola. Ma quando Morgan, la sua ragazza fin dai tempi dell’asilo, lo vede letteralmente spiccare il volo per eseguire un touchdown, comincia a pensare che stia accadendo qualcosa di strano. E strano è dir poco: mentre il corpo di Cam inizia a subire inspiegabili cambiamenti e il suo comportamento diventa sempre più sfuggente, in città arriva Pip, un ragazzo misterioso e stravagante che racconta a Morgan una storia assurda: Cam è una creatura fatata, presto sarà condotto nell’Oltremondo per diventarne il sovrano e dovrà sposare Dawn, una fata molto potente più simile a una top model che a Campanellino. Morgan è disposta a tutto pur di non farsi portare via il suo Cam da un esercito di creature alate. Ma si possono ingannare le fate?

A questo punto mi giro verso il comodino, dove c’è una foto di noi due sulle Kingda Ka, le montagne russe più alte e veloci del mondo; l’abbiamo scattata durante una gita al parco dei divertimenti Six Flags Great Adventure la scorsa estate. Lui sta con le braccia alzate sopra la testa in segno di vittoria; io tengo gli occhi serrati e gli sto così incollata addosso da fare posto a una terza persona. Ho la faccia deformata per la sofferenza. L’avevo pregato di non comprarla, visto che sono venuta da paura, ma Cam non mi ha dato retta «perché» ha detto «anche se credevi di morire, alla fine sei sopravvissuta. E non dovrai dimenticartelo mai. Niente è brutto come sembra.» Niente è brutto come sembra, ripeto fra me e me.
Già dal titolo, Fairy love, capiamo che si parlerà di fate.
I protagonisti del romanzo sono i due fidanzatini Cam e Morgan. Cam è un giocatore di football mentre Morgan prevedere il futuro.
Una cosa molto interessante ed utile… se non fosse che può prevedere solo quello degli altri e non il suo.
I due ragazzi si conoscono e stanno insieme praticamente da sempre ma tutto cambia durante una partita di Cam. Morgan si accorge che, mentre segna un punto per la sua squadra, fa un salto quasi innaturale.
Morgan comincia a farsi delle domande, cerca di darsi delle spiegazioni fino a quando in città non appaiono Pip e, invisibile ad occhi umani, Dawn.
Dawn è una fata ed è venuta per “prelevare” Cam e portarlo via dal mondo dei mortali, via da Morgan, per sempre.
Siamo le due facce della stessa medaglia. E quando una di queste smette di esistere, l’altra che fine fa?
Cam si rifiuta di farlo, ovviamente, cercherà delle scappatoie. Morgan cercherà di aiutarlo. E Pip? Cosa centra in tutto questo? Perché Dawn vuole portare via proprio Cam? Riusciranno i due ragazzi a restare insieme?
Voto: 8

La casa sopra i portici – Carlo Verdone

copCarlo Verdone si racconta per la prima volta in un flusso di ricordi ricco, sorprendente, tenero ed esilarante. Si parte dalla giovinezza e dal vissuto nella mitica casa paterna, grande protagonista del libro: l’incontro con Vittorio De Sica, il rapporto con i genitori e i fratelli, gli scherzi (tanti, fulminanti), le prime esperienze sentimentali ma anche i drammi famigliari. E poi il cinema: i primi passi al Centro Sperimentale sotto la guida di Roberto Rossellini, la genesi dei film, i retroscena, gli aneddoti più inediti e divertenti, il rapporto con gli attori. Quindi le amicizie che hanno segnato la sua vita: Sergio Leone, Federico Fellini e Massimo Troisi. E senza tralasciare il grande amore di Carlo per la musica: i primi concerti di Beatles e Who, gli incontri con David Bowie, David Gilmour e Led Zeppelin. Un libro per scoprire un “privato” inedito e i molteplici aspetti di un regista, attore, autore che ha ammaliato, divertito, fatto riflettere generazioni di italiani. Un artista che – attraverso la sua trentennale carriera – ha tracciato un formidabile, lucido, disincantato e talvolta spietato ritratto del nostro paese.


Ho letto questo libro l’estate scorsa e ancora me ne ricordo.
Un’autobiografia ben scritta, reale e divertente… La vita di una persona che ci viene scaraventata in testa.
Ad un certo punto ti senti parte di questa vita anche tu.
Il libro mi è stato prestato da mia zia, lettrice come me, e lei ne parla sempre… Credo che sia uno delle sue biografie preferite.

Verdone descrive la sua vita nella casa in cui è cresciuto e ne parla con tenerezza, con sincerità schietta e semplicità.
La cosa che fa più spiccare questo libro penso che sia la capacità di passare dai momenti di commozione a quelli di risate a crepapelle.
Perché?
Perché la vita è così: momenti di gioia e tristezza si alternano.
E’ questo che rende il libro così reale!

Voto: 8