Opinioni senza spoiler: Il bacio dell’ombra (L’accademia dei vampiri #3) – Richelle Mead

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Ho parlato del primo capitolo della saga qui –> L’accademia dei vampiri <– (quindi tutto ciò che riguarda trama iniziale e libri che compongono la saga si trova in quell’articolo) e del secondo capitolo qui -> Morsi di ghiaccio. L’accademia dei vampiri #2 <- (articolo rigorosamente privo di spoiler.

Oggi siamo qui per parlare del terzo capitolo di questa saga, Il bacio dell’ombra, che a mio parere è stato leggermente migliore del secondo.
Per me hanno avuto tutti il massimo dei voti, fino ad ora, ma scopriamo insieme le caratteristiche di questo libro, in confronto al secondo.

  1. Il rapporto tra Rose e Lissa:
    nel secondo libro mi ero “lamentata” del fatto che la storia non fosse più concentrata sul legame tra Rose e Lissa (come invece lo era stato nel primo) e che le due amiche riuscissero a stare insieme veramente per poco tempo. In questo libro, invece, halleluja, torna l’importanza del legame tra Lissa e Shadow Kiss Rose e di come esso consumi letteralmente l’una o l’altra ad ogni minimo uso dello Spirito.
    Inoltre vediamo anche le “conseguenze” del ritorno in vita di Rose, che apprendiamo già dal primo libro ma non analizziamo abbastanza fino al terzo.
  2. Scrittura:
    nel secondo libro mi ero “lamentata” (di nuovo) del fatto che a volte la scrittrice era come se si dimenticasse di ciò che aveva già spiegato in precedenza. Se nel secondo libro siamo accolti da un prologo che ci fa il riassunto del libro precedente, questo nel terzo libro non succede ma ci sono comunque le spiegazioni di determinate cose.
    A questo punto penso che l’autrice lo faccia di proposito, tende a rispiegare le cose per qualcuno che magari si approccia per la prima volta alla saga, per non dare loro problemi nel comprendere le situazioni… diciamo che non si comporta come il resto degli autori di saghe fantasy che ti “costringono” a leggere tutti i precedenti.
    Comunque, secondo me, chi non legge i precedenti si perde moltissimo!
  3. Lati positivi generali:
    Finalmente in questo libro, come ho già detto, vediamo le conseguenze reali del legame tra Rose e Lissa, degli sviluppi nel rapporto tra Rose e Dimitri, il motivo della presenza di Adrian (un personaggio che appare nel secondo libro) e cosa significherà per Rose diventare un guardiano e uccidere degli Strigoi.
    La trama è sempre differente, non si ripetono mai gli stessi avvenimenti e al lettore viene da pensare che all’interno dell’Accademia non ci si annoia mai… e infatti io questi libri li sto divorando!
    Ci metto un giorno a finirli e le pagine non sono affatto poche.
    Rose si riconferma la mia protagonista di fantasy preferita fino ad oggi.
  4. Lati negativi generali:
    Anche in questo libro la cara, carissima, Richelle Mead mi ha spezzato il cuore.
    Ora mi chiedo se la donna ci provi gusto… perché io no!
    Come hai potuto fare una cosa simile? DOPO quello che mi hai fatto passare nel due, ti ripeti nel tre e in maniera anche peggiore?
    Ogni libro meno dieci anni di vita.

 

Continuerò la saga? Assolutamente sì.

Un bacione!

Opinioni senza spoiler: Morsi di ghiaccio (L’accademia dei vampiri #2) – Richelle Mead

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Ho parlato del primo capitolo della saga qui –> L’accademia dei vampiri <– quindi tutto ciò che riguarda trama iniziale e libri che compongono la saga si trova in quell’articolo.
Per questo romanzo, invece, non vi metterò la trama e non vi dirò cosa succede nella recensione personale: mi limiterò a parlarvi in linea generale di lati positivi e negativi, emozioni e differenze di scrittura dal primo romanzo.

In parole povere: non voglio fare spoiler!

Dividerò questa recensione in punti:

  1. Il rapporto tra Rose e Lissa:
    nel primo libro Rose e Lissa sono inseparabili, lo dico nella recensione e si evince dalla trama, in questo invece non è propriamente così.
    Non so dirvi se ho apprezzato o no questa cosa perché Lissa è messa un po’ in secondo piano rispetto a Rose. Ok, Rose è la voce narrante e io la adoro perché è la protagonista più simpatica che io abbia mai conosciuto, ma anche Lissa ha i suoi lati interessanti. Spero che nel terzo siano di nuovo sottolineati a dovere.
  2. Scrittura:
    A volte, devo dire, Richelle Mead sembrava scordarsi delle sue stesse parole.
    Vi faccio un esempio per farvi capire meglio.
    Capitava che Rose, al posto della scrittrice, dovesse spiegare a noi lettori qual è la gerarchia Moroi, Dhampir e Strigoi e come funziona tra loro. Questa cosa la scopriamo già nel primo libro ma l’autrice sente il bisogno di rispiegare e lo fa esattamente come nel primo libro. Come se non bastasse fa una specie di riassunto del libro precedente e non solo nel prologo: a volte mentre parla di personaggi che abbiamo conosciuto nel primo libro si comporta come se, per noi, fosse la prima volta in cui li vediamo.
    Non so se è stata una cosa volontaria ma è come se l’autrice avesse voluto rendere questo libro adatto ad essere letto senza il precedente… non ha l’impostazione di molte saghe che ho letto in passato che necessitano dei precedenti e dei successivi.
  3. Lati positivi generali:
    In questo libro cambiano le ambientazioni, cambiano le relazioni tra i personaggi che abbiamo conosciuto nel primo libro (chi si odia si ama e viceversa) e ne conosciamo di nuovi. Ci sono risvolti amorosi interessanti per Rose tra le vecchie e nuove conoscenze ed anche dal punto di vista personale, con alcuni parenti.
    In più Rose finalmente farà un passo importante che tutti noi aspettavamo dal primo libro… ma non sarà così semplice infatti…
  4. Lati negativi generali:
    Richelle Mead mi ha spezzato il cuore.
    Non dirò altro ma le mie lacrime hanno parlato per me.

 

Continuerò la saga? Assolutamente sì!
E dovreste farlo tutti.
Un bacio :*

Libri di sogni: Top 10 anno 2015 ♥

Senza nome

Scoprite di più sulla collaborazione cliccando qui: LIBRI DI SOGNI.

Arrivate alla fine di un anno lungo e pieno di libri, io e la solita Sognatrice Interrotta, abbiamo pensato che fosse carino stilare una TOP 10 dei libri che abbiamo letto nel 2015.
Non ci sono parametri precisi per cui li abbiamo scelti, semplicemente alcuni libri ti restano nel cuore.

La mia TOP 10

per leggere le recensioni dei libri citati, cliccate sulle copertine.

10) 

Ascolta il tuo cuore

9)

I-miei-piccoli-dispiaceri

8)

segreti-perduti

7)

Noi-siamo-grandi-come-la-vita

6)

liesel

5)

cover

4)

cover (1)

e stiamo arrivando alle prime tre posizioni…

3)

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2)

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ed il primo in classifica è…

1)

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La Top 10 di Cioccolato & Libri finisce qui, ma non perdete quella di Sognatrice Interrotta cliccando qui.

 

I miei piccoli dispiaceri – Miriam Toews // Recensione

Avevo letto, quest’estate, un articolo su Cosmopolitan che parlava de I miei piccoli dispiaceri dicendo “Cosa farebbero l’una per l’altra due sorelle che si vogliono bene? Tutto”.

Questo libro è nella terzina finalista al Premio Sinbad (lo “Strega” degli editori indipendenti) e, leggendolo, se ne capisce benissimo il perché.

Grazie Marcos y Marcos per aver portato in Italia questa meraviglia.
I-miei-piccoli-dispiaceri

  • Titolo: I miei piccoli dispiaceri (Titolo originale: All my puny sorrows)
  • Autore: Miriam Toews
  • Casa editrice: Marcos y Marcos
  • Data Pubblicazione: 9/04/2015
  • Numero di pagine: 368
  • Codice EAN: 9788871687131
  • Prezzo: 18,00 €

Trama:

Elf è sempre stata la più bella.
Ha stile, idee geniali, ti fa morir dal ridere; le capitali del mondo la ricoprono allegramente di dollari per farle suonare il pianoforte e gli uomini si innamorano perdutamente di lei.
Yoli è la sorella squinternata. Ha messo al mondo figli con padri diversi, ha un amante avvocato, se si rompe la macchina fa sesso con il meccanico, ha il conto sempre in rosso e una carriera mancata.
E cos’è adesso questa storia che Elf vuole morire? Proprio in questo momento, poi, a due settimane da un’importantissima tournée.
“Elfie, ma ti rendi conto di quanto mi mancheresti?” Quali sono le cose giuste da dire per salvare una vita? Yoli la prende in giro, la consola, la sgrida, aggredisce lo psichiatra dell’ospedale, cammina lungo il fiume tumultuoso del disgelo, non sa più che pesci pigliare.
Cospira con la madre, con zia Tina, con il tenero marito scienziato di Elf, con Claudio, il suo agente italiano, e tra cene alcoliche, sms di figli ed ex mariti, sorrisi e ultime frontiere del pianto, lottano tutti per convincere Elf a restare. E in questo lungo duello di parole, carezze, umorismo nero si celebra la grazia e l’energia che occorrono per accettare il dono fragile della vita.

Scritto per dare forma a un dolore vero, I miei piccoli dispiaceri è un’esplosione di intelligenza, comicità e calore: Miriam Toews è una scrittrice grandissima, e in questo romanzo ha messo tutta la testa, l’anima e il cuore.


Elf e Yoli sono nate in un villaggio mennonita. Devo confessare che non mi era familiare il termine, prima di leggere questo libro, ed ho dovuto andare a cercare il significato e gli stili di vita di queste persone per poter comprendere profondamente le azioni di tutti i protagonisti del libro.

Per questi uomini, una ragazza con un libro in mano era il nemico pubblico numero uno.

Questa storia è veramente assurda nel modo di scrivere e nelle cose scritte. Talmente strano da essere geniale.
Sin dalla prima pagina capisci che queste due sorelle in realtà sono normali, pensano quello che il mondo pensa ogni giorno, ma il fatto che esprimano certe emozioni è considerato particolare.
Nessuno o quasi, nel mondo di oggi, è abituato a esprimere le proprie opinioni ed emozioni in modo schietto e sincero.
Ho provato quasi una punta di invidia nelle loro capacità di esprimersi, nella forza e nel coraggio di Yoli e nella debolezza di Elf.

Elf mi aveva spiegato che lei era esattamente come quel tizio di cui aveva letto sul giornale, un tizio cieco dalla nascita che a quarant’anni e rotti aveva subìto un’operazione alla cornea e tutt’a un tratto era stato in grado di vedere, e nonostante gli avessero detto che la vita gli sarebbe parsa favolosa, dopo l’operazione era stato un incubo. Il mondo lo deprimeva, con le sue falle, le sue falsità, il marciume e la tetraggine e la tristezza, tutto l’orrore ora manifesto, tutto così scialbo e decrepito. L’uomo era precipitato nella depressione e morto in breve tempo. Sono io! disse Elf. Le ricordai che la vista lei ce l’aveva, lei ci vedeva, ci aveva sempre visto, ma lei mi disse che non si era mai abituata alla luce, semplicemente non aveva mai sviluppato una tolleranza al mondo, la vaccinazione non aveva attecchito. La realtà era tagliola arrugginita. Senti, dissi, allora smetti di ripetere ‘amore’ all’infinito, ok? Smettila una buona volta. Ma Yoli, non capisci, disse lei. Non puoi capire. Il che non era vero, non del tutto. Quello che capisco è che se ripeti continuamente una certa parola e la cosa ti fa star male allora accidenti, devi smettere di dirla. Perché insistiamo con queste conversazioni esasperanti? le chiedevo. Non sono conversazioni! diceva lei. Svisceriamo le cose. Le svisceriamo.

E parliamo della madre di queste due ragazze? Che personaggio. Perde alcune persone nel corso della storia ma rimane sempre lì, come un pilastro, a raccogliere i cocci degli altri e di se stessa.

Almeno abbiamo la rabbia e con quella costruiremo imperi, signori.
Questo libro ve lo consiglio con tutta me stessa: è spettacolare.
Il mio voto è 10, e non si discute.