Recensione: La stanza 13 – Robert Swindells

12039204_877238835693745_1346826568115607941_nTrama:

Una normalissima gita scolastica, con i ragazzi che fanno chiasso sui pullman e i professori che guidano il gruppo da un monumento all’altro. Ma Fliss, tormentata da un incubo premonitore, si rende subito conto che l’antico albergo in cui la scolaresca è ospitata nasconde segreti inquietanti, e che la sua compagna Ellie May è in gravissimo pericolo. Inutile chiedere aiuto ai professori: chi le crederebbe, se rivelasse che la misteriosa stanza numero 13 ospita una presenza malefica e nascosta? Così Fliss e i suoi amici devono affrontare, notte dopo notte, una terrificante avventura che non potranno raccontare a nessuno…

Questo libro era di mio fratello che anche se non è un lettore ha qualche mini-cosa che ha comprato quando era piccolo e che è rimasta negli armadi per tanto tempo. L’ho preso dal suo armadio, appunto, e mi sono messa a leggerlo.
La storia è assolutamente adatta ai più giovani, direi fascia 10-13 anni, come trama e anche come stile di scrittura.
Ovviamente da una storia “horror” ci aspettiamo la suspense e la paura, ma non ci sono dei macabri dettagli che terrorizzano i giovani ragazzi. Ha pochissime pagine, alle 160, è un tascabile in tutto e per tutto, ed è scritto da Robert Swindells.
Troviamo una ragazza, Fliss, che parte in gita scolastica ma prima di partire ha un incubo e sogna proprio l’hotel nel quale si stabiliranno. Quando arriva lì si accorge che qualcuno comincia a fare cose strane, soprattutto una ragazza che ogni notte, alle 12 in punto, si alza ed entra in una stanza, la numero 13. Di giorno questa stanza non ha un numero e viene usato come ripostiglio per le lenzuola, ma di notte il grande e gigantesco 13 appare e non si sa cosa accada dentro quella stanza perché questa ragazza comincia a stare male. E’ proprio per questo che Fliss e alcuni suoi compagni di classe saranno portati ad indagare per scoprire di più…

Che mistero si nasconde dietro la stanza 13?

Voto: 8

 

Recensione: Tutto l’amore smarrito – Antonella Frontani

3-10

Titolo: Tutto l’amore smarrito
Autore: Antonella Frontani
Editore: Garzanti
Pagine: 176
Prezzo: 14,90 €

Trama:

Per Adele, con il suo lavoro da giornalista in cui non si sente realizzata e tanti sogni lasciati in un cassetto, l’unica ragione di vita è Amata, sua figlia. Ogni gesto, ogni pensiero di Adele è per lei, nei suoi giorni che scorrono sempre uguali. Fino a quando non conosce Pietro, e il suo silenzio che non riesce a trovare una voce. Pietro è sopravvissuto al campo di concentramento di Mauthausen e porta ancora dentro il gelo di quel tempo lontano. Adele deve solo intervistarlo, ma ci sono incontri che cambiano la vita per sempre. Adele è la sola che può aiutare Pietro a fare pace con sé stesso. Perché riconoscono l’uno nell’altro un dolore che parla di un amore impossibile, che non ha avuto la forza di battere il destino. Ma quando il passato torna con la sua forza dirompente, c’è solo una strada da percorrere, quella della verità. Ad ogni costo.


Dalla trama mi aspettavo una cosa diversa: le vite di una giornalista e di un uomo sopravvissuto al campo di concentramento che si incrociano per far nascere una storia.

In realtà non è così.

Le vite di queste due persone si sviluppano separatamente per le prime pagine, entriamo nella vita di entrambi e apparentemente non li colleghiamo. Intorno a pagina 110 vediamo che l’incontro tra i due protagonisti comincia a dare frutti a livello di trama e solo alla fine ne capiamo il legame vero e proprio.

Il romanzo è corto, come avete potuto leggere sono solo 176 pagine, quindi tutto questo tempo che l’autrice ci ha messo per far sviluppare ciò che è scritto in copertina, per me, non è una cosa super positiva.

Avrei preferito conoscere il passato di Pietro ed Adele in un altro modo. Ammetto che il libro non assomiglia a ciò che leggo abitualmente ma ho voluto provarci e quindi non lo sconsiglio a chi ama il genere perché è scritto, sostanzialmente, molto bene.

Il mio voto è un 7 e mezzo, aspettavo qualcosa in più.